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prime divergenze in amministrazione: si dimette Valter Badella. Consiglio comunale convocato il 13 giugno, alle 21, per la surroga

8 giugno 2019 · Nessun commento

VOGLIA DI ASSESSORATO

Primo problema per la nuova amministrazione comunale. Due giorni fa, il 7 giugno 2019, Valter Badella ha dato le dimissioni. Secondo in ordine di voti nella lista, con 71 preferenze, esce dal consiglio il giorno successivo alla prima seduta. Perché? Nella lettera di dimissioni, Badella ha indicato i soliti e banali “motivi personali”. Che la situazione fosse nell’aria da qualche giorno, già si sapeva. Probabilmente, lo stesso interessato non ne avrebbe fatto mistero parlandone in giro. Il nuovo sindaco ha deciso di non confermarlo nella carica di vice, preferendogli Anna Rabino, e forse di non averlo nemmeno in giunta. Questo avrebbe scatenato da decisione di andarsene sbattendo la porta.
Il consiglio comunale per la surroga è già stato convocato per il 13 giugno, giovedì, alle ore 21. Subentrerà a Badella il primo dei non eletti, Daniele Chiolerio. 20 preferenze. Al suo primo mandato.
Il sindaco come sceglie gli assessori e il vice? E’ una sua discrezionalità politica, di cui si assume tutta la responsabilità. E’ libero di nominare chi vuole, senza alcun vincolo legato ai voti. Può scegliere anche assessori che non siano membri del consiglio comunale, in numero massimo di due. La stessa Anna Macchia era entrata in Comune proprio come assessore esterno nel 2018 su decisione dell’allora sindaco Cavalla. Quindi, Anna Macchia ha esercitato un proprio potere. Essendo la giunta l’organo di governo che dovrebbe lavorare a stretto contatto con il sindaco, è solo normale che gli assessori siano persone che godono della sua personale fiducia. Se Badella aveva delle aspettative personali, può essere comprensibile dal punto di vista umano. Null’altro. Non spetta a me giudicare se l’uomo aveva o non aveva soddisfatto le aspettative del precedente primo cittadino. Non credo che il problema di Badella sia solo un fatto personale. Forse, è la dimostrazione delle due anime all’interno della lista. Quelli che arrivavano dall’amministrazione Cavalla, prima relegati a ruoli di minore rilievo dalla pesante presenza di Roberto Guazzo che oggi potevano coltivare l’ambizione di avere maggior potere. Badella era diventato vice sindaco dopo la  morte di Guazzo. Dopo essere stato per lungo tempo prima un capogruppo e poi un assessore dal quale non si sono mai sentite idee di un certo rilievo. E i nuovi che, forti dei voti ottenuti, volevano contare. Su tutto questo, un sindaco nuovo che si è presentato in continuità con il passato, traendo da questo una quota significativa del proprio consenso, amplificato dalla modestia della lista concorrente, costruita all’ultimo momento, senza una vera esperienza e con troppe persone esterne al paese. E con un candidato sindaco, Antonio Cirone, già membro dell’amministrazione Cavalla come capogruppo, che se ne era andato dalla maggioranza nel 2018, dimettendosi, perché voleva entrare in giunta al posto proprio di Anna Macchia. Credo che il nuovo sindaco, ora che ha raggiunto il risultato, voglia dare alla sua amministrazione la propria impronta. Cosa legittima. Sarebbe stato meglio farlo prima, avendo la forza di considerare concluso un ciclo ventennale. Ma sono le scelte politiche che fanno la differenza. A condizionare ancora il tutto, rimane il fatto che se le liste, oggi come in passato, vengono costruite prima sui rapporti personali e solo in minima parte sulle idee, quando vanno a governare o sono controllate dalla forza del capo, o del vice capo, o rimangono deboli.

Tag: politica

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