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Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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seconda defezione nella maggioranza: anche Andrea Boano si è dimesso

26 dicembre 2019 · Nessun commento

COSA STA SUCCEDENDO?

Seconda defezione nella maggioranza che governa Villafranca. Dopo Valter Badella, dimessosi il giorno dopo l’insediamento del nuovo consiglio comunale, anche Andrea Boano ha lasciato. Perché? In via ufficiale, la scelta è stata giustificata con i soliti e banali “motivi personali”.  Nel consiglio comunale del 20 dicembre, evidente il disappunto del sindaco Anna Macchia che, sollecitata dalla domanda del capogruppo di minoranza, ha parlato di incomprensioni di comunicazione che pensava risolte e di  essersi trovata le dimissioni senza preavviso. Resta comunque il fatto che due membri della maggioranza, appena riconfermati dal voto popolare, se ne sono andati. Fatto che non ha precedenti nella storia del nostro paese. Perché? In questi anni Boano è stato una presenza muta e col tempo anche assente dai consigli comunali, tuttavia le sue dimissioni sono un altro segnale di difficoltà di una lista costruita per avere consensi usando i rapporti personali e non con la convinzione di un vero programma nel quale credere. Al posto di Boano torna in consiglio Sandra Ronco.
 I primi sette mesi del mandato amministrativo sono passati in modo abbastanza piatto. Nessuna decisione di rilievo che affrontasse gli importanti problemi lasciati aperti dall’amministrazione Cavalla. Comportamento che ha una sua logica, vista la rivendicazione di essere la continuità politica proprio di Cavalla. Caratteristica usata apertamente per vincere le elezioni contro una lista avversaria modesta. Continuità politica rappresentata dalle persone ricandidate, dal simbolo e dall’utilizzo del sindaco uscente in campagna elettorale. Non aver voluto Badella vicesindaco e, forse, nemmeno in giunta poteva essere un segnale di diversità ma non c’è stato altro di significativo. La mancanza di esperienza non può essere una giustificazione. Anna Macchia era entrata in giunta al posto di Guazzo e già allora si capiva che era la persona sulla quale Cavalla puntava per la successione. E stando in giunta la Macchia ha comunque condiviso le decisioni prese con le relative responsabilità. Se voleva essere diversa avrebbe dovuto individuare priorità e scelte di contenuti in rottura con il passato. Avrebbe sanzionato la chiusura di un ciclo politico che aveva fatto il suo tempo. Ha preferito non farlo. Almeno per ora. Da giugno a oggi qualche occasione per prendere posizione a favore di un cambiamento ci poteva essere. Ci sarà la capacità di modificare la rotta nel 2020? Me lo auguro ma con l’eredità delle elezioni e quanto abbiamo visto in questi mesi, ne dubito. Idee non chiare? Debole conoscenza della situazione? Timori ad assumere decisioni? Poca voglia di confrontarsi?  Per ora, mi sembra manchi una visione di futuro. Comunque, i fatti daranno risposte e su quelli daremo le nostre valutazioni.

Tag: politica

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