Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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mancanza di dibattito e ritardi nella pubblicazione dei documenti rendono difficile al cittadino comprendere quanto avviene in Comune

26 agosto 2020 · Nessun commento

LE NOSTRE DOMANDE

Qualche domanda all’amministrazione comunale.

Ci saranno interventi a sostegno di casa di riposo e asilo dopo il difficile momento legato alla pandemia? Il Comune è interessato alla casa di riposo e del suo futuro d servizio pubblico? Proprio la pandemia ha reso evidente che servono attenzioni sempre maggiori e strutture adeguate per assicurare la qualità di un servizio che è molto delicato. Bisogna pensare ad una casa di riposo capace di fare anche attività domiciliari perché il solo modello residenziale mostra evidenti limiti e non basta più. Servono investimenti in tecnologia e attrezzature per risparmiare tempo e lavorare meglio. Sarebbero utili interventi per il contenimento dei consumi energetici. Manutenzioni strutturali per dare agli ospiti ambienti gradevoli. Personale assunto direttamente per avere professionalità adeguate da formare e seguire, senza costi di intermediazione di manodopera con non danno alcun vantaggio. Posti letto in più rispetto all’attuale struttura servirebbero, sia per soddisfare richieste, sia, ad esempio, per un reparto di isolamento oggi indispensabile con le nuove norme, ma bisognerebbe procedere con interventi modulari e graduali. Per rendere sostenibile economicamente l’investimento.

L’asilo verrà aiutato a riaprire a settembre? Ha perso mesi di rette. Nonostante tutto, è riuscito a fare, da solo, il centro estivo, credo uno dei pochissimi casi nell’astigiano. E’ stato deciso chi gestirà la mensa scolastica e con quali modalità?

Come riprenderà l’attività delle scuole? Proprio oggi, mercoledì, abbiamo visto che è iniziata l’installazione della prima di due tende nel piazzale che dovrebbero essere adibite a mensa. Ne prendiamo atto. Ci piacerebbe però sapere altro. Se e quali altri locali verranno utilizzati. Se verrà mantenuta didattica a distanza e come ha funzionato nello scorso anno scolastico.

Le attività di volontariato verranno aiutate a riprendere il lavoro con le necessarie tutele sanitarie per le persone? Crediamo servano scelte che aiutino tutti a rispettare veramente le regole. Gli spazi e le attività pubbliche devono essere ripensati e se c’è qualche soldo da investire, meglio farlo con soluzioni flessibili ma che servano nel tempo. Ad esempio, piazze attrezzate e con più verde. Non squallide presunte aiuole che non vedono manutenzione da anni. Coperture. Nuovi spazi a disposizione di tutti, magari con piccoli anfiteatri naturali dove le persone possano riunirsi mantenendo le distanze utili.

Rimarremo senza polizia municipale? Ci convenzioneremo con qualche altro ente? Faremo finta che basti assumere un vigile tornando all’antico, quando e come non si sa?

Quale futuro avrà l’Unione con Baldichieri? A giudicare dal sito internet della “Colli del Monferrato”, l’attività dell’Unione sembra del tutto inesistente.

Interessa o no all’amministrazione comunale riannodare il dialogo politico con la Valtriversa? Magari, ammettendo i gravi errori fatti in passato che hanno portato ad una spaccatura dannosa per Villafranca. Il nostro paese vuole avere un ruolo di zona o vuole chiudersi nei suoi piccoli confini?

Ci saranno iniziative per favorire le buone pratiche che non producono rifiuti? In campagna elettorale, c’erano state promesse, molto generiche, ma, dopo un anno, nulla si è visto.

Riprenderanno per intero le attività nella casa della salute o si prospettano tagli? A giugno era nato il timore di una soppressione, per tramite una mancata riapertura, dell’ambulatorio per le cure complementari. Il 30 luglio c’è stata l’assemblea dei sindaci dell’Asl di Asti. Poteva essere l’occasione per il Comune per porre tale domanda, magari chiedendo il potenziamento dei servizi territoriali. Peccato che Villafranca non fosse presente alla riunione.

Tanti argomenti diversi. Tutte domande che sarebbero servite per capire cosa intende fare l’amministrazione comunale e in che tempi. Tutte domande che sono rimaste senza risposta nel consiglio comunale del 27 luglio scorso, quando c’erano in discussione sia il bilancio consuntivo, sia quello preventivo. Domande che nessuno ha fatto. Come ormai è abitudine, il dibattito è nullo o quasi. Da un paio di sedute, il sindaco mette le mani avanti, dicendo che i temi sono stati discussi in una riunione informale che avrebbe consentito ai consiglieri di porre i quesiti che ritenevano. Peccato che si tratti di riunioni non pubbliche delle quali non rimane alcun resoconto ufficiale. Tutti i consiglieri devono avere la possibilità di approfondire liberamente gli argomenti che vengono portati in deliberazione. Devono avere le spiegazioni necessarie dai tecnici e dal personale comunale. In questo modo, i consiglieri, se lo vogliono, possono presentare proposte di variazione, i cosiddetti “emendamenti”, che devono poi essere votati dal consiglio. Un modo semplice e trasparente per far emergere in modo chiaro le differenze di pensiero. Ma è Il consiglio comunale la sede istituzionale per far sviluppare il confronto politico. Anche forte. In modo da dare ai cittadini la possibilità di comprendere le diverse opinioni dopo una presentazione oggettiva delle varie proposte. Praticamente nulla di tutto questo avviene a Villafranca. Poi, rimane sempre il fatto che bisogna avere idee e la voglia di esporsi. E di idee che guardino al futuro in Comune oggi non se ne vedono. A parte qualche opera, come un ulteriore lotto di trasformazione a led della pubblica illuminazione: iniziativa già adottata dall’amministrazione Cavalla e da noi chiesta diversi anni anni prima. O come i “parcheggi in via Roma”, idea che circola da anni grazie a proposte dell’ufficio tecnico comunale ma sulla quale nulla si è capito circa la soluzione che sarebbe stata scelta. Previsti altri investimenti al teatro San Giovanni: viene da chiedersi se il progetto sia stato rivisto per tener conto delle difficoltà imposte dalla pandemia. Le indennità, però, sono state confermate e questo vuol dire che il sindaco, come i predecessori della sua parte politica, si è mantenuto lo stipendio. Ribadisco, tutto legale che il sindaco si mantenga lo stipendio. Non lo trovo un comportamento etico se non si è dovuto rinunciare a un lavoro per ricoprire la carica.

Difficile che gli stimoli arrivino da una maggioranza molto silenziosa. C’è una completa subordinazione al sindaco? Probabile. Lascia perplessi l’opposizione, che sembra essere sempre molto timorosa e incerta di fronte alla possibilità e all’opportunità di distinguersi dalla maggioranza. Se poi a tutto questo aggiungiamo che La presentazione degli argomenti è spesso fatta in modo molto sintetico, difficile da seguire senza avere a disposizione i documenti, emerge un quadro desolante e faticoso. Non aiuta nemmeno il fatto che le delibere vengono pubblicate spesso con molto ritardo, magari prive di allegati che, chissà perché, rimangono “agli atti” e non vengono resi pubblici. Ad oggi, non conosciamo ancora le delibere relative al consiglio del 27 luglio. E sono passate più di quattro settimane. Oltre due settimane fa, abbiamo formalmente chiesto il bilancio 2019, il preventivo 2020 – 2022, il piano delle opere pubbliche e il piano finanziario dei rifiuti. Nessuna risposta. Qualcuno dirà che non abbiamo comprensione per le ferie. Tutt’altro. Sappiamo le difficoltà che incontra chi lavora veramente. Perché almeno non rendere pubbliche in anticipo le proposte di deliberazione con tutta la documentazione necessaria? Magari con spiegazioni che aiutino a comprendere anche chi non è un tecnico della materia. Sarebbe un bella novità per favorire il coinvolgimento dei cittadini e l’informazione sull’operato del Comune.

Tag: politica · Unione "Colli del Monferrato"

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