Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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quale modello di sicurezza per i nostri paesi?

21 maggio 2017 · Nessun commento

PIAZZA GORIA

Di seguito, troverete una lettera del sig. Luigi Chieco. La pubblico volentieri e mi scuso con l’interessato per il ritardo. Ovviamente, non entro nella dinamica del caso personale. Credo siano una sollecitazione positiva le conclusioni finali della lettera, proprio perché vengono da un cittadino. Il problema di gestiere traffico e sosta durante l’entrata e l’uscita della scuola  è reale e importante perché le situazioni di pericolo ci sono. Sono evidenti ed i consiglieri comunali di “Villafranca Domani” le hanno constatate di persona. Bisogna affrontare un tema scomodo perché tocca abitudini consolidate. Come? Bisogna lavorare sulla viabilità. Come si può utilizzare quella strada che da Garavello, incrocio con via S. Elena, sale alla scuola? Cosa serve per metterla in condizioni di funzionare? Altrimenti, perché è stata fatta? Perché non creare una zona per la sosta proprio in quella zona, poco dopo l’incrocio. Gli spazi ci sarebbero. Perché non creare spazi di sosta regolamentati in via S. Elena. In consiglio comunale, il nostro gruppo ha sostenuto che piazza Goria andrebbe chiusa al traffico nei momenti di grande presenza di persone, come l’entrata e l’uscita dalle scuole. Bisogna prima di tutto tutelare i ragazzi. Il sindaco Cavalla si è sempre dichiarato contrario alla chiusura della piazza. Il “percorso pedonale” che è stato segnato serve a nulla nelle attuali condizioni. I vigili? Sono troppo pochi: appena quattro. E dividono il loro servizio su troppi Comuni (una ventina). E’ vero che una parte importante del loro tempo è riservata a Villafranca e Baldichieri. Tuttavia, quando si devono gestire tutti i complessi passaggi amministrativi legati alle sanzioni autovelox e si devono comunque programmare le presenze negli altri Comuni, credo facciano già molto. Non bisogna dar loro la colpa. Chi ha voluto tutto questo? Le amministrazioni comunali della ex Valtriversa, compresa Villafranca. La politica locale ha deciso. Le cose non succedono “per caso”. I vigili sono stati trattati in questi anni come un “costo” da ridurre il più possibile. Ovvio, che nei propositi di certi amministratori la priorità del loro lavoro sia stata vista nel fare multe. L’amministrazione di Villafranca sperava di portarsi a casa un risultato importante al riguardo? Credo proprio di si. Non mi stupirei se questo fosse stato uno dei veri motivi che hanno portato alla secessione della Valtriversa. Non dover dividere con gli altri Comuni. Non basta il meritevole lavoro dei nonni civici. Anche loro rischiano di rimanere soli. Noi crediamo che il lavoro della polizia municipale debba essere presenza sul territorio. Attenzione a quanto succede a 360 gradi.  Insegnamento e prevenzione, in coordinamento con le altre forze di polizia e con il volontariato. Bisogna fare delle scelte perché le poche risorse che ci sono vanno indirizzate verso obiettivi precisi. Riguardatevi cosa scrivevo a luglio 2016 su questo tema: quale sicurezza vogliamo per i nostri paesi?

E’ un po’ di tempo che sento diversi cittadini lamentarsi a vario titolo dei modi diciamo “non concilianti” di alcuni appartenenti al Comando di Polizia Locale della Valtriversa. Purtroppo tocca ora anche a me unirmi al coro di queste proteste. Ecco la mia spiacevole esperienza.

Ieri, 19 aprile, in Sala Virano alle 17, ero convocato come tanti altri genitori per il saggio musicale di fine anno dei nostri figli che frequentano le scuole elementari di Villafranca. Ero in ritardo e così alle 17,06 ho parcheggiato in Via Roma di fronte al civico 33, ovvero nello spazio delimitato dalle strisce gialle destinato al “carico e lo scarico delle cose” posto proprio di fronte all’edicola. Alle 17,17 (quindi dopo solo undici minuti) già veniva redatto un verbale di accertamento di violazione appunto per “sosta su area destinata al carico e scarico di cose”. Infine alle 17,35, mentre “caricavo” mia figlia di sette anni in macchina, mi accorgevo stupefatto del preavviso di accertamento infilato nel tergicristallo della mia auto, con l’ingiunzione di pagamento per € 28,70.

Ora, in punta di diritto, non si può disconoscere che l’infrazione c’è stata: io non dovevo caricare o scaricare merci, dovevo “ritirare” mia figlia. Ed è questa la ragione per cui non farò ricorso e pagherò la multa. Diverso è il discorso nei termini dell’opportunità di certi atteggiamenti che sono, a mio parere, al limite della vessazione e dell’abuso. Cerco di spiegarmi e nel mentre di fare alcune osservazioni più generali.

Premesso che l’auto era perfettamente parcheggiata all’interno delle strisce gialle, e dunque non recava alcun intralcio alla circolazione sia veicolare che pedonale (tanto è vero che non c’è alcuna contestazione al riguardo) e che in quel punto non vi è alcun riferimento per esempio al fatto che la sosta sia consentita solo ad automezzi commerciali o alla necessità di esporre un disco orario, mi chiedo dunque come abbia fatto il vigile che ha elevato la multa ad essere sicuro, in mia assenza, che tanto per dire io non fossi in quel momento intento a raccogliere giornali e libri in edicola da “caricare” poi in macchina. Aggiungo che la legge non stabilisce un tempo massimo di sosta per questo tipo di parcheggio e del resto stiamo parlando di undici minuti di sosta nel momento in cui è stato redatto il verbale (e comunque ventinove minuti di sosta in tutto). Insomma potrei capire la severità applicata se il vigile avesse avuto modo di osservare, magari a più riprese, che la sostava durava dalla mattina o comunque da più di un’ora. Mi sia permesso anche di constatare che si trattava di un’ora pomeridiana (dunque non di consegna da parte di corrieri) in Via Roma a Villafranca non a Torino, dove le esigenze di rotazione del parcheggio sono, credo, ben maggiori. In breve mi chiedo: il tutore della legge di una così piccola comunità come Villafranca che cosa esattamente intendeva reprimere nel momento in cui ha deciso di elevarmi la multa in questione? Infine mi auguro che siano escluse tutte le esigenze di “budget” delle casse comunali.

Più in generale mi chiedo: un paese come Villafranca, penalizzato per i parcheggi dalla sua stessa orografia, non dovrebbe forse meritarsi un’amministrazione comunale che sappia essere propositiva al riguardo e che non si limiti ad introdurre nuovi divieti, sottraendo nel contempo i già scarsi parcheggi per far posto a fontane di dubbio gusto? Un’amministrazione comunale che, ad esempio, si proponga l’obiettivo di risolvere il pericoloso caos connesso con l’entrata e l’uscita delle scuole? A proposito dove sono i vigili in quelle circostanze? A me sembra che se non fosse per qualche volenteroso pensionato saremmo esposti a veri e propri rischi per l’incolumità in particolare dei bambini. Peraltro non credo che alla lunga questa possa essere una soluzione accettabile.

Bene su questi temi, mi piacerebbe sollevare un pubblico dibattito. Si vedrà.

Tag: ambiente · associazioni · politica · sicurezza · Unione "Colli del Monferrato" · Valtriversa

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