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l’amministrazione ammette problemi nel conferimento dei rifiuti indifferenziati al sistema di raccolta

25 agosto 2017 · Nessun commento

TENIAMO PULITA LA CASA DI TUTTI

A Villafranca, come si paga lo smaltimento dei rifiuti prodotti? La bolletta dei rifiuti che riceviamo ogni anno è calcolata, in parte, sul numero dei sacchi viola presi in municipio per il rifiuto che non può essere riciclato. Quello che non si può recuperare deve essere dato al servizio di raccolta in quei sacchi viola. Il sacco da 30 litri costa 95 centesimi. Quello da 70 sale a 2,20 euro. Quello da 100 arriva a 3,15 euro. Quindi, più ne andiamo a ritirare, più paghiamo perché vuol dire che produciamo più rifiuti. Principio sacrosanto. Peccato che ci siano 600 famiglie, sulle 1400 complessive tra residenti e non residenti,  che nel 2016 non hanno ritirato sacchetti viola. Numero fornito dal Comune stesso. Noi di “Villafranca Domani” abbiamo sollevato il problema in consiglio comunale. Abbiamo ritenuto il dato rilevante:  dovrebbe preoccupare ogni amministratore comunale. Perché? Meno sacchetti si prendono, meno si potrebbe pagare. In parte questo specifico aspetto del probema viene superato con un consumo minimo stimato di sacchi messo comunque in bolletta, anche se gli stessi non sono stati ritirati. Dai 20 sacchi da 20 litri per famiglie di una persona, fino ai 50 per famiglie di 6 o più persone. Quello che ci preoccupa di più è lo smaltimento. I rifiuti che fine fanno? Vengono abbandonati? La nostra denuncia è stata banalizzata e minimizzata dall’amministrazione comunale. Solo nel consiglio del 27 luglio, il consigliere Accasto ha dato i risultati di una verifica personale che avrebbe fatto, visitando 150 delle 600 famiglie che non hanno preso sacchi viola nel 2016. Ben 85 avrebbero dichiarato di “non averne bisogno”. Cioè oltre il 60 per cento del campione non userebbe i sacchi viola. Altre 46 se li farebbero prendere “da altri”.  La rimanente parte si sarebbe rifiutata di dare risposte. I dati cosa dimostrano? I nostri dubbi erano giustificati. Anche l’amministrazione comunale ha dovuto ammetterlo. Speriamo che una parte delle famiglie interpellate faccia talmente bene la raccolta differenziata da non aver bisogno di sacchi. Però, una parte può smaltire in modo sbagliato.  Ci sarà sicuramente chi non sa come comportarsi. O chi non ha una cultura ecologica. Ci sarà chi non ha voglia di impegnarsi e preferisce la via più comoda. Ci sarà, ovviamente, chi vuole fare il furbo e  non pagare. O pagare meno. Questo ci spiega perché nei giorni di raccolta si vedono “borse della spesa”, sacchi neri e sacchi viola “taroccati”, quelli che sembrano comunali ma in realtà arrivano dal supermercato. Non saranno tantissimi casi, per fortuna, ma ci sono. Ci sono anche gli abbandoni, come dimostrato dai rifiuti raccolti dalla locale sezione di Legambiente, ad ogni edizione di “puliamo il mondo”, e le segnalazioni di cittadini anche su facebook. Anche farsi prendere i sacchi “da altri” può causare problemi. Premesso che la giustificazione non sembra molto credibile, almeno non in quella dimensione, a chi vengono addebitati in bolletta? Forse, a persone diverse dagli effettivi utilizzatori.

LE PROPOSTE DI “VILLAFRANCA DOMANI”

Cosa fare? Da troppi anni manca una diffusa ed efficace campagna di informazione su come smaltire i rifiuti. L’amministrazione comunale fa vaghe promesse. Poi nulla viene tradotto in pratica. Molte famiglie villafranchesi sono cambiate negli anni. Gente se ne è andata. Altra è arrivata. C’è una significativa presenza di stranieri con tutti i problemi di comprensione e consapevolezza. Non bastano il volantino dato distrattamente o qualche burocratica lettera. Le campagne di informazione vanno fatte periodicamente. Risultati importanti si possono ottenere con apposite lezioni nelle scuole.

E poi? Dimostare nel concreto che si possono non produrre rifiuti. La nuova sfida che il Comune dovrebbe affrontare. Servono iniziative in tal senso. Ad esempio, incentivare distributori di prodotti alla spina nei negozi. Il Comune potrebbe premiare chi mettesse in atto buone pratiche in tal senso.

Continuare il dialogo con le famiglie porta a porta, per capire cosa serve, gli errori fatti e come porvi rimedio. L’indagine di Accasto è una buona cosa ma non basta. Bisognerebbe continuarla per renderla più significativa. La gestione di un sistema di raccolta rifiuti che, per forza di cose, è complesso si fa per strada. Non dietro una scrivania. Perché non mettere in mostra in modo ben visibile, per qualche tempo, quanto raccoglie Legambiente con “puliamo il mondo”? Gestire i rifiuti è prima di tutto un fatto di educazione e di cultura. Far vedere l’immondizia tolta dai fossi potrebbe aiutare a capire.

In sintesi, serve un impegno programmato e continuativo nel tempo. Non basta il singolo momento. Differenziata di qualità e insegnare a non fare rifiuti. Poi, dopo la spiegazione,  sanzioni pesanti per chi continua a tenere comportamenti sbagliati. Da anni a Villafranca i controlli sono praticamente inesistenti. Si continua a dare il messaggio che tutto è tollerato. Fai quello che vuoi, tanto non succede nulla. Nelle bollette comunali ci dovrebbe essere il calcolo dettagliato di quanto dovrebbe pagare la singola famiglia: per trasparenza, per far comprendere quali sono i costi e perché si paga. Educazione e cultura sono un investimento per il futuro. Come sempre, la differenza è scegliere di farlo.

FACCIAMO PARLARE LE IMMAGINI 

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17.10.2015. “Puliamo il mondo” a Villafranca, organizzato dal locale circolo di Legambiente. La foto evidenzia il notevole quantitativo di rifiuti  abbandonati lungo le strade che ogni volta viene raccolto

17.10.2015. Legambiente organizza "Puliamo il mondo" a Villafranca. Dalla vegetazione esce anche un copertone

17.10.2015. Legambiente organizza “Puliamo il mondo” a Villafranca. Dalla vegetazione esce anche un copertone

 

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il contenitore per i medicinali scaduti in via Luotto, proprio davanti a dove c’era l’Asl fino a fine 2016, Come si può vedere, è rotto da anni e spesso i medicinali sono abbandonati anche all’esterno. Considerata la delicata tipologia di rifiuto, il contenitore andrebbe sostituito.

Regione Pieve. Sacchi neri abbandonati accanto alle campane per la raccolta del vetro

Regione Pieve. Altra scena che si vede spesso: sacchi neri abbandonati accanto alle campane per la raccolta del vetro. Fino ad ora, nessun controllo e nessuna sanzione. Con l’unico risultato di dare il messaggio che i più furbi la fanno sempre franca

 

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Località Ponte Grosso. Sotto le arcate del ponte, gli abbandoni di rifiuti sono frequenti. L’immagine è di inizio agosto 2017. Chi ha tagliato l’erba lungo la strada, ha ignorato la presenza di sacchi neri e li ha “triturati”, senza poi curarsi di pulire

 

Tag: ambiente · associazioni · politica

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