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Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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la Regione dice che la Valtriversa è l’ambito ottimale per la gestione dei servizi in capo all’Unione

22 agosto 2018 · Nessun commento

FIN CHE LA BARCA VA…

Nell’ultimo consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato” è emerso che la Regione starebbe valutando gli ambiti territoriali “ottimali” per la gestione dei servizi da parte proprio delle Unioni. Lo so. Sembra una notizia difficile da comprendere. Magari anche noiosa. E’ agosto. Vi chiedo solo qualche minuto per riflettere insieme. Quale sarebbe il nostro ambito ottimale? Udite, udite: proprio quello della Valtriversa. Vuol dire che, secondo la Regione, gli otto paesi che la componevano sarebbero il territorio giusto per unire le attività dei singoli Comuni. Lo ha detto Gianluca Forno, sindaco di Baldichieri nonché attuale presidente della “Colli del Monferrato”. Oltre ad essere uno dei vice presidenti di Anci Piemonte, una delle associazioni che fa da sindacato dei Comuni a livello nazionale. Noi di “Villafranca Domani”  abbiamo sempre sostenuto che la Valtriversa doveva rimanere unita.  Oggi abbiamo anche il paradosso di Cantarana che, pur facendo ancora parte della Valtriversa, è fisicamente separata dagli altri Comuni perché, in mezzo, ci sono Villafranca e Baldichieri. Ci fa piacere che Forno abbia ammesso la direzione in cui lavora la Regione, pur ricordando che le Unioni a due, come la nostra, sarebbero comunque esentate dall’ampliarsi. Poi, manca meno di un anno alle elezioni regionali e bisogna vedere se la nuova riforma andrà in porto.

I NOSTRI COMUNI FUNZIONANO?

Ciò non toglie che i Comuni possono decidere loro i tempi per attuare dei cambiamenti. Se vogliono. Senza il vecchio alibi di aspettare che lo dica qualcuno dall’alto. Si cambia quando una cosa non funziona o non è più in grado di migliorare e stare al passo con i tempi.  I nostri Comuni funzionano? Secondo noi di “Villafranca Domani”, no. Hanno pochi mezzi perché sono almeno vent’anni che la politica nazionale ha tolto loro soldi e poteri. Hanno poco personale. Pur avendo a disposizione anche ottime professionalità  interne che, da sole, però non bastano e non sono valorizzate in modo adeguato. Spesso nei Comuni si rimane fermi a modi di lavorare che mettono prima di ogni cosa la forma e la burocrazia.  Non fraintendetemi. Non voglio dire che bisogna violare le regole. Bisogna scegliere se aspettare l’ennesima promessa che tutto cambierà da parte della Regione o di Roma. Cioè aspettare tempi e situazioni indefinite. Un sistema comodo per dare comunque la colpa ad altri. Oppure fare quanto possibile al proprio livello di competenza, usando l’autonomia organizzativa che comunque il Comune ancora ha. Vuol dire darsi regole efficaci. Con effetti che siano misurabili. Non limitarsi a scrivere belle parole in qualche delibera. Poi, se di concreto si sviluppa poco o nulla, va bene lo stesso. Tanto nessuno legge le delibere e nessuno se ne accorge. Per noi, serve un nuovo sistema di gestione dei nostri piccoli paesi basato sul mettere insieme obiettivi, forze, strutture e risorse. A restare soli, separati, gelosissimi del proprio campanile, si perde.

LA “COLLI DEL MONFERRATO” FUNZIONA?
L’Unione a due con Baldichieri funziona? No. Noi abbiamo sempre detto, realisticamente, che andava fatta funzionare e comunque l’abbiamo sostenuta, visto che ormai era nata. Pur essendo sempre contrari alla scelta fatta da chi ha governato in questi anni di rompere con gli altri Comuni. L’amministrazione di Villafranca non ha dato alla “Colli del Monferrato” la spinta che, a parole, prometteva. Da tanto tempo, ci sentiamo ripetere che siamo quasi pronti. Siamo li per partire. Ad un passo. Ma c’è sempre qualcosa che manca. Il progetto è molto in ritardo. Risultati? Pochi e molto al di sotto delle aspettative di cinque anni fa. Nemmeno il sistema informatico, fondamentale per organizzare l’attività, è ancora realmente completo e attivo. Non doveva essere “l’autostrada” capace di collegare in men che non si dica i due Comuni? Così ci dicevano. E’ vero che tutti i cambiamenti possono essere difficili ma  bisogna studiare, prepararsi, aver chiari gli obiettivi. Bisogna crederci. Altrimenti, tutto rischia di risolversi in tante chiacchiere e poca sostanza. Finti cambiamenti che non incidono sulla realtà delle cose. E poi non avevamo la presunta fortuna di avere amministratori a tempo pieno? Almeno così sostenevano nel 2014, in campagna elettorale. Da parte nostra, abbiamo chiesto alla Giunta dell’Unione un nuovo incontro aperto a tutto il personale per essere aggiornati su cosa si starebbe facendo. La riunione, a parole, ci è stata promessa per il prossimo settembre.
RICOSTRUIRE LA VALTRIVERSA
Quindi? Bisogna riconoscere che l’unità della Valtriversa va ricostruita. Molti problemi non si fermano entro i confini dei Comuni. Molte esigenze sono sentite a Villafranca come a Roatto o Cantarana. Toccano tutti e, per questo, vanno risolti insieme. Iniziamo pure a lavorare uniti su temi concreti. Esistono tante possibilità. Ad esempio?  Un corpo di polizia municipale che si dedichi effettivamente alla sicurezza, con il personale al lavoro sulla strada. A vedere cosa capita sul territorio ed a fare prevenzione. Non considerando i vigili solo un costo da disperdere su troppi Comuni o relegandoli a fare gli impiegati. Conoscere e gestire insieme i nuovi bisogni sociali della nostra gente. Abbiamo una popolazione che invecchia. Perché non sperimentare servizi a domicilio gestiti dalla casa di riposo Santanera? Investire nella cultura, con un sistema scolastico coordinato a livello di zona, senza inutili concorrenze, e magari con occasioni formative innovative e aperte a tutti. Diventare, uniti, un unico interlocutore istituzionale delle aziende, per conoscere i loro bisogni e favorire occasioni di occupazione che sappiano guardare  anche al nord ovest della Provincia. Sostenere il progetto di ristrutturazione proprio della casa di riposo, che, se attuato, potrebbe portare a una ventina di nuovi posti di lavoro. Un unico piano regolatore. Un’unica squadra di cantonieri che occupi di fare le manutenzioni, cosa di cui c’è un gran bisogno un po’ dovunque. Posizioni concordate e unite negli enti sovracomunali, come Cogesa, Asl, Consorzio Rifiuti, Ambito dell’acqua, per contare di più e contrastare la tendenza ad accentrare nella città di Asti i servizi, a danno del territorio provinciale.
Lavorando insieme diventerebbe naturale condividere risorse e mezzi, quindi rifare una sola Unione. E magari, un solo Comune. Diventerebbe naturale cercare collaborazione con le Unioni vicine.
Anche su questo argomento, chi si candiderà alle prossime elezioni comunali dovrà dire cosa pensa. Se preferisce guardare al futuro o tirare a campare. Fin che  la barca va.

Tag: politica · Unione "Colli del Monferrato" · Valtriversa

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