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Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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riconfermato in blocco il consiglio di amministrazione dell’Opera Pia S. Elena

17 aprile 2011 · 1 Commento

CORTESIA ISTITUZIONALE

Tra maggioranza e opposizione dovrebbe sempre esserci uno stile di comportamento chiamato cortesia istituzionale. Ognuno deve fare la sua parte. La maggioranza ha la responsabilità di governare. L’opposizione deve opporsi tutte le volte che ci sono provvedimenti incompatibili con il proprio programma, esercitando così la sua funzione di controllo. Anche se qualcuno pensa, a livello locale come a livelli più alti, che l’opposizione debba adeguarsi alla maggioranza. Questa, però, è un’altra storia. Ci può essere scontro politico sui temi e sulle scelte perché è un fatto del tutto normale in democrazia. Scontro anche duro. Ma ci dovrebbe sempre essere lealtà. La cortesia istituzionale a cui facevo riferimento fa parte della lealtà. Cosa che in municipio a Villafranca manca. Perché? Avendo qualche anno di esperienza sulle spalle, i motivi che mi costringono a pensarla così sono diversi. Cito solo l’ultimo in ordine di tempo. Lo scorso 4 aprile, come gruppo “Villafranca Domani” ho presentato un’interrogazione per chiedere all’amministrazione comunale come intendeva muoversi per il rinnovo del consiglio di amministrazione dell’Opera Pia S. Elena (due membri scelti dal Comune, due dalla Parrocchia e uno scelto insieme dai due enti), organo in scadenza per fine marzo. Nei mesi precedenti nessuno dal Comune aveva tirato fuori il problema.

L’INTERROGAZIONE DI “VILLAFRANCA DOMANI”

Con l’interrogazione, volevo sapere programmi per il prossimo mandato, se erano già stati avviati colloqui con la Parrocchia, criteri per individuare i nuovi consiglieri (visto che ci arrivavano affermazioni da alcuni dei membri uscenti della volontà di non farsi riconfermare) e se l’amministrazione era disponibile a considerare una persona designata dal nostro gruppo nelle nomine. Risultato? La risposta è stata significativa: contrariamente alle aspettative, tutti riconfermati. Silenzio sul resto. Nessuna indicazione sui programmi per gli anni a venire e sul perché delle scelte fatte, tranne gli scontati generici apprezzamenti per i riconfermati. Il S. Elena è uno dei due enti del paese. Svolge una funzione sociale particolarmente importante, che si è sviluppata grazie all’impegno di insegnanti, amministratori, volontari, dipendenti, suore e genitori. Tutte quelle persone che partecipano in modo costante e attivo alla vita dell’ente.  Il lavoro c’è stato e si vede. Questo, però, non deve far dimenticare che il S. Elena sta in piedi anche grazie ad un sostanzioso aiuto economico del Comune per il funzionamento (23.800 euro all’anno), che va ad aggiungersi ai contributi erogati agli utenti della scuola materna e della mensa ed ai contributi regionali.

LE INCERTEZZE FUTURE

Nonostante tutto, l’Opera Pia non naviga in acque molto tranquille perché fatica a far quadrare il bilancio. Lo ha ammesso lo stesso presidente Carlo Cavalla durante un incontro che abbiamo avuto con lui come gruppo consigliare (riunione che richiedevamo da almeno un anno  e mezzo). Ci ha detto che nel 2010 ci sarebbe stato un disavanzo di 28 mila euro. Per capire meglio, in quanto la spiegazione non è stata molto ordinata, gli abbiamo chiesto copia integrale del bilancio: dopo quasi due settimane non l’abbiamo ancora ricevuta. In più ci sarebbero 100 mila euro di lavori fatti ancora da pagare, oltre a 32 mila euro di rate di mutuo ogni anno. Se i dati sono questi, direi che si tratta di una situazione inquietante che merita di essere analizzata nel dettaglio.

IL RINNOVO DELLA CONVENZIONE CON IL COMUNE

Visto che c’è in vista anche il rinnovo della convenzione che lega l’ente al Comune, l’amministrazione comunale non avrebbe dovuto confrontarsi prima su tutto il problema? Perché non lo ha fatto? E’ preoccupata per le decisioni da prendere e teme una possibile perdita di consenso? Il momento è difficile, ci viene detto in tutte le salse che ci sono pochi soldi. Si rischia concretamente una “guerra tra poveri” per dividersi il poco che c’è: cercare una convergenza più ampia sui programmi futuri sarebbe stato solo ovvio. Magari una collaborazione anche con l’altro ente del paese, il Santanera. Ribadisco, cercare una convergenza non significa presentare pacchetti già confezionati dove non c’è più alcun margine di trattativa, per poi scandalizzarsi se quei brutti cattivi dell’opposizione avanzano opinioni diverse.

L’interrogazione presentata da “Villafranca Domani” sul rinnovo del consiglio di amministrazione del S. Elena

La risposta dell’amministrazione comunale

Tag: politica · sociale

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