Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

Il BLOG di Paolo Volpe header image 1

deleghe agli assessori: il sindaco ne ha accennato nel consiglio del 31 luglio

25 agosto 2019 · Nessun commento

ASSESSORI: COSA FARANNO?

Nel consiglio comunale del 31 luglio, il sindaco ha comunicato le deleghe che intenderebbe assegnare agli assessori. Preciso che, fino ad oggi, non risultano atti ufficiali. Da quanto abbiamo potuto ascoltare, il quadro sarebbe il seguente:

  • Anna Rabino: turismo e agricoltura;
  • Antonio Accasto: manutenzione e rifiuti;
  • Crocifissa Noto: sociale;
  • Guglielmo Aubert Gambini: commercio e politiche giovanili.

Nonostante il tempo trascorso dalle elezioni, le deleghe pesanti non verrebbero assegnate. Bilancio, lavori pubblici e personale rimarrebbero in capo al sindaco. Scelta legittima, senza dubbio. Tuttavia indica una debolezza della maggioranza che non ha al suo interno competenze adeguate o, comunque, persone delle quali il sindaco si fidi per gestire temi così delicati. Esiste anche una terza possibilità: che il sindaco non voglia delegare su settori di così importante rilievo, preferendo tenere su di sè tutte le responsabilità. La delega è una facoltà, non un obbligo. Tuttavia, bisogna tener conto che una conseguenza di questa scelta potrà essere uno spazio maggiore che, di fatto, i tecnici, cioè dipendenti, potrebbero avere o prendersi. A partire dal ruolo che potrebbe assumere il nuovo segretario comunale. Nuovo perché l’attuale cessa il prossimo 31 agosto. E già aveva un ruolo che usciva, a mio modo di vedere dalle sue competenze. Erano frequenti i suoi interventi in consiglio comunale per sostenere l’amministrazione negli atti proposti. Interventi sovente vicini al taglio “politico”, che si sono visti anche in questo inizio del nuovo mandato. Circa i responsabili degli uffici, a Villafranca abbiamo la fortuna di averne di buona qualità e professionalità, supporto indispensabile per ogni amministratore che voglia lavorare, ma chi rappresenta la politica ha un ruolo di scelta e di indirizzo che non riguarda il dipendente.

Si starebbero replicando le stesse modalità operative che hanno segnato l’amministrazione Cavalla. Anche in quel caso, non venne mai data la delega ai lavori pubblici e il bilancio rimase nelle mani del sindaco dopo la morte di Guazzo. La stessa Anna Macchia, da assessore, non ha mai avuto deleghe. Fare il sindaco che accentra tutto su di sè può avere qualche vantaggio nell’immediato. Decidere da soli è più semplice. Ma non paga nel tempo, come si è visto con lo stesso Cavalla, sia come azione complessiva del Comune, sia come capacità della squadra di governo. Uno degli argomenti ribaditi con forza nel 2014 da chi sosteneva proprio Cavalla fu che l’essere sempre presente in municipio avrebbe comportato vantaggi enormi. A parte un impegno di ore, senza dubbio considerevole, ma comunque pagato con lo stipendio da sindaco al quale non ha mai rinunciato, non mi sembra che il Comune abbia fatto un salto di qualità. Far crescere una classe dirigente nuova che operi nella collegialità è un lavoro tutt’altro che banale. Bisogna crederci, investire e sperimentare. A partire da quei corsi di formazione, magari aperti anche ai cittadini, che noi abbiamo sempre chiesto e che l’allora amministrazione non ha mai considerato.

Nelle deleghe agli assessori che sarebbero state date possono comunque entrare argomenti importanti. Anche se il sindaco non ne ha spiegato i contenuti delle loro competenze e nessuno glielo ha chiesto. Ci saranno iniziative per premiare chi fa bene la differenziata e, in particolare, chi non produce rifiuti? Sociale: come si intendono affrontare, se si vogliono affrontare, le delicate e diverse situazioni che stanno passando la casa di riposo e l’asilo? Politiche giovanili: nel programma elettorale c’erano indicazioni piuttosto generiche. Ci sono provvedimenti in cantiere? E l’agricoltura? Cosa si intende fare, visto che nel programma elettorale non c’era questo capitolo?

→ Nessun CommentoTag: politica

consiglieri comunali, usate il vostro diritto di sapere e di far politica

16 agosto 2019 · Nessun commento

IL DIBATTITO ASSENTE

Nei quasi tre mesi del nuovo mandato amministrativo, abbiamo avuto tre consigli comunali e due consigli dell’Unione Colli del Monferrato. Consigli molto veloci. Dove il dibattito non c’è quasi mai stato. Un po’ gioca senz’altro l’inesperienza di tanti. Molto anche la probabile mancanza di conoscenza sui problemi e sui meccanismi di funzionamento di un consiglio.
In Unione abbiamo sentito solo la voce di Gianluca Forno, presidente e sindaco di Baldichieri, che nella prima seduta auspicava un dibattito sul futuro dell’ente durante il consiglio successivo. Dibattito che poi non c’è stato. Avendo vissuto quanto successo negli scorsi anni, non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che il dibattito se non viene sollecitato dai consiglieri, non viene incentivato dagli amministratori, sempre propensi ad evitarlo. In compenso, abbiamo sentito Forno promettere incontri formativi per i consiglieri. Buona cosa, senz’altro. Era la nostra proposta, che noi avevamo rinforzato con la richiesta di apertura ai semplici cittadini desiderosi di informarsi. Proposta vissuta sempre con fastidio e sufficienza da chi oggi la dichiara. Noi li abbiamo chiesti per anni, fornendo anche un programma completo. Ne abbiamo avuto un accenno. Poi più nulla. Per lor signori, non c’era mai tempo e sono passati gli anni. Sordi a tutte le sollecitazioni. Se si è consiglieri comunali bisogna conoscere temi, meccanismi, norme. Per rinforzare con i giusti strumenti di lavoro quella visione di insieme e voglia di fare che chi si candida dovrebbe già avere. Sempre per esperienza passata, dubito che i consiglieri attuali avranno i corsi formativi. Consiglieri che, però, sono stati richiamati con una certa asprezza a mantenere il riserbo sulle informazioni che acquisiranno nel loro mandato. Per evitare “fughe” di notizie. Chissà quali pericolose notizie potranno mai divulgare a Villafranca o Baldichieri. Forno probabilmente dimentica che i consiglieri hanno il diritto di sapere tutto perché dovrebbero far politica. E i cittadini non hanno diritto di sapere? Qualcosa da nascondere? Stiamo parlando di cosa pubblica. Quindi, di tutti.  Non privata. Peccato che nessun consigliere abbia sentito il bisogno di replicare a questa pessima uscita del presidente. Che ha tutto il cattivo gusto di un rimprovero preventivo, esteso anche ai dipendenti dei Comuni. Così tutti stanno bravi. Per questi governanti, è un fatto grave che le cose si sappiano e magari siano oggetto di discussione. Meglio andare sui giornali o sui social quando, a loro modo di vedere, possono far bella figura. E magari vantarsi di circostanze che nemmeno i consiglieri conoscono o che non sono ancora state deliberate. Mi auguro che l’amministrazione di Villafranca sappia dimostrarsi più aperta e non segua Forno su questa strada, ottusa e inutilmente formale.
Nell’ultimo consiglio comunale villafranchese, la minoranza ha timidamente iniziato a far qualche domanda. Fatto positivo. Spero sappia continuare. Se lo farà, e saprà essere incisiva con proposte adeguate e argomentate, sarà un bene per tutti. Qualche evidente difficoltà dall’amministrazione a rispondere.

→ Nessun CommentoTag: politica · Unione "Colli del Monferrato"

la nostra proposta sul futuro dei vigili

12 agosto 2019 · Nessun commento

SULLA SICUREZZA SERVE UNITA’

Abbiamo consegnato una nostra proposta sul futuro dei vigili al Comune di Villafranca, all’Unione Valtriversa e all’Unione Colli del Monferrato. Per ora quanto ci risulta, nessuna decisione sarebbe stata presa su come riorganizzare il servizio. Nei consigli che ci sono stati fino ad ora, Villafranca e Colli, abbiamo sentito sul tema solo parole generiche. Che i vigili siano sempre stati considerati solo un costo da chi ha governato in questi anni, è fatto noto. Che oggi ci sia il problema di come gestire i rapporti economici tra Villafranca, Baldichieri e la Valtriversa, a causa della pessima convenzione nata dopo la scissione dei due Comuni dall’Unione. è cosa meno conosciuta. Hanno sempre preferito parlare poco di un  sistema inutilmente complesso, gestito con troppi ritardi e superficialità, voluto dai due paesi per portare a casa i soldi delle multe autovelox. Forse, una delle vere cause della spaccatura. L’ultima novità c’è stata nel consiglio comunale del 31 luglio. L’amministrazione villafranchese ha dovuto mettere a bilancio altri 36 mila euro per possibili ulteriori spese richieste dalla Valtriversa per la notifica proprio delle multe. E se Villafranca ha dovuto mettere tutti questi soldi in più, chissà se e quanti ne ha dovuti stanziare Baldichieri. Soldi che dovranno essere dati? Non si sa perché le cifre sarebbero oggetto di valutazioni più approfondite. Poi c’è il buio totale sulle multe mai incassate negli anni. Alla fine del 2018, il nostro Comune ne aveva in bilancio per 214 mila euro. Qualcuno sta provvedendo al loro recupero? Viene da chiedersi se gli amministratori degli enti coinvolti si siano mai parlati. Se i dati necessari siano stati puntualmente accertati nel tempo. Se siano state prese le opportune iniziative per tutelare i diritti di tutti e portare a casa i crediti. Ne abbiamo sempre dubitato. O, al massimo, c’è stato un dialogo tra sordi. Con queste premesse, ci sembra difficile che si arrivi ad un unico corpo dei vigili con Villanova, paese che si sta già muovendo da solo per assumere due nuove persone.

Con la nostra proposta, abbiamo voluto sottolineare quello che secondo noi dovrebbe essere l’obiettivo: che i Comuni si occupino della qualità del servizio se vogliono fare veramente sicurezza. Ridurre tutto ad una bega da condominio, litigando per gli effetti di quella convenzione mal gestita, sarebbe un altro grave errore che renderebbe ancora più profonda la spaccatura con la Valtriversa.  Ci auguriamo che tutte le parti in causa sappiano superare gli sbagli del passato, pensando ai vantaggi per i cittadini e all’unità della zona. Evitando la comoda scorciatoia di dare la colpa di tutto ai dipendenti che hanno lavorato. Villafranca saprà fare la sua parte?

Ecco il testo del nostro documento:

Da tempo siamo preoccupati per l’inadeguata attenzione data alla presenza dei vigili sul territorio del nostro Comune. A nostro modo di vedere, è una presenza insufficiente su tutti i Comuni dell’Unione Valtriversa e dell’Unione Colli del Monferrato. La situazione che si è determinata tra gennaio e marzo, con la presenza di solo due addetti su quattro, e la condivisione del comando con il Comune di Villanova, rende il servizio di polizia municipale precario. Problema aggravato dalle ore di lavoro dei vigili vendute ai Comuni di Tigliole, Cisterna e Antignano. Percepiamo un senso generalizzato di insicurezza tra i cittadini. Sicuramente amplificato dalla difficoltà nazionali ma al quale i Comuni devono dare la loro risposta. Crediamo che vigili siano una presenza istituzionale irrinunciabile. Sono primi occhi dei Comuni sui territorio. Un presidio di legalità di cui ogni paese ha bisogno.

Comprendiamo che esista una carenza di risorse nei Comuni e che questo induca gli amministratori a fare scelte al risparmio. A nostro modo di vedere, alla mancanza di soldi i Comuni devono rispondere con soluzioni innovative basate sulla collaborazione reciproca e sulla condivisione di personale e strutture. Riteniamo un grave errore tornare indietro nel tempo a scelte dove ogni Comune si gestisca da solo o, peggio, ignori il problema. Sarebbe rinunciare al bagaglio di esperienza e professionalità che l’Unione Valtriversa ha costruito in questi anni con la nascita del Corpo di polizia municipale. Crediamo sia un errore pensare a convenzionamenti con realtà importanti e lontane come, ad esempio, Asti. Significherebbe accettare di essere periferia, subordinati a logiche e priorità non nostre. Pertanto, crediamo si debba ripartire proprio dal corpo di polizia municipale della Valtriversa, ricostituendo l’originario organico di quattro persone: scelta che permetterebbe di superare anche eventuali problemi dati dai limiti di spesa sulle assunzioni dei singoli Comuni. In particolare, di quelli oggi convenzionati, cioè l’Unione Colli del Monferrato con Villafranca e Baldichieri.

All’Unione Valtriversa riteniamo serva una garanzia di stabilità, anche per affrontare l’onere economico. La durata del nuovo accordo che unirebbe i due enti dovrebbe almeno essere non inferiore a 15 anni. Solo su queste basi crediamo sia possibile un servizio integrato con il Comune di Villanova che, per quanto ci risulta, sta già procedendo a due nuove assunzioni per ripristinare il proprio organico. Se venisse raggiunto tale accordo, diventerebbe possibile l’ingresso nel servizio del Comune di Dusino San Michele. Con vantaggi per tutti dovuti alla continuità territoriale.

Come distribuire i costi tra i Comuni aderenti? La convenzione scaduta ha mostrato di essere inutilmente troppo complessa. Un documento dai contenuti rigidi, senza attenzione alla qualità del servizio. Crediamo che costi debbano essere ammortizzati con il ricavato effettivo derivato dalla gestione di tutte le sanzioni, compreso l’autovelox, e solo il disavanzo residuo debba essere ripartito in proporzione diretta agli abitanti dei singoli Comuni. Ci dovrà essere un unico centro di spesa e di incasso. Con un solo comando, responsabile dell’organizzazione complessiva del Corpo e delle relative attività, con due uffici di zona a Villanova e Villafranca. Questa scelta darebbe trasparenza a costi e ricavi. Tutti i Comuni avrebbero interesse ad organizzare iniziative utili per incassare i crediti relativi alle sanzioni non pagate. Sarebbe più semplice informare, in modo comprensibile, la popolazione sulla struttura del lavoro svolto dai vigili e sui risultati ottenuti.

Cosa ci aspetteremo dal nuovo servizio?

• La costante presenza di una pattuglia sul territorio, in diverse fasce orarie almeno per 12 ore giornaliere;

• un lavoro di prevenzione del fenomeno furti e truffe, in difesa delle persone che più facilmente diventano vittime, come gli anziani: aspetto particolarmente sentito dalla popolazione. Tale prevenzione potrà essere effettuata anche attraverso la creazione di “gruppi di controllo di vicinato”;

• istituzione della figura del “vigile di prossimità”. I vigili devono parlare con la gente ed a conoscere ambienti e situazioni: aspetti necessari sempre per una efficace prevenzione generale in un territorio che comunque ha visto e continua a vedere un ricambio di popolazione significativo, anche rappresentato da migranti;

• vigili che riescano a fare formazione in tutte le scuole dei Comuni compresi nel servizio.;

• partecipazione a riunioni pubbliche per informare la popolazione e rispondere alle domande della cittadinanza;

• un’efficace capacità di collaborazione e di integrazione con le altre forze di pubblica sicurezza e con i gruppi di protezione civile;

• accesso diretto dagli uffici del Corpo a tutta la rete di videosorveglianza esistente nei Comuni aderenti al servizio.

→ Nessun CommentoTag: Unione "Colli del Monferrato" · Valtriversa

stasera, convocati i consigli del Comune e dell’Unione “Colli del Monferrato”

31 luglio 2019 · Nessun commento

CI SARA’ DIBATTITO?

Stasera, consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato” alle 20 e consiglio comunale alle 21. In entrambi i casi, all’ordine del giorno variazioni di bilancio. Quelle comunali sono di particolare rilievo. Tra le maggiori spese previste ci sono altri  lavori per il  passaggio pedonale il corso di realizzazione e l’ampliamento del campo sportivo, l’acquisto di giochi per i bambini, l’arredo urbano per via Roma, un nuovo mezzo spargisale Inoltre, viene proposto un considerevole incremento dello stanziamento per le spese da corrispondere alla Valtriversa a seguito dell’invio postale delle multe. Ben 36 mila euro. A mio avviso, quest’ultima voce è un’ulteriore prova che la convenzione che fino ad oggi ha regolato i rapporti con la Valtriversa per la polizia municipale sia un atto inadeguato, inutilmente complesso e burocratico. Voluto solo per accaparrarsi le multe autovelox e non per costruire l’efficienza e la qualità del servizio Tutti gli enti coinvolti si sono dimostrati incapaci di gestirla. Quali saranno le sorti future del servizio dei vigili? Nulla ancora si sa ma, considerato da dove si parte, mancanza di personale, poca voglia negli anni scorsi di dar forza alle Unioni e pendenze economiche, la politica locale dovrà saper guardare lontano se vorrà riavere il corpo di polizia municipale. Se non lo vorrà più dovrà avere il coraggio di dichiararlo. Ma allora smettiamola di promettere “sicurezza”.

Nel consiglio dell’Unione, vedremo se ci sarà dibattito sul futuro dell’ente, come proposto da Gianluca Forno, confermato presidente nella scorsa seduta dell’8 luglio, dove abbiamo ascoltato solo il suo generico intervento. Forse, sentiremo qualche buon proposito per i prossimi cinque anni. Almeno, me lo auguro. Mi piacerebbe sentire qualche serio impegno per dare concretezza ad un’Unione rimasta senza un reale contenuto e non le solite frasi di circostanza. Continuo a pensare che la rottura della Valtriversa, voluta da Villafranca e Baldichieri, sia stata un grave errore. Mi chiedo se e quando la nuova amministrazione villafranchese si porrà il problema di ricomporre la frattura per puntare ad una nuova Valtriversa capace di contare.

→ Nessun CommentoTag: politica · Unione "Colli del Monferrato" · Valtriversa

i rifiuti che evadono la tassa

12 luglio 2019 · Nessun commento

COSA VOLETE FARE?

Cosa notate in queste foto? E’ sempre lo stesso bidone dei rifiuti in giorni diversi. Cambiano i “sacchi neri”. E’ solo un esempio di come il conferimento di sacchi abusivi dei rifiuti che non pagano la tassa comunale sia una pratica esistente e messa in atto senza troppi problemi, nella probabile convinzione che, ad evadere, non si rischi nulla. Infatti, da anni mancano controlli sistematici da parte del Comune. Non ci sono multe. I conti della tassa rifiuti sono chiari. Il Comune ha perso 241 mila euro tra il 2010 e il 2018. Alla fine dello scorso anno, i crediti non incassati erano pari a 278 mila euro. Non c’è solo l’evasione della tassa, attuata con sacchi abusivi o non pagando la relativa cartella. Ci sono anche gli abbandoni indiscriminati sul territorio, come dimostrano le raccolte fatte dai volontari che mettono il loro impegno per tener pulito pezzi di paese. Il problema è complesso. Lo dico da anni. E’ mancata la volontà politica di contrastare l’evasione. Qualcuno aveva più a cuore il facile consenso piuttosto che l’equità tra i cittadini. Una comoda scelta che è andata contro i tanti cittadini che fanno bene la raccolta differenziata. I controlli sono un lavoro che va fatto con costanza.  E’ mancata la voglia di sostenere e promuovere buone pratiche per non produrre rifiuti. Non ci hanno nemmeno provato perché l’idea era lontanissima dal modo di pensare dei precedenti amministratori. Per loro, anche la “casetta dell’acqua” era un problema economico e non un mezzo per aiutare la popolazione a non produrre bottiglie di plastica. Anche informare su come fare la differenziata è un lavoro che richiede tempo e molta costanza. Non basta qualche sporadico manifesto. Non c’è stato alcun tentativo di armonizzare le regole della tassa rifiuti villafranchese con quelle di Baldichieri. Regole e controlli che dovrebbero essere estesi a livello di zona, direi tutta la ex Valtriversa, per non rendere conveniente buttare i rifiuti in un altro paese.  Cosa intende fare la nuova amministrazione? Farà pagare chi non paga e, forse. non ha mai pagato?

recente foto che dimostra come sacchi neri di rifiuti vengano conferiti senza problemi al servizio di raccolta

sacchi neri di rifiuti conferiti senza problemi al servizio di raccolta

 

è sempre lo stesso cassonetto. Sono cambiati i sacchi.

è sempre lo stesso cassonetto, qualche settimana dopo. Con altri sacchi neri.

 

→ Nessun CommentoTag: ambiente · politica · Unione "Colli del Monferrato" · Valtriversa

ecco il progetto della nuova casa di riposo Santanera. Nella seconda metà di luglio, il consiglio comunale dovrà esprimersi sull’approvazione definitiva del piano di recupero

23 giugno 2019 · Nessun commento

COME POTREBBE CAMBIARE IL SANTANERA

La casa di riposo Santanera vuole ampliarsi. Proviamo a vedere in che modo.
la casa di riposo Santanera vista da via Daffara

la casa di riposo Santanera vista da via Daffara

Innanzi tutto, dove? Usando i fabbricati ex Venturello, adiacenti al Santanera. Sono stati acquistati dall’istituto nel 2007 e da allora sono rimasti in completo abbandono. Dopo tanti anni di colpevole ritardo, il consiglio di amministrazione ha approvato il progetto preparato dagli architetti Fabio Musso e Gianluca Carelli. I fabbricati attuali verrebbero completamente demoliti.
i fabbricati ex Venturello, visti da via Roma. Questi edifici sono stati acquistati dalla casa di riposo Santanera. 15 anni fa

i fabbricati ex Venturello, visti da via Roma. Questi edifici sono stati acquistati dalla casa di riposo Santanera 12 anni fa e da allora sono rimasti inutilizzati

Cosa dovrebbe sorgere? Cliccate sui link qui sotto per vedere le principali tavole del progetto.

Tavola 02 planimetria dell’intervento

Tavola 04 prospetti e sezioni

Tavola 05 disposizione dei piani

 

la relazione illustrativa

Cosa ci sarà in più? I posti letto passeranno da 40 a 86. I nuovi posti saranno tutti per non autosufficienti, una parte dei quali dovrebbero essere destinati a persone disabili, in modo da ampliare le tipologie di ospiti che potranno essere accolti. La costruzione sarà su quattro piani. Se guardate i progetti, noterete subito un distacco estetico con la sede attuale della casa di riposo. Una linea più moderna ma sobria, in modo da adattarsi alla zona. I materiali e le tipologie costruttive dovrebbe consentire un buon livello di autonomia energetica, con i conseguenti risparmi sui costi. Nel complesso, l’ampliamento aumenterà la superficie utilizzabile di 2000 metri quadrati. Ci saranno nuove aree a verde per gli ospiti, oggi molto contenute. Sul lato verso via Roma ci sarà un arretramento della costruzione, con la creazione di sei posti auto per parcheggi. L’accesso pedonale alla casa di riposo non sarà più quello attuale ma verrà spostato nella parte nuova, proprio. Chi entrerà, troverà un accogliente salone e gli spazi destinati all’amministrazione e alla direzione. Dalla lato del Valentino, ci sarà un accesso carraio, utile per i fornitori, le attività di servizio ed i mezzi di soccorso. Verrà installato un secondo ascensore montalettighe. Sul lato verso la ferrovia, ci sarà una scala di emergenza esterna in metallo e protetta.
Anche l’edificio esistente sarà interessato dai lavori. Verranno rivisti gli spazi comuni per superare i limiti di una struttura il cui impianto originario ha oltre un secolo e dove le ristrutturazioni fatte nel tempo non hanno curato una adeguata funzionalità.
Il progetto del piano di recupero è stato approvato dal consiglio comunale nella seduta del 16 aprile 2019. Dovrà tornare in discussione una seconda volta. Il consiglio sarà chiamato ad esprimersi sulle eventuali osservazioni, che potranno essere presentate fino al 15 luglio prossimo da chiunque, e sull’approvazione definitiva.
———————
Un buon progetto. Con soluzioni innovative e di qualità, che dovranno essere realizzate con cura. Un progetto con una visione di lungo periodo. Non pensato per tamponare qualche problema immediato. Fin dall’acquisto dei fabbricati ex Venturello, il nostro gruppo lo ha richiesto, operando perché prendesse forma. L’opera, se realizzata, porterà ad una ventina di nuovi posti di lavoro. Quanto fatto, è un primo risultato ottenuto anche grazie all’attenzione posta da Alfredo Castaldo, consigliere di amministrazione da noi designato quando eravamo gruppo di opposizione in consiglio comunale. I troppi anni di ritardo accumulati presenteranno il conto? Si. Complici i troppi tagli al sociale, oggi la Regione non sostiene più questo genere di costruzioni, come capitava in passato. Il Santanera dovrà trovare in proprio le risorse necessarie: circa 3 milioni di euro. Di chi è la responsabilità? Per me, delle amministrazioni comunali degli anni duemila, che hanno sempre considerato la casa di riposo un peso da evitare, cercando di consegnarla ai privati,  senza tenere in alcun conto l’interesse pubblico e le scelte sociali a favore degli anziani. Vedremo se la nuova amministrazione saprà dare un taglio netto con il passato e sostenere il progetto con scelte concrete, sia di indirizzo, sia di risorse. Noi abbiamo sempre chiesto che si torni alla gestione diretta, con il personale alle dipendenze dell’ente, togliendo di mezzo l’intermediazione delle cooperative che è solo un costo aggiuntivo. Riteniamo che l’investimento non possa essere visto solo come un’operazione edilizia. Sarà  fondamentale dare al Santanera il ruolo di centro delle attività e delle politiche per l’anziano e per le persone che necessitano di servizi socio sanitari. Bisognerà progettare un’offerta di servizi più diversificata rispetto all’attuale. I disabili, in primo luogo, in quanto posti letto che potranno ancora avvantaggiarsi del sostegno derivato dalle convenzioni con la Regione. Servizi a domicilio per intercettare quei bisogni di cittadini che preferiscono rimanere a casa ma hanno bisogno di essere aiutati. Qualche mini alloggio per persone che vogliono conservare una certa indipendenza ma preferiscono sentirsi più sicuri, utilizzando alcune attività della casa di riposo. Servizi ambulatoriali e medici aperti a tutta la popolazione, magari con un adeguato coordinamento con la “casa della salute”. Un centro diurno che faccia attività di animazione seria, aperte anche a chi non vive in casa di riposo. Una flessibilità della struttura che consenta di sperimentare le scelte. Quanti vantaggi avremmo potuto avere se proprio la “casa della salute” fosse stata pensata in modo integrato con il Santanera. Noi lo proponemmo nel 2006 ma la nostra richiesta venne bocciata dall’allora amministrazione comunale. Senza nemmeno una valutazione nel merito. Probabilmente, avremmo risparmiato soldi pubblici ed evitato di impoverire e degradare ancora di più il centro del paese. Con i se e con i ma non si fa la storia. Però è bene non dimenticare. Mi auguro che il Santanera non venga lasciato solo. Per realizzare questo importante obiettivo serve il sostegno di tutti. A partire da quello di Comuni e Unioni. Villafranca dovrà dimostrare di esserci. Bene che il nuovo sindaco abbia messo nel suo programma un sostegno per gli anziani che non possono pagare la retta. Un buon proposito che Cavalla non aveva mai attuato. Ma non basta. Serviranno aiuti strutturali. Quanti e come bisognerà contrattarli. A partire dalla verifica di chi ci starà. Di chi saprà passare dalle generiche e scontate parole di attenzione al sociale ai fatti.

→ Nessun CommentoTag: politica · sociale · Unione "Colli del Monferrato" · Valtriversa

velocissimo consiglio per la surroga di Badella. Ancora nessuna decisione sulle deleghe agli assessori

14 giugno 2019 · Nessun commento

IDEE CHIARE?

Pensavo che il consiglio comunale del 6 giugno fosse stato il più breve della storia villafranchese: 35 minuti. Mi sbagliavo. Il più breve è stato quello del 13 giugno: appena 15 minuti. A onor del vero. c’era un solo punto all’ordine del giorno: la surroga del dimissionario Valter Badella, ex vice sindaco che se ne è andato perché non più riconfermato nel ruolo, con Daniele Chiolerio, primo dei non eletti della lista di Anna Macchia. Nessuno ha chiesto spiegazioni o fatto considerazioni sulle dimissioni. Non era pensabile che lo facessero i membri della maggioranza ma dalla minoranza era lecito aspettarsi qualche domanda. Magari qualche valutazione politica. I “motivi personali” sono scuse di una banalità evidente, in particolare se usate il giorno dopo al primo consiglio. Una domanda è arrivata nel finale. Cirone ha chiesto se le deleghe agli assessori erano state affidate. Domanda logica e corretta che andava fatta già nel primo consiglio. Alla risposta negativa del sindaco non c’è stata alcuna replica e la seduta è stata sciolta. Venti giorni senza aver affidato le mansioni non sono pochi. Incarichi ai consiglieri? E quali saranno le responsabilità  nell’Unione con Baldichieri? Anche in quella situazione, non mi risultano decisioni.  Non ci sono ancora le idee chiare?

→ Nessun CommentoTag: politica · Unione "Colli del Monferrato"

prime divergenze in amministrazione: si dimette Valter Badella. Consiglio comunale convocato il 13 giugno, alle 21, per la surroga

8 giugno 2019 · Nessun commento

VOGLIA DI ASSESSORATO

Primo problema per la nuova amministrazione comunale. Due giorni fa, il 7 giugno 2019, Valter Badella ha dato le dimissioni. Secondo in ordine di voti nella lista, con 71 preferenze, esce dal consiglio il giorno successivo alla prima seduta. Perché? Nella lettera di dimissioni, Badella ha indicato i soliti e banali “motivi personali”. Che la situazione fosse nell’aria da qualche giorno, già si sapeva. Probabilmente, lo stesso interessato non ne avrebbe fatto mistero parlandone in giro. Il nuovo sindaco ha deciso di non confermarlo nella carica di vice, preferendogli Anna Rabino, e forse di non averlo nemmeno in giunta. Questo avrebbe scatenato da decisione di andarsene sbattendo la porta.
Il consiglio comunale per la surroga è già stato convocato per il 13 giugno, giovedì, alle ore 21. Subentrerà a Badella il primo dei non eletti, Daniele Chiolerio. 20 preferenze. Al suo primo mandato.
Il sindaco come sceglie gli assessori e il vice? E’ una sua discrezionalità politica, di cui si assume tutta la responsabilità. E’ libero di nominare chi vuole, senza alcun vincolo legato ai voti. Può scegliere anche assessori che non siano membri del consiglio comunale, in numero massimo di due. La stessa Anna Macchia era entrata in Comune proprio come assessore esterno nel 2018 su decisione dell’allora sindaco Cavalla. Quindi, Anna Macchia ha esercitato un proprio potere. Essendo la giunta l’organo di governo che dovrebbe lavorare a stretto contatto con il sindaco, è solo normale che gli assessori siano persone che godono della sua personale fiducia. Se Badella aveva delle aspettative personali, può essere comprensibile dal punto di vista umano. Null’altro. Non spetta a me giudicare se l’uomo aveva o non aveva soddisfatto le aspettative del precedente primo cittadino. Non credo che il problema di Badella sia solo un fatto personale. Forse, è la dimostrazione delle due anime all’interno della lista. Quelli che arrivavano dall’amministrazione Cavalla, prima relegati a ruoli di minore rilievo dalla pesante presenza di Roberto Guazzo che oggi potevano coltivare l’ambizione di avere maggior potere. Badella era diventato vice sindaco dopo la  morte di Guazzo. Dopo essere stato per lungo tempo prima un capogruppo e poi un assessore dal quale non si sono mai sentite idee di un certo rilievo. E i nuovi che, forti dei voti ottenuti, volevano contare. Su tutto questo, un sindaco nuovo che si è presentato in continuità con il passato, traendo da questo una quota significativa del proprio consenso, amplificato dalla modestia della lista concorrente, costruita all’ultimo momento, senza una vera esperienza e con troppe persone esterne al paese. E con un candidato sindaco, Antonio Cirone, già membro dell’amministrazione Cavalla come capogruppo, che se ne era andato dalla maggioranza nel 2018, dimettendosi, perché voleva entrare in giunta al posto proprio di Anna Macchia. Credo che il nuovo sindaco, ora che ha raggiunto il risultato, voglia dare alla sua amministrazione la propria impronta. Cosa legittima. Sarebbe stato meglio farlo prima, avendo la forza di considerare concluso un ciclo ventennale. Ma sono le scelte politiche che fanno la differenza. A condizionare ancora il tutto, rimane il fatto che se le liste, oggi come in passato, vengono costruite prima sui rapporti personali e solo in minima parte sulle idee, quando vanno a governare o sono controllate dalla forza del capo, o del vice capo, o rimangono deboli.

→ Nessun CommentoTag: politica

varato il governo comunale ma senza indicazione, almeno per ora, sulle deleghe

8 giugno 2019 · Nessun commento

PRIMI PASSI DEL NUOVO SINDACO

Giovedì 6 giugno 2019 c’è stato il primo consiglio comunale della nuova amministrazione. Riunione velocissima. Poco più di mezz’ora. Credo la più veloce nella storia del nostro Comune. Il sindaco Anna Macchia ha comunicato la composizione della giunta che sarà, per la prima volta, in maggioranza al femminile. Vice sindaco sarà Anna Rabino, già assessore nel precedente mandato. Assessori Antonio Accasto, consigliere nel precedente quinquennio; Guglielmo Aubert Gambini, nuovo entrato e primatista delle preferenze; Crocifissa Noto, anche lei nuova entrata. Nessuna indicazione sulle deleghe agli assessori che non sarebbero ancora state assegnate in via ufficiale. Nessuna indicazione anche su eventuali incarichi ai consiglieri.
In un sintetico intervento, il sindaco ha citato, in modo molto generico, i principali argomenti sui quali l’amministrazione lavorerà durante il mandato. Il completamento delle opere pubbliche avviate, a partire dai lavori di via Roma e dall’installazione delle nuove telecamere. Tra i futuri obiettivi, ridurre le tasse per chi aprirà nuove attività, l’istituzione di “gruppi di vicinato” per affrontare il problema sicurezza, una collaborazione più organizzata con il Cogesa, una collaborazione per migliorare l’offerta formativa delle attività scolastiche, la riduzione dei rifiuti e l’intensificazione dei controlli per prevenire gli abbandoni sul territorio, più spettacoli al San Giovanni. Argomenti interessanti perché toccano temi che il nostro gruppo ha spesso sollevato negli anni facendo proposte. Valuteremo se e in che modo verranno affrontati. Nessuna replica dalla minoranza, dove già non era presente il candidato sindaco Antonio Cirone. Evidente l’impreparazione ad affrontare il dibattito in consiglio.
Approvati gli indirizzi per le nomine dei rappresentanti del Comune negli enti. Da quanto hanno spiegato il sindaco e il segretario, Michela Parisi, rimangono inalterati rispetto a quelli in vigore nel precedente mandato. Bandi pubblici per invitare alla presentazione di curriculum. Una commissione consigliare che vaglierà le domande, formulando il proprio parere consultivo. Decisione sulla nomina che spetterà comunque al sindaco. Sono i criteri che il nostro gruppo aveva chiesto e ottenuto cinque anni fa e che il sindaco Cavalla, poi nella pratica, aveva faticato moltissimo a rispettare nel tentativo di aggirarle e nominare persone a  lui gradite. Anche su questo punto la minoranza si è astenuta, senza spiegare la propria posizione. Fatto difficile da comprendere, visto che questi criteri tentavano di rendere trasparente il processo delle nomine, prima del tutto rimesso alla discrezionalità del sindaco.

→ Nessun CommentoTag: politica

la prossima settimana dovrebbero iniziare i lavori di sistemazione di via Roma

8 giugno 2019 · Nessun commento

SERVE UN PROGETTO PER IL CONCENTRICO

I lavori per la sistemazione di via Roma dovrebbero partire la prossima settimana. Forse, già lunedì. L’appalto è stato affidato alla Creuma. 276 mila euro l’investimento complessivo, finanziato da un mutuo contratto con la Cassa di Risparmio di Asti per 190 mila euro e per la differenza da un contributo regionale.
Martedì scorso, 4 giugno, nella sala consigliare del municipio, la nuova amministrazione ha convocato un’assemblea pubblica per spiegare il progetto. Erano presenti il sindaco, Anna Macchia, e Guglielmo Aubert Gambini. Il pubblico era composto da una ventina di persone. Dopo una breve introduzione del primo cittadino, la parola è passata al tecnico comunale, Mauro Pittarelli, e al progettista, l’ing. Renato Morra. L’area interessata dagli interventi inizia da piazza Santanera per salire in via Roma, fino al S. Giovanni. Verrà risistemata la pavimentazione ma solo dove è danneggiata. Rivisto l’ingresso al concentrico, con la trasformazione a verde dell’area a parcheggio a ridosso della recinzione della casa di riposo. Verrà rifatta anche l’illuminazione,  che diventerà a led. In piazza Santanera verranno posati lampioni di altezza maggiore rispetto agli attuali. Rivisto con elementi di arredo urbano anche la zona davanti alla scalinata della chiesa. Prevista la possibilità di chiusura con apposite barriere di via Roma in occasione di eventi. Tempi di realizzazione? I lavori dovrebbero finire entro agosto.
Oltre alla buona qualità del lavoro svolto dal progettista e dall’ufficio tecnico comunale, bisogna riconoscere una novità positiva: l’amministrazione si è confrontata con la popolazione su un tema importante. Con la precedente, non sarebbe successo.
Sono necessari questi lavori? Senza dubbio. Via Roma è in uno stato di abbandono ormai da anni per la mancanza di adeguata manutenzione a causa dei pochi soldi destinati a questo scopo. Basterà questo a rivitalizzare il commercio nel centro del paese? Non credo proprio. Servirà ma il piccolo commercio, per competere con la grande distribuzione e con gli acquisti on line, deve valorizzare qualità, specificità, servizi al consumatore e rapporto umano. Ad esempio? Promuovere prodotti del territorio. Servizi a domicilio. Momenti di intrattenimento. Il Comune dovrebbe fare la sua parte? Si. Con spazi pubblici, curati e gradevoli, attrezzati per favorire le iniziative, sia del Comune, sia del volontariato. Penso ad uno spazio coperto in piazza Marconi. Ad un area Virano strutturata in modo stabile per manifestazioni. Al recupero di un San Giovanni da tempo in abbandono  per la mancanza di una politica culturale e per l’errore di soldi buttati in un impianto di riscaldamento sbagliato. Penso alla ricerca di attività di servizi alla persona che favoriscano la vivibilità del centro. In questo senso, potrebbe essere di notevole portata l’ampliamento della casa di riposo Santanera. Servirebbe la promozione di un “centro commerciale diffuso”. Avevamo già sollevato questi temi anni fa. Se il commercio ha traslocato dal centro, senza grandi fortune, come purtroppo anche le recenti vicende del Mercatone dimostrano, non è avvenuto a caso. La responsabilità è delle amministrazioni Padovani e Cavalla.
Il centro del paese ha vari problemi. La sua conformazione fisica. La mancanza di una viabilità agevole. La carenza di spazi a parcheggio che i commercianti vorrebbero vicini ai negozi. Le difficoltà ed i rischi per la sicurezza in piazza Goria nei caotici momenti di entrata e uscita dalle scuole. Finalmente, il sindaco Macchia ha ammesso che proprio lo spazio di piazza Goria deve essere regolamentato per ridurre i potenziali rischi per i ragazzi dovuti al traffico dei veicoli. Noi lo chiedevamo da anni ma il sindaco Cavalla si era sempre opposto, probabilmente preoccupato di non urtare le comode abitudini di tanta gente. E se fosse capitato qualche grave incidente? Non è successo, per fortuna. Ma un Comune non può far finta di niente, sperando sulla fortuna. Come verrà realizzata la regolamentazione? Non lo sappiamo. Per ora, la promessa è che il Comune starebbe studiando il problema. E’ già qualcosa.
In sostanza, serve un progetto complessivo del centro. Bisogna deciderne l’assetto pensando al futuro, non limitandosi all’immediato. Progettare una nuova viabilità che, partendo dal Valentino e costeggiando la ferrovia, salga verso San Rocco, utilizzando la strada, oggi piuttosto precaria, esistente dietro le scuole. Tutelare la sicurezza dei pedoni con percorsi protetti. Progettare parcheggi su via S. Elena e contrattare spazi a parcheggio in occasione di interventi edilizi privati. In questo senso, qualche posto auto in più arriverà proprio dall’ampliamento della casa di riposo. Bene ma negli anni scorsi il Comune ha perso alcune occasioni importanti. Errori che non saranno mai più rimediabili dai quali bisogna imparare. Perché sono stati commessi? Indifferenza al problema? Ricerca di facile consenso verso i privati?
Cliccate qui sotto per leggere la relazione al progetto dell’ing. Morra.
i lavori di via Roma

→ Nessun CommentoTag: politica