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il Comune risponde alla nostra interrogazione sulla tassa rifiuti senza dire nulla

30 luglio 2017 · Nessun commento

PAGA CITTADINO/2

E’ arrivata la risposta dell’amministrazione comunale allinterrogazione di “Villafranca Domani” sui crediti mai incassati della tassa rifiuti. Dice ovvietà mai messe in discussione da nessuno e, come già fatto in consiglio comunale, rimane evasiva sulle nostre domande.
Il Comune restituirà ai cittadini i maggiori costi previsti nella bolletta rifiuti rispetto a quelli reali? Sembra proprio di No. Perché? Leggiamo che gli uffici “sono a procedere ad effettuare il conguaglio positivo o negativo solo al momento in cui si abbia una situazione definitiva degli incassi dell’esercizio”. Quando? La risposta non lo dice. Chissa come mai. Secondo noi, il conguaglio andrebbe fatto quando si sia fatto tutto il possibile per recuperare l’evasione di chi non ha pagato, al massimo entro i termini legali della prescrizione del credito.  Dal 2014 in avanti, la relazione al bilancio consuntivo, approvata dall’amministrazione comunale, ha sempre fornito un dato chiaro: il Comune emette bollette per un importo superiore alle effettive spese. Leggono quello che loro stessi approvano? E’ ovvio che chi non paga diventa un costo in più per chi paga. Capita in qualsiasi azienda. Ma solo dopo che si è fatta ogni azione utile per far pagare tutti quanto devono. Un imprenditore non emette una fattura a carico di un cliente per poi dimenticarsi dello stesso se non paga. Attua tutte le forme di pressione che gli sono possibili. E’ sempre ovvio che il Comune deve continuare a raccogliere i rifiuti. L’imprenditore privato può smettere di servire il cliente debitore. Proprio per questo spetta al Comune il dovere morale di attuare azioni decise nei confronti dell’evasione, anche per evitare di perdere autorevolezza. Ne ha già così poca. Ogni posizione andrebbe esaminata con criteri e interventi precisi perché tutti siano trattati allo stesso modo. Azioni che potrebbero comprendere l’offerta di lavori sociali a pagamento del debito per chi è onesto ma ha difficoltà a pagare per provati problemi economici. Rimane un dubbio: non sarà mai che perseguire chi non paga le tasse non porti a quel consenso facile sempre desiderato in municipio? La tassa rifiuti riguarda tutti. Non è legata alla proprietà della casa. Pagare per smaltire i rifiuti prodotti è un fatto di educazione e senso civico. Quindi, la potenziale evasione può essere più diffusa e in tutti i livelli sociali.

COSA SI E’ FATTO?

Quali attività sono state fatte per contrastare l’evasione, chiedevamo nella nostra interrogazione? Ecco la risposta. L’ufficio finanziario avrebbe provveduto ad “esaminare tutte le posizioni” e ad “inviare un ulteriore sollecito” per chiedere di regolarizzarle con la “rottamazione” delle cartelle esattoriali possibile qualche mese fa. Contemporaneamente, “si è iniziato a valutare” (sottolineo: iniziato. Il nostro gruppo ha sollevato il problema nel 2012) quali fossero le posizioni per le quali un’azione di recupero del credito sarebbe conveniente. In sintesi, il Comune avrebbe detto agli interessati di usare una sorta di condono e avrebbe iniziato a riflettere sulle potenziali posizioni recuperabili. L’invito a farsi condonare sarà anche stato mandato. Non ci risultano approfondite attività di esame delle singole posizioni. Chi le avrebbe fatte? Con quali mezzi di indagine? Con quali modalità? Gli interessati sono stati convocati in municipio? Qual’è la soglia utile per considerare un credito non recuperabile? L’amministrazione non lo dice ora e non lo ha mai detto prima. Dopo più di cinque anni abbiamo ora “iniziato a valutare”? Consentiteci di essere molto perplessi. Ora scopriamo da quanto ci viene risposto che tutta questa presunta attività avrebbe richiesto un impegno di personale quantificato in 15 mila euro. Cioè la metà del costo di un dipendente. Vorrebbe dire che un dipendente avrebbe lavorato sei mesi per mandare via un po’ di lettere e fare un’attività di valutazione dalle caratteristiche quanto mai vaghe. Per questa presunta attività, nel bilancio 2017 è stata ancora prevista la spesa di 21600 euro sotto la voce “recupero crediti”. Stessa scelta del 2016. Verranno fatte altre indagini ed attività più incisive? Silenzio. O si useranno quei maggiori costi messi a carico dei cittadini onesti per dire che un impiegato lavorerà altri sei mesi per mandare un po’ di lettere? Il buon senso ci dice che la tesi sostenuta dal Comune non sta in piedi. E’ solo la via più semplice per far pagare chi già paga.
Come si intende distinguere tra effettiva evasione di cui vuol fare il furbo e bisogno economico? Nessuna risposta. Per l’amministrazione comunale, il mancato incasso deriverebbe da “aziende fallite o cessate con il titolare o soci irreperibili” e da “singoli cittadini privati anche stranieri che si sono trasferiti in altre località o anche all’estero”. E chi lo stabilito? Con quale tipo di indagine? Per sentito dire? Non si può perseguire chi non ha pagato e si è trasferito in un altro Comune? Dobbiamo rassegnarci all’idea che l’evasione ci sarà sempre e quindi tanto vale lasciar perdere? Perché questo sembra il messaggio dell’amministrazione, come confermato dai 221 mila euro di crediti per tassa rifiuti cancellati dal bilancio in sei anni. Tutte perdite. Derivano tutte da fallimenti o da emigrati fuggiaschi? Quali iniziative, veramente incisive, ha fatto l’amministrazione per non perdere quei crediti?  Sorge spontanea una conclusione: oggi, chi non paga non rischia nulla.

 la risposta del Comune

Tag: ambiente · politica · sicurezza

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