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Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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nominato il nuovo consiglio di amministrazione della casa di riposo Santanera

19 marzo 2021 · Nessun commento

TUTTO SILENZIO

La Casa di riposo Santanera ha superato il covid. Con molte difficoltà. Almeno per ora. Grazie al sostegno nell’emergenza di Asl e di alcuni medici di famiglia. Nelle difficoltà sanitarie è arrivato un importante appuntamento istituzionale. A fine 2020 è scaduto il consiglio di amministrazione dell’ente. Solo alla fine del gennaio scorso il Comune ha avviato le procedure per il rinnovo. Il termine per la presentazione delle candidature è scaduto il 27  febbraio. Più volte, come “Villafranca Domani”, abbiamo chiesto un rilancio della Casa di riposo. Una vera e propria rifondazione che ne ripensasse il modello organizzativo e gli obiettivi. Da tempo, è evidente che la semplice struttura residenziale non basta più. Il 2 marzo abbiamo ancora sollecitato il Comune, con la presentazione di nostre opinioni e dando la nostra disponibilità al confronto su questi temi. Potete trovare la versione integrale del documento sulla nostra pagina facebook.

COSA E’ SUCCESSO?

L’amministrazione comunale non ha risposto alle nostre proposte.  E’ evidente che non le interessa confrontarsi. Ne prendiamo atto senza stupirci, visti i precedenti. Mi chiedo se abbia idee in proposito. O meglio, se il sindaco Anna Macchia abbia idee in proposito. Non lo sappiamo e credo che nessuno lo sappia. Dopo quasi due anni di mandato amministrativo, è chiaro che contano solo le intenzioni del primo cittadino. Ma anche noi siamo cittadini e abbiamo il diritto di fare domande. L’amministrazione manterrà la linea di indifferenza verso il futuro del Santanera? Anche se il sindaco dichiarava nei suoi comunicati stampa che la casa di riposo “è un bene prezioso che va salvaguardato”. Belle parole ma fino ad ora vuote di significato perché non si sono mai tradotte in impegni e fatti.

Saltando il consiglio comunale, l’11 marzo, il sindaco Anna Macchia ha nominato con proprio decreto quattro membri del consiglio di amministrazione. Silvana Bertolotti è il nuovo presidente. Residente ad Asti, ex dirigente d’azienda diventata consulente libera professionista. Sembrerebbe un “tecnico”, figure che oggi vanno di moda quando la classe politica votata per gestire non sa farlo. Da quanto ci risulta, non ha mai avuto nulla a che vedere con il volontariato sociale della nostra zona. Nulla è stato indicato sui motivi di questa scelta. I titoli? Sicuramente ne avrà molti. Il sindaco ha compreso che la nomina del consiglio di amministrazione del Santanera non è un “concorso”? Direi di no. Scegliere il consiglio del Santanera è una decisione politica che andrà ad incidere sul destino di un ente che rappresenta un pezzo rilevante dell’attività sociale di Villafranca e dei paesi vicini. Che mandato è stato affidato al nuovo presidente? Che cosa chiede il Comune al nuovo consiglio di amministrazione? Nessuna notizia in proposito. Questa è la “trasparenza” del nostro municipio. Gli altri tre membri del consiglio sono Eugenio Demaria, Elena Maggio e Alfredo Castaldo. Villafranchesi, tutte valide persone impegnate nel volontariato locale alle quali va il nostro ringraziamento per la disponibilità. Nessun altro ha fatto domanda di essere nominato. Guido Antonio Malabaila potrebbe rimanere come membro di diritto in quanto parente più prossimo del fondatore ma nel decreto del sindaco nulla viene detto.

A questo punto, ci auguriamo che il nuovo consiglio sappia essere trasparente, informando la cittadinanza sulla sua attività ed accettando un dialogo con chiunque voglia essere propositivo.  Noi chiediamo che venga chiarito in modo definitivo che deve essere difeso e potenziato il ruolo pubblico della casa di riposo, capace di fare nuovi servizi per gli anziani in modo efficiente e attento ai bisogni che sono cambiati. Pensiamo, ad esempio, alle attività domiciliari. A servizi socio sanitari aperti a tutta la popolazione. Alla formazione dei famigliari che si occupano degli anziani. All’ospitalità di persone disabili. All’assunzione in proprio del personale, togliendo di mezzo l’inutile intermediazione di manodopera fatta dalle cooperative. Alla revisione del progetto di ampliamento per renderlo più sostenibile. Chiediamo anche un sostegno economico immediato per l’ente da parte di Villafranca e degli altri Comuni della zona, per consentirgli di affrontare meglio le difficoltà dovute alla pandemia e al calo del numero di ospiti.

Il Comune di Villafranca vuole fare la sua parte?

Tag: politica · sociale

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