Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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L’Unione Colli del Monferrato spende soldi per l’addetto stampa. E sostenere la protezione civile?

24 novembre 2020 · Nessun commento

600 EURO PER LA PROTEZIONE CIVILE

In questi mesi di difficoltà, abbiamo apprezzato l’impegno della locale protezione civile. I suoi volontari sono intervenuti e intervengono in più situazioni a prestare la loro collaborazione. Mercato, casa della salute, montaggio delle tende per la mensa, chiusura della piazza della chiesa, spesa a casa. Solo per citare qualche esempio.  Persone che non si sono mai sottratte e hanno fatto molto, mostrando uno spirito di servizio che  vale più di mille discorsi. Un insegnamento prodotto con i fatti.

La pandemia ha evidenziato le debolezze del modo di vivere che è andato affermandosi sempre più negli anni. Paghiamo le sempre minori attenzioni per i più deboli e per chi è in difficoltà. Paghiamo la mancanza di una cultura della prevenzione, considerata troppo spesso, a tanti livelli, compreso quello locale, come un costo inutile. Un’idea da anime belle.

Giusto ringraziare chi si impegna. Va bene auspicare che altre persone si rendano disponibili. Tuttavia, le istituzioni devono dare un esempio concreto e credibile. Non bastano comode dichiarazioni. Il nostro Comune ha messo in bilancio per la protezione civile la “considerevole” cifra di ben 600 euro. Un bilancio fatto a luglio inoltrato, cioè quando già si sapevano i problemi che stiamo vivendo oggi per la pandemia. Con una tale cifra si fa solo finta di far protezione civile. Tutto viene rimesso solo alla buona volontà dei singoli. Per anni, “Villafranca Domani” ha chiesto investimenti nella protezione civile. I precedenti governi comunali non ci hanno ascoltato. Negli anni, con investimenti magari contenuti ma continuativi, avremmo potuto avere quello che oggi manca. L’amministrazione attuale, in piena continuità con il passato, ha proseguito sulla stessa linea. In che direzione investire? Siamo a livello locale quindi bisogna essere molto concreti. Conoscere le situazioni di debolezza con un censimento dei bisogni sociali.   Allenare tutti i soggetti potenzialmente utili (Comune, Unione, gruppo della protezione civile, Croce Rossa, alpini, medici) a lavorare insieme in modo coordinato, immaginando scenari di intervento e protocolli di comportamento. Formare i volontari sui rischi che potrebbero dover affrontare e sull’utilizzo di attrezzature ed apparecchiature di base. Ascoltare i loro suggerimenti per decidere insieme le priorità. Gratificarli e incentivarli, in particolare quelli impegnati in attività continuative. Pensare ad una sede, con attrezzature e un mezzo di trasporto. Qualcuno dirà: ma non ci sono soldi. Ma l’Unione Colli del Monferrato, quella tra Villafranca e Baldichieri, presieduta dal sindaco di Villafranca, a settembre, ha deciso di destinare 7 mila euro per pagare un addetto stampa per un anno.  Con quei soldi, si sarebbe potuto comprare qualche attrezzatura utile. Avere un addetto stampa non è un obbligo. E’ una scelta. Poi, non siamo in una grande città. Villafranca e Baldichieri anche insieme sono un piccolo centro. Si è preferito spendere per far bella figura sui giornali e cercare consenso.

Ovviamente, ci sarà qualcuno che metterà in dubbio il fatto che l’Unione abbia istituito l’addetto stampa. Pubblichiamo qui sotto il provvedimento.

determina del segretario dell’Unione per l’affidamento dell’incarico di addetto stampa

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La casa di riposo Santanera, da sola, non può reggere

22 novembre 2020 · Nessun commento

SERVE UN AIUTO

Conosciamo tutti le difficoltà in cui si trova la casa di riposo Santanera a causa del contagio da covid che ha colpito trenta ospiti e sette operatori. L’ente ha chiesto aiuto a tutti perché da solo non può reggere. Asl di Asti e alcuni medici di famiglia hanno risposto positivamente. Il dott. Paolo Aubert ha dato un ottimo segno di vicinanza con la sua presenza nella struttura in aiuto ai medici Asl che sono intervenuti. L’Asl fornirà anche un sostegno inviando un’infermiera dalla “casa della salute” per consentire i riposi all’infermiera fornita dalla cooperativa Kcs. Bene.  E il Comune? Da anni ci chiediamo se l’amministrazione comunale ha intenzione di sostenere la casa di riposo. Quale ruolo vuole attribuirle? Considera il Santanera un bene di Villafranca da proteggere? Intende organizzare in una reciproca collaborazione e un reciproco aiuto tra il Comune stesso, gli enti e le organizzazioni che si occupano di sociale nel nostro paese e nella zona? Non abbiamo visto risposte in passato e continuiamo a non vederle dall’amministrazione in carica, che comunque è la continuazione della precedente. In questo spazio, lo chiedevamo ancora lo scorso 1 maggio, in tempi ben più tranquilli degli attuali. Ora il Santanera ha bisogno di un aiuto straordinario subito perché c’è una situazione straordinaria. Soluzioni concrete e applicabili che contribuiscano a risolvere i problemi. Cosa serve? Un aiuto al personale che lavora, magari organizzando una presenza del volontariato. Ad esempio, qualcuno che aiuti a rispondere al telefono perché quando si è in pochi e sotto una notevole pressione diventa complicato fare anche quello. Oppure, aiutare a portare i pasti nelle camere e ad imboccare chi non riesce a mangiare da solo.  Serve un sostegno economico per affrontare le maggiori spese di questo difficile periodo e i minori incassi come rette. Ad esempio, i probabili maggiori costi per personale, rifiuti, collaborazioni professionali. Sono utili attrezzature per la qualità del servizio agli ospiti.  Servono riserve di dispositivi di protezione per chi lavora. Ripetiamo la domanda. Il Comune vuole impegnarsi su questo o preferisce ignorare e voltarsi dall’altra parte, facendo finta di niente? Vuole dare una mano a chi rischia ogni giorno in prima linea?  Vuole dare una mano a chi si assume da mesi responsabilità grandi per difendere gli anziani, persone deboli, o preferisce nascondersi dietro un generico e burocratico non è di nostra competenza? Pare che non ci si preoccupi della situazione in cui si è venuto a trovare il Santanera per il covid. Queste domande non sono polemica spicciola contro qualcuno. Non abbiamo mai attaccato le persone. Abbiamo sempre contestato scelte che non condividevamo o l’inerzia delle non scelte.  Se il Comune vuole raccogliere tutti i contributi utili per dare un futuro al Santanera, noi ci siamo.

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mancanza di dibattito e ritardi nella pubblicazione dei documenti rendono difficile al cittadino comprendere quanto avviene in Comune

26 agosto 2020 · Nessun commento

LE NOSTRE DOMANDE

Qualche domanda all’amministrazione comunale.

Ci saranno interventi a sostegno di casa di riposo e asilo dopo il difficile momento legato alla pandemia? Il Comune è interessato alla casa di riposo e del suo futuro d servizio pubblico? Proprio la pandemia ha reso evidente che servono attenzioni sempre maggiori e strutture adeguate per assicurare la qualità di un servizio che è molto delicato. Bisogna pensare ad una casa di riposo capace di fare anche attività domiciliari perché il solo modello residenziale mostra evidenti limiti e non basta più. Servono investimenti in tecnologia e attrezzature per risparmiare tempo e lavorare meglio. Sarebbero utili interventi per il contenimento dei consumi energetici. Manutenzioni strutturali per dare agli ospiti ambienti gradevoli. Personale assunto direttamente per avere professionalità adeguate da formare e seguire, senza costi di intermediazione di manodopera con non danno alcun vantaggio. Posti letto in più rispetto all’attuale struttura servirebbero, sia per soddisfare richieste, sia, ad esempio, per un reparto di isolamento oggi indispensabile con le nuove norme, ma bisognerebbe procedere con interventi modulari e graduali. Per rendere sostenibile economicamente l’investimento.

L’asilo verrà aiutato a riaprire a settembre? Ha perso mesi di rette. Nonostante tutto, è riuscito a fare, da solo, il centro estivo, credo uno dei pochissimi casi nell’astigiano. E’ stato deciso chi gestirà la mensa scolastica e con quali modalità?

Come riprenderà l’attività delle scuole? Proprio oggi, mercoledì, abbiamo visto che è iniziata l’installazione della prima di due tende nel piazzale che dovrebbero essere adibite a mensa. Ne prendiamo atto. Ci piacerebbe però sapere altro. Se e quali altri locali verranno utilizzati. Se verrà mantenuta didattica a distanza e come ha funzionato nello scorso anno scolastico.

Le attività di volontariato verranno aiutate a riprendere il lavoro con le necessarie tutele sanitarie per le persone? Crediamo servano scelte che aiutino tutti a rispettare veramente le regole. Gli spazi e le attività pubbliche devono essere ripensati e se c’è qualche soldo da investire, meglio farlo con soluzioni flessibili ma che servano nel tempo. Ad esempio, piazze attrezzate e con più verde. Non squallide presunte aiuole che non vedono manutenzione da anni. Coperture. Nuovi spazi a disposizione di tutti, magari con piccoli anfiteatri naturali dove le persone possano riunirsi mantenendo le distanze utili.

Rimarremo senza polizia municipale? Ci convenzioneremo con qualche altro ente? Faremo finta che basti assumere un vigile tornando all’antico, quando e come non si sa?

Quale futuro avrà l’Unione con Baldichieri? A giudicare dal sito internet della “Colli del Monferrato”, l’attività dell’Unione sembra del tutto inesistente.

Interessa o no all’amministrazione comunale riannodare il dialogo politico con la Valtriversa? Magari, ammettendo i gravi errori fatti in passato che hanno portato ad una spaccatura dannosa per Villafranca. Il nostro paese vuole avere un ruolo di zona o vuole chiudersi nei suoi piccoli confini?

Ci saranno iniziative per favorire le buone pratiche che non producono rifiuti? In campagna elettorale, c’erano state promesse, molto generiche, ma, dopo un anno, nulla si è visto.

Riprenderanno per intero le attività nella casa della salute o si prospettano tagli? A giugno era nato il timore di una soppressione, per tramite una mancata riapertura, dell’ambulatorio per le cure complementari. Il 30 luglio c’è stata l’assemblea dei sindaci dell’Asl di Asti. Poteva essere l’occasione per il Comune per porre tale domanda, magari chiedendo il potenziamento dei servizi territoriali. Peccato che Villafranca non fosse presente alla riunione.

Tanti argomenti diversi. Tutte domande che sarebbero servite per capire cosa intende fare l’amministrazione comunale e in che tempi. Tutte domande che sono rimaste senza risposta nel consiglio comunale del 27 luglio scorso, quando c’erano in discussione sia il bilancio consuntivo, sia quello preventivo. Domande che nessuno ha fatto. Come ormai è abitudine, il dibattito è nullo o quasi. Da un paio di sedute, il sindaco mette le mani avanti, dicendo che i temi sono stati discussi in una riunione informale che avrebbe consentito ai consiglieri di porre i quesiti che ritenevano. Peccato che si tratti di riunioni non pubbliche delle quali non rimane alcun resoconto ufficiale. Tutti i consiglieri devono avere la possibilità di approfondire liberamente gli argomenti che vengono portati in deliberazione. Devono avere le spiegazioni necessarie dai tecnici e dal personale comunale. In questo modo, i consiglieri, se lo vogliono, possono presentare proposte di variazione, i cosiddetti “emendamenti”, che devono poi essere votati dal consiglio. Un modo semplice e trasparente per far emergere in modo chiaro le differenze di pensiero. Ma è Il consiglio comunale la sede istituzionale per far sviluppare il confronto politico. Anche forte. In modo da dare ai cittadini la possibilità di comprendere le diverse opinioni dopo una presentazione oggettiva delle varie proposte. Praticamente nulla di tutto questo avviene a Villafranca. Poi, rimane sempre il fatto che bisogna avere idee e la voglia di esporsi. E di idee che guardino al futuro in Comune oggi non se ne vedono. A parte qualche opera, come un ulteriore lotto di trasformazione a led della pubblica illuminazione: iniziativa già adottata dall’amministrazione Cavalla e da noi chiesta diversi anni anni prima. O come i “parcheggi in via Roma”, idea che circola da anni grazie a proposte dell’ufficio tecnico comunale ma sulla quale nulla si è capito circa la soluzione che sarebbe stata scelta. Previsti altri investimenti al teatro San Giovanni: viene da chiedersi se il progetto sia stato rivisto per tener conto delle difficoltà imposte dalla pandemia. Le indennità, però, sono state confermate e questo vuol dire che il sindaco, come i predecessori della sua parte politica, si è mantenuto lo stipendio. Ribadisco, tutto legale che il sindaco si mantenga lo stipendio. Non lo trovo un comportamento etico se non si è dovuto rinunciare a un lavoro per ricoprire la carica.

Difficile che gli stimoli arrivino da una maggioranza molto silenziosa. C’è una completa subordinazione al sindaco? Probabile. Lascia perplessi l’opposizione, che sembra essere sempre molto timorosa e incerta di fronte alla possibilità e all’opportunità di distinguersi dalla maggioranza. Se poi a tutto questo aggiungiamo che La presentazione degli argomenti è spesso fatta in modo molto sintetico, difficile da seguire senza avere a disposizione i documenti, emerge un quadro desolante e faticoso. Non aiuta nemmeno il fatto che le delibere vengono pubblicate spesso con molto ritardo, magari prive di allegati che, chissà perché, rimangono “agli atti” e non vengono resi pubblici. Ad oggi, non conosciamo ancora le delibere relative al consiglio del 27 luglio. E sono passate più di quattro settimane. Oltre due settimane fa, abbiamo formalmente chiesto il bilancio 2019, il preventivo 2020 – 2022, il piano delle opere pubbliche e il piano finanziario dei rifiuti. Nessuna risposta. Qualcuno dirà che non abbiamo comprensione per le ferie. Tutt’altro. Sappiamo le difficoltà che incontra chi lavora veramente. Perché almeno non rendere pubbliche in anticipo le proposte di deliberazione con tutta la documentazione necessaria? Magari con spiegazioni che aiutino a comprendere anche chi non è un tecnico della materia. Sarebbe un bella novità per favorire il coinvolgimento dei cittadini e l’informazione sull’operato del Comune.

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il consiglio comunale è convocato per oggi alle 18.30

15 luglio 2020 · Nessun commento

ARGOMENTI?

Sul sito internet del Comune è comparsa la notizia che il consiglio comunale è convocato per oggi alle 18.30, sempre in videoconferenza. Peccato non ci sia l’ordine del giorno. Chi ha governato Villafranca in questi anni ha sempre sperato di rendere i consigli comunali dei semplici passaggi formali. Ma il dibattito almeno c’era, grazie a “Villafranca Domani”. Nell’attuale mandato amministrativo, i consigli sono diventati velocissimi. I provvedimenti proposti vengono illustrati in modo molto generico, di solito dal segretario o dai dipendenti presenti. Il dibattito è modesto o quasi sempre assente. Se poi aggiungiamo che le delibere, in particolare quelle di giunta, vengono spesso pubblicate con ritardo, si capisce come l’attenzione all’informazione per la cittadinanza sia molto modesta. Noi continuiamo a pensare che i cittadini informati, nel merito delle scelte e delle diverse opinioni, siano più consapevoli. Con vantaggi per tutti. Non sappiamo cosa verrà discusso oggi. Ci auguriamo che i consiglieri, che l’anno scorso erano stati ammoniti durante un consiglio dell’Unione a non divulgare informazioni, senza alcun rispetto per la democrazia e la funzione politica del consigliere, almeno sappiano su cosa vanno a deliberare. Non ne siamo così convinti.

credenziali per videoconferenza

AGGIORNAMENTO

Poco fa, sul sito del Comune è comparso l’ordine del giorno del consiglio di oggi. A leggere l’elenco, una serie di argomenti molto impegnativa.

ConvocazioneC.C.per_il_giorno_15.7.2020-min

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consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato” alle 18.30

9 luglio 2020 · Nessun commento

IL BILANCIO 2019

Oggi, 9 luglio, alle 18.30, torna a riunirsi il consiglio dell’Unione Colli del Monferrato. Un unico argomento in discussione: il bilancio consuntivo 2019. Tutti possono assistere alla seduta collegandosi in videoconferenza da pc, telefono o tablet. Modalità già utilizzata nello scorso giugno. Ci auguriamo che l’esposizione dei dati sia fatta in modo chiaro e ampio, per consentire a tutti di comprendere. Cliccate qui sotto per le credenziali di accesso.

collegamento in videoconferenza

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la polizia municipale non esiste più

4 luglio 2020 · Nessun commento

SI TORNA A VENT’ANNI FA

L’1 luglio ha chiuso in via definitiva l’ufficio dei vigili della Valtriversa ed è cessato il relativo accordo per avere la polizia municipale sul territorio di Villafranca e Baldichieri. Non ci sarà più un corpo unito di vigili per tutto il territorio.  Buttato via il lavoro iniziato vent’anni fa da Pasquale Campanile, primo comandante dei vigili della Valtriversa. Da qualche giorno, i due vigili rimasti, il comandante Eusebio Gamba e Fulvio Gagliasso si sono trasferiti a Cantarana. Gamba se ne andrà ad altro incarico. Gagliasso è vicino alla pensione. Vigili azzerati. La Valtriversa dovrebbe tornare ad un paio di unità con nuove assunzioni. Sarà il vigile di paese. Cosa ben diversa dal corpo sovracomunale.
La comunicazione della chiusura del servizio è stata data dal sindaco Anna Macchia durante il consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato” dello scorso 8 giugno. Per Macchia e per Forno, sindaco di Baldichieri, sarebbe stata la Valtriversa a recedere dall’accordo. Nessuna spiegazione è stata data sui motivi che avrebbero portato alla rottura. Solo generiche giustificazioni dove i due sindaci si sono auto assolti da ogni responsabilità, dichiarando di aver sempre messo impegno per lavorare con la Valtriversa. Sono stati ammessi, in modo molto generico, contatti con San Damiano e Villanova. Immaginiamo per qualche forma di acquisto di vigili a ore. Contratti che non hanno prodotto esiti, almeno fino ad ora, visto che nulla è stato spiegato al riguardo. Nessun consigliere ha fatto domande. Nessun proposito chiaro per il futuro. Forno ha dichiarato che le due amministrazioni vorrebbero una loro “microstruttura” senza essere legati ad altri enti. Tradotto, vorrebbe dire che i due Comuni potrebbero essere intenzionati ad assumere un vigile quando ci saranno pensionamenti tra il personale ora in servizio. Cosa farà? Il messo comunale? Si torna indietro di vent’anni. Tempi e modalità? Come sempre, nulla. Solo un generico “stiamo lavorando”.
I fatti evidenziano in modo chiaro la modestia politica dell’amministrazione di Villafranca nel problema vigili e su come porsi nei confronti della  Valtriversa. Avere o non avere i vigili? Nonostante avesse dichiarato di volerli, il nuovo sindaco non è riuscito a fare alcun concreto passo in avanti.  E’ trascorso più di un anno dalle elezioni. Avrebbe dovuto conoscere il tema visto che aveva fatto anche l’assessore nella giunta Cavalla. Ricucire l’unità politica con la Valtriversa?
Direi che siamo lontani anni luce. Non ci stupiamo. Non c’era mai stato un impegno in tal senso. Solo vaghezza. Non c’è stata alcuna capacità di riconoscere i gravi errori del passato e di cercare un nuovo punto d’incontro per ricominciare. Un articolo comparso sulla Stampa del 26 giugno riporta dichiarazioni di Bruno Colombo, sindaco di Roatto e  presidente della Valtriversa secondo le quali Villafranca avrebbe chiesto l’affitto della sede di regione Pieve, prima data in comodato. Considerato che il patto, quando il servizio era nato, prevedeva che Villafranca mettesse il fabbricato e la Valtriversa ristrutturazione, arredamento e gestione, direi che la mossa dell’amministrazione Macchia sia stata un  espediente per cercare la rottura e dare la colpa alla controparte. Dopo aver perso tanto tempo senza produrre nulla. Lo abbiamo detto fin dal principio che le assunzioni di nuovi vigili, per ricostituire un corpo unito, dovevano essere fatte dalla Valtriversa. Bisognava superare le diffidenze di qualche Comune, cosa possibile solo chiarendo che si voleva tornare insieme con un progetto preciso che mettesse davanti a tutto la sicurezza dei cittadini e del territorio.
Noi abbiamo fatto la nostra proposta con la petizione che ha raccolto 350 sottoscrizioni, via internet e in forma diretta. Nonostante le notevoli difficoltà legate alla pandemia. Un doveroso grazie a tutti coloro che hanno condiviso i contenuti del documento. Chi volesse, può ancora farlo via internet su change.org.
Per anni, nel consiglio comunale e nel consiglio della Valtriversa, prima, e della Colli del Monferrato, dopo la secessione, abbiamo sostenuto che i vigili erano un presidio di legalità. Un valore aggiunto che non doveva essere perso. Non un semplice problema di costi da azzerare: riducendo il personale, vendendo il suo lavoro ad altri paesi, magari lontani dalla nostra zona,  o da coprire con le multe.
Le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri se ne sono andate dalla Valtriversa dicendo che, insieme, avrebbero fatto grandi cose. In sei anni, non hanno prodotto risultati concreti in termini di servizi per la popolazione. Non hanno dimostrato alcuna  voglia di adottare politiche uniche sui problemi di zona. Nessun impegno per fondere le due strutture dei Comuni. Ci si è limitati a cambiare il cappello che gli uffici avevano, chiamando qualcosa “unione” invece che “Comune”. Perché? Nessuna volontà di unirsi. Solo far finta di cambiare per portarsi a casa qualche contributo regionale. Ma tutto doveva rimanere come prima. Ognuno nel proprio piccolo municipio. Attaccati all’idea che da soli è bello perché si può rimanere nel proprio isolamento, tirando a campare. Senza idee. Questa vicenda è una sconfitta per tutti i paesi coinvolti. In particolare, per Villafranca.  Nessuna delle due Unioni ne esce bene. Ovviamente, è la nostra opinione. Magari qualcuno preferiscce non avere i vigili. Si sa, non avere controlli può far comodo. Ma ogni scelta ha dei responsabili. Chi sono? Per Villafranca, chi ha governato il Comune in questi anni e in chi lo sta governando. Non è capitata per caso.

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8 giugno 2020, consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato” in videoconferenza

8 giugno 2020 · Nessun commento

UNIONE: IL BILANCIO IN CONSIGLIO

Oggi, 8 giugno, alle 18.30, tornerà a riunirsi il consiglio dell’Unione “Colli Del Monferrato”. L’Unione tra Villafranca e Baldichieri. Per la prima volta, visto il particolare periodo legato alla pandemia, sarà in videoconferenza. Anche il pubblico potrà assistere collegandosi. Cliccate sul link e trovate i riferimenti. L’argomento di maggior rilievo in discussione sarà il bilancio preventivo dell’ente. Vedremo se verrà proposto qualche fatto nuovo capace di dare un po’ di concretezza ad un’Unione che fino ad oggi non ha saputo creare servizi per la popolazione e politiche più efficienti per il territorio. Nonostante le tante vaghe promesse fatte dalle due amministrazioni con la secessione dalla Valtriversa.

Nessuna notizia, invece, su quando tornerà a funzionare il consiglio comunale di Villafranca e su quando conosceremo il  bilancio preventivo dell’ente. E siamo già a giugno.

Mi auguro che l’uso della tecnologia per favorire l’accesso dei cittadini ai momenti della vita politica locale venga mantenuto anche in futuro, quando saremo tornati alla normalità. Le possibilità da sfruttare sono molte.

http://www.collidelmonferrato.at.it/it/news/consiglio-unione-lunedi-8-giugno-ore-18-30

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premiare chi non produce rifiuti

6 giugno 2020 · Nessun commento

LA CULTURA DELL’AMBIENTE PULITO

Nella foto, abbandono di rifiuti in piazza Marconi, nei pressi delle campane del vetro. L’ennesimo pessimo esempio di come si possa sporcare il territorio con gesti stupidi. L’immagine è del 24 maggio scorso. I rifiuti sono stati rimossi nei giorni successivi. Bene. Gli abbandoni di immondizie sono tanti. Troppi. Sono prove di un problema profondo. Ci sono persone, tante, alle quali dell’ambiente non frega nulla. L’importante è fare i propri utili comodi. Come si affronta questo problema? Utile che Gaia (la società che gestisce gli impianti di raccolta rifiuti nell’astigiano) apra tre volte alla settimana l’ecocentro villafranchese. Però ci sorge il dubbio che si poteva far meglio. Perché?  Gaia ha 12 ecocentri in provincia. Nove hanno orari ben più comodi ed estesi del nostro. Il Comune ha provato a contrattare orari migliori, simili a quelli praticati nella maggioranza degli altri ecocentri? E ripristinare il ritiro a domicilio, in particolare per i quantitativi importanti o i materiali difficili da trasportare solo con l’auto? Sarebbero tutti modi per disincentivare l’abbandono. Servirebbero anche vigilanza e sanzioni. Già, ma i vigili possono fare poco. Sono ridotti ai minimi termini per l’incapacità di accordarsi tra i Comuni della zona. Mancato accordo nel quale Villafranca ha una grave responsabilità. Se non ci saranno fatti nuovi, da luglio non li avremo più. Nemmeno per quel poco di oggi. Il cambiamento si costruisce con la cultura dell’esempio. Va promossa e valorizzata l’attività di pulizia dei volontari del “gesto minimo” e di Legambiente.  Da lungo tempo il Comune non fa più azioni adeguate di promozione della raccolta differenziata. Più volte, negli anni, il nostro gruppo aveva chiesto scelte per premiare con una tassa più bassa chi applica buone pratiche per non produrli. L’amministrazione Cavalla si era sempre mostrata insensibile. L’attuale, nel suo evidente immobilismo, non ha dato prova di voler cambiare. O, forse, è senza idee.

ridotto

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cosa possiamo fare per aiutare il nostro territorio a ripartire su basi nuove?

1 maggio 2020 · Nessun commento

LE SCELTE CHE DIPENDONO DA NOI

Stiamo vivendo un momento molto particolare. Un morbo venuto da lontano che non si vede. Tocca anche a noi quello che fino a poco tempo fa pensavamo potesse capitare solo in zone lontane e arretrate, delle quali, in fondo, non ci importava più di tanto. E’ toccato anche ai nostri paesi. Paura di ammalarsi. Paura per i propri cari. Tutte emozioni giuste. Poi, però, passa più facilmente nelle persone il messaggio che bisogna “riaprire subito” perché interessi economici e comodità fanno più breccia degli inviti alla prudenza. E magari ci sono quelli, per fortuna una minoranza, che fanno la gita fuori porta e se ne vantano su facebook, nella convinzione di essere più furbi.
Stiamo vivendo una crisi che il mondo globale ha portato anche da noi. La supereremo? Si. Ne sono convinto. Qualche segnale positivo sta arrivando. Maggio ci porterà qualche riapertura ma è ancora presto per dire che tutto è finito.  Le attenzioni che in questi giorni stiamo mettendo per evitare il contagio dovranno accompagnarci ancora per del tempo.
Cosa ci insegna questo periodo? Il mondo globale è debole. Conosce solo le logiche del consumo e del massimo profitto. A quale prezzo? Per quelli che vogliono solo guadagnare, il danno sociale e ambientale non importa. Le garanzie e le tutele sono considerate oneri da eliminare per essere competitivi. Le conseguenze? Le abbiamo viste. Impreparazione nell’affrontare l’epidemia, a tutti i livelli. Mancanza di posti in terapia intensiva. Mancanza di strumenti di protezione. Sottovalutazione del problema. Mancanza di medici. Luoghi di lavoro inadeguati.  La fatica nel trovare risorse per consentire a tutti di fare la spesa. Prezzi folli per mascherine, guanti o disinfettante. La pretesa, sostenuta da diversi e accettata passivamente da molti, che bisogna curare solo chi avrebbe più possibilità di farcela perché gli anziani sono sacrificabili. Salvo poi accorgersi e scandalizzarsi dei tanti, troppi, morti nelle case di riposo. Forse perché  gestite da quel finto sociale  “privato” che, approfittando del disimpegno degli enti locali, si è impadronito del settore e cerca solo di guadagnare più che può con il minimo impegno.
Se chi ha governato, destra e sinistra, si fosse ricordato che la salute è un diritto previsto dalla Costituzione? Credo che oggi staremmo meglio. Invece, abbiamo tagliato risorse alla sanità pubblica per 37 miliardi di euro (fonte “il Fatto Quotidiano” del 5 marzo 2020). Lo stesso presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha ammesso che “la criticità più grande è l’assoluta mancanza di una medicina territoriale”.

E IL NOSTRO TERRITORIO?

 
Non voglio dilungarmi in discorsi generali. Mi limito a ricordare che anche qui da noi, a Villafranca, avremmo dovuto imparare da vicende passate. La “casa della salute”: abbandonata per dieci anni e dimenticata dai Comuni della zona. Venne finita e aperta solo dopo una petizione popolare che raggiunse le mille firme e un confronto pubblico con l’allora direttore generale dell’Asl, lda Grossi, alla quale va ancora oggi il nostro ringraziamento per aver accettato il dialogo con la popolazione. Credo l’unico esempio in tutta la provincia. Ora la casa della salute funziona ma fa molto meno di quello che era stato previsto nel progetto originale del 2006. Perché? L’allora giunta regionale leghista decise di tagliare la sanità sul territorio. Venne anche a dircelo a Villafranca davanti ad un pubblico che applaudiva. Era il 29 aprile 2011, invitando tutti a servirsi della sanità privata. E l’allora sindaco condivise che in sanità bisognava pur tagliare da qualche parte.  Tagli che erano iniziati già anni prima. Vi ricordate quando Villafranca aveva la Guardia Medica? Venne chiusa l’1 settembre 2003 nella totale indifferenza del Comune. A metà degli anni ’90 rischiammo di perdere il “distretto sanitario” che allora stava negli scomodissimi e inadeguati locali di regione Pieve. Perché non avvenne? Grazie all’amministrazione comunale guidata da Giovanni Saracco, scomparso pochi giorni fa, che volle, sola, l’acquisto dei locali di via Luotto. Scelta che consentì al paese di tenere i servizi sanitari,  di dare una sede nuova e migliore alla Croce Rossa e poi di avere il 118. Quegli stessi spazi che vennero aspramente criticati dai successivi governi comunali. Anche l’attuale sede della Croce Rossa, accanto alla “casa della salute”, arriva da una proposta fatta alla Regione da “Villafranca Domani” nel 2008 in una pubblica assemblea. Venne raccolta e furono trovati i soldi per realizzarla, ampliando il progetto originale. Perché ho fatto questi esempi? Per dimostrare che quando il Comune ha saputo guardare avanti con scelte coraggiose, ha saputo immaginare quello che mancava, o quando la popolazione ha saputo mobilitarsi (casa della della salute), i risultati sono arrivati. Una comunità locale può costruire il proprio futuro. Senza aspettare solo regali dall’alto sempre più rari per territori deboli come i nostri. Perché fatti di piccoli paesi. La pandemia ci ha ricordato che abbiamo tutti bisogno di una rete di protezione socio sanitaria basata sulla cultura della prevenzione.  Ma tutto questo non si improvvisa. Ci vuole tempo e voglia di fare scelte precise, con l’obiettivo di far crescere il senso e l’importanza dell’agire collettivo. Cosa si può fare nei nostri paesi?
  • serve un censimento dei bisogni sociali. Bisogna conoscere per decidere. Sempre.  Un compito che dovrebbe assumersi il Comune. Di quali servizi la popolazione ritiene di aver bisogno? Quali necessità ha il sistema scolastico locale? Con quale realtà si confrontano gli insegnanti? Le lezioni a distanza funzionano? In casa, quanti hanno un pc e una connessione adeguata? Le organizzazioni di volontariato e i patronati come percepiscono i cambiamenti sociali in atto? Quali richieste di prestazioni sociali arrivano agli sportelli del consorzio Cogesa? Cosa si aspettano gli imprenditore locali? Cosa pensano gli stranieri? Riescono ad integrarsi? Come stanno i tanti anziani che vivono soli? Che difficoltà incontrano le famiglie? Quali sono le aspettative dei giovani? Tante domande che, se proposte in modo organizzato e capillare, potrebbero consentire di raccogliere dati e informazioni utili per indirizzare l’attività nel nostro paese. Un censimento che potrebbe diventare anche di zona. Basterebbe che più Comuni lo volessero. Se l’avesse fatto, il Comune avrebbe potuto lavorare per tempo su un sistema di protezione utile a raggiungere le situazioni più deboli ed a monitorarle in modo costante. Un modo per essere uniti e fare comunità in senso vero. In pratica, creare una banca dati e tenerla aggiornata per scegliere dove investire. Dati che andrebbero diffusi e spiegati per favorire un dibattito sulle decisioni da prendere. Ovviamente, per fare tutto questo bisogna crederci e volerlo. Le persone sono cambiate negli anni. Penso che nessun amministratore oggi possa dire di conoscere veramente il paese;
  • la casa di riposo Santanera. Potrebbe fornire assistenza domiciliare con personale formato alle famiglie. Ormai, la casa di riposo solo come residenza in struttura non basta più. Serve il sostegno a rimanere a casa. Tante persone lo preferiscono e può costare meno. Qualcuno ha mai cercato di sperimentare un sistema che se occupasse? No. Neanche il Comune che pure avrebbe potuto pensarci, visto che ne nomina il consiglio di amministrazione. L’ente ha un progetto di ampliamento da 40 a 80 posti. Un investimento ancora più rilevante della “casa della salute”. Nascerebbero nuovi posti di lavoro, assai preziosi nella nostra zona. Un investimento che potrebbe portare nuovi servizi a favore dei tanti non autosufficienti e dei disabili. Le persone che sovente non riescono o non possono rimanere a casa. L’ampliamento richiede risorse importanti, circa 3 milioni di euro, che l’Istituto non ha. Villafranca e i Comuni della zona hanno voglia di aiutare il Santanera e investire risorse e competenze in un ente che è il tassello fondamentale di quella rete di protezione sociale che si rivolge all’anziano?  Davanti a questo tema, sul tavolo da tempo, la politica locale fa finta di niente. Anche la nuova amministrazione comunale, ormai in carica da quasi un anno. Il Comune si è mai chiesto di cosa avrebbe bisogno la casa di riposo per fare meglio il proprio lavoro? Si è mai chiesto quali vantaggi ci sarebbero con la gestione diretta del personale da parte dell’ente, eliminando l’inutile intermediazione di manodopera delle cooperative, che si traduce solo in costi aggiuntivi? Si è mai chiesto quanto e cosa potrebbe dare al Santanera per sostenerlo nella prevenzione contro il coronavirus? Non credo proprio. E meno male che fino ad ora non ci sono stati contagi. Grazie alla dedizione di chi vi lavora ogni giorno, con una coscienza che va al di la del semplice dovere di chi porta a casa un modesto stipendio;
  • la polizia municipale. Perderla sarebbe una grave miopia. Ormai, è ridotta ai minimi termini e le due Unioni, la Valtriversa e la Colli del Monferrato, non hanno fatto alcun passo in avanti per ripristinare un servizio di livello adeguato. Quanti controlli sono stati fatti in questi giorni sulle persone che non rispettano le disposizioni di stare a casa? Credo sia evidente a tutti che ne siano stati fatti pochi. I vigili sono presidio del territorio. Possono essere l’occhio attento verso i cambiamenti e le criticità.  Quelle attenzioni che sono fondamentali per prevenire i problemi. Sono anche le forze che agiscono quando serve. Tutti lavori dove servono esperienza e conoscenza;
  • la protezione civile. Quanti investimenti sono stati fatti in questi anni per rafforzare,  ampliare e formare il gruppo locale dei volontari? Nessuno. Vigili e protezione civile, in qualsiasi emergenza, potrebbero essere, con la competenza della Croce Rossa, un sistema integrato che darebbe al Comune, o meglio ad una vera Unione, maggiori capacità di azione e la possibilità di coordinare in modo efficace il contributo del volontariato. In un’emergenza, tutti i componenti di un sistema devono sapere cosa fare e devono essere preparati a farlo. Anche a livello locale, bisogna immaginare scenari e allenarsi ad affrontarli;
  • ripensare gli spazi pubblici. Come abbiamo già detto, oggi la “casa della salute” fa meno di quanto era stato pensato nel progetto originario. La pandemia ha dimostrato l’utilità della medicina territoriale. Sempre troppo spesso si deve andare in ospedale per visite o esami. O semplicemente per avere ausili. Come potenziare le funzioni di questa struttura? Si possono dare più mezzi all’importante ruolo dei medici di medicina generale?  Perché non incrementare i programmi di prevenzione? E le prestazioni specialistiche dedicate agli anziani, anche con una collaborazione organizzata con la casa di riposo? Il Santanera dovrebbe avere un reparto idoneo ad essere di isolamento e spazi in sicurezza per la lunga degenza che sarebbero utili anche per chi anziano non è.  Cosa farà in concreto il “centro famiglie” del Cogesa, spostato in via Luotto? Saprà svolgere un’attività di consultorio e di formazione a favore mamme? Tutti argomenti che meriterebbero un esame approfondito da parte di una politica locale che dovrebbe aprirsi al dialogo con i cittadini. C’è questa sensibilità a Villafranca e nei Comuni della zona? C’è la voglia di arrivare a interventi condivisi da fare direttamente e a richieste da sostenere, uniti, in Asl? La pandemia ci ha insegnato che le strutture pubbliche non devono essere semplici spazi contenitori ma strumenti versatili, progettati e attrezzati per la flessibilità.
  • la rete internet. Nel ripensare gli spazi pubblici, potersi connettere alla rete diventa uno strumento indispensabile che dovrebbe essere facilmente accessibile a tutti. Perché sul nostro territorio la connessione è di mediocre livello? Perché bisogna perdere tempo per fare prenotazioni sanitarie allo sportello e ritirare referti quando si dovrebbe far tutto da casa e gli esiti dovrebbero sempre arrivare sempre al medico curante? Perché non sperimentare la telemedicina, magari proprio in casa di riposo? Quante e quali possibilità di miglioramento ci sono negli uffici comunali?

LA CONSAPEVOLEZZA CRESCE SE LE INFORMAZIONI SONO PUBBLICHE

  • informare in modo diffuso e comprensibile. Mettendo a disposizione dati e progetti. Chi governa ha a disposizione le informazioni. Non sono un suo patrimonio. Sono di tutti e quindi vanno rese pubbliche nel più ampio modo possibile, con l’ovvia eccezione dei dati personali sensibili. Non basta l’albo pretorio sul sito internet comunale, dove le delibere vengono pubblicate spesso in ritardo e sono scritte in modo prolisso e burocratico. Servono dossier a tema scritti per far capire a tutti. Organizzati in percorsi guidati. Perché non trasmettere via internet le sedute dei consigli comunali e dell’Unione? Ma bisogna raggiungere anche chi non usa internet. Sono ancora tante le persone che vanno aiutate a superare questo divario, ormai diventato un ostacolo grave.
  • Il bilancio sociale. Condividere nel merito come vengono impegnati i soldi di cui il Comune dispone, accettando un confronto sui risultati, anche se quelli negativi. Favorire momenti di formazione aperti a tutti per chi vuole capire in modo più approfondito come funzionano il Comune e gli enti sovra comunali con le relative responsabilità.  Aprire alla partecipazione  dal basso con tutti i cittadini. I governi comunali di questi anni hanno sempre visto con notevole fastidio il confronto. Anche l’attuale.

 

 

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firma la petizione per la sicurezza del territorio

1 marzo 2020 · Nessun commento

LAVORARE UNITI

Cliccando qui sotto, potete accedere alla petizione che abbiamo lanciato a sostegno di scelte per la sicurezza del nostro territorio:

http://chng.it/JmFWrqqt

Vi chiedo di sottoscriverla. Ringrazio quanti lo hanno già fatto e, fin d’ora, quanti vorranno farlo.

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