Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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come affrontare il problema sicurezza? Le nostre proposte

3 novembre 2015 · Nessun commento

TOCCA A TUTTI NOI

Come affrontare il problema della sicurezza nei piccoli paesi? Aumentano i furti. Ci sono tante persone nuove. Aumentano le paure. Anche perché tante persone vivono sole. Cosa fare? Risposta non semplice quando le istituzioni, a tutti i livelli, tagliano i servizi sul territorio. Vogliamo fare qualcosa di concreto e muoverci per recuperare il senso di comunità? Credo sia possibile provando ad applicare anche da noi il “controllo di vicinato”. Di cosa si tratta? Fare attenzione alla casa del vicino. Chiedere “cosa vuole?” o “chi cerca?” alla faccia nuova che entra nel nostro cortile o si ferma nella nostra strada. Fare attenzione ad auto mai viste o persone in atteggiamenti sospetti. Nella sostanza: non voltarsi dall’altra parte se si vede qualcosa di anomalo. Chi lo dovrebbe fare? Tutti lo possono fare ma il sistema funzionerebbe meglio se nascesse una rete di cittadini definita, creata dal Comune e coordinata con le forze dell’ordine. Cittadini che dovrebbero essere informati e formati per sapere come comportarsi. L’attività della rete dei cittadini potrebbe essere segnalata con appositi cartelli che dovrebbero avere un effetto di dissuasione e prevenzione. Chi vede qualcosa che non va o che non lo convince deve solo avvisare i vigili o i carabinieri o il referente di zona della rete. Come vedete, è un comportamento semplice che già i nostri padri e i nostri nonni avevano per abitudine. Noi l’abbiamo perso. Siamo sempre “connessi” con lo smarphone o tutti occupati a mettere inutili “aggiornamenti” su facebook ma non ci preoccupiamo di chi sta vicino a noi. Il “controllo di vicinato” è un’esperienza che viene già utilizzata con successo in diverse località. Si tratterebbe di mettersi in gioco.  Andare un po’ oltre il semplice incontro con la popolazione già fatto in passato anche a Villafranca. Incontri che da soli rischiano di servire a poco perché vengono usate solo per generiche indicazioni destinate a perdersi nel nulla in pochissimo tempo.

SICUREZZA VUOL DIRE PREVENZIONE

Come “Villafranca Domani” abbiamo sempre ritenuto che “sicurezza” sia un concetto che deve essere costruito su più fronti, con moltissimo lavoro nella prevenzione. È un problema che riguarda tutti, se abbiamo veramente a cuore le sorti del pezzo di mondo dove viviamo. Ritenere che “devono farlo carabinieri e vigili” è sbagliato. Le forze dell’ordine, da sole, non possono essere dappertutto. Hanno bisogno della collaborazione dei cittadini. Auspicare miracolosi interventi dello Stato è del tutto inutile. Sperare che qualcuno metta reti di sofisticate telecamere, che pur servirebbero, è altrettanto inutile perché non verrà fatto con la scusa che “mancano soldi”. Più volte abbiamo detto che i Comuni astigiani sono tutti piccoli e da soli contano nulla. Villafranca è un piccolo Comune. Solo mettendo insieme le forze, possiamo sperare di incidere in modo reale nei problemi e cambiare le cose. Anche nella sicurezza. Qualcuno dirà: i vigili sono già un esempio in tal senso, visto che lavorano in molti paesi. Sbagliato. Dividere su un numero rilevante di Comuni, oggi sono 17, il lavoro dei quattro vigili della Valtriversa è un assurdo che rende impossibile un efficace controllo per l’evidente sproporzione tra le forze a disposizione e la vastità del territorio da controllare. Lavoro reso ancora più difficile dalla complicata gestione del loro orario dovuta agli accordi tra i Comuni, come dimostrato dalla convenzione che lega Villafranca e Baldichieri all’Unione Valtriversa. Un assurdo che rischia di peggiorare ulteriormente con il probabile prossimo arrivo di San Paolo Solbrito come diciottesimo Comune. Forse, chi gestisce i nostri Comuni ha dimenticato che governare significa darsi delle priorità e scegliere. Quindi, se si ritiene la sicurezza veramente importante, e non un’occasione per fare un po’ di propaganda a buon mercato sulle paure delle persone, bisogna rinunciare a qualcos’altro per dare alle forze dell’ordine locali mezzi migliori. Poi “sicurezza” non vuol dire solo evitare i furti. Ci sono molti altri aspetti, anche di notevole delicatezza.

C’E’ TANTO LAVORO DA FARE

Il “controllo di vicinato” significherebbe cittadini che si auto organizzano a sostegno della legalità e delle istituzioni locali. Servirebbe altro? Si. Creare un coordinamento, gestito dal Comune, o meglio dall’Unione, tra tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio per un proficuo e costante scambio reciproco di informazioni. Non si tratterebbe di scambiarsi solo le “notizie di reato” ma anche valutazioni su come funziona il sistema complessivo dei nostri paesi e su cosa avverte la gente. Per capire se in un posto gira droga bisogna anche valutare come si manifesta il disagio giovanile. Per capire se ci sono infiltrazioni mafiose, bisogna valutare come si muovono gli operatori economici. Un coordinamento che servirebbe anche ad impostare altre attività insieme. Comprese iniziative per rafforzare il senso della legalità come dovere di ognuno e la conoscenza delle istituzioni attraverso momenti di studio rivolti in particolare alle scuole, sia elementari, sia medie. In particolare, è necessaria la conoscenza delle istituzioni locali perché sono le prime con le quali il cittadino si confronta. Sicurezza è anche rispettare la proprietà pubblica. Avere servizi che funzionano pagati da tutti con le tasse. Evitare le speculazioni edilizie che rovinano il paesaggio. Aver cura delle persone con una rete di solidarietà tra il Comune, o meglio l’Unione, gli enti che si occupano di socio sanitario, la parrocchia e il volontariato per monitorare le situazioni più deboli ed a rischio. Ad esempio, visitare gli anziani che vivono soli. Dare un’occasione di lavoro sociale a chi è stato colpito dalla disoccupazione e non vuole carità.  Dare sostegno ai minori in difficoltà. Mostrare ai giovani i pericoli che derivano dalle dipendenze. Fare iniziative per dare a tutti la possibilità di conoscere proprio il variegato mondo degli stranieri e la loro cultura: unico sistema per mettere le basi di un’integrazione solida. Ma la cultura della legalità si rafforza anche con l’informazione vera sulla vita amministrativa dei nostri paesi. Con municipi veramente “trasparenti” dove sia facile per tutti i cittadini conoscere gli atti e i perché delle scelte. Dando strutture e mezzi alla protezione civile perché sicurezza è anche protezione dell’ambiente che ci circonda. Come vedete, c’è tanto lavoro da fare.

ULTIMA ORA

Apprendiamo che oggi, 3 novembre, alle ore 15, ci sarà un incontro pubblico con i carabinieri in sala Virano proprio sul tema della sicurezza. Vedremo quanto emergerà.

Tag: Generico · politica · sicurezza · sociale

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