Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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ottimo successo per la serata sull’ambiente organizzata da “Villafranca Domani”

26 ottobre 2014 · Nessun commento

AMBIENTE: LUSSO O RISORSA?

L’ambiente è un lusso che non ci possiamo permettere o una risorsa? La risposta più semplice sarebbe la prima. C’è la crisi. Non ci sono soldi. Preoccuparsi di ambiente è un costo in più. Meglio sfruttarlo ancora perché si guadagna sempre qualcosa. Già ma l’ambiente e la casa di tutti.  E se invece l’ambiente fosse una risorsa capace di costruire ricchezza per tutti? I primi gestori dell’ambiente sono i Comuni. Il livello istituzionale che può scegliere concretamente di fare qualcosa di diverso rispetto a come si è sempre fatto perché i Comuni siamo tutti noi. I Comuni che devono cambiare il loro modo di essere. Non più enti burocratici e statici ma enti capaci di essere imprenditori che progettano, sperimentano e agiscono a favore della collettività. Senza deleghe in bianco a terzi. Ci vuole un po’ di coraggio. La voglia di uscire dal vecchio schema di così si è sempre fatto. Magari, la capacità di pensare a livello di zona e non di singolo paese. Esperienze positive di Comuni che hanno creduto nell’ambiente come risorsa ci sono. Per conoscerle, “Villafranca Domani” ha organizzato una serata su questo tema che si è svolta venerdì, 3 ottobre 2014, nelle sale Virano. Buona la presenza di pubblico:  una settantina di persone.

Nelle tre ore di dibattito, gli interventi sono stati di:

- Marco Boschini, coordinatore nazionale dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, con un passato da amministratore comunale a Colorno: Comune in provincia di Parma con poco più di 9 mila abitanti, scrive per i siti web del Fatto Quotidiano, della Stampa e dell’Huffington Post;

- Luca Gioanola, già sindaco di Mirabello Monferrato ed ora assessore a Casale Monferrato, membro del direttivo dell’Associazione dei Comuni Virtuosi;

- Francesco Tavolato, già sindaco di Aramengo ed ora vice sindaco;

- Fabio Musso, architetto astigiano specializzato in opere per il risparmio energetico.

Gli ospiti hanno risposto a domande fatte da me, da Alfredo Castaldo e da Rosa Gai. Tra i diversi momenti, gli intermezzi musicali con le canzoni di Vanessa Gasparin e l’accompagnamento musicale di Luca Massano. Daniele Barcaro ha curato la parte tecnica.

COMUNI CHE CONDIVIDONO ESPERIENZE TRA DI LORO

Cos’è l’Associazione dei Comuni Virtuosi? Lo ha spiegato Boschini, che è stato uno dei promotori della sua nascita. L’associazione nasce nel maggio 2005 per iniziativa di quattro Comuni che ritenevano importante scambiarsi esperienze concrete e condividerle con altri. Comuni diversi per grandezza e collocazione: Monsano (AN), Colorno (PR), Melpignano (LE) e Vezzano Ligure (SP). Oggi l’associazione raccoglie oltre 50 Comuni, in prevalenza medio piccoli, sparsi in tutta Italia. Obiettivo principale: cambiare la politica dal basso, sostenendo azioni concrete che diano un’impronta ecologica all’attività dei Comuni. Azioni che spesso non costano nulla e che se messe in atto aiutano a riscoprire il gusto di fare comunità tra le persone. I settori dove intervenire sono tanti: dalla gestione del territorio alla mobilità sostenibile; dal risparmio energetico alla gestione dei rifiuti. Nuovi stili di vita rispettosi dell’ambiente e capaci, nello stesso tempo, di far risparmiare soldi e dare lavoro.

RISPARMIARE SI PUO’: ABBATTERE LA BOLLETTA DELL’ENERGIA

Il costo della bolletta energetica è stato uno dei principali temi della serata. Come ho ricordato, la nostra Villafranca spende ogni anno ben 34 euro ad abitante per la sola pubblica illuminazione (dato 2013): una spesa che noi riteniamo non più sostenibile. Esistono esperienze positive di altri paesi in questo settore? Diverse e di rilievo. Boschini ne ha citata una in particolare, Montechiarugolo, in provincia di Parma. Tutte esperienze che partono da uno stesso punto: bisogna fare un esame dettagliato di come e dove la struttura comunale consuma energia perché così si può capire come intervenire per risparmiare. Non serve illuminare a giorno le strade o riscaldare locali in orari dove sono vuoti o tenendo le finestre aperte perché nessuno regola la temperatura. Quanto risparmio si può realizzare sistemando edifici che sono una fonte rilevante di dispersione e spreco? Molto. Pensate all’importanza di una adeguata coibentazione, all’abbassamento di soffitti troppo alti o all’avere infissi che trattengano il calore. Sul tema energetico, Gioanola ha spiegato l’esperienza fatta a Mirabello Monferrato, paese di 1400 abitanti in provincia di Alessandria. Nella pubblica illuminazione, passando alla tecnologia dei led, i risparmi sui consumi  hanno toccato il 40 per cento, con minori costi di manutenzione annui per 18 mila euro. Positiva anche l’esperienza fatta con lo “sportello energia”, con il quale il Comune ha promosso la creazione di un gruppo di acquisto per pannelli fotovoltaici che ha permesso di abbassare i costi di acquisto e di installazione. Lo sportello fornisce informazioni ai cittadini sulla normativa ed aiuta ad analizzare le bollette per individuare gli interventi più appropriati.

ARAMENGO HA INVESTITO NELL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO COMUNALE

Significativa l’esperienza illustrata da Francesco Tavolato per il Comune di Aramengo, paese con poco più di 600 abitanti: la creazione di un impianto fotovoltaico di proprietà comunale che sta portando al Comune un utile di 100 mila euro l’anno. Tanto per capirsi, si tratta di un impianto di potenza analoga a quello privato esistente nella ex cava Rdb. Sicuramente, l’impianto di Aramengo beneficia degli incentivi statali che oggi non sarebbero più possibili ma dimostra che un’amministrazione attiva e capace di usare tutte le opportunità possibili, percorrendo strade diverse dalle vecchie abitudini, può raggiungere risultati di grande valore a beneficio del proprio paese.

IL RISPARMIO INIZIA IN CASA

Fabio Musso ha spiegato, con un linguaggio semplice e concreto, come l’ente pubblico e la famiglia possono risparmiare sui consumi energetici: individuare le dispersioni, ad esempio con l’uso della termografia, e progettare gli interventi. I risultati sono stati illustrati con due casi particolari: una cascina di Dusino S. Michele trasformata in abitazione di “classe A” grazie ad un efficace sistema di “cappotti” sull’edificio e una villetta di nuova costruzione ad Asti, progettata per essere autosufficiente.

LA NUOVA FRONTIERA: NON PRODURRE RIFIUTI

Buone pratiche possono esserci anche nella gestione dei rifiuti. A Villafranca spendiamo 112 per abitante all’anno su questa voce pur utilizzando la raccolta porta a porta. La nuova frontiera dove lavorare è non fare rifiuti. Gioanola ha raccontato che la cultura di evitare i rifiuti si favorisce con i negozi che vendono solo prodotti alla spina e il Comune può sostenere questa sperimentazione abbassando la tassa a chi opera nel concreto in questa direzione. Altri positivi esempi arrivano dalla sperimentazione dei pannolini lavabili, dall’uso di prodotti a chilometri zero nelle mense, dall’utilizzo dell’acqua proveniente dal rubinetto di casa piuttosto che di quella acquistata al supermercato.

IL CAMBIAMENTO INIZIA A SCUOLA

Gioanola poi ha esortato i Comuni a fare rete, a copiare le esperienze virtuose ed a coinvolgere i cittadini. Fondamentale il coinvolgimento delle scuole. Boschini su questo tema ha scritto un libro “la mia scuola a impatto zero” dove ha raccontato le storie, conosciute girando l’Italia, di “sindaci volenterosi e docenti intraprendenti” cha hanno favorito il “protagonismo diretto e attivo di bambini e ragazzi, gli alunni che ogni giorno rendono gli edifici più o meno datati che ospitano gli istituti scolastici luoghi di incontro e crescita, di formazione e consapevolezza”. Vi invito a leggerlo. Il controllo sui consumi fatto dai bambini, l’orto della scuola, il mercatino del riuso, l’albero natalizio con addobbi riciclati. Queste ed altre storie di semplici pratiche quotidiane che fanno capire come il cambiamento culturale si attua avendo il coraggio di cambiare le vecchie abitudini.

FARE IL CENSIMENTO DEGLI IMMOBILI VUOTI

Il programma della serata prevedeva anche un filmato con una intervista a Alessandro Mortarino, fondatore del movimento “Stop al consumo di territorio”. Il video era stata realizzato da Giovanni Damasio, con la collaborazione di Marco Magrini e Sofia Bolumar. Purtroppo, un problema tecnico all’audio ha impedito che la stessa venisse proiettata. A breve, riproporremo il filmato su questo sito, con alcuni altri momenti della serata. Nell’intervista, Mortarino evidenziava la necessità di fare il censimento degli immobili per determinare quanti sono quelli vuoti. Censimento che dovrebbe essere alla base di qualsiasi scelta urbanistica corretta. In particolare se si vuole andare verso quelle decisioni che favoriscano il recupero degli stessi, cioè un’opportunità di lavoro, ed evitino il consumo di territorio. Fa riflettere che molti Comuni astigiani non abbiano mai voluto fare il censimento. Perché?

LA NOSTRA PROPOSTA: VILLAFRANCA ADERISCA ALL’ASSOCIAZIONE DEI COMUNI VIRTUOSI

Nel mio intervento conclusivo, ho proposto che Il Comune di Villafranca aderisca all’Associazione dei Comuni Virtuosi e si impegni a seguirne i principi nella proprie scelte di politica locale.

Il manifesto che annunciava la serata

LOCANDINA3OTTOBRE2014

Tag: ambiente · cultura · economia · politica

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