Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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autovelox: buco da 100 mila euro nelle previsioni delle multe

31 luglio 2016 · Nessun commento

QUALE SICUREZZA VOGLIAMO PER I NOSTRI PAESI?

Anche gli autovelox creano problemi al bilancio comunale. Sembra quasi incredibile ma le previsioni sulle multe messe nei conti 2016 si sono rivelate ben superiori al reale. Sono state fatte meno multe del previsto. Tenendo conto anche delle minori spese derivate dalla quota sull’incassato che deve essere trasferita alla Provincia, la prima parte dell’anno ha evidenziato un buco complessivo di quasi 100 mila euro che è stato coperto con l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione.  Il problema è stato affrontato nel consiglio comunale del 28 luglio. La discussione ha toccato la complessiva organizzazione della polizia municipale (oggi gestita dall’Unione Valtriversa) e il rilevante problema di come garantire la sicurezza del territorio.

QUANTO COSTA LA POLIZIA MUNICIPALE?

Villafranca e Baldichieri “comprano” il servizio di polizia municipale dalla Valtriversa con una convenzione e questo ha un costo fisso: 69.550 euro all’anno. Poi ci sono i costi che aumentano o diminuiscono in base al numero di multe fatte.  Dopo la correzione dei conti a cui accennavo, alla Valtriversa vanno  28 mila euro per spese relative alla notifica delle multe. 26 mila euro è la quota delle multe che finisce alla Provincia. 5 mila euro l’attuale costo annuale degli autovelox. In totale 128.550 euro di spese. La previsione di entrata prevede  multe autovelox per 85 mila euro, altre sanzioni da codice della strada per 31 mila euro e sanzioni diverse per 200 euro. I rimborsi a carico dei multati per spese postali ammontano a 28 mila euro. In totale, 144.200 euro. In apparenza, il servizio rimane in utile economico, anche se con una modesta differenza. Tuttavia, c’è la grossa incognita degli incassi effettivi. Cioè, le multe vengono effettivamente pagate dagli interessati? Sovente no. Nel 2015, solo il 60 per cento è stato incassato. Quanto è stato incassato nel 2016? Il Comune dichiara di non saperlo.

Tra lentezze burocratiche, evasione e scarsa voglia della politica, a tutti i livelli, di cercare i mezzi per far pagare chi vuole fare il furbo, come sempre chi non paga ha buone probabilità di farla franca. Valutando solo l’aspetto economico, ammettendo che l’incasso rimanga al 60 per cent0, il servizio di polizia municipale rappresenterà una perdita.

L’autovelox si starebbe rivelando un problema per le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri. Una situazione ben diversa da quando speravano nell’affare delle multe per portare a casa quello che sembrava un buon guadagno.

I VIGILI DIVISI SU 18 COMUNI

Vogliamo anche considerare tutto il lavoro che una multa si porta dietro? Probabilmente, cittadini che chiedono chiarimenti, le inevitabili contestazioni, le inesattezze delle banche dati, i tempi lunghi per le sanzioni ad auto con targa straniera. Tante difficoltà che occuperanno una parte rilevante del lavoro d’ufficio dei vigili. Costi aggiuntivi che non si possono programmare in anticipo. Ma se i vigili fanno gli impiegati, quando vanno sul territorio? Ci ricordiamo, poi, che i vigili della Valtriversa sono solo quattro e che devono occuparsi di 18 paesi? Una scelta priva di qualsiasi senso pratico. O meglio, che ha una sola giustificazione: i soldi. Vendendo il servizio ad altri, la Valtriversa si è tolta il peso dei vigili dal suo bilancio. I vigili sono considerati solo un problema economico e forse anche una presenza del tutto superflua. Però, avete mai sentito un amministratore che non si dichiari “preoccupatissimo” della sicurezza dei cittadini?

La Valtriversa ha iniziato a vendere il servizio della polizia ad altri paesi con convenzioni a ore quando Villafranca e Baldichieri ne facevano ancora parte. Il sottoscritto è stato sempre l’unico a votare contro a questa scelta. Formalmente, il servizio di polizia municipale esiste ma solo per qualche ora. Se i vigili si trovano in un paese per lavorare su un problema, un incidente o magari un reato, e finiscono le ore da dedicare a quel Comune, cosa devono fare? Mollare tutto e andarsene? Scusate, ci vediamo il mese prossimo.  Per gestire la sicurezza non basta fare qualche ipotetico schema sulla carta. Ci sono emergenze, priorità, fatti diversi che possono essere più o meno gravi. Dopo la secessione dalla Valtriversa, Villafranca e Baldichieri hanno stipulato con la stessa una convenzione che assorbe la maggior parte del tempo dei vigili. Una scelta fatta senza aver pensato al modello di sicurezza che si voleva adottare e senza sperimentare quale sarebbe stato l’effettivo impatto del nuovo lavoro derivato dagli autovelox.

Fino a quando la Valtriversa ha tenuto i vigili per se, credo che tutti noi avessimo a disposizione uno dei migliori esempi di servizio in provincia di Asti. E oggi?

SERVE LA CAPACITA’ DI PREVENIRE

Poi, i risultati veri dipendono molto dalla capacità di prevenire i problemi. In che modo? Le diverse forze di polizia devono parlarsi tra di loro e parlare con i Comuni per uno scambio continuo di informazioni. Iniziative per incentivare la collaborazione dei cittadini e del volontariato, magari con quel “controllo di vicinato” che nella nostra zona non è mai stato preso in considerazione. Accettare un concetto di sicurezza più ampio rispetto a quello al quale siamo portati a pensare per abitudine. La sicurezza è lavoro in più direzioni portato a sistema. Come? La prevenzione del disagio sociale protegge le persone. Servizi socio sanitari locali evitano che le persone si sentano sole. La tutela dell’ambiente evita danni che possono avere anche costi umani. Insegnare la cultura della legalità, ad esempio a giovani e stranieri. Questo va fatto a Villafranca? Si ma, se si vogliono risultati migliori, il lavoro va gestito su un gruppo di Comuni omogeneo. Così, ad esempio, sarebbero meglio sostenibili i necessari investimenti in tecnologia. Quali? Videosorveglianza avanzata su larga scale, con telecamere ad alta risoluzione, capaci di individuare le targhe. Tutto coordinato da una centrale unica. Queste sono le vere scelte per fare sicurezza. Tutte cose nelle competenze dei Comuni. I risultati non si misurano dai soldi incassati ma dalla qualità della vita di ogni giorno. Ovviamente, bisogna considerare la sicurezza una priorità e non una parola buona per fare propaganda. Dallo Stato e dalla Regione arrivano sempre meno soldi. La Provincia è stata abolita per finta: continua a vivere senza la capacità di fare il proprio lavoro. Con uno scenario del genere, i Comuni devono unirsi e contare in primo luogo sulle risorse proprie, sapendo che scegliere le priorità diventa fondamentale per la sopravvivenza dei nostri territori.

GLI AUTOVELOX SERVONO?

Gli autovelox servono? Meno multe vuol dire più rispetto dei limiti di velocità? Ho sempre avuto molte perplessità al riguardo. Gli autovelox avranno anche qualche effetto deterrrente. Tuttavia, quante volte gli automobilisti rallentano quando si accorgono della loro presenza e poi riprendono velocità non appena li hanno passati? Sono la versione moderna delle gabelle medioevali, quando si doveva pagare per passare da un paese all’altro. E allora come si controllano gli automobilisti indisciplinati? Abbiamo una viabilità spesso pensata nel secolo scorso, buona per quando le auto erano poche e andavano piano. Strade che attraversano centri abitati sulle quali sono stati consentiti tanti accessi diretti, spesso senza nemmeno un marciapiede. Cose che, ovviamente, non si possono cambiare in un momento. Ma almeno cercare di correggere qualche sbaglio del passato cogliendo le occasioni possibili. Evitando di fare nuovi errori. Come? Isole pedonali nei centri storici. Rotatorie che costringano ad andare più piano. Spazi adeguati per i parcheggi uniti a percorsi pedonali protetti. Nuove strade a scorrimento veloce per superare i centri abitati. Trasporto pubblico anche nelle realtà periferiche. Nessuna nuova costruzione sulle arterie già cariche di traffico. Strade di servizio sulle quali far convergere gli accessi degli edifici per portare un solo sbocco nella strada principale. Lo ribadisco: vigili sulle strade e non negli uffici.

AVREMO ANCORA I VIGILI DELLA VALTRIVERSA?

Riportiamo il tema sul locale. E ora cosa succederà ai vigili della Valtriversa? Tutto da vedere. Temo che la tentazione di Villafranca e Baldichieri sia “dare la colpa” dei problemi proprio a chi lavora, cioè ai vigili. Sarebbe un grave errore perché è la politica locale che fa le scelte. Non chi lavora. Verrà rivista la convenzione che lega i vigili a Villafranca e Baldichieri? Da quanto emerso in consiglio comunale, ci sarebbero stati contatti in tal senso. Con quale scopo? La Valtriversa vorrebbe dall’Unione “Colli del Monferrato” un impiegato da affiancare ai vigili per le pratiche amministrative legate alle multe. Ritengo difficile che le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri accettino tale soluzione. Richiederebbe una profonda riorganizzazione nella struttura dell’Unione “Colli del Monferrato” degli organici oggi in capo ai due Comuni e siamo ancora ben lontani da tutto questo.  Non mi stupirei se i contatti si perdessero nel cercare nuove complesse ripartizioni di costi misurate “con il bilancino”. Altra soluzione possibile: lo scioglimento della convenzione e il ritorno a Villafranca e Baldichieri di uno o due vigili. Sarebbe l’ipotesi in teoria più semplice ma non si farebbe altro che tornare al passato. A quanto succedeva fino agli anni novanta. Oggi i Comuni dovrebbero unirsi per fare i servizi insieme. Sarebbe l’esatto contrario con l’aggravante che il lavoro degli autovelox rimarrebbe e sarebbe del tutto impossibile pensare a vigili sul territorio.

 

Tag: politica · sicurezza · sociale

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