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La casa di riposo Santanera, da sola, non può reggere

22 novembre 2020 · Nessun commento

SERVE UN AIUTO

Conosciamo tutti le difficoltà in cui si trova la casa di riposo Santanera a causa del contagio da covid che ha colpito trenta ospiti e sette operatori. L’ente ha chiesto aiuto a tutti perché da solo non può reggere. Asl di Asti e alcuni medici di famiglia hanno risposto positivamente. Il dott. Paolo Aubert ha dato un ottimo segno di vicinanza con la sua presenza nella struttura in aiuto ai medici Asl che sono intervenuti. L’Asl fornirà anche un sostegno inviando un’infermiera dalla “casa della salute” per consentire i riposi all’infermiera fornita dalla cooperativa Kcs. Bene.  E il Comune? Da anni ci chiediamo se l’amministrazione comunale ha intenzione di sostenere la casa di riposo. Quale ruolo vuole attribuirle? Considera il Santanera un bene di Villafranca da proteggere? Intende organizzare in una reciproca collaborazione e un reciproco aiuto tra il Comune stesso, gli enti e le organizzazioni che si occupano di sociale nel nostro paese e nella zona? Non abbiamo visto risposte in passato e continuiamo a non vederle dall’amministrazione in carica, che comunque è la continuazione della precedente. In questo spazio, lo chiedevamo ancora lo scorso 1 maggio, in tempi ben più tranquilli degli attuali. Ora il Santanera ha bisogno di un aiuto straordinario subito perché c’è una situazione straordinaria. Soluzioni concrete e applicabili che contribuiscano a risolvere i problemi. Cosa serve? Un aiuto al personale che lavora, magari organizzando una presenza del volontariato. Ad esempio, qualcuno che aiuti a rispondere al telefono perché quando si è in pochi e sotto una notevole pressione diventa complicato fare anche quello. Oppure, aiutare a portare i pasti nelle camere e ad imboccare chi non riesce a mangiare da solo.  Serve un sostegno economico per affrontare le maggiori spese di questo difficile periodo e i minori incassi come rette. Ad esempio, i probabili maggiori costi per personale, rifiuti, collaborazioni professionali. Sono utili attrezzature per la qualità del servizio agli ospiti.  Servono riserve di dispositivi di protezione per chi lavora. Ripetiamo la domanda. Il Comune vuole impegnarsi su questo o preferisce ignorare e voltarsi dall’altra parte, facendo finta di niente? Vuole dare una mano a chi rischia ogni giorno in prima linea?  Vuole dare una mano a chi si assume da mesi responsabilità grandi per difendere gli anziani, persone deboli, o preferisce nascondersi dietro un generico e burocratico non è di nostra competenza? Pare che non ci si preoccupi della situazione in cui si è venuto a trovare il Santanera per il covid. Queste domande non sono polemica spicciola contro qualcuno. Non abbiamo mai attaccato le persone. Abbiamo sempre contestato scelte che non condividevamo o l’inerzia delle non scelte.  Se il Comune vuole raccogliere tutti i contributi utili per dare un futuro al Santanera, noi ci siamo.

Tag: politica · sociale

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