Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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Santanera: un patrimonio pubblico da rilanciare

25 agosto 2021 · Nessun commento

CREDIAMO

NEI SERVIZI SOCIALI LOCALI

La casa di riposo Santanera ha informato il paese di aver aperto ai colloqui con i parenti degli ospiti, grazie all’aiuto di volontari della Croce Rossa. Il volontariato al Santanera è un’ottima cosa. Noi lo avevamo chiesto nelle proposte presentate al Comune prima della nomina del nuovo consiglio di amministrazione dell’ente. Proposte alle quali il governo comunale non ha ritenuto di rispondere, mostrando chiaramente di non volersi confrontare. Caratteristica ormai evidente di un governo comunale chiuso ad ogni dialogo. Ci auguriamo che il volontariato al Santanera non sia un fatto episodico ma un cambiamento che si sviluppi nel tempo. Può aiutare chi ci lavora a migliorare ed ampliare i servizi offerti e la qualità della vita agli anziani ospiti. E’ comunque giusto ricordare che i colloqui tra gli anziani e i loro parenti non sono stati attivati solo ora. Funzionavano già dalla scorsa primavera, nei locali ex Cogesa, sul lato verso il giardino pubblico, con l’assistenza di una stagista o del personale. Prima ancora sono sempre state fatte le videochiamate. Oggi la maggiore libertà grazie alla migliorata situazione sanitaria ha reso questa attività più semplice. Prima, con le restrizioni, era tutto più complesso. La precedente Direzione aveva sempre posto attenzione nel favorire i contatti con i parenti. Anche nei momenti di maggiore difficoltà per l’emergenza covid, quando l’unico aiuto è stato il supporto dell’Asl e, a livello villafranchese, di alcuni medici di famiglia: Paolo Aubert, Giuseppe Forastiere e Francesca Pressenda, ai quali ribadiamo il nostro ringraziamento.

le nostre proposte: Santanera pubblico; servizi aperti alla popolazione e a domicilio; assistenza alla disabilità; togliere le cooperative. Perché non sono stati chiesti i fondi europei per l’ampliamento?

Noi crediamo servano servizi sociali locali. Sono un pezzo importante di un posto dove si sta bene. La casa di riposo è una parte di questi servizi sociali e deve rimanere pubblico, a tutela dei più deboli.  Il Santanera va rilanciato dopo le tante difficoltà del 2020 e i tanti ritardi accumulati negli anni. Oggi la sola attività per gli ospiti in struttura non basta più.  I bisogni sono cambiati. Sono diventati più complessi.  Noi abbiamo sempre chiesto assistenza a domicilio. Una casa di riposo capace di fornire servizi anche a esterni (cure infermieristiche, fisioterapia, centro diurno). Abbiamo chiesto attività che favoriscano il mantenimento dell’indipendenza delle persone e delle loro funzioni cognitive (laboratori a tema, iniziative di socializzazione). Una casa di riposo dove possano trovare assistenza le persone con disabilità. Che sia capace di formare chi assiste un parente a casa. Di aiutare chi è solo nel gestire percorsi di cura.
Con l’emergenza covid, la casa di riposo, come l’asilo, ha perso incassi. Perché il Comune non ha dato al Santanera e al S. Elena un aiuto straordinario?
Cosa si intende fare nei fabbricati ex Venturello (adiacenti alla struttura), comprati ormai quattordici anni fa e rimasti abbandonati? E’ vero che è stato fatto un progetto di recupero, con colpevole ritardo di anni. Purtroppo, il Santanera, da solo, non ha le risorse per realizzarlo. I Comuni della zona intendono contribuire?  Perché il progetto non è stato inserito nelle proposte per il “recovery plan” da realizzarsi con i fondi europei? Il Comune ci ha pensato? Probabilmente, no. Non sarebbe stato facile avere questi finanziamenti ma non averci provato è un’ulteriore dimostrazione di mancanza di una visione che guardi lontano e non si limiti ad apparire con qualche foto sui giornali compiacenti.
E’ fondamentale gestire direttamente il personale, eliminando la presenza delle cooperative. Un’intermediazione che causa solo costi aggiuntivi senza alcun reale vantaggio. Se questa scelta fosse già stata fatta anni fa, si sarebbero create risorse da destinare agli investimenti. Si è perso molto tempo.

E il cda? Nominato dal Comune senza dibattito e senza chiarezza sugli obiettivi

Da marzo, il Santanera ha un nuovo consiglio di amministrazione, nominato dal Comune senza alcun dibattito e senza alcuna chiarezza sugli obiettivi.  Con un presidente del tutto esterno alla realtà del paese. Perché?  Qualcuno magari dirà “a cosa serve il dibattito? La politica deve star fuori. Ci vogliono le competenze”. Non sono d’accordo. Il Santanera è un patrimonio pubblico e come tale è responsabilità della politica locale fare le scelte di fondo. Se la politica locale ha idee, da valore ai servizi sociali e vuole investirci risorse. Fino ad oggi, l’attuale amministrazione comunale non si è mai preoccupata di sostenere il futuro dell’ente. Non ha voluto confrontarsi. Non ha saputo ascoltare chi aveva esperienza. Non ha investito nulla, come la precedente. E ha dimostrato di non avere idee.  Quindi, tutte le responsabilità saranno lasciate al consiglio di amministrazione?  Le competenze? Non si fanno con i curriculum e basta. Si fanno in primo luogo con le idee, la voglia di lavorarci e l’intraprendenza.
E per valutare se e cosa si sta facendo? Crediamo ci sia bisogno di trasparenza vera. Come? Con la pubblicazione dei verbali del consiglio di amministrazione e dei bilanci. L’ente ha varato un nuovo sito internet. Nuovo nella veste grafica ma del tutto identico al precedente nei contenuti. A cosa è servito? Che venga usato per pubblicare gli atti.
I cittadini hanno diritto di sapere. Così possono fare la differenza tra obiettivi e cose fatte. E giudicare.

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gli inutili consigli comunali

11 luglio 2021 · Nessun commento

IL DIRITTO ALL’OPINIONE

Con l’attuale amministrazione comunale, il dibattito politico a Villafranca è del tutto scomparso. Si è visto fin dai primi momenti del mandato. I fatti recenti non fanno che confermarlo.  Il consiglio comunale, il luogo che dovrebbe essere per sua natura la sede principale del confronto, è ormai ridotto a una semplice formalità che ratifica a scatola chiusa  decisioni già prese.  Poche e generiche informazioni per il pubblico e nessuna discussione. Nessuno fa domande. Nelle file di questa maggioranza, tutta appiattita ai voleri del sindaco, sarebbero impensabili. E l’opposizione? Non c’è più. Quella uscita dalle elezioni del 2019 si è dimessa a fine 2020. Pochi mesi di presenza sui banchi del consiglio comunale dimostrando una grave mancanza di iniziativa. Senza una formazione di base, con poca motivazione e una scarsa conoscenza dei fatti non si va molto lontano. Questa presunta opposizione si è sciolta per protestare contro la mancanza di coinvolgimento da parte dell’amministrazione.  Scusa modesta. Da sempre, chi governa ha la responsabilità delle scelte. Chi è all’opposizione deve controllare l’operato di chi governa e. se ne è capace, fare proposte alternative. Se poi ci sono spazi di dialogo e decisioni condivise, va bene. Ma i ruoli restano e sono diversi. Questa è la democrazia. Anche in un piccolo paese.
Il 26 maggio 2021 abbiamo assistito all’approvazione del bilancio preventivo. Il 25 giugno, all’approvazione del consuntivo. Come al solito,  quelli che dovrebbero essere i momenti più importanti dell’anno per valutare i bisogni, gli obiettivi e le scelte fatte, con l’amministrazione Macchia vengono ridotti a un fastidioso atto burocratico da sbrigare in fretta. Così, fare un confronto tra promesse e risultati veri diventa piuttosto complicato. Se non si dice nulla, qualsiasi risultato ottenuto, anche il più modesto, può essere venduto come un grande esempio di bravura. Come si giustifica l’amministrazione? Il sindaco mette le mani avanti dicendo che i consiglieri saprebbero già tutto perché ne avrebbero parlato in riunioni informali. Buon per loro se questo accade. Anche se fatico a crederlo. Questo non toglie che gli argomenti andrebbero comunque spiegati per consentire anche ai cittadini di capire, magari mettendo a disposizione prima una documentazione completa. E’ vero che erano pochissimi i casi di presenza di pubblico quando i consigli si facevano in presenza. Sono pochi oggi che si fanno in video conferenza.  Ma se i consigli diventassero momenti dove fosse possibile per chiunque comprendere e farsi un’opinione, magari qualcuno in più ci sarebbe e nel tempo i numeri potrebbero crescere. Aumentare il grado di consapevolezza della popolazione dovrebbe essere ritenuto un valore importante. Da qualsiasi amministratore. Probabilmente, i fatti ci dicono che non è così. Le dirette via internet sono un mezzo utile. Andrebbero mantenute anche quando si tornerà alla normalità del dopo pandemia.
I mezzi di informazione, se vogliono essere tali, dovrebbero comunque fare il loro lavoro. Informazione non vuol dire la propaganda dei comunicati stampa, pagati con soldi pubblici, che il Comune diffonde e i giornali e siti provinciali spacciano per articoli facendo un banale copia e incolla. Non vuol dire le pagine che Nuova Villafranca lascia solo al sindaco, tutte ovviamente auto elogiative. Vuol dire entrare nel merito delle questioni. Anche di quelle che l’amministrazione tace. Vuol dire chiedere conto delle decisioni prese e dei problemi ignorati.

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nominato il nuovo consiglio di amministrazione della casa di riposo Santanera

19 marzo 2021 · Nessun commento

TUTTO SILENZIO

La Casa di riposo Santanera ha superato il covid. Con molte difficoltà. Almeno per ora. Grazie al sostegno nell’emergenza di Asl e di alcuni medici di famiglia. Nelle difficoltà sanitarie è arrivato un importante appuntamento istituzionale. A fine 2020 è scaduto il consiglio di amministrazione dell’ente. Solo alla fine del gennaio scorso il Comune ha avviato le procedure per il rinnovo. Il termine per la presentazione delle candidature è scaduto il 27  febbraio. Più volte, come “Villafranca Domani”, abbiamo chiesto un rilancio della Casa di riposo. Una vera e propria rifondazione che ne ripensasse il modello organizzativo e gli obiettivi. Da tempo, è evidente che la semplice struttura residenziale non basta più. Il 2 marzo abbiamo ancora sollecitato il Comune, con la presentazione di nostre opinioni e dando la nostra disponibilità al confronto su questi temi. Potete trovare la versione integrale del documento sulla nostra pagina facebook.

COSA E’ SUCCESSO?

L’amministrazione comunale non ha risposto alle nostre proposte.  E’ evidente che non le interessa confrontarsi. Ne prendiamo atto senza stupirci, visti i precedenti. Mi chiedo se abbia idee in proposito. O meglio, se il sindaco Anna Macchia abbia idee in proposito. Non lo sappiamo e credo che nessuno lo sappia. Dopo quasi due anni di mandato amministrativo, è chiaro che contano solo le intenzioni del primo cittadino. Ma anche noi siamo cittadini e abbiamo il diritto di fare domande. L’amministrazione manterrà la linea di indifferenza verso il futuro del Santanera? Anche se il sindaco dichiarava nei suoi comunicati stampa che la casa di riposo “è un bene prezioso che va salvaguardato”. Belle parole ma fino ad ora vuote di significato perché non si sono mai tradotte in impegni e fatti.

Saltando il consiglio comunale, l’11 marzo, il sindaco Anna Macchia ha nominato con proprio decreto quattro membri del consiglio di amministrazione. Silvana Bertolotti è il nuovo presidente. Residente ad Asti, ex dirigente d’azienda diventata consulente libera professionista. Sembrerebbe un “tecnico”, figure che oggi vanno di moda quando la classe politica votata per gestire non sa farlo. Da quanto ci risulta, non ha mai avuto nulla a che vedere con il volontariato sociale della nostra zona. Nulla è stato indicato sui motivi di questa scelta. I titoli? Sicuramente ne avrà molti. Il sindaco ha compreso che la nomina del consiglio di amministrazione del Santanera non è un “concorso”? Direi di no. Scegliere il consiglio del Santanera è una decisione politica che andrà ad incidere sul destino di un ente che rappresenta un pezzo rilevante dell’attività sociale di Villafranca e dei paesi vicini. Che mandato è stato affidato al nuovo presidente? Che cosa chiede il Comune al nuovo consiglio di amministrazione? Nessuna notizia in proposito. Questa è la “trasparenza” del nostro municipio. Gli altri tre membri del consiglio sono Eugenio Demaria, Elena Maggio e Alfredo Castaldo. Villafranchesi, tutte valide persone impegnate nel volontariato locale alle quali va il nostro ringraziamento per la disponibilità. Nessun altro ha fatto domanda di essere nominato. Guido Antonio Malabaila potrebbe rimanere come membro di diritto in quanto parente più prossimo del fondatore ma nel decreto del sindaco nulla viene detto.

A questo punto, ci auguriamo che il nuovo consiglio sappia essere trasparente, informando la cittadinanza sulla sua attività ed accettando un dialogo con chiunque voglia essere propositivo.  Noi chiediamo che venga chiarito in modo definitivo che deve essere difeso e potenziato il ruolo pubblico della casa di riposo, capace di fare nuovi servizi per gli anziani in modo efficiente e attento ai bisogni che sono cambiati. Pensiamo, ad esempio, alle attività domiciliari. A servizi socio sanitari aperti a tutta la popolazione. Alla formazione dei famigliari che si occupano degli anziani. All’ospitalità di persone disabili. All’assunzione in proprio del personale, togliendo di mezzo l’inutile intermediazione di manodopera fatta dalle cooperative. Alla revisione del progetto di ampliamento per renderlo più sostenibile. Chiediamo anche un sostegno economico immediato per l’ente da parte di Villafranca e degli altri Comuni della zona, per consentirgli di affrontare meglio le difficoltà dovute alla pandemia e al calo del numero di ospiti.

Il Comune di Villafranca vuole fare la sua parte?

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L’Unione Colli del Monferrato spende soldi per l’addetto stampa. E sostenere la protezione civile?

24 novembre 2020 · Nessun commento

600 EURO PER LA PROTEZIONE CIVILE

In questi mesi di difficoltà, abbiamo apprezzato l’impegno della locale protezione civile. I suoi volontari sono intervenuti e intervengono in più situazioni a prestare la loro collaborazione. Mercato, casa della salute, montaggio delle tende per la mensa, chiusura della piazza della chiesa, spesa a casa. Solo per citare qualche esempio.  Persone che non si sono mai sottratte e hanno fatto molto, mostrando uno spirito di servizio che  vale più di mille discorsi. Un insegnamento prodotto con i fatti.

La pandemia ha evidenziato le debolezze del modo di vivere che è andato affermandosi sempre più negli anni. Paghiamo le sempre minori attenzioni per i più deboli e per chi è in difficoltà. Paghiamo la mancanza di una cultura della prevenzione, considerata troppo spesso, a tanti livelli, compreso quello locale, come un costo inutile. Un’idea da anime belle.

Giusto ringraziare chi si impegna. Va bene auspicare che altre persone si rendano disponibili. Tuttavia, le istituzioni devono dare un esempio concreto e credibile. Non bastano comode dichiarazioni. Il nostro Comune ha messo in bilancio per la protezione civile la “considerevole” cifra di ben 600 euro. Un bilancio fatto a luglio inoltrato, cioè quando già si sapevano i problemi che stiamo vivendo oggi per la pandemia. Con una tale cifra si fa solo finta di far protezione civile. Tutto viene rimesso solo alla buona volontà dei singoli. Per anni, “Villafranca Domani” ha chiesto investimenti nella protezione civile. I precedenti governi comunali non ci hanno ascoltato. Negli anni, con investimenti magari contenuti ma continuativi, avremmo potuto avere quello che oggi manca. L’amministrazione attuale, in piena continuità con il passato, ha proseguito sulla stessa linea. In che direzione investire? Siamo a livello locale quindi bisogna essere molto concreti. Conoscere le situazioni di debolezza con un censimento dei bisogni sociali.   Allenare tutti i soggetti potenzialmente utili (Comune, Unione, gruppo della protezione civile, Croce Rossa, alpini, medici) a lavorare insieme in modo coordinato, immaginando scenari di intervento e protocolli di comportamento. Formare i volontari sui rischi che potrebbero dover affrontare e sull’utilizzo di attrezzature ed apparecchiature di base. Ascoltare i loro suggerimenti per decidere insieme le priorità. Gratificarli e incentivarli, in particolare quelli impegnati in attività continuative. Pensare ad una sede, con attrezzature e un mezzo di trasporto. Qualcuno dirà: ma non ci sono soldi. Ma l’Unione Colli del Monferrato, quella tra Villafranca e Baldichieri, presieduta dal sindaco di Villafranca, a settembre, ha deciso di destinare 7 mila euro per pagare un addetto stampa per un anno.  Con quei soldi, si sarebbe potuto comprare qualche attrezzatura utile. Avere un addetto stampa non è un obbligo. E’ una scelta. Poi, non siamo in una grande città. Villafranca e Baldichieri anche insieme sono un piccolo centro. Si è preferito spendere per far bella figura sui giornali e cercare consenso.

Ovviamente, ci sarà qualcuno che metterà in dubbio il fatto che l’Unione abbia istituito l’addetto stampa. Pubblichiamo qui sotto il provvedimento.

determina del segretario dell’Unione per l’affidamento dell’incarico di addetto stampa

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La casa di riposo Santanera, da sola, non può reggere

22 novembre 2020 · Nessun commento

SERVE UN AIUTO

Conosciamo tutti le difficoltà in cui si trova la casa di riposo Santanera a causa del contagio da covid che ha colpito trenta ospiti e sette operatori. L’ente ha chiesto aiuto a tutti perché da solo non può reggere. Asl di Asti e alcuni medici di famiglia hanno risposto positivamente. Il dott. Paolo Aubert ha dato un ottimo segno di vicinanza con la sua presenza nella struttura in aiuto ai medici Asl che sono intervenuti. L’Asl fornirà anche un sostegno inviando un’infermiera dalla “casa della salute” per consentire i riposi all’infermiera fornita dalla cooperativa Kcs. Bene.  E il Comune? Da anni ci chiediamo se l’amministrazione comunale ha intenzione di sostenere la casa di riposo. Quale ruolo vuole attribuirle? Considera il Santanera un bene di Villafranca da proteggere? Intende organizzare in una reciproca collaborazione e un reciproco aiuto tra il Comune stesso, gli enti e le organizzazioni che si occupano di sociale nel nostro paese e nella zona? Non abbiamo visto risposte in passato e continuiamo a non vederle dall’amministrazione in carica, che comunque è la continuazione della precedente. In questo spazio, lo chiedevamo ancora lo scorso 1 maggio, in tempi ben più tranquilli degli attuali. Ora il Santanera ha bisogno di un aiuto straordinario subito perché c’è una situazione straordinaria. Soluzioni concrete e applicabili che contribuiscano a risolvere i problemi. Cosa serve? Un aiuto al personale che lavora, magari organizzando una presenza del volontariato. Ad esempio, qualcuno che aiuti a rispondere al telefono perché quando si è in pochi e sotto una notevole pressione diventa complicato fare anche quello. Oppure, aiutare a portare i pasti nelle camere e ad imboccare chi non riesce a mangiare da solo.  Serve un sostegno economico per affrontare le maggiori spese di questo difficile periodo e i minori incassi come rette. Ad esempio, i probabili maggiori costi per personale, rifiuti, collaborazioni professionali. Sono utili attrezzature per la qualità del servizio agli ospiti.  Servono riserve di dispositivi di protezione per chi lavora. Ripetiamo la domanda. Il Comune vuole impegnarsi su questo o preferisce ignorare e voltarsi dall’altra parte, facendo finta di niente? Vuole dare una mano a chi rischia ogni giorno in prima linea?  Vuole dare una mano a chi si assume da mesi responsabilità grandi per difendere gli anziani, persone deboli, o preferisce nascondersi dietro un generico e burocratico non è di nostra competenza? Pare che non ci si preoccupi della situazione in cui si è venuto a trovare il Santanera per il covid. Queste domande non sono polemica spicciola contro qualcuno. Non abbiamo mai attaccato le persone. Abbiamo sempre contestato scelte che non condividevamo o l’inerzia delle non scelte.  Se il Comune vuole raccogliere tutti i contributi utili per dare un futuro al Santanera, noi ci siamo.

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mancanza di dibattito e ritardi nella pubblicazione dei documenti rendono difficile al cittadino comprendere quanto avviene in Comune

26 agosto 2020 · Nessun commento

LE NOSTRE DOMANDE

Qualche domanda all’amministrazione comunale.

Ci saranno interventi a sostegno di casa di riposo e asilo dopo il difficile momento legato alla pandemia? Il Comune è interessato alla casa di riposo e del suo futuro d servizio pubblico? Proprio la pandemia ha reso evidente che servono attenzioni sempre maggiori e strutture adeguate per assicurare la qualità di un servizio che è molto delicato. Bisogna pensare ad una casa di riposo capace di fare anche attività domiciliari perché il solo modello residenziale mostra evidenti limiti e non basta più. Servono investimenti in tecnologia e attrezzature per risparmiare tempo e lavorare meglio. Sarebbero utili interventi per il contenimento dei consumi energetici. Manutenzioni strutturali per dare agli ospiti ambienti gradevoli. Personale assunto direttamente per avere professionalità adeguate da formare e seguire, senza costi di intermediazione di manodopera con non danno alcun vantaggio. Posti letto in più rispetto all’attuale struttura servirebbero, sia per soddisfare richieste, sia, ad esempio, per un reparto di isolamento oggi indispensabile con le nuove norme, ma bisognerebbe procedere con interventi modulari e graduali. Per rendere sostenibile economicamente l’investimento.

L’asilo verrà aiutato a riaprire a settembre? Ha perso mesi di rette. Nonostante tutto, è riuscito a fare, da solo, il centro estivo, credo uno dei pochissimi casi nell’astigiano. E’ stato deciso chi gestirà la mensa scolastica e con quali modalità?

Come riprenderà l’attività delle scuole? Proprio oggi, mercoledì, abbiamo visto che è iniziata l’installazione della prima di due tende nel piazzale che dovrebbero essere adibite a mensa. Ne prendiamo atto. Ci piacerebbe però sapere altro. Se e quali altri locali verranno utilizzati. Se verrà mantenuta didattica a distanza e come ha funzionato nello scorso anno scolastico.

Le attività di volontariato verranno aiutate a riprendere il lavoro con le necessarie tutele sanitarie per le persone? Crediamo servano scelte che aiutino tutti a rispettare veramente le regole. Gli spazi e le attività pubbliche devono essere ripensati e se c’è qualche soldo da investire, meglio farlo con soluzioni flessibili ma che servano nel tempo. Ad esempio, piazze attrezzate e con più verde. Non squallide presunte aiuole che non vedono manutenzione da anni. Coperture. Nuovi spazi a disposizione di tutti, magari con piccoli anfiteatri naturali dove le persone possano riunirsi mantenendo le distanze utili.

Rimarremo senza polizia municipale? Ci convenzioneremo con qualche altro ente? Faremo finta che basti assumere un vigile tornando all’antico, quando e come non si sa?

Quale futuro avrà l’Unione con Baldichieri? A giudicare dal sito internet della “Colli del Monferrato”, l’attività dell’Unione sembra del tutto inesistente.

Interessa o no all’amministrazione comunale riannodare il dialogo politico con la Valtriversa? Magari, ammettendo i gravi errori fatti in passato che hanno portato ad una spaccatura dannosa per Villafranca. Il nostro paese vuole avere un ruolo di zona o vuole chiudersi nei suoi piccoli confini?

Ci saranno iniziative per favorire le buone pratiche che non producono rifiuti? In campagna elettorale, c’erano state promesse, molto generiche, ma, dopo un anno, nulla si è visto.

Riprenderanno per intero le attività nella casa della salute o si prospettano tagli? A giugno era nato il timore di una soppressione, per tramite una mancata riapertura, dell’ambulatorio per le cure complementari. Il 30 luglio c’è stata l’assemblea dei sindaci dell’Asl di Asti. Poteva essere l’occasione per il Comune per porre tale domanda, magari chiedendo il potenziamento dei servizi territoriali. Peccato che Villafranca non fosse presente alla riunione.

Tanti argomenti diversi. Tutte domande che sarebbero servite per capire cosa intende fare l’amministrazione comunale e in che tempi. Tutte domande che sono rimaste senza risposta nel consiglio comunale del 27 luglio scorso, quando c’erano in discussione sia il bilancio consuntivo, sia quello preventivo. Domande che nessuno ha fatto. Come ormai è abitudine, il dibattito è nullo o quasi. Da un paio di sedute, il sindaco mette le mani avanti, dicendo che i temi sono stati discussi in una riunione informale che avrebbe consentito ai consiglieri di porre i quesiti che ritenevano. Peccato che si tratti di riunioni non pubbliche delle quali non rimane alcun resoconto ufficiale. Tutti i consiglieri devono avere la possibilità di approfondire liberamente gli argomenti che vengono portati in deliberazione. Devono avere le spiegazioni necessarie dai tecnici e dal personale comunale. In questo modo, i consiglieri, se lo vogliono, possono presentare proposte di variazione, i cosiddetti “emendamenti”, che devono poi essere votati dal consiglio. Un modo semplice e trasparente per far emergere in modo chiaro le differenze di pensiero. Ma è Il consiglio comunale la sede istituzionale per far sviluppare il confronto politico. Anche forte. In modo da dare ai cittadini la possibilità di comprendere le diverse opinioni dopo una presentazione oggettiva delle varie proposte. Praticamente nulla di tutto questo avviene a Villafranca. Poi, rimane sempre il fatto che bisogna avere idee e la voglia di esporsi. E di idee che guardino al futuro in Comune oggi non se ne vedono. A parte qualche opera, come un ulteriore lotto di trasformazione a led della pubblica illuminazione: iniziativa già adottata dall’amministrazione Cavalla e da noi chiesta diversi anni anni prima. O come i “parcheggi in via Roma”, idea che circola da anni grazie a proposte dell’ufficio tecnico comunale ma sulla quale nulla si è capito circa la soluzione che sarebbe stata scelta. Previsti altri investimenti al teatro San Giovanni: viene da chiedersi se il progetto sia stato rivisto per tener conto delle difficoltà imposte dalla pandemia. Le indennità, però, sono state confermate e questo vuol dire che il sindaco, come i predecessori della sua parte politica, si è mantenuto lo stipendio. Ribadisco, tutto legale che il sindaco si mantenga lo stipendio. Non lo trovo un comportamento etico se non si è dovuto rinunciare a un lavoro per ricoprire la carica.

Difficile che gli stimoli arrivino da una maggioranza molto silenziosa. C’è una completa subordinazione al sindaco? Probabile. Lascia perplessi l’opposizione, che sembra essere sempre molto timorosa e incerta di fronte alla possibilità e all’opportunità di distinguersi dalla maggioranza. Se poi a tutto questo aggiungiamo che La presentazione degli argomenti è spesso fatta in modo molto sintetico, difficile da seguire senza avere a disposizione i documenti, emerge un quadro desolante e faticoso. Non aiuta nemmeno il fatto che le delibere vengono pubblicate spesso con molto ritardo, magari prive di allegati che, chissà perché, rimangono “agli atti” e non vengono resi pubblici. Ad oggi, non conosciamo ancora le delibere relative al consiglio del 27 luglio. E sono passate più di quattro settimane. Oltre due settimane fa, abbiamo formalmente chiesto il bilancio 2019, il preventivo 2020 – 2022, il piano delle opere pubbliche e il piano finanziario dei rifiuti. Nessuna risposta. Qualcuno dirà che non abbiamo comprensione per le ferie. Tutt’altro. Sappiamo le difficoltà che incontra chi lavora veramente. Perché almeno non rendere pubbliche in anticipo le proposte di deliberazione con tutta la documentazione necessaria? Magari con spiegazioni che aiutino a comprendere anche chi non è un tecnico della materia. Sarebbe un bella novità per favorire il coinvolgimento dei cittadini e l’informazione sull’operato del Comune.

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il consiglio comunale è convocato per oggi alle 18.30

15 luglio 2020 · Nessun commento

ARGOMENTI?

Sul sito internet del Comune è comparsa la notizia che il consiglio comunale è convocato per oggi alle 18.30, sempre in videoconferenza. Peccato non ci sia l’ordine del giorno. Chi ha governato Villafranca in questi anni ha sempre sperato di rendere i consigli comunali dei semplici passaggi formali. Ma il dibattito almeno c’era, grazie a “Villafranca Domani”. Nell’attuale mandato amministrativo, i consigli sono diventati velocissimi. I provvedimenti proposti vengono illustrati in modo molto generico, di solito dal segretario o dai dipendenti presenti. Il dibattito è modesto o quasi sempre assente. Se poi aggiungiamo che le delibere, in particolare quelle di giunta, vengono spesso pubblicate con ritardo, si capisce come l’attenzione all’informazione per la cittadinanza sia molto modesta. Noi continuiamo a pensare che i cittadini informati, nel merito delle scelte e delle diverse opinioni, siano più consapevoli. Con vantaggi per tutti. Non sappiamo cosa verrà discusso oggi. Ci auguriamo che i consiglieri, che l’anno scorso erano stati ammoniti durante un consiglio dell’Unione a non divulgare informazioni, senza alcun rispetto per la democrazia e la funzione politica del consigliere, almeno sappiano su cosa vanno a deliberare. Non ne siamo così convinti.

credenziali per videoconferenza

AGGIORNAMENTO

Poco fa, sul sito del Comune è comparso l’ordine del giorno del consiglio di oggi. A leggere l’elenco, una serie di argomenti molto impegnativa.

ConvocazioneC.C.per_il_giorno_15.7.2020-min

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consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato” alle 18.30

9 luglio 2020 · Nessun commento

IL BILANCIO 2019

Oggi, 9 luglio, alle 18.30, torna a riunirsi il consiglio dell’Unione Colli del Monferrato. Un unico argomento in discussione: il bilancio consuntivo 2019. Tutti possono assistere alla seduta collegandosi in videoconferenza da pc, telefono o tablet. Modalità già utilizzata nello scorso giugno. Ci auguriamo che l’esposizione dei dati sia fatta in modo chiaro e ampio, per consentire a tutti di comprendere. Cliccate qui sotto per le credenziali di accesso.

collegamento in videoconferenza

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la polizia municipale non esiste più

4 luglio 2020 · Nessun commento

SI TORNA A VENT’ANNI FA

L’1 luglio ha chiuso in via definitiva l’ufficio dei vigili della Valtriversa ed è cessato il relativo accordo per avere la polizia municipale sul territorio di Villafranca e Baldichieri. Non ci sarà più un corpo unito di vigili per tutto il territorio.  Buttato via il lavoro iniziato vent’anni fa da Pasquale Campanile, primo comandante dei vigili della Valtriversa. Da qualche giorno, i due vigili rimasti, il comandante Eusebio Gamba e Fulvio Gagliasso si sono trasferiti a Cantarana. Gamba se ne andrà ad altro incarico. Gagliasso è vicino alla pensione. Vigili azzerati. La Valtriversa dovrebbe tornare ad un paio di unità con nuove assunzioni. Sarà il vigile di paese. Cosa ben diversa dal corpo sovracomunale.
La comunicazione della chiusura del servizio è stata data dal sindaco Anna Macchia durante il consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato” dello scorso 8 giugno. Per Macchia e per Forno, sindaco di Baldichieri, sarebbe stata la Valtriversa a recedere dall’accordo. Nessuna spiegazione è stata data sui motivi che avrebbero portato alla rottura. Solo generiche giustificazioni dove i due sindaci si sono auto assolti da ogni responsabilità, dichiarando di aver sempre messo impegno per lavorare con la Valtriversa. Sono stati ammessi, in modo molto generico, contatti con San Damiano e Villanova. Immaginiamo per qualche forma di acquisto di vigili a ore. Contratti che non hanno prodotto esiti, almeno fino ad ora, visto che nulla è stato spiegato al riguardo. Nessun consigliere ha fatto domande. Nessun proposito chiaro per il futuro. Forno ha dichiarato che le due amministrazioni vorrebbero una loro “microstruttura” senza essere legati ad altri enti. Tradotto, vorrebbe dire che i due Comuni potrebbero essere intenzionati ad assumere un vigile quando ci saranno pensionamenti tra il personale ora in servizio. Cosa farà? Il messo comunale? Si torna indietro di vent’anni. Tempi e modalità? Come sempre, nulla. Solo un generico “stiamo lavorando”.
I fatti evidenziano in modo chiaro la modestia politica dell’amministrazione di Villafranca nel problema vigili e su come porsi nei confronti della  Valtriversa. Avere o non avere i vigili? Nonostante avesse dichiarato di volerli, il nuovo sindaco non è riuscito a fare alcun concreto passo in avanti.  E’ trascorso più di un anno dalle elezioni. Avrebbe dovuto conoscere il tema visto che aveva fatto anche l’assessore nella giunta Cavalla. Ricucire l’unità politica con la Valtriversa?
Direi che siamo lontani anni luce. Non ci stupiamo. Non c’era mai stato un impegno in tal senso. Solo vaghezza. Non c’è stata alcuna capacità di riconoscere i gravi errori del passato e di cercare un nuovo punto d’incontro per ricominciare. Un articolo comparso sulla Stampa del 26 giugno riporta dichiarazioni di Bruno Colombo, sindaco di Roatto e  presidente della Valtriversa secondo le quali Villafranca avrebbe chiesto l’affitto della sede di regione Pieve, prima data in comodato. Considerato che il patto, quando il servizio era nato, prevedeva che Villafranca mettesse il fabbricato e la Valtriversa ristrutturazione, arredamento e gestione, direi che la mossa dell’amministrazione Macchia sia stata un  espediente per cercare la rottura e dare la colpa alla controparte. Dopo aver perso tanto tempo senza produrre nulla. Lo abbiamo detto fin dal principio che le assunzioni di nuovi vigili, per ricostituire un corpo unito, dovevano essere fatte dalla Valtriversa. Bisognava superare le diffidenze di qualche Comune, cosa possibile solo chiarendo che si voleva tornare insieme con un progetto preciso che mettesse davanti a tutto la sicurezza dei cittadini e del territorio.
Noi abbiamo fatto la nostra proposta con la petizione che ha raccolto 350 sottoscrizioni, via internet e in forma diretta. Nonostante le notevoli difficoltà legate alla pandemia. Un doveroso grazie a tutti coloro che hanno condiviso i contenuti del documento. Chi volesse, può ancora farlo via internet su change.org.
Per anni, nel consiglio comunale e nel consiglio della Valtriversa, prima, e della Colli del Monferrato, dopo la secessione, abbiamo sostenuto che i vigili erano un presidio di legalità. Un valore aggiunto che non doveva essere perso. Non un semplice problema di costi da azzerare: riducendo il personale, vendendo il suo lavoro ad altri paesi, magari lontani dalla nostra zona,  o da coprire con le multe.
Le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri se ne sono andate dalla Valtriversa dicendo che, insieme, avrebbero fatto grandi cose. In sei anni, non hanno prodotto risultati concreti in termini di servizi per la popolazione. Non hanno dimostrato alcuna  voglia di adottare politiche uniche sui problemi di zona. Nessun impegno per fondere le due strutture dei Comuni. Ci si è limitati a cambiare il cappello che gli uffici avevano, chiamando qualcosa “unione” invece che “Comune”. Perché? Nessuna volontà di unirsi. Solo far finta di cambiare per portarsi a casa qualche contributo regionale. Ma tutto doveva rimanere come prima. Ognuno nel proprio piccolo municipio. Attaccati all’idea che da soli è bello perché si può rimanere nel proprio isolamento, tirando a campare. Senza idee. Questa vicenda è una sconfitta per tutti i paesi coinvolti. In particolare, per Villafranca.  Nessuna delle due Unioni ne esce bene. Ovviamente, è la nostra opinione. Magari qualcuno preferiscce non avere i vigili. Si sa, non avere controlli può far comodo. Ma ogni scelta ha dei responsabili. Chi sono? Per Villafranca, chi ha governato il Comune in questi anni e in chi lo sta governando. Non è capitata per caso.

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8 giugno 2020, consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato” in videoconferenza

8 giugno 2020 · Nessun commento

UNIONE: IL BILANCIO IN CONSIGLIO

Oggi, 8 giugno, alle 18.30, tornerà a riunirsi il consiglio dell’Unione “Colli Del Monferrato”. L’Unione tra Villafranca e Baldichieri. Per la prima volta, visto il particolare periodo legato alla pandemia, sarà in videoconferenza. Anche il pubblico potrà assistere collegandosi. Cliccate sul link e trovate i riferimenti. L’argomento di maggior rilievo in discussione sarà il bilancio preventivo dell’ente. Vedremo se verrà proposto qualche fatto nuovo capace di dare un po’ di concretezza ad un’Unione che fino ad oggi non ha saputo creare servizi per la popolazione e politiche più efficienti per il territorio. Nonostante le tante vaghe promesse fatte dalle due amministrazioni con la secessione dalla Valtriversa.

Nessuna notizia, invece, su quando tornerà a funzionare il consiglio comunale di Villafranca e su quando conosceremo il  bilancio preventivo dell’ente. E siamo già a giugno.

Mi auguro che l’uso della tecnologia per favorire l’accesso dei cittadini ai momenti della vita politica locale venga mantenuto anche in futuro, quando saremo tornati alla normalità. Le possibilità da sfruttare sono molte.

http://www.collidelmonferrato.at.it/it/news/consiglio-unione-lunedi-8-giugno-ore-18-30

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