Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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sta prendendo forma un’importante novità al Santanera

1 maggio 2018 · Nessun commento

LA RETE SOCIALE CHE DIVENTA ECONOMIA LOCALE

Più volte ho sentito la domanda: quale dovrebbe essere la caratteristica principale della Villafranca del futuro? Mi piacerebbe un territorio dove sia piacevole vivere per una ricchezza di servizi alla persona. Servizi che siano occasione di lavoro e quindi di vitalità economica. Servizi che siano anche una rete di protezione sociale, organizzata a sistema locale. Un modo di creare comunità che potrebbe diventare più solido e ampio collaborando con il volontariato attivo. Servizi che siano un valore aggiunto non solo per Villafranca ma anche per tutti i Comuni vicini, che hanno bisogno del nostro paese per dare vantaggi alla loro popolazione come noi abbiamo bisogno di loro per essere più forti e credibili. Un territorio spaccato è un danno per tutti.

Utopia? No. Credo sia un progetto realizzabile. Non per il regalo di qualcuno. Serve l’impegno collettivo. Sto parlando di qualcosa che c’è già? No. Ci sono alcuni pezzi che però non sono a sistema. Ognuno fa per conto suo e non parla con gli altri. Chi deve organizzare il sistema? Chi deve dare l’esempio? Chi rappresenta il territorio: i Comuni e le Unioni.

Come farlo nel concreto? Rispondo con un’altra domanda. Credete che la Villafranca di oggi sia quella di venti o trent’anni fa? Personalmente, non penso sia così. Credo sia molto cambiata e siano cambiati i bisogni. Come in ogni famiglia, per scegliere cosa serve bisogna essere preparati e informati. Più volte, “Villafranca Domani” ha chiesto al Comune un’indagine organizzata per conoscere i problemi dei cittadini, come li vivono e cosa si aspettano. Richiesta sempre caduta nel vuoto. Forse, è più comodo non sapere.

Possono giocare un ruolo importante gli enti che da sempre si occupano del sociale di territorio: la casa di riposo e la scuola materna. Due situazioni dove il governo comunale è responsabile delle scelte perché nomina la maggior parte degli amministratori.

Per il Santanera, sta prendendo forma un’importante novità. Non voluta dal governo comunale ma maturata nel consiglio di amministrazione, che finalmente ha saputo emanciparsi e guardare più avanti dello stesso Comune. Con troppi anni di ritardo, la casa di riposo sta valutando il recupero dei fabbricati vicini alla sua sede, in via Roma. La proprietà ex Venturello. Un impegno delicato, sia dal punto di vista progettuale, sia per i soldi necessari. Il costo ipotizzato va dai 3 ai 4 milioni di euro. Il finanziamento dovrebbe arrivare da un mutuo bancario. Sarebbe il più grande investimento pubblico nella storia del paese. Potrebbe essere anche più grande della “casa della salute”. Ma, come per la “casa della salute”, la vera sfida non sarà il solo intervento edilizio. Sarà la scelta dei servizi che verranno fatti all’interno del nuovo edificio. Per noi, il Santanera deve diventare un centro di eccellenza che sappia puntare su servizi che ora non ci sono. Le possibilità sono tante. Alcuni esempi. Assistenza e ospitalità a persone disabili. Servizi a domicilio, sia per la cura della persona, sia per attività domestiche, in particolare per chi vive da solo. Attività di medicina ambulatoriale e infermieristica aperte a tutti, in forma integrata con la “casa della salute”. Accompagnamenti a visite. Centro diurno con attività di animazione di qualità. Ci auguriamo che l’ente abbia il coraggio di affrontare questa sfida fino in fondo. Come? Scegliendo un modello di gestione che sappia mantenersi in equilibrio economico. Facendo un’analisi dei bisogni da soddisfare e la conseguente sperimentazione. Costruendo una collaborazione con l’Asl di Asti ancora più profonda. Cercando rapporti da sviluppare con altre Asl. Nella convinzione che un ente pubblico può avere competenze, capacità e professionalità per lavorare bene e salvaguardare la sua autonomia, in difesa di chi è più debole e non con la logica del profitto a tutti i costi. L’esatto contrario di quello che le amministrazioni comunali Padovani e Cavalla hanno sempre desiderato: affidare la gestione a privati. Da una casa di riposo autonoma e pubblica potrebbero arrivare una ventina di nuovi posti di lavoro stabili per personale qualificato. Fondamentali, in un momento di crisi economica come l’attuale. Sarebbero una bella occasione per festeggiare un primo maggio futuro. Lavoro che diventerebbe una positiva ricaduta sulle attività commerciali e artigianali. Come la “casa della salute” non è di Villafranca ma di tutti i paesi della zona, anche il Santanera è un servizio almeno per tutta la Valtriversa, con la potenziale possibilità di arrivare alla zona di Villanova e San Damiano.

Sul fronte asilo, che il Comune sostiene con un’apposita convenzione fin dagli anni novanta, la commissione congiunta che dovrebbe valutare gli sviluppi di una situazione economicamente precaria (il bilancio 2016 evidenziava una perdita di 23 mila euro nonostante il contributo comunale) viene tenuta ai margini e non viene convocata da tempo. Quando si è riunita, è sempre stato dopo nostre sollecitazioni. Perché? A Baldichieri c’è una scuola materna pubblica. Ci si è mai posti l’obiettivo di concordare una collaborazione tra i due enti, magari estendendola anche alla scuola di Monale, per dare insieme una risposta alle difficoltà delle famiglie ed evitare inutili e dannose concorrenze?

Vogliamo smetterla con il campanilismo e guardare a servizi di zona? Scelte da fare con chi ci sta sul serio e vuole cambiare.

Tag: associazioni · economia · Generico · politica · sociale · Unione "Colli del Monferrato" · Valtriversa

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