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Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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gli inutili consigli comunali

11 luglio 2021 · Nessun commento

IL DIRITTO ALL’OPINIONE

Con l’attuale amministrazione comunale, il dibattito politico a Villafranca è del tutto scomparso. Si è visto fin dai primi momenti del mandato. I fatti recenti non fanno che confermarlo.  Il consiglio comunale, il luogo che dovrebbe essere per sua natura la sede principale del confronto, è ormai ridotto a una semplice formalità che ratifica a scatola chiusa  decisioni già prese.  Poche e generiche informazioni per il pubblico e nessuna discussione. Nessuno fa domande. Nelle file di questa maggioranza, tutta appiattita ai voleri del sindaco, sarebbero impensabili. E l’opposizione? Non c’è più. Quella uscita dalle elezioni del 2019 si è dimessa a fine 2020. Pochi mesi di presenza sui banchi del consiglio comunale dimostrando una grave mancanza di iniziativa. Senza una formazione di base, con poca motivazione e una scarsa conoscenza dei fatti non si va molto lontano. Questa presunta opposizione si è sciolta per protestare contro la mancanza di coinvolgimento da parte dell’amministrazione.  Scusa modesta. Da sempre, chi governa ha la responsabilità delle scelte. Chi è all’opposizione deve controllare l’operato di chi governa e. se ne è capace, fare proposte alternative. Se poi ci sono spazi di dialogo e decisioni condivise, va bene. Ma i ruoli restano e sono diversi. Questa è la democrazia. Anche in un piccolo paese.
Il 26 maggio 2021 abbiamo assistito all’approvazione del bilancio preventivo. Il 25 giugno, all’approvazione del consuntivo. Come al solito,  quelli che dovrebbero essere i momenti più importanti dell’anno per valutare i bisogni, gli obiettivi e le scelte fatte, con l’amministrazione Macchia vengono ridotti a un fastidioso atto burocratico da sbrigare in fretta. Così, fare un confronto tra promesse e risultati veri diventa piuttosto complicato. Se non si dice nulla, qualsiasi risultato ottenuto, anche il più modesto, può essere venduto come un grande esempio di bravura. Come si giustifica l’amministrazione? Il sindaco mette le mani avanti dicendo che i consiglieri saprebbero già tutto perché ne avrebbero parlato in riunioni informali. Buon per loro se questo accade. Anche se fatico a crederlo. Questo non toglie che gli argomenti andrebbero comunque spiegati per consentire anche ai cittadini di capire, magari mettendo a disposizione prima una documentazione completa. E’ vero che erano pochissimi i casi di presenza di pubblico quando i consigli si facevano in presenza. Sono pochi oggi che si fanno in video conferenza.  Ma se i consigli diventassero momenti dove fosse possibile per chiunque comprendere e farsi un’opinione, magari qualcuno in più ci sarebbe e nel tempo i numeri potrebbero crescere. Aumentare il grado di consapevolezza della popolazione dovrebbe essere ritenuto un valore importante. Da qualsiasi amministratore. Probabilmente, i fatti ci dicono che non è così. Le dirette via internet sono un mezzo utile. Andrebbero mantenute anche quando si tornerà alla normalità del dopo pandemia.
I mezzi di informazione, se vogliono essere tali, dovrebbero comunque fare il loro lavoro. Informazione non vuol dire la propaganda dei comunicati stampa, pagati con soldi pubblici, che il Comune diffonde e i giornali e siti provinciali spacciano per articoli facendo un banale copia e incolla. Non vuol dire le pagine che Nuova Villafranca lascia solo al sindaco, tutte ovviamente auto elogiative. Vuol dire entrare nel merito delle questioni. Anche di quelle che l’amministrazione tace. Vuol dire chiedere conto delle decisioni prese e dei problemi ignorati.

Tag: politica

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