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Santanera: un patrimonio pubblico da rilanciare

25 agosto 2021 · Nessun commento

CREDIAMO

NEI SERVIZI SOCIALI LOCALI

La casa di riposo Santanera ha informato il paese di aver aperto ai colloqui con i parenti degli ospiti, grazie all’aiuto di volontari della Croce Rossa. Il volontariato al Santanera è un’ottima cosa. Noi lo avevamo chiesto nelle proposte presentate al Comune prima della nomina del nuovo consiglio di amministrazione dell’ente. Proposte alle quali il governo comunale non ha ritenuto di rispondere, mostrando chiaramente di non volersi confrontare. Caratteristica ormai evidente di un governo comunale chiuso ad ogni dialogo. Ci auguriamo che il volontariato al Santanera non sia un fatto episodico ma un cambiamento che si sviluppi nel tempo. Può aiutare chi ci lavora a migliorare ed ampliare i servizi offerti e la qualità della vita agli anziani ospiti. E’ comunque giusto ricordare che i colloqui tra gli anziani e i loro parenti non sono stati attivati solo ora. Funzionavano già dalla scorsa primavera, nei locali ex Cogesa, sul lato verso il giardino pubblico, con l’assistenza di una stagista o del personale. Prima ancora sono sempre state fatte le videochiamate. Oggi la maggiore libertà grazie alla migliorata situazione sanitaria ha reso questa attività più semplice. Prima, con le restrizioni, era tutto più complesso. La precedente Direzione aveva sempre posto attenzione nel favorire i contatti con i parenti. Anche nei momenti di maggiore difficoltà per l’emergenza covid, quando l’unico aiuto è stato il supporto dell’Asl e, a livello villafranchese, di alcuni medici di famiglia: Paolo Aubert, Giuseppe Forastiere e Francesca Pressenda, ai quali ribadiamo il nostro ringraziamento.

le nostre proposte: Santanera pubblico; servizi aperti alla popolazione e a domicilio; assistenza alla disabilità; togliere le cooperative. Perché non sono stati chiesti i fondi europei per l’ampliamento?

Noi crediamo servano servizi sociali locali. Sono un pezzo importante di un posto dove si sta bene. La casa di riposo è una parte di questi servizi sociali e deve rimanere pubblico, a tutela dei più deboli.  Il Santanera va rilanciato dopo le tante difficoltà del 2020 e i tanti ritardi accumulati negli anni. Oggi la sola attività per gli ospiti in struttura non basta più.  I bisogni sono cambiati. Sono diventati più complessi.  Noi abbiamo sempre chiesto assistenza a domicilio. Una casa di riposo capace di fornire servizi anche a esterni (cure infermieristiche, fisioterapia, centro diurno). Abbiamo chiesto attività che favoriscano il mantenimento dell’indipendenza delle persone e delle loro funzioni cognitive (laboratori a tema, iniziative di socializzazione). Una casa di riposo dove possano trovare assistenza le persone con disabilità. Che sia capace di formare chi assiste un parente a casa. Di aiutare chi è solo nel gestire percorsi di cura.
Con l’emergenza covid, la casa di riposo, come l’asilo, ha perso incassi. Perché il Comune non ha dato al Santanera e al S. Elena un aiuto straordinario?
Cosa si intende fare nei fabbricati ex Venturello (adiacenti alla struttura), comprati ormai quattordici anni fa e rimasti abbandonati? E’ vero che è stato fatto un progetto di recupero, con colpevole ritardo di anni. Purtroppo, il Santanera, da solo, non ha le risorse per realizzarlo. I Comuni della zona intendono contribuire?  Perché il progetto non è stato inserito nelle proposte per il “recovery plan” da realizzarsi con i fondi europei? Il Comune ci ha pensato? Probabilmente, no. Non sarebbe stato facile avere questi finanziamenti ma non averci provato è un’ulteriore dimostrazione di mancanza di una visione che guardi lontano e non si limiti ad apparire con qualche foto sui giornali compiacenti.
E’ fondamentale gestire direttamente il personale, eliminando la presenza delle cooperative. Un’intermediazione che causa solo costi aggiuntivi senza alcun reale vantaggio. Se questa scelta fosse già stata fatta anni fa, si sarebbero create risorse da destinare agli investimenti. Si è perso molto tempo.

E il cda? Nominato dal Comune senza dibattito e senza chiarezza sugli obiettivi

Da marzo, il Santanera ha un nuovo consiglio di amministrazione, nominato dal Comune senza alcun dibattito e senza alcuna chiarezza sugli obiettivi.  Con un presidente del tutto esterno alla realtà del paese. Perché?  Qualcuno magari dirà “a cosa serve il dibattito? La politica deve star fuori. Ci vogliono le competenze”. Non sono d’accordo. Il Santanera è un patrimonio pubblico e come tale è responsabilità della politica locale fare le scelte di fondo. Se la politica locale ha idee, da valore ai servizi sociali e vuole investirci risorse. Fino ad oggi, l’attuale amministrazione comunale non si è mai preoccupata di sostenere il futuro dell’ente. Non ha voluto confrontarsi. Non ha saputo ascoltare chi aveva esperienza. Non ha investito nulla, come la precedente. E ha dimostrato di non avere idee.  Quindi, tutte le responsabilità saranno lasciate al consiglio di amministrazione?  Le competenze? Non si fanno con i curriculum e basta. Si fanno in primo luogo con le idee, la voglia di lavorarci e l’intraprendenza.
E per valutare se e cosa si sta facendo? Crediamo ci sia bisogno di trasparenza vera. Come? Con la pubblicazione dei verbali del consiglio di amministrazione e dei bilanci. L’ente ha varato un nuovo sito internet. Nuovo nella veste grafica ma del tutto identico al precedente nei contenuti. A cosa è servito? Che venga usato per pubblicare gli atti.
I cittadini hanno diritto di sapere. Così possono fare la differenza tra obiettivi e cose fatte. E giudicare.

Tag: politica · sociale

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