Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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quando aprirà la casa della salute?

14 luglio 2013 · 2 Commenti

SILENZI E DIMENTICANZE

La casa della salute verrà aperta? Novità non sembrano esserci e nessuno ne parla. Il cantiere rimane in apparenza fermo, con tutta l’area esterna ancora da sistemare. Saltuariamente si vede qualcuno che vi accede. E’ stata rimossa anche una parte della recinzione. A San Damiano, la struttura analoga a quella villafranchese è stata aperta. Come hanno spiegato i giornali, vi hanno messo dentro quello che era sparso in altri locali. Nulla di più. Credo che si debba aspettare lo stesso anche per la nostra casa della salute: il semplice trasloco di quanto ora ospitato nei locali di via Luotto. Sono stati fatti investimenti milionari con il rischio di non cambiare nulla.  Cosa ben diversa da quell’accordo firmato nel gennaio 2007 dall’allora sindaco di Villafranca, Massimo Padovani; da Giamprimo Forno, che all’epoca era presidente della Valtriversa; e dall’Asl. In quel documento, si promettevano nuovi servizi a piene mani. Voi direte: da allora è cambiato il mondo. Con la scusa della crisi si giustifica tutto e si fanno passare per cose superflue, d’altri tempi, i diritti. La salute è un bene essenziale. Serve un sistema sanitario capace di fare prevenzione  e integrazione. Capace di accompagnare chi ha bisogno nelle scelte, di sostenere chi è più debole (anziani e non autosufficienti), di garantire cure e servizi in un territorio dove la popolazione è sparsa su un notevole numero di piccoli centri. Non puoi essere costretto a prendere le ferie per andare a farti visitare perché il medico dedica la maggior parte del suo tempo all’attività privata. Se stai male, non ti aiuta parlare con operatori di call center scazzati perché hai telefonato, che cercano tutte le giustificazioni per non mandarti l’assistenza. Non devi essere costretto a trovarti badanti private per assistere un anziano perché tutti fanno finta di non considerare che con poche centinaia di euro al mese di pensione non puoi mantenere chi ha bisogno di cure continuative. Chissà perché nessun politico regionale ci spiega come mai ci vogliono settimane o mesi per certi esami ma se vai nel sistema privato, magari dentro la struttura pubblica, lo stesso medico ti fa passare subito. Se non stai bene ti fanno sentire in colpa. Sei un peso per una società che va veloce, senza sapere dove, e non ha voglia di aspettarti. Sono i soldi che fanno la differenza. Se li hai e sei disposto a pagare i prezzi enormi della sanità privata, vai li e passi subito, come ci dice da sempre l’attuale amministrazione regionale. Altrimenti, arrangiati e non dare fastidio.

Credo che la cura della salute sia un diritto che serve alla qualità della vita e alla pace sociale. Il territorio deve darsi un’organizzazione in grado di garantirla. Un sistema strutturato dal basso che coinvolga in primo luogo Comuni, medici e gestori dei servizi socio assistenziali (consorzi, case di riposo, scuole, volontariato). Che condivida le informazioni attraverso un largo uso dell’informatica e sia al servizio dei cittadini con orari, tempi accettabili e visite domiciliari. Un sistema dove le Unioni di Comuni siano in grado di portare la voce dei cittadini direttamente in Regione e in Asl. Chissà perché se lo specialista ospedaliero prescrive una visita devo andare dal medico di base a farmi la ricetta e poi devo fare la prenotazione. Si perde il triplo del tempo. Tutte “tasse occulte” che nessuno considera e delle quali nessuno spiega i motivi. Nel 2006, noi avevamo proposto una casa della salute integrata con la casa di riposo Santanera. Sarebbe rimasta in centro, avrebbe facilitato la presenza dei medici, si sarebbero evitate spese per strutture oggi ancora ferme, con probabili risparmi. Non si sarebbe sprecato del terreno, acquistato con qualche conflitto di interessi, e si sarebbero utilizzati immobili oggi vuoti e del tutto improduttivi per il Santanera. L’amministrazione comunale Padovani Cavalla bocciò la nostra proposta senza nemmeno curarsi di approfondirla. Cose che si dimenticano. Ma si sa, i nostri governanti sono così simpatici.

Se la Valtriversa saprà essere forte, forse avremo qualcosa di più nella nostra casa della salute. Se l’Unione si fosse occupata del problema con più attenzione negli anni scorsi magari ora avremmo qualche certezza invece che tanti dubbi. Se la Valtriversa si scioglie o diventa un ente tenuto in vita per figura, rischiamo di perdere anche quel poco di servizi sanitari territoriali che ancora rimangono.

“Villafranca Domani” ha presentato una nuova interrogazione per conoscere le eventuali novità sui tempi di apertura della casa della salute.

casa della salute: l’interrogazione di “Villafranca Domani”

Tag: politica · sicurezza · sociale · Valtriversa

2 Commenti ↓

  • 1 alberto // 14 lug 2013 - 10:37 pm

    Mi chiedo… quanto in là è lecito andare con l’ipotesi di complotto caro Paolo? Tutto questo dipende semplicemente dalla stupidità e sete di potere di noi comuni mortali o è voluto da pochi grandi potenti della terra che giocano a fare Dio, usandoci come pedine?

  • 2 admin // 21 lug 2013 - 10:08 am

    Sulla “casa della salute”, caro Alberto, non c’è un complotto. C’è semplicemente la pochezza della politica locale, che non si occupa dei servizi sanitari di zona in quanto non sa guardare un po’ oltre il proprio naso. Poi ci sono precise scelte dell’attuale amministrazione regionale che vogliono togliere spazio alla sanità pubblica per favorire la sanità privata.

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