Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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la risposta del sindaco all’interrogazione di “Villafranca Domani” sull’Opera Pia S. Elena

22 gennaio 2012 · Nessun commento

IL SOCIALE E’ QUALITA’ DELLA VITA

Cliccate qui sotto per leggere la risposta del sindaco Cavalla all’interrogazione sull’Opera Pia S. Elena. Una risposta soddisfacente? Direi proprio di no. Anche sul S. Elena, Cavalla usa argomenti generici. Dice che si starebbero valutando azioni per il “contenimento dei costi”: in sé è ovvio ma non specifica su quali voci e come. Aggiunge che nelle valutazioni c’è anche un “adeguamento delle rette”: con i tempi che corrono e le difficoltà delle famiglie, sarebbe una scelta molto preoccupante e una soluzione troppo facile a danno di chi è più debole. Finisce mettendo sul piatto il “coinvolgimento” degli altri Comuni che utilizzano il servizio: corretto ma bisognerebbe porsi il problema di far funzionare bene la Comunità Valtriversa, e su questo tema l’amministrazione Cavalla sta mostrando enormi limiti, per cercare con gli altri una collaborazione, e una conseguente partecipazione ai costi, su tutti i servizi. In sintesi, come sua abitudine, Cavalla non prende impegni precisi e non fornisce indicazioni chiare su come verranno affrontati i problemi. Unico elemento evidente: un disavanzo del S. Elena anche per il 2011. Di quanto? Non lo dice. Troppo difficile. E il futuro di un servizio sociale importante per i giovanissimi? Il Comune non riesce a dare risposte.
I toni ambigui di Cavalla svaniscono improvvisamente solo quando si tratta di dire no alla nostra richiesta di nominare Daniele Barcaro nella commissione di controllo prevista dalla convenzione che lega Comune e Opera Pia. Perché? Barcaro non sarebbe un consigliere comunale. E dove sta scritto che un semplice cittadino, che intende impegnarsi in un pubblico servizio, non possa svolgere questo ruolo? Da nessuna parte. La commissione dovrebbe esprimere pareri sulle tariffe applicate, valutare il bilancio dell’ente e le attività svolte, favorire la collaborazione tra l’ente e le altre scuole esistenti sul territorio. Compiti per i quali sono utili esperienze qualificate. Vanno benissimo esperienze esterne al consiglio comunale perché portano capacità ulteriori che devono lavorare per l’interesse generale. I consiglieri comunali hanno comunque poteri di controllo, propri del loro ruolo, su tutte le attività municipali.  Daniele Barcaro per lavoro è un operatore del Cogesa, il consorzio per i servizi socio assistenziali. Affronta ogni giorno i problemi di un settore delicatissimo come il sociale. Sarebbe una persona preparata per quell’incarico. Ma il Comune dice no.

la risposta del sindaco all’interrogazione di “Villafranca Domani”

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A Villafranca esistono problemi sociali?

8 gennaio 2012 · Nessun commento

SOLIDARIETA’

“I ristoranti sono pieni” diceva il signor B., le cui fortune politiche si sono un po’ scolorite. Tutto va bene dicono i governanti di Villafranca e il sindaco Cavalla, per dimostrarlo, non ha perso occasione di leggere, compiaciuto, al consiglio comunale una retorica lettera che descriveva il paese come un piccolo paradiso terrestre. Fatto avvenuto lo scorso 21 novembre. Tutto diverso da quello che dicono quei brutti e cattivi dell’opposizione. Tutti stanno benissimo e l’ambiente è splendido. Ovviamente, merito delle autorità che governano. Poi, lo scrivono anche su “Nuova Villafranca”. Il paese, purtroppo, sta subendo da anni un progressivo declino, accentuato dagli effetti dell’attuale crisi economica. Cavalla e la sua maggioranza, dall’alto delle loro buone posizioni sociali, probabilmente non vedono crisi, cassa integrazione e problemi. Non vedono che una quarantina di famiglie vengono aiutate tutti i mesi con il pacco alimentare della locale Caritas: un gruppo di volontari che, senza alcun sostegno dal Comune, assistono in silenzio quanti hanno difficoltà. Non vedono le persone che fanno la coda per prendere i vestiti usati. Ci sono anche le famiglie che fanno domanda per i contributi regionali sugli affitti. Chissà se questi aiuti ci saranno ancora, il prossimo anno? Col vento di tagli che tira in Regione… Ci sono le famiglie che chiedono i modestissimi assegni alimentari “una tantum” messi a disposizione, anno per anno, dal Comune stesso o quelle che fanno domanda per uno sconto sulla bolletta rifiuti e sulle rette dell’asilo. I nostri amministratori non vedono gli anziani che preferiscono subire pur di non chiedere, perché non si osano. Sindaco e vice sindaco preferiscono avallare i tentativi, bloccati dall’intervento dell’opposizione, di pasticciati e per nulla trasparenti appalti della casa di riposo ma non si preoccupano degli anziani che hanno difficoltà a pagare le rette. Cavalla, però, si preoccupa di sottolineare che la Comunità Valtriversa non spenderà soldi in più per il sociale e si limiterà ad assorbire quello che già fanno i Comuni. Ma il sindaco non si preoccupa di far funzionare il “tavolo del sociale”: esperimento che doveva far lavorare insieme tutte le organizzazioni locali che si interessano dei più deboli e che oggi può dirsi fallito per la completa mancanza di sensibilità e volontà dell’amministrazione comunale. Il sindaco continua a non saper nulla dei piani di zona del Cogesa, la programmazione degli interventi sociali nel nord astigiano, perché sarebbero ancora ai “tavoli tecnici”: già, ma informarsi e provare a far proposte? Magari, si correrebbe il rischio di indirizzare qualche iniziativa utile verso Villafranca e la Valtriversa. Troppo difficile? Peccato che Cavalla sia anche il presidente dell’assemblea dei sindaci del Cogesa, dove le cose si sono svolte a sua insaputa. Ora, il problema è stato risolto da Cota: i piani di zona sono stati sospesi fino a data da destinarsi: segno evidente di come anche alla Regione di Pdl e Lega non importi il sociale sul territorio.

la nuova interrogazione di “Villafranca Domani” sui piani di zona

la risposta del sindaco

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“Villafranca Domani” chiede al Comune quali iniziative siano state attuate per affrontare il disavanzo economico dell’Opera Pia S. Elena

7 gennaio 2012 · Nessun commento

SOCIALE PER LE FAMIGLIE

Lo scorso 24 dicembre, ho presentato al Comune un’interrogazione sulla situazione dell’Opera Pia S. Elena. L’ente ha chiuso il 2010 con un disavanzo di 40 mila euro. Per stessa ammissione del presidente, Carlo Cavalla, fatta nella primavera 2011, l’Opera Pia avrebbe 100 mila euro di debiti per lavori non eseguiti non compresi in bilancio. Una situazione complessa e da non sottovalutare. Anche tenendo conto che l’Opera Pia riceve contributi annuali dai Comuni di Villafranca, Cantarana, Maretto, dallo Stato, dalla Regione e dal Cogesa per circa 80 mila euro complessivi, di cui 24 mila dalla sola Villafranca (dati bilancio 2010). La questione aveva già avuto accenni in consiglio comunale ma senza risposte chiare da parte dell’amministrazione comunale. Generici rimandi ad incontri con altri Comuni da farsi entro la fine del 2011. Se queste consultazioni siano avvenute, non lo so. Non mi è arrivata notizia di alcuna iniziativa concreta. Perché il Comune deve preoccuparsi? Perché l’Opera Pia oggi svolge una funzione sociale importante e unica, l’asilo, senza alternative sul territorio comunale. Perché i bisogni sono in aumento: cambia la popolazione, aumentano gli stranieri ed i conseguenti problemi di integrazione, aumentano le famiglie in situazione di difficoltà economica che faticano a sostenere i costi per i figli. Per chi lavora, ha importanza un dopo scuola fatto con qualità. Il Comune mette di suo un contributo economico forte e nomina una parte del consiglio di amministrazione, con la conseguente responsabilità politica sulle scelte. Dal punto di vista economico, un dato positivo sono i 35 mila euro di ammortamenti presenti in bilancio (2010). Altro elemento positivo è la gestione diretta del personale: scelta che consente senz’altro vantaggi economici e qualità del servizio. Dall’altro lato, però, ci sono dubbi sempre maggiori su quello che verrà di contributi statali e regionali, visto il momento in cui si parla solo di tagli alla spesa pubblica.

l’interrogazione di “Villafranca Domani” sulla situazione dell’Opera Pia S. Elena

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una proposta per cercare risorse da destinare al sociale: contrastare l’evasione fiscale

5 gennaio 2012 · Nessun commento

DIFENDERE CHI PAGA LE TASSE

Contrastare l’evasione fiscale è un tema che non piace a tanta politica nostrana. Succede agli alti livelli, dove gli evasori vengono coccolati per avere consenso elettorale, ma anche a quelli più bassi, dove cercare chi non paga le tasse viene visto “con fastidio” perché “chi te lo fa fare?”… Poi “non siamo più amici”.

A Villafranca, il vice sindaco Guazzo, che fa il commercialista di professione, durante un consiglio comunale nello scorso novembre, aveva detto che da noi non c’era evasione. Poi si era corretto, dicendo che il fenomeno era poco rilevante ed aveva accusato i sindacati di essere i protettori dell’evasione perché ci sarebbero tanti dipendenti e pensionati che fanno doppi lavori in nero. Sicuramente ci saranno anche quelli e, lo dico con chiarezza, chi evade le imposte va punito. Sempre. Tuttavia, considero pretestuosa la posizione del vice sindaco: nel 2010, a livello nazionale, il 93% dell’irpef incassata dallo Stato è stata pagata da dipendenti e pensionati (dati del Dipartimento delle Finanze). Appare evidente che esiste un fortissimo problema di evasione da parte di autonomi e società. Questo, ovviamente, senza generalizzare perché gli onesti ci sono di sicuro. Come è altrettanto evidente che il sistema dei controlli funziona ancora poco e male rispetto alla dimensione del danno che viene arrecato allo Stato. La discussione che si stava svolgendo riguardava la nascita del consiglio tributario: un organismo comunale che avrebbe dovuto supportare l’Agenzia delle Entrate nella ricerca dell’evasione. L’amministrazione comunale era costretta a discutere dell’argomento perché la legge imponeva la creazione dell’organo entro il 31.12 dell’anno appena concluso. Pertanto, approvava, con i suoi soli voti, una commissione con una semplice funzione consultiva della giunta. Noi avevamo proposto una versione del regolamento ben più impegnativa, per dare al consiglio tributario il potere di svolgere veramente un lavoro di accertamento concreto. Con sollievo dell’amministrazione, la legge è stata cambiata proprio a fine anno e l’obbligo del consiglio tributario è decaduto. Ci rimane una sola domanda: vista la carenza di risorse che i Comuni devono patire, visto che lo Stato riconosce agli stessi il maggior gettito che deriva dalla loro partecipazione agli accertamenti fiscali, visto che la strada di partecipare all’accertamento è stata seguita da molte amministrazioni locali (in testa quelle dell’Emilia Romagna), è intenzione del nostro governo comunale attivarsi in tal senso, magari coinvolgendo la Comunità Valtriversa? Forse, i tempi per mandare a regime il sistema non saranno veloci ed i risultati si vedranno con la sperimentazione. In più sarà necessario formare e sostenere il personale dipendente. Il percorso, però, bisogna iniziarlo. Servirà comunque anche per la nuova fiscalità locale che partirà nel 2012 (Imu). Ad esempio, potrebbero arrivare risorse in più per il sostegno al sociale di cui abbiamo bisogno.

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riparazioni postume: il Santanera ricorda Carlo Torchio

4 gennaio 2012 · Nessun commento

NON DIMENTICHIAMO

Il prossimo 6 gennaio, la casa di riposo Santanera intitolerà la sala da pranzo della propria struttura a Carlo Torchio, deceduto il 2 gennaio 2010 dopo un lungo periodo di malattia. Torchio è stato presidente del Santanera per 16 anni, fino al 2006, e amministratore dell’ente per un trentennio. Una vita spesa al servizio della casa di riposo, con umiltà e dedizione, senza vantaggi personali. Dopo due anni l’ente si ricorda del suo vecchio presidente e decide di intitolargli un locale. Con molto ritardo ma si tratta di un gesto apprezzabile e doveroso, anche se il nome di Torchio meriterebbe qualcosa di più. Due anni fa, proprio il sottoscritto fece la proposta di dare il nome di Torchio a quanto si sarebbe realizzato nella ex proprietà Venturello, a fianco dell’attuale edificio principale. Nulla si è fatto di quel fabbricato, il cui mutuo per l’acquisto continua a pesare inutilmente sui conti del Santanera. All’amministrazione comunale proponevo di intitolare a Torchio un premio per sostenere iniziative particolarmente meritevoli in campo sociale. Anche in questo caso, nulla è stato fatto. In compenso, la scorsa estate, con una velocità strana nella lentissima politica villafranchese e cercando di mettere tutti davanti al fatto compiuto,  il presidente Binello e il Comune hanno tentato di consegnare la casa di riposo a soggetti non affidabili con procedure che violavano norme e statuto, poi annullate per “vizi insanabili” grazie all’intervento del nostro gruppo e al lavoro di Alfredo Castaldo, membro del consiglio di amministrazione da noi designato.

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ancora ritardi per la casa della salute. Le notizie sul piano sanitario regionale

3 gennaio 2012 · Nessun commento

IL TEMPO PASSA

In coda a questo pezzo trovate la risposta del sindaco Cavalla all’interrogazione di “Villafranca Domani” sull’andamento dei lavori alla casa della salute, presentata a fine ottobre. Viene ammesso un altro incontro con l’Asl, avvenuto il 19 ottobre, come già riportato dal quotidiano “La Stampa”. Altre ammissione di rilievo: la difficoltà a terminare i lavori e l’impossibilità di definire quando verrà attivata la struttura, anche se proprio nell’articolo sulla Stampa i toni diventano più ottimistici con la speranza che tutto venga finito per la primavera: il fascino dei giornali per dare messaggi positivi alla pubblica opinione. Sui servizi che dovrebbero essere ospitati all’interno del nuovo fabbricato siamo ancora “in fase di definizione”. Nel giugno scorso, sempre in occasione ad una nostra precedente interrogazione, le risposte erano ugualmente evasive. Sei mesi sono passati ma ben poco è cambiato: lavori a rilento, incertezze che aumentano e ritardi che si accumulano. La Regione, intanto, ha messo una pietra tombale sulle ipotizzate case della salute di Villanova, Castello d’Annone e Calliano. Dalla nostra amministrazione comunale non ci risulta sia venuta alcuna manifestazione di solidarietà nei confronti di questi paesi. Perché la Regione ha detto no? Per poter utilizzare le risorse destinate alle case della salute che non si faranno più a favore del completamento delle altre strutture. Bella logica da “guerra dei poveri”, che non tiene il alcun conto di come il territorio astigiano sia molto frammentato e siano carenti i servizi pubblici di trasporto. Prova ad essere anziano, abitare magari a Villanova, non avere l’auto e doverti spostare  per raggiungere la futura casa di Villafranca. Questo, probabilmente, a Cota e soci non importa, molto occupati a favorire l’ingresso nel socio assistenziale e nella sanità dei privati. Sia come “Villafranca Domani”, sia come circolo Pd Valtriversa, torneremo sull’argomento con apposite iniziative nei prossimi mesi. Vogliamo seguire la vicenda attentamente. Magari ci inviteranno anche ad un altro delle promesse riunioni di approfondimento con l’Asl? Non credo proprio.

Sempre al termine di questo articolo, vi ho aggiunto anche la risposta del sindaco alla mia interrogazione dove chiedevo notizia sulle osservazioni eventualmente formulate dall’amministrazione comunale al piano sanitario regionale. Risposta: nessuna osservazione presentata in modo formale. Ovviamente, non ne dubitavo. Solo valutazioni sempre molto caute e generiche. Non si sa mai: meglio non sbilanciarsi troppo. Siamo lieti di sapere che sarebbero state esposte “le problematiche relative al completamento delle case della salute”, che sarebbe stata ribadita l’opportunità di mantenere separata la gestione del sanitario da quella del sociale e che sarebbe stata evidenziata  “la carenza di servizi sanitari nel nord astigiano”. Credo sarebbe stato utile che la Valtriversa avesse approvato le valutazioni da fare in modo ufficiale con un documento congiunto sottoscritto da tutti i paesi. Avrebbero avuto più peso e sarebbe stata una bella prova di consistenza politica.

Su sanità e case della salute, vi invito anche a leggere il blog di Eleonora Artesio, già assessore regionale, e di Angela Motta, consigliere regionale Pd.

casa della salute: la risposta del sindaco all’interrogazione di “Villafranca Domani”

La Stampa del 9.11.2011 sulla casa della salute

l’interrogazione di “Villafranca Domani” sul piano sanitario regionale

piano sanitario regionale: la risposta del sindaco

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l’amministrazione Cavalla frena sul futuro della Valtriversa. Villafranca preferisce non proporre e non decidere perché non si fida degli altri Comuni

2 gennaio 2012 · Nessun commento

IL FUTURO DELLA VALTRIVERSA

Recenti norme di legge obbligano i Comuni ad unire i loro servizi. Questo è quanto vuole il parlamento. Nel decreto “milleproroghe” di fine anno, i termini sono stati spostati in avanti di sei mesi ma la sostanza non è cambiata. Cosa farà la Valtriversa? Nel consiglio comunale e in quello della Comunità, ho sempre sostenuto la necessità di rafforzare la Valtriversa. Ben prima che lo dicesse la legge. Quanto uscito durante consiglio comunale villafranchese, il 15 dicembre scorso, non autorizzza a pensieri positivi. Perché? Secondo il sindaco Cavalla, le difficoltà ad unire i servizi derivano dai piccoli Comuni e dalle loro pretese di campanilismo. A sentire il primo cittadino, se Villafranca proponesse una qualche innovazione, gli altri Comuni sarebbero subito contrari per paura di essere “assorbiti” dal paese più grande. Ragionare in questo modo significa mettersi davanti ad un limite insuperabile. Vuol dire fare niente, dare la colpa del proprio immobilismo agli altri e aspettare che qualcosa succeda. Magari imposto dall’alto. Credere ancora che si possa far finta di niente, rimandendo chiusi nei confini del proprio paese è miope. La mancanza di soldi, l’aumento dei problemi, gli obblighi sempre maggiori imposti agli enti locali, le necessità della popolazione, la richiesta di nuovi servizi: sono tutti motivi giustificano l’opportunità per i piccoli Comuni di mettersi insieme. Magari Villafranca potrà contare in qualche anno in più di autonomia perché è il paese più grande della Valtriversa ma è un’illusione sperare che nulla cambi. Arriverà il momento dove il non aver deciso oggi, dopo aver già perso tanto tempo prima, comporterà danni di cui anche il nostro paese dovrà pagare il conto. E il conto lo faranno pagare le decisioni che altri prenderanno al posto nostro e che noi dovremo subire. Meglio attivarsi e sperimentare forme di collaborazione in tutti i servizi importanti, coinvolgendo il personale dei municipi per avere suggerimenti e collaborazione. Oggi, in ogni Comune ci sono professionisti o tecnici esterni che devono fare tutto. Non è meglio avere un’unica struttura, meglio se composta solo di dipendenti interni, che si occupi di un settore per tutti i paesi? Ci saranno più possibilità di fare e opportunità di risparmio. Gli esempi possono essere diversi. Un unico ufficio tecnico che faccia opere pubbliche e pianificazione urbanistica. Un unico ufficio tributi, capace di contrastare l’evasione fiscale. Una sola ragioneria. Una sola anagrafe. Un solo segretario comunale. Una sola squadra di cantonieri che lavori in tutti i paesi. Una sola struttura per il sociale o per la gestione delle scuole.  Una Comunità capace di avere  una sola voce condivisa sui problemi significherà contare di più a livello almeno provinciale. Pensate al Cogesa o al consorzio rifiuti. Se faremo lavoro concreto in questo senso, tornerà utile comunque. A Villafranca ed a tutti i Comuni più piccoli. Villafranca non può fare da sola. Come non possono fare da soli nemmeno gli altri paesi. In tutto questo c’è una sfida importante per gli amministratori locali: da semplici sindaci, assessori o consiglieri di un paese devono diventare amministratori con la visione di zona, cioè con la sensibilità per vedere i bisogni di un territorio più vasto di quello a cui sono abituati.

HO VOTATO IL PROGRAMMA DEL PRESIDENTE CAMPIA

Nel consiglio comunale del 15 dicembre, la maggioranza ha proposto una delibera di indirizzo dove indicava nel sistema della convenzione la strada per unire i servizi: il sistema meno vincolante e quindi quello che meno si presta a scelte durature e impegnative. Il nostro gruppo, “Villafranca Domani”, ha presentato una variazione al testo dell’amministrazione indicando la necessità di dare alla Valtriversa la titolarità dei servizi e quindi di conferire alla stessa personale, mezzi e strutture, come fatto per i vigili. Tutto attraverso tavoli di lavoro allargati che escano dalla logica di incontri tra i soli sindaci e aprano il dibattito anche a volontariato, imprenditoria e forze sociali. Sarebbe perdente considerare la Valtriversa come un semplice fatto amministrativo. Bisogna creare la mentalità per gestire la politica locale ad un livello superiore. La nostra proposta, che potrete leggere in coda a questo articolo, è stata bocciata dalla maggioranza. Nel successivo consiglio della Valtriversa, lo scorso 27 dicembre, il sindaco Cavalla ha chiaramente frenato sul futuro della Comunità, giustificandosi con l’alibi che il tempo avrebbe potuto portare ad un chiarimento delle leggi e quindi a scelte più meditate. E’ evidente che l’amministrazione Cavalla non ha la capacità di fare un serio accordo politico con gli altri Comuni. Non lo concepisce e non comprende che un compromesso deve fare la sintesi di posizioni diverse. Non si fida di loro e, probabilmente, ritiene tempo perso il confronto, magari accarezzando l’idea che la Comunità si spacchi per poter sempre dare la colpa agli altri. Preferisce chiudersi nel facile timore di un futuro con Comuni svuotati delle loro competenze dove i sindaci conteranno meno.  Al contrario, da parte mia ho ribadito la volontà di dare più forza alla Valtriversa, spiegando quanto  ho scritto prima, e per questo ho votato il programma del presidente Roberto Campia, dando la disponibilità a lavorarci: lo ritengo un passo importante nella direzione giusta che va sostenuto. Ovviamente, il programma, che comunque è stato approvato all’unanimità, è un insieme di obiettivi che devono essere costruiti e raggiunti. E per raggiungerli, bisogna crederci.

la nostra proposta su come organizzare il futuro della Valtriversa

il programma del presidente Campia

Il 30 dicembre ho presentato comunque una richiesta di incontro tra consiglio comunale e dipendenti per avere da loro suggerimenti e sollecitazioni sul delicato problema dell’aggregazione dei servizi.

la nostra richiesta di assemblea con il personale comunale

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Vi auguro che ogni giorno sia un’occasione per lottare contro l’indifferenza

1 gennaio 2012 · Nessun commento

PER UN 2012 DIVERSO

Inizia il nuovo anno. Non voglio sprecare il vostro tempo con i soliti auguri di rito. Ne avrete già sentiti tanti in questi giorni. Tanti buoni propositi, spesso dimenticati già il giorno dopo. Voglio solo condividere con voi una speranza: vi auguro che ogni nuovo giorno sia un’occasione per lottare contro il cancro dell’indifferenza. Ognuno di noi può fare qualcosa per migliorare il suo pezzo di mondo. Vi invito ancora a rileggere le parole che Robert Kennedy pronunciò nel 1968: credo siano di notevole attualità nel difficile momento che stiamo vivendo. Un richiamo forte al fatto che dobbiamo cambiare perché è un’illusione pericolosa pensare che tutto possa tornare come prima. Dopo Kennedy ho aggiunto una canzone dei Modena City Ramblers a me molto cara: “Oltre la guerra e la paura”. Ascoltate le parole. Grazie anche per l’attenzione con la quale seguite questo spazio: cercherò di migliorarlo.

18/03/1968 DISCORSO ROBERT KENNEDY – UNIVERSITA’ DEL KANSAS
Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.

(Robert Kennedy)

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la strana democrazia di “Nuova Villafranca”

17 dicembre 2011 · Nessun commento

NON DISTURBARE

E’ stato appena distribuito il numero invernale di “Nuova Villafranca”. Il giornale non ospita alcuna notizia sulle attivita’ del nostro gruppo “Villafranca Domani”. Nello scorso numero ci era stata dedicata poco più di una paginetta. Fatto strano per un giornale che, da sempre, non ha mai dato alcuna attenzione alle nostre iniziative. Era un segnale di cambiamento? No. Forse, per la redazione del giornale informare sulle idee che proponiamo è “polemica”, quindi meglio far finta di niente e guardare da un’altra parte. Però, il canonico spazio per la propaganda del sindaco c’è sempre. Uno strano modo di concepire la democrazia. Tutto in linea con un giornale che vuole rappresentare un paese senza problemi, con una amministrazione comunale perfetta. Neanche una riga nemmeno su una vicenda grave come quella della casa di riposo Santanera. Silenzio sui ritardi della casa della salute e sui tagli alla sanità fatti dalla Regione Piemonte. Niente sulle nostre proposte per la Comunità Valtriversa. Nessun accenno alle nostre idee sul sociale e sul “rifiuto zero”. Nulla sulle iniziative del circolo locale del Partito Democratico. Ovviamente, ognuno può fare il giornale che vuole e propagandare le idee che preferisce.  Un paio di piccole crepe nel “tutto va bene”, a dire il vero, stavolta ci sono state. Domenico Novara ha accennato alla possibile speculazione edilizia in Garavello. Giancarlo Malabaila ha parlato di declino del paese: situazione che “Villafranca Domani” denuncia da tempo, tentando di contrastarla con le sue proposte per una politica diversa.

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la crisi del commercio locale: la situazione e le nostre proposte

12 dicembre 2011 · Nessun commento

QUALITA’ E RISPARMIO

Da alcune settimane, mi arrivano da più parti opinioni  circa la situazione di crisi del piccolo commercio villafranchese. A volte si tratta di voci che parlano di prossima chiusura di alcune attività. A volte, commercianti stessi che si dichiarano pronti a chiudere o a vendere. Altri che si rammaricano di aver aperto. Altre volte ancora, semplici consumatori che lamentano la difficoltà a trovare nei negozi locali quanto cercano. Non bisogna essere economisti per capire che la situazione della rete commerciale è in declino da anni. Un po’ come tutto il paese: cosa che “Villafranca domani” denuncia da tempo. Sia l’amministrazione comunale Padovani, sia quella di Cavalla, hanno espressamente voluto portare il commercio lungo la ex statale 10, favorendo l’arrivo di attività di grosse dimensioni. E’ un fatto anche che il consumatore preferisca da tempo il supermercato al semplice negozio. Abitudine, moda, richiamo della pubblicità, maggiore comodità di orari,  varietà di scelta e  presunta mancanza di tempo che porta a voler concentrare gli acquisti in un unico luogo.  E’ vero che i commercianti locali sono da sempre molto divisi al loro interno, senza un progetto complessivo per rinnovarsi, modernizzarsi e smetterla di vivere di rendita su lustri del passato o sull’idea, sbagliata, di un ritorno al protezionismo locale abolito dalla legge.  Credo, però, sia altrettanto vero che le scelte comunali di questi ultimi dieci anni in tema di commercio siano state volute perché utili e funzionali ad operatori economici che avevano contribuito a creare e sostenere proprio le amministrazioni Padovani e Cavalla. Di fronte a questi scenari, i commercianti locali hanno sempre evitato di far emergere in modo ufficiale e pubblico il loro malumore. Forse, per paura di urtarsi con il vice sindaco, probabile commercialista di riferimento di diversi negozianti. Non si sa mai. Si potrebbe sempre aver bisogno…  Qualcuno è arrivato a riproverare il gruppo di opposizione di non essere stato presente a riunioni con il Comune che sarebbero state organizzate negli ultimi mesi: peccato che nessuno, commercianti o Comune, ci ha mai informato di questi appuntamenti e noi non abbiamo ancora la sfera di cristallo per leggere nel futuro. Qualche commerciante ci ha anche accusato di aver votato a favore del cambio di destinanzione d’uso del capannone vicino al Mercatone, passato da artigianale a commerciale. E’ vero, siamo stati favorevoli. Era meglio lasciare una struttura vuota o completare l’area facendola diventare un unico polo di attività? La vicinanza con le abitazioni e l’ampio spazio a parcheggio rendevano logica una scelta commerciale per quel sito.

L’INTERROGAZIONE AL COMUNE

Come gruppo “Villafranca Domani”, ho presentato lo scorso 1 dicembre un’interrogazione all’amministrazione dove chiedevo se la notizia degli incontri con i commercianti era vera e quali posizioni aveva assunto il Comune. La risposta mi è arrivata il 9 dicembre. La lettera di Cavalla ammette gli incontri: il primo ancora a fine settembre, ma rimane su un contenuto abbastanza generico, quasi in “terza persona”, cioè sembra che riferisca fatti dei quali il Comune potrebbe essere stato semplice spettatore. Nessuna indicazione su impegni precisi. Normale, quando non si hanno idee e si fa fatica a prendere impegni. Molto ambigua la parte che parla delle proposte emerse negli incontri: fidelizzazione (con quali strumenti?), mantenimento dei servizi essenziali nel centro storico (chi ha voluto scegliere di far andar via il distretto sanitario dal concentrico? L’amministrazione Padovani Cavalla. Chissà se i commercianti se lo ricordano?), “avvicinamento dell’area mercatale all’area di commercio locale” (cosa vuol dire? Bancarelle in via Roma? E perché no in piazza Santanera o via Aghemio o al Borgovecchio?). Nelle ultime righe anche il riferimento alla “stipula di una convenzione con i responsabili del nuovo supermercato che prevede, sulla base delle scelte e decisioni che verranno adottate dalla Regione, lo stanziamento di una somma considerevole da utilizzarsi per iniziative a sostegno del commercio locale”. Si tratta di un obbligo previsto dalla normativa regionale sul commercio alla quale chi apre un supermercato deve sottostare: deve versare un indennizzo alla collettività per “l’impatto” del proprio esercizio. La somma andrà divisa tra il Comune che ospita il supermercato e quelli confinanti. Quindi, nessun regalo al Comune. Peccato che, come accade spesso in Italia, non ci sono le regole per attuare in concreto questa prescrizione. Dalle stime che abbiamo raccolto, si parla di 20 mila euro complessivi, da corrispondere una sola volta. Quando e come è ancora tutto da vedere.

la risposta del sindaco all’interrogazione di “Villafranca Domani”

LE NOSTRE PROPOSTE

Le nostre proposte? La profonda crisi attuale mette in evidenza un’altra faccia della realtà: il supermercato è un modello consumistico non più sostenibile e con un impatto eccessivo. Servono strade diverse. Bisogna dare al paese una politica commerciale che stia dalla parte del consumatore perché credo sia l’unico sistema per aiutare concretamente anche i piccoli commercianti ed i produttori locali. Come? Il Comune deve promuovere iniziative che portino i produttori a vendere direttamente ai consumatori, saltando quella grande distribuzione che ha solo l’effetto di ricaricare in modo esagerato i prezzi. Quindi, spazio ai prodotti locali e alla qualità. I piccoli negozi potrebbero essere di grande aiuto, commercializzando proprio i prodotti del territorio ed evitando gli acquisti dai grossisti. Altro elemento importante, potrebbe essere il sostegno all’organizzazione di gruppi di acquisto, cioè di libere associazioni di consumatori che si mettono insieme per acquistare prodotti direttamente dai produttori. Piccoli negozi e gruppi di acquisto sono realtà diverse che possono svolgere una funzione complementare, senza farsi concorrenza, perché rispondono ad idee e bisogni diversi. I negozi, ad esempio, potrebbero più facilmente ospitare distributori di prodotti alla spina, cioè senza imballaggio, il cui impianto potrebbe essere sostenuto proprio dal Comune: sarebbe la strada per non fare rifiuti, andando oltre il concetto della raccolta differenziata, con forti risparmi sui costi per la collettività. In un momento di crisi come l’attuale, dove si riducono i redditi, in particolare di dipendenti e pensionati, servirebbe moltissimo poter risparmiare. Il prodotto alla spina, poi, favorisce il produttore locale che spesso non ha i mezzi per venderlo in bottiglia o in confezione. Prodotti locali che si vendono sullo stesso territorio, senza inutili costi di trasporto, di imballaggio o di mega strutture. Quindi, un prezzo minore per il consumatore e maggior qualità: vantaggi per tutti. Piccoli negozi e gruppi d’acquisto possono anche avere una funzione sociale: favorire quella parte di popolazione anziana che al supermercato sulla statale non ci va per la distanza, la mancanza di auto, problemi di sicurezza o fisici. Perché non provare a creare la “spesa a domicilio”? Magari dandola come progetto a quel “tavolo del sociale” di cui si è persa notizia da tempo. I bar potrebbero diventare veri luoghi di aggregazione di cui si sente la mancanza. Locali specializzati in qualche prodotto tipico (come ci sono esempi, con ottimo successo, in posti non lontano da noi: Villanova) e dove si possono tenere eventi di musica o cultura, per diversificare l’offerta e renderla più attraente. Sarebbe utile l’incentivo di una via Roma resa bella per passeggiare con la famiglia, mentre oggi è un semplice parcheggio stabile di auto, pericolosa e difficile per il pedone. A tutto questo, ovviamente, va aggiunta una visione di rete vera. Cioè, bisogna che i soggetti interessati, Comune, piccoli commercianti, produttori e consumatori, lavorino con una logica d’insieme. Al Comune il compito di fare da coordinamento delle iniziative, di dare il sostegno pubblico e di attivare la necessaria promozione, fatta di informazione, sperimentazione, manifestazioni e insegnamento nelle scuole. Al consumatore, il compito di riorganizzare le proprie abitudini cercando qualità, prodotti di stagione e sostenibilità ecologica. Ai piccoli commercianti, il compito di provare a rinnovare le loro attività, ampliando gli orari e provando ad investire. L’ideale sarebbe coinvolgere nel progetto tutta la Comunità Valtriversa, dove i piccoli paesi soffrono di una evidente desertificazione commerciale. Tutte le proposte descritte assumerebbero un peso ben più rilevante. Sono convinto che da questa idea di sviluppo potrebbero nascere anche posti di lavoro nuovi e non precari, a differenza di quanto accade con la grande distribuzione.

Faccio un complimento personale  a Marco Canta al quale va il merito di essere andato, da solo, controcorrente con il distributore per il latte in piazza Santanera e il suo vicino negozio a “chilometri zero”.

ULTIME NOTIZIE

Il nuovo supermercato nella ex fornace Rbd, nel capannone dove si costruivano i travetti, dovrebbe aprire fra pochi giorni. I lavori sarebbero ormai ultimati e la data che circola è quella del 15 dicembre.

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