Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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un aggiornamento sul problema della polizia municipale

1 marzo 2020 · Nessun commento

E LA CHIAMAVANO SICUREZZA

Il 7 gennaio scorso la discussione tra i Comuni dell’Unione Valtriversa, Villafranca e Baldichieri, circa il futuro di un servizio di polizia locale unito è stata portata in pubblico. La prima volta nella storia. Merito del presidente della Valtriversa, Bruno Colombo, che ha avuto il coraggio di portare il tema in un consiglio aperto agli interventi dei cittadini. Nonostante la contrarietà di qualche suo collega sindaco. Credo che un po’ di merito vada anche alla petizione che noi abbiamo iniziato a diffondere a fine novembre. Raccolta firme che chiede ai Comuni di lavorare insieme, mettendo la sicurezza della popolazione come priorità e considerando la polizia municipale come fondamentale presidio di legalità.  Perché? Cosa è successo fino ad oggi? Proviamo a riepilogare. Una sintesi per la futura memoria.

Cosa è successo?
Dall’1.1.2020 è cessato l’accordo in base al quale Villafranca e Baldichieri acquistavano ore di servizio di polizia municipale dall’Unione Valtriversa. Da almeno un paio d’anni si parla di questa scadenza ma le parti non hanno mai raggiunto una nuova intesa. Le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri hanno sempre cercato di minimizzare il problema ma, evidentemente, un impegno serio per arrivare ad un nuovo accordo non c’è stato. All’ultimo momento, a metà dicembre 2019, Villafranca e Baldichieri hanno chiesto alla Valtriversa di proseguire nel rapporto ancora con contratto ad ore: 24 ore settimanali di servizio per Villafranca e 7 per Baldichieri.
Cosa ha risposto la Valtriversa?
Il 7 gennaio, la Valtriversa si è mostrata divisa. Dai rappresentanti di Cantarana, di Castellero e da un consigliere di Cortandone è emersa la visione più positiva, orientata al mantenimento di un servizio unito. Evidente la diffidenza di altri Comuni nei confronti dei due paesi richiedenti, in particolare da parte di San Paolo Solbrito. Sono i danni della secessione dall’Unione voluta proprio da Villafranca e Baldichieri nel 2013.  Risultato? La faticosa scelta di mantenere un servizio di polizia con due vigili e il consenso ad aderire in via provvisoria alle richieste di Villafranca e Baldichieri. Tale ultima decisione è stata formalizzata con una delibera della giunta dell’Unione, il successivo 13 gennaio. Per quanto? Fino a quando il comandante Eusebio Gamba se ne andrà a San Damiano, Comune presso il quale ha chiesto il trasferimento ancora nello scorso novembre. Trasferimento che potrebbe concretizzarsi nel corrente mese di marzo. In attesa di capire se Villafranca e Baldichieri potranno assumere vigili. Ma che servizio possono dare realmente i vigili in queste settimane di proroga? Credo lo stretto indispensabile, visto che sono di fatto meno un vigile e mezzo perché più della metà dell’orario del comandante Eusebio Gamba, ancora oggi, è  ceduto dalla Valtriversa al Comune di Villanova.
Perché Villafranca e Baldichieri dovrebbero assumere vigili?
I vigili della Valtriversa, in origine, erano cinque. Poi, furono ridotti a quattro per un pensionamento. Ora sono rimasti due, a causa di due richieste, accolte, di trasferimento ad Asti e nel torinese. Gamba vuole andarsene a San Damiano. Non credo voglia rimanere a fare il comandante di se stesso. L’ultimo vigile andrà in pensione ad inizio 2021. Di fatto l’azzeramento della polizia municipale: scelta concepita alla fine del 2012 quando la Valtriversa di allora, comprese le amministrazioni di Villafranca e Baldichieri, anche se ora fanno finta di dimenticarsene, decisero, compatte, di vendere il servizio dei vigili ad altri Comuni non membri dell’Unione. Solo perché i vigili erano considerati un costo. Ora la Valtriversa dovrebbe assumere per reintegrare l’organico ma i Comuni attuali hanno visioni divergenti. Per alcuni, i vigili non servirebbero, visto che ci sono già i carabinieri. Quindi, sarebbero sempre solo un costo. Avendo assistito al dibattito, ritengo che non ci sia alcuna fiducia in Villafranca e Baldichieri. Probabilmente, temono che non mantengano gli impegni e che  i vigili, se assunti dall’Unione Valtriversa, rimangano a totale carico della stessa. Durante il dibattito, aprendo ad un mio precedente suggerimento, Gianluca Forno, sindaco di Baldichieri, ha dichiarato di accettare l’idea di un contratto “lungo” con la Valtriversa. Io avevo parlato di almeno vent’anni. La disponibilità, però, non è stata raccolta dalla Valtriversa, che vorrebbe assunzioni fatte dai due Comuni secessionisti. Peccato che Villafranca e Baldichieri “non sanno” se potranno farlo. I Comuni possono assumere in base alla spesa storica del personale. Non avendo più i vigili in organico, non hanno più avuto questa spesa. Hanno dichiarato di aver affidato ad una società privata, che si occupa di consulenza per enti pubblici, il compito di valutare se i loro bilanci hanno il necessario margine. Incarico, che Villafranca ha formalizzato all’inizio dello scorso ottobre, dai contorni piuttosto vaghi e senza una precisa scadenza. Risultati? Per ora, nessuno ne parla. Il segretario dell’Unione Valtriversa ha dichiarato, sempre il 7 gennaio al termine del consiglio, che una recente norma di legge potrebbe rimuovere il blocco delle assunzioni. Ma siamo ancora nella totale incertezza.
 
Che sviluppi ci sono stati dal 7 gennaio ad oggi?
Durante l’ultimo consiglio dell’Unione “Colli del Monferrato”, il 30 gennaio, il sindaco di Villafranca, Anna Macchia, ha lasciato intendere che potrebbe esserci la possibilità di un accordo per avere la polizia municipale da San Damiano. Comunque, una dichiarazione generica. Senza nessuna chiarezza sui termini dell’eventuale scelta. La gestione dell’autovelox verrà data alla Provincia di Asti e gli adempimenti amministrativi saranno curati dalla Maggioli, una ditta che fornisce servizi agli enti locali. I costi dovrebbero diminuire, dicono Forno e Macchia. E perché questa scelta non è stata fatta prima, liberando i vigili da un problema che li ha condizionati per anni? 
 
Come è stato affrontato il problema delle multe non incassate?
A cosa mi riferisco? A 1,5 milioni di euro di multe autovelox non riscosse. Sono crediti di competenza di Villafranca (326 mila euro) e Baldichieri (1,287 milioni). Sono crediti relativi al periodo che va dal secondo semestre 2015 al 2018. Un valore importante che non sarebbe prescritto, stando a quanto ha dichiarato Bruno Colombo. Per fortuna. Ma gli amministratori della Valtriversa, di Villafranca e di Baldichieri, in tutti questi anni, se ne sono mai preoccupati? Sembra proprio di no. Il tema non è mai stato affrontato nei consigli dell’Unione “Colli del Monferrato”. Solo ora lo scoprono? Quando preparavano i bilanci, sono mai entrati nel merito delle cifre? Conoscevano i bilanci che hanno approvato? Verrebbe ancora da rispondere con un no. Caspita che efficienza. A gennaio i due Comuni hanno affidato con delibere fotocopia ad una società di riscossione privata il recupero delle somme, stimando di incassarne il 30 per cento. La percentuale di compenso per la società sarà dell’8,9. Stimare di perdere il 70 per cento non è poco, al quale bisogna aggiungere le spese. L’incasso potrebbe sempre essere una cifra di un certo significato ma ci sarebbe comunque una perdita importante per le casse comunali, probabilmente aggravata anche dagli anni passati senza agire.  Poi, come verranno gestita la quota di multe che dovrebbe andare alla Provincia in quanto ente proprietario della strada? In passato, lo avevamo chiesto più volte senza avere risposte concrete. E anche oggi questo problema non sembra risolto. Abbiamo un debito verso la Provincia per quanto maturato in questi anni?  Forse, la risposta a queste domande sta in una possibile considerazione. Da come si sono svolti i fatti, sembra proprio che Villafranca e Baldichieri volevano tenersi i risultati dell’autovelox, senza dividerli con la Valtriversa. Perché? Probabilmente, si erano illusi di avere per le mani un affare molto conveniente che avrebbe reso soldi facili, in prevalenza da automobilisti di passaggio. Cioè senza grandi rischi di una ricaduta negativa di consenso. Ora, forse, si sono accorti che, tenendo conto delle spese di funzionamento, del lavoro necessario e del possibile contenzioso, l’autovelox così conveniente non è.
Quindi?
  • i Comuni vogliono la sicurezza del territorio? Dovrebbero dimostrarlo con la voglia di lavorare insieme e con l’impegno a rafforzare gli uomini formati per tale lavoro. Tutti, Valtriversa attuale, Villafranca e Baldichieri, dovrebbero avere il coraggio di ammettere che la vecchia convenzione sulla polizia municipale era sbagliata ed è stata gestita male da tutte le parti in causa. La sicurezza non si può gestire con l’orologio. Si va e si opera dove è necessario, con l’indispensabile flessibilità. Almeno per questo servizio, i Comuni della zona dovrebbero avere il coraggio di ritrovare l’unità, anche per investire nel miglioramento dello stesso e nelle persone. Superare il passato senza guardarsi indietro. Villafranca dovrebbe ammettere che la secessione è stata un grave errore. Ci sono segnali in tal senso? Per ora, nulla;
  • prendere i vigili da San Damiano o altri Comuni? Scelta possibile. Meglio di niente, dirà qualcuno. Vero ma rischiamo di avere sempre meno qualità. con tutti i limiti di un contratto ad ore. Cosa chiederemo a chi potrebbe fornirci il servizio? San Damiano è una realtà complessa e sicuramente impegnativa. Dubito che potrà fornire una notevole attenzione ad un territorio che per quel Comune è comunque distante. Rischiamo di subire le scelte di una realtà più forte di noi. Potremmo avere un contratto fotocopia di quello con cui la Valtriversa vendeva le ore dei vigili. Rispetto della forma e nessuna preoccupazione circa la sostanza del servizio. Presenze modeste. Tempo perso nei trasferimenti. Dove andranno i villafranchesi che dovranno parlare con i vigili? Fino a San Damiano?
  • Se torneremo al vigile di paese, anni di esperienza e di conoscenza del territorio andranno definitivamente persi. Torneremo indietro al messo che fa le notifiche e tiene il gonfalone in qualche cerimonia. Nulla di più. Altro che presidio. Che fine faranno i locali della sede di Villafranca dei vigili? I veicoli acquistati nel tempo? Le attrezzature?
  • Cosa farà un nuovo vigile, magari assunto da Villafranca? Sarà da solo? Che tipo di professionalità gli si richiederà? Dubito che una persona sola, inesperta, si voglia assumere particolari responsabilità. Chi glielo farà fare? Lo stesso problema, con buona probabilità, ci sarà in Valtriversa se manterrà due vigili neo assunti. Quale sarà il modello di sicurezza che i Comuni vorranno applicare? Se mai ne hanno in testa qualcuno.
  • Lavorare per la sicurezza vuol dire avere persone che si dedicano al nostro territorio. Che conoscono gli ambienti. Conoscono la gente. Sono presenti. Hanno la capacità di comprendere cosa cambia nel tessuto sociale e sanno mantenere alta l’attenzione per fare prevenzione. Non servono “sceriffi”. Servono persone attente. Il recente problema dell’ultima festa di leva è un esempio di una situazione dove ci sarebbe stato bisogno dei vigili. Il vigile di paese, da solo, non può far nulla. Servono persone e mezzi che lavorino insieme per un controllo costante, in collaborazione con le altre forze dell’ordine. Senza i vigili o con vigili ad ore solo per fare un po’ di apparenza formale, i nostri piccoli Comuni, già deboli per le limitate strutture, saranno ancora più inermi ed esposti all’infiltrazione ogni forma di criminalità.

Tag: politica · sicurezza · Unione "Colli del Monferrato" · Valtriversa

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