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	<title>Il BLOG di Paolo Volpe &#187; ambiente</title>
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	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d'Asti</description>
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		<title>incontro in municipio per discutere sulle case del Garavello</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 19:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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TANTE DOMANDE. 
POCHE RISPOSTE
Nel dicembre scorso, il sindaco mi ha convocato per presentarmi il progetto del nuovo villaggio che un imprenditore edile vorrebbe far nascere nella parte alta di Garavello. Si tratta della società Precollina Vernea, facente capo alla famiglia Salvadore. Ho già scritto sull&#8217;argomento nel luglio dell&#8217;anno passato, dopo una risposta del sindaco ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>TANTE DOMANDE. </strong></span></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>POCHE RISPOSTE</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Nel dicembre scorso, il sindaco mi ha convocato per presentarmi il progetto del nuovo villaggio che un imprenditore edile vorrebbe far nascere nella parte alta di Garavello. Si tratta della società Precollina Vernea, facente capo alla famiglia Salvadore. <a href="http://www.paolovolpe.it/2011/07/31/prime-ammissioni-dal-comune-ci-sono-interessi-per-edificare-46-mila-metri-quadrati-al-garavello/" target="_self"><em><strong>Ho già scritto sull&#8217;argomento nel luglio dell&#8217;anno passato</strong></em></a>, dopo una risposta del sindaco ad una mia interrogazione. Alla riunione non sono andato solo. Erano presenti Umberto Russo e Silvia Porta, consiglieri del gruppo &#8220;Villafranca Domani&#8221;. Questo ha provocato la lamentela del sindaco che ha giudicato eccessiva la nostra presenza in tre. Gli ho risposto che non vedevo il problema, visto che siamo tutti consiglieri comunali e come tali pienamente legittimati a discutere sull&#8217;argomento. A rappresentare l&#8217;amministrazione c&#8217;erano, oltre a Cavalla, l&#8217;assessore Paolone e il vice sindaco Guazzo (che comunque non ha preso parte a tutto l&#8217;incontro). Presente al tavolo anche la ditta proponente e il tecnico comunale Mauro Pittarelli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PROGETTO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;unica tavola di progetto che ci è stata mostrata, le case previste sono 38, con lotti di circa 900 metri quadrati. Qualcosa in meno di quanto ipotizzato nel luglio scorso, quando si parlava di 46. Da notare che il sindaco aveva altri fascicoli e documentazione mentre, almeno fino a quel momento, nulla risultava presentato al protocollo del Comune. Si trattarebbe di case destinate ad una clientela di fascia medio alta, in quanto verrebbero messe sul mercato a 350 mila euro. La zona interessata è quella sul crinale della collina,  nelle immediate vicinanze della strada attuale, da entrambi i lati, con una seconda fascia di case verso la valle che guarda il paese. Solo il tratto di strada sul quale si affaccerebbero le case verrebbe interessato dall&#8217;ampliamento a sei metri. E gli accessi da S. Rocco e da via S. Elena? Nulla è previsto. Qui sta una importante criticità: la viabilità di accesso rimarrebbe quella che è. Considerato che sarebbero stati previsti 80 parcheggi, credo sia realistico pensare a a 100-150 auto in piú destinate a transitare sulla strada che conosciamo, molto stretta e inadeguata a sopportare un traffico sicuramente più importante rispetto a quanto accade oggi. Strada che dovrebbe subire, probabilmente con quella di Bricco Taragno, anche il transito dei mezzi pesanti utilizzati per i cantieri, con tutti i prevedibili danni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA VIABILITA&#8217; DA RIFARE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, al miglioramento della viabilità dovrà pensarci il Comune. Con quali opere e quale spesa? L&#8217;amministrazione Cavalla non lo sa. Progettare in anticipo? Troppo difficile. Tutti contenti, ci dicono che il Comune incasserà 300 mila euro di contributo aggiuntivo  dal privato e che l&#8217;urbanizzazione (fognatura, energia elettrica, acqua) sarà realizzata a spese dell&#8217;impresa costruttrice. Basteranno i 300 mila euro per realizzare una viabilità più funzionale? Se il Comune deve spenderli per la strada, dove sta il guadagno per il paese da questa iniziativa?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CI SAREBBERO OLTRE CENTO RICHIESTE PER NUOVE ABITAZIONI. CONCENTRANDO MOLTO A GARAVELLO, QUANTI SARANNO QUELLI CHE NON VERRANNO ACCONTENTATI?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">38 case fanno pensare ad almeno 150 abitanti in piú. Il Comune ci dice che l&#8217;iniziativa proposta assorbirà il 50 per cento dell&#8217;ampliamento del paese che vorrebbero prevedere nella variante al piano regolatore.  Dove verrà previsto il resto? Il Comune non lo dice. Non lo sa? Non vuole dirlo? O forse non c&#8217;è accordo nemmeno tra gli stessi membri dell&#8217;amministrazione Cavalla. L&#8217;amministrazione sostiene che ci siano  più di cento richieste di privati diversi per nuove edificazioni. In quali zone? Nessuno lo dice.  E queste persone non hanno diritto ad una risposta? Concentrare molto del possibile ampliamento delle aree edificabili in un&#8217;unica zona fatalmente scontenterà tanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PAESE DI DOMANI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando noi di &#8220;Villafranca Domani&#8221; abbiamo chiesto a sindaco e assessori di spiegarci il quadro generale della variante al piano regolatore e il modello di paese che hanno in testa per i prossimi 10-15 anni, non abbiamo avuto alcuna risposta. Quando abbiamo chiesto di sapere quante sono le case vuote, ci è stato risposto che era inutile fare il lavoro di censirle perché ai privati non interessa metterle sul mercato. Visto che l&#8217;amministrazione comunale non è capace di dare dati, ricordo quelli forniti da Angelo Benotto, personaggio che tanti di voi conoscono, con un lungo impegno nel volontariato e molto attento alle statistiche. Durante l&#8217;incontro pubblico organizzato da Legambiente lo scorso 28 ottobre, Benotto ha fornito il suo conteggio: a Villafranca ci sarebbero 190 unità immobiliari vuote disponibili per la vendita e 495, sempre vuote, oggi fuori mercato. Dati rilevanti sui quali occorre riflettere. Compito del Comune è anche favorire un mercato edilizio equilibrato, in grado di esprimere un ventaglio di offerte, a partire da abitazioni economiche in un contesto urbano decoroso per quanti non hanno particolari risorse economiche, fino a fabbricati di maggior pregio per chi ha maggiori disponibilità. Conoscere quanto oggi è vuoto, dove si trova e le motivazioni per le quali è fuori mercato, serve a decidere in modo preciso dove intervenire e con quali mezzi. Altrimenti si va a naso o per sentito dire. Cioè l&#8217;esatto contrario di un buon modo di amministrare. Abbiamo anche posto il problema dei servizi necessari per sostenere un incremento complessivo della popolazione che deriverebbe dall&#8217;espansione edilizia desiderata dall&#8217;amministrazione comunale. Per il Comune, la popolazione deve aumentare del 10 per cento in cinque anni. In base a quali ragionamenti si è arrivati a questo dato? Nessuno lo dice. Cosa servirà? Parcheggi alla stazione ferroviaria?  Un ampliamento delle scuole? Più posti in casa di riposo? Più costi per la raccolta dei rifiuti? Strade? Più servizi sociali? Quanto costerà tutto questo?  Avremo i soldi? L&#8217;amministrazione Cavalla risponde infastidita solo un generico vedremo, ritenendo inutile preoccuparsi ora di questi problemi. Problemi che diventerebbero ancora più importanti se prendesse corpo l&#8217;idea, già ipotizzata dal sindaco, di ampliare ulteriormente, in un imprecisato futuro, la zona edificabile a Garavello rispetto a quanto previsto per le case che vuole costruire la Precollina Vernea.<br />
Con una situazione del genere, viene facile pensare che quanti vorranno una casa saranno di fatto indotti a rivolgersi alle ville del Garavello, ammesso che se lo possano permettere. Un condizionamento del mercato non da poco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA NOSTRA OPINIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla riunione, è risultato evidente che l&#8217;amministrazione Cavalla condivide  il progetto che le è stato proposto dal privato senza porsi alcuna preoccupazione, senza farsi alcuna domanda e senza avere prima una visione di come dovrà essere il paese nel futuro. Noi riteniamo sia apprezzabile l&#8217;impegno di un imprenditore che voglia investire in paese. Crediamo che un investimento privato importante se viene fatto sapendo il quadro generale di quello che sarà la Villafranca di domani fornisca più certezze all&#8217;imprenditore e quindi più valore a quanto il privato desidera realizzare. Come ho già sostenuto nell&#8217;articolo di luglio, un&#8217;importante opera privata, pensata in modo coerente a quel quadro generale di paese a cui accennavo prima, deve comunque avere una ricaduta positiva netta, visibile e tangibile per tutta la collettività: opere e interventi certi, non rimandati a tempi indefiniti, che risolvano problemi altrimenti non affrontabili dal Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Villafranca è obbligata ad aumentare di popolazione? C&#8217;è necessità di abitazioni economiche o di ville? Cosa si può fare per rendere più interessanti le abitazioni che sono già sul mercato e favorirne l&#8217;ingresso per quelle che oggi ne sono fuori? Abbiamo i soldi per sostenere un&#8217;espansione in un momento di grosse difficoltà come l&#8217;attuale? Quali costi ambientali ci sarebbero e quali danni? Oggi ci sono terreni edificabili ancora non utilizzati, perché non sono sul mercato, dai quali si può recuperare possibilità di costruire? Progettare prima serve per evitare danni irreversibili dopo. Per progettare un territorio bisogna avere una visione di futuro. Una volta che l&#8217;ambiente viene toccato, non torna più al suo aspetto naturale. E di danni urbanistici Villafranca ne ha visti diversi nella sua storia. Aggiungo un particolare. Appare sempre più evidente l&#8217;utilità di coordinare tra loro i piani regolatori dei paesi della Valtriversa. Ormai, le risposte ai problemi devono essere sovracomunali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, al termine della riunione, ci hanno invitato ad essere favorevoli al progetto. Noi abbiamo detto che daremo la nostra valutazione solo dopo aver avuto risposta alle domande che abbiamo fatto. Ammesso che le risposte arrivino.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Angelo Benotto e i dati del sul censimento sul patrimonio edilizio inutilizzato in Valtriversa: numeri importanti che richiedono una riflessione seria</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 20:16:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CONOSCERE PER DECIDERE
Sempre durante la serata di Legambiente di cui ho riferito nel precedente articolo, c&#8217;è stato un altro interessante intervento dal pubblico. Angelo Benotto ha spiegato i risultati del suo personale censimento sul patrimonio abitativo inutilizzato esistente nei paesi della Valtriversa. Conoscendo da anni la passione di Benotto per la statistica e la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong>CONOSCERE PER DECIDERE</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Sempre durante la serata di Legambiente di cui ho riferito nel precedente articolo, c&#8217;è stato un altro interessante intervento dal pubblico.<strong> Angelo Benotto</strong> ha spiegato i risultati del suo personale censimento sul patrimonio abitativo inutilizzato esistente nei paesi della Valtriversa. Conoscendo da anni la passione di Benotto per la statistica e la sua notevole attenzione a valutare i problemi con molta oggettività, credo sia utile prestare attenzione ai suoi dati. Benotto ha preso come base l&#8217;unità abitativa di 100 mq non occupata, dividendo i risultati in due categorie: le case che non sono sul mercato e quindi non sono disponibili per la vendita o l&#8217;affitto e quelle che sono sul mercato. Baldichieri ne avrebbe 185 della prima categoria e 60 della seconda. Cantarana 180 e 65. Castellero 65 e 25. Cortandone 105 e 30. Ferrere 305 e 110. Maretto 12o e 40. Monale 201 e 70. Roatto 140 e 55. Villafranca 495 e 190. Numeri importanti che fanno un totale pari a 1805 e 645. Molto diversi dai numeri ufficiali, inferiori, dichiarati con qualche evidente difficoltà dai sindaci, tranne che dal primo cittadino di Villafranca che ha ammesso di non aver fatto censimenti.  Numeri che chiederebbero, secondo me, la verifica proprio di un censimento vero, fatto in modo tecnico, dettagliato, trasparente e con regole precise, non approssimativo e superficiale. Serve sapere il patrimonio edilizio non occupato, da dividere tra quanto potrebbe essere recuperato, tra quanto è disponibile per l&#8217;affitto e quanto per la vendita. Una banca dati che dia la fotografia esatta del territorio. In tutti i paesi e in primo luogo a Villafranca, che è il centro più importante della Valtriversa. I Comuni non possono decidere il futuro urbanistico se non sanno quello che c&#8217;è e quello che si potrebbe fare. Sapere vuole anche dire quantificare in modo dettagliato le richieste edificatorie dei privati, dando a tutti le possibilità di esprimerle e motivarle, per dare a tutti le necessarie risposte perché non si possono lasciare aperte questioni per anni, in nessun argomento e in nessun caso. Consumare territorio senza saper nulla è un modo vecchio di gestire i Comuni. Da irresponsabili. Una banca dati di quanto potrebbe essere venduto o affittato favorirebbe  anche gli stessi proprietari, dando una necessaria e ampia pubblicità a questo mercato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ANCORA UNA DOMANDA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La serata del 28 ottobre ha lasciato aperta una domanda. Se passasse l&#8217;operazione edilizia in Garavello, le famose 46 case nuove fatte da un unico imprenditore, quanta possibilità di edificare ci sarà per tutti gli altri villafranchesi? Credo sia un problema importante.</p>
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		<title>28.10.2011: interessante convegno di Legambiente sul futuro del nostro territorio</title>
		<link>http://www.paolovolpe.it/2011/11/06/28-10-2011-interessante-convegno-di-legambiente-sul-futuro-del-nostro-territorio/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 19:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL PATRIMONIO DI TUTTI
Il suolo è un bene non riproducibile. Una volta consumato, non si ripristina più. Impermeabilizzare suolo, con il cemento, con le costruzioni, con l&#8217;asfalto, porta ad inevitabili scompensi perché l&#8217;acqua non trova più il suo scolo naturale. Quanto sta succedendo in Liguria insegna. Questo, in sintesi, quanto emerso lo scorso 28 ottobre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #339966;"><strong>IL PATRIMONIO DI TUTTI</strong></span></h2>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Il suolo è un bene non riproducibile. Una volta consumato, non si ripristina più. Impermeabilizzare suolo, con il cemento, con le costruzioni, con l&#8217;asfalto, porta ad inevitabili scompensi perché l&#8217;acqua non trova più il suo scolo naturale. Quanto sta succedendo in Liguria insegna. Questo, in sintesi, quanto emerso lo scorso 28 ottobre 2011 dagli interventi di<strong> Marco Devecchi</strong> (Osservatorio del paesaggio), <strong>Domenico Novara </strong>(presidente del circolo Legambiente Valtriversa), <strong>Flavia Bianchi</strong> (responsabile urbanistica di Legambiente Piemonte) e <strong>Agostino Novara</strong> (architetto della Regione Piemonte. Responsabile della pianificazione urbanistica). L&#8217;occasione è stata una riunione pubblica voluta dalla locale Legambiente dal &#8220;paesaggio e ambiente in Valtriversa. Quale futuro?&#8221;. Buona la partecipazione di pubblico che ha riempito la gran parte dei posti a sedere della sala Virano di Villafranca.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><strong>46 CASE AL GARAVELLO</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Punto centrale della serata la descrizione che Domenico Novara ha fatto dell&#8217;ipotesi di realizzare 46 case in regione Garavello. La prima notizia su questo tema, che è un po&#8217; di più di una semplice idea, è uscita su questo sito <strong><em>(<a href="http://www.paolovolpe.it/2011/07/31/prime-ammissioni-dal-comune-ci-sono-interessi-per-edificare-46-mila-metri-quadrati-al-garavello/" target="_self">&#8220;il paese di domani&#8221; &#8211; 31.7.2011</a>). </em></strong>Novara ha ricordato che un terreno agricolo vale circa 2 euro al metro quadrato. Quando diventa edificabile il suo valore sale a 50 euro. Nel caso di Garavello, con un semplice atto amministrativo, verrebbe assegnato al privato costruttore un guadagno di oltre 2,2 milioni di euro. Poi, ha fatto alcune osservazioni che inducono a riflettere. In questo periodo, ci sarebbero a Villafranca molti immobili in vendita: 48 appartamenti, 3o rustici e 17 ville. Questo contando solo quanto proposto dalle agenzie immobiliari e senza tener conto dei privati. Quali vantaggi ci sarebbero dall&#8217;aumento della popolazione? Le scuole già mancano di spazio. La zona dovrebbe essere servita con strade, fognature e raccolta rifiuti. Il parcheggio della stazione ferroviaria, visto che siamo un paese di pendolari, avrebbe necessità di un ulteriore ampliamento. Probabilmente, servirebbero più servizi sociali. Quindi, Novara si è chiesto perché costruire ancora. Prima di procedere ad autorizzare quel nuovo insediamento, sarebbe necessaria un&#8217;attenta e completa riflessione. Il sindaco Cavalla ha risposto dichiarando che, fino ad ora, non ci sono atti ufficiali presentati in Comune. Ha comunque ammesso che l&#8217;amministrazione comunale è stata contattata dal privato. Secondo Cavalla, oggi non ci sono più spazi disponibili per l&#8217;edilizia residenziale e bisogna pensare al futuro del paese dei prossimi vent&#8217;anni. L&#8217;ideale sarebbe una pianificazione urbanistica di zona, quindi non solo comunale, ma, per il sindaco, non si può fare perché gli oneri di urbanizzazione vengono incassati dai singoli Comuni. L&#8217;individuazione di zone di espansione dovrà comunque essere fatta nel rispetto dell&#8217;ambiente.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><strong>PIANTARE ALBERI</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Agostino Novara ha ricordato che una legge regionale del 1970 prevede che vicino agli insediamenti industriali vengano messi a dimora alberi per compensare le emissioni nocive in atmosfera. Tutti i piani regolatori lo prevedono ma in pochi casi viene fatto realmente. Non c&#8217;è sanzione. Unico modo per averli: il Comune deve obbligare il privato a sottoscrivere una apposita fidejussione. Nella Valtriversa, gli alberi sono stati messi sono all&#8217;Ocava di Ferrere. Davanti al Mercatone di Villafranca dovevano esserci ma non sono mai stati messi. Secondo Novara, piantare alberi non è nella cultura delle amministrazioni comunali e dei professionisti. Perché avvengono i disastri ambientali? Spesso, le speculazioni edilizie si fanno sui terreni che costano poco: terreni che hanno problemi. Novara ha ricordato l&#8217;esempio di Asti, dove si è costruito sui terreni che subirono l&#8217;alluvione nel 1948.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Flavia Bianchi ha evidenziato che prima di decidere di costruire bisogna prima dimostrare che ne esista il reale bisogno e non fare il contrario: cioè giustificare in qualche modo la decisione di costruire. In Liguria non si è voluto valutare per tempo le conseguenze ambientali dell&#8217;importante consumo di territorio fatto negli ultimi anni. Poi, ha ricordato un paradosso: oggi abbiamo meno dati sul patrimonio edilizio rispetto al passato. Per questo è necessario fare un attento censimento di quanto esiste.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: small;">LA MIA OPINIONE</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Al termine dell&#8217;interessante serata, c&#8217;è stato un po&#8217; di spazio per gli interventi dal pubblico. Replicando a quando detto dal sindaco Cavalla, ho spiegato che non si può dire &#8220;mancano terreni disponibili per l&#8217;edilizia residenziale&#8221; e basta. Prima vorrei sapere a quale tipo di paese pensiamo. Un paese di servizi alla persona? Un paese di seconde e terze case? Un paese che viene usato dai suoi abitanti solo per dormire? Un paese di capannoni vuoti? Credo serva un confronto aperto con la popolazione e le sue richieste. Un confronto che si deve estendere ai professionisti e alle associazioni ambientaliste. Personalmente, sono per un paese dove ci siano servizi alla persona di elevato livello. Dove ci siano le condizioni per stare bene. Dire che mancano terreni edificabili significa solo ripetere la vecchia logica del monetizzare il territorio: i Comuni fanno costruire solo per incassare un po&#8217; di oneri di urbanizzazione. Si decide che bisogna espandere le costruzioni per un determinato valore e in certe zone, poi nelle carte si giustifica questa scelta in qualche modo. Un modo di fare che ha già prodotto danni in passato, anche nelle nostre zone. Sono sempre stato un sostenitore di una unica pianificazione territoriale che interessi tutta la Valtriversa, attraverso un solo ufficio tecnico e un solo piano regolatore. Sono anni che lo dico ma in Valtriversa il tema è sempre stato evitato. Bisogna superare gli inutili campanilismi. Dire che non si può fare perché gli oneri di urbanizzazione vengono incassati dai singoli Comuni è una semplice scusa: bisogna cercare un accordo che metta al centro del nostro sistema di vita l&#8217;ambiente. Anche sostenere che l&#8217;edilizia porti lavoro è riduttivo. L&#8217;esperienza insegna che spesso si tratta di lavoro in nero e sottopagato, dove la fa da padrone il subappalto con prezzi al ribasso che costringono chi lavora, sovente artigiani improvvisati, a fare costruzioni di mediocre qualità. I Comuni dovrebbero sostenere l&#8217;edilizia che rende ecologici gli edifici. Trasformare le tantissime case colabrodo che disperdono energia in case a basso impatto ambientale. Dove il proprietario risparmia perché si risparmiano energia elettrica, acqua e calore. In quella direzione ci sarebbe tanto lavoro di qualità.<br />
</span></p>
<div id="attachment_1706" class="wp-caption aligncenter" style="width: 468px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/legambiente-28.10.2011-Medium.jpg"><img class="size-medium wp-image-1706" title="da sinistra: Agostino Novara, Flavia Bianchi, Marco Devecchi e Domenico Novara durante la serata del 28.10.2011" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/legambiente-28.10.2011-Medium-300x214.jpg" alt="da sinistra: Agostino Novara, Flavia Bianchi, Marco Devecchi e Domenico Novara" width="458" height="325" /></a><p class="wp-caption-text">da sinistra: Agostino Novara, Flavia Bianchi, Marco Devecchi e Domenico Novara</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm">
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		<title>abbandoni di rifiuti a San Rocco e verso il Garavello</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 17:48:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;AMBIENTE E&#8217; UN BENE DI TUTTI
L&#8217;impegno che Villafranca sta mettendo per fare bene la raccolta dei rifiuti porta a porta si vede e questo è un fatto assolutamente positivo. E&#8217; migliorata anche la differenziata e la &#8220;casetta&#8221; dell&#8217;acqua ha dato un sicuro contributo a diminuire le bottiglie di plastica. Dati aggiornati ufficiali non ne abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>L&#8217;AMBIENTE E&#8217; UN BENE DI TUTTI</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impegno che Villafranca sta mettendo per fare bene la raccolta dei rifiuti porta a porta si vede e questo è un fatto assolutamente positivo. E&#8217; migliorata anche la differenziata e la &#8220;casetta&#8221; dell&#8217;acqua ha dato un sicuro contributo a diminuire le bottiglie di plastica. Dati aggiornati ufficiali non ne abbiamo perché se andate sul sito del Consorzio di bacino trovate ancora solo i numeri del 2010. Tuttavia, tuttavia le impressioni e i commenti che riceviamo ci fanno pensare che saranno buoni. Ora servirebbe agire con convinzione su scelte che evitino la produzione di rifiuti: questa è la vera strada per risparmiare.  Serve il lavoro del Comune e un investimento pubblico per dare l&#8217;esempio e dimostrare che comprare senza imballaggi che poi diventano rifiuti si può. Anche con la soddisfazione del consumatore. La &#8220;casetta&#8221; dell&#8217;acqua è una prova che cambiare è utile. Tuttavia bisogna proseguire con altri prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attenzione all&#8217;ambiente è un dovere di tutti perché il territorio è un bene comune. Purtroppo, c&#8217;è sempre qualcuno che vuol fare il furbo e della pulizia del territorio non gli importa nulla. Le foto che pubblichiamo qui sotto lo dimostrano. Le abbiamo  fatte pochi giorni fa a San Rocco e sulla collina che degrada verso Garavello (proprio la zona che dovrebbe essere interessata dalla possibile costruzione di un nuovo quartiere). Nelle foto vedete rifiuti. A quando la loro rimozione?</p>
<div id="attachment_1637" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-10-12-18.54.41-Small.jpg"><img class="size-medium wp-image-1637" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-10-12-18.54.41-Small-300x225.jpg" alt="ben visibili i sacchi &quot;neri&quot; abbandonati lungo la scarpata nei pressi della cascina &quot;Piantà&quot;" width="448" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">ben visibili sacchi &quot;neri&quot; abbandonati lungo la scarpata nei pressi della cascina &quot;Piantà&quot;</p></div>
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<div id="attachment_1638" class="wp-caption aligncenter" style="width: 467px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-10-12-18.53.36-Small.jpg"><img class="size-medium wp-image-1638 " title="2011-10-12 18.53.36 (Small)" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-10-12-18.53.36-Small-300x225.jpg" alt="borse e sacchi neri..." width="457" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">borse e sacchi neri... purtroppo, ci sono stati parecchi abbandoni di rifiuti, ora nascosti dal fogliame</p></div>
<div id="attachment_1639" class="wp-caption aligncenter" style="width: 463px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-10-12-18.48.20-Small.jpg"><img class="size-medium wp-image-1639" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-10-12-18.48.20-Small-300x225.jpg" alt="ancora borse e sacchi... qui siamo un po' più avanti, sempre lungo la strada che poi scende al Garavello" width="453" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">qui siamo un po&#39; più avanti, lungo la strada che poi scende al Garavello</p></div>
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<div id="attachment_1636" class="wp-caption aligncenter" style="width: 462px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-10-12-18.43.07-Small.jpg"><img class="size-medium wp-image-1636   " title="2011-10-12 18.43.07 (Small)" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-10-12-18.43.07-Small-300x225.jpg" alt="una vera &quot;camera&quot; nel boschetto... manca solo il tavolo...." width="452" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">un vero &quot;salotto&quot; nel boschetto... manca solo il tavolo.... qui siamo poco prima di scendere verso il Garavello</p></div>
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		<title>Al Valentino serve manutenzione</title>
		<link>http://www.paolovolpe.it/2011/10/02/al-valentino-serve-manutenzione/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 06:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[GIARDINI PUBBLICI
E&#8217;  piacevole vedere il Valentino frequentato da tanti bambini. E&#8217; l&#8217;unico spazio libero realmente utilizzabile in libertà nel concentrico. Anzi, con il modesto giardino della stazione, è  l&#8217;unico vero spazio verde comodo di tutto il paese e serve anche agli anziani della casa di riposo. Sia l&#8217;amministrazione Padovani, dove Cavalla era il grigio vice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>GIARDINI PUBBLICI</strong></span></h2>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">E&#8217;  piacevole vedere il Valentino frequentato da tanti bambini. E&#8217; l&#8217;unico spazio libero realmente utilizzabile in libertà nel concentrico. Anzi, con il modesto giardino della stazione, è  l&#8217;unico vero spazio verde comodo di tutto il paese e serve anche agli anziani della casa di riposo. Sia l&#8217;amministrazione Padovani, dove Cavalla era il grigio vice sindaco, sia quella di Cavalla diventato sindaco non si sono mai preoccupate dei giardini pubblici, giudicati un problema perché bisogna fargli la manutenzione. Per socializzare, secondo loro, ci sono i giardini privati. Peccato, che sono pochi quelli che possono permetterselo. I tanti che non li hanno si devono accontentare. Al Valentino la manutenzione è da sempre carente. Ogni tanto si interviene e poi ci si ferma. Come impegno più rilevante, sono stati piantati nuovi alberi: era ora ma peccato che siano ancora molto giovani. Il prato lascia molto a desiderare. Già nel 2007 e nel 2009 avevo sollevato il problema del degrado dei giochi per bambini. Anche in quei casi qualche intervento era stato fatto ma solo la settimana scorsa era possibile vedere l&#8217;altalena riparata con il nastro adesivo e con una catena rotta. Poi, forse qualcuno ha visto fare delle foto e il seggiolino tenuto insieme dal nastro adesivo è sparito e la catena rotta è tornata al suo posto. Bene. Comunque, una annuale passata di impregnante ai giochi in legno e alla staccionata verso piazza Santanera non guasterebbe. Nessuno  sembra aver notato la rete che separa il Valentino dalla scarpata che da verso la ferrovia: è  bassa, rotta in più punti e manca nella zona dove una volta c&#8217;era il gioco delle bocce (sparito da tempo). Uno dei molti ragazzini che frequenta il Valentino potrebbe facilmente oltrepassarla, con l&#8217;evidente rischio di incidenti. Dimenticati anche i bagni pubblici. Uno è sempre chiuso. L&#8217;altro fornisce uno spettacolo di notevole trascuratezza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
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<div id="attachment_1613" class="wp-caption aligncenter" style="width: 524px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-09-19-18.34.38-Medium.jpg"><img class="size-full wp-image-1613" title="2011-09-19 18.34.38 (Medium)" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-09-19-18.34.38-Medium.jpg" alt="uno dei buchi nella rete verso la ferrovia" width="514" height="384" /></a><p class="wp-caption-text">uno dei buchi nella rete verso la ferrovia</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
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<div id="attachment_1615" class="wp-caption aligncenter" style="width: 520px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-09-19-18.32.15-Small.jpg"><img class="size-full wp-image-1615" title="2011-09-19 18.32.15 (Small)" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-09-19-18.32.15-Small.jpg" alt="altra falla nella rete verso la ferrovia" width="510" height="386" /></a><p class="wp-caption-text">altra falla nella rete verso la ferrovia</p></div>
<div id="attachment_1616" class="wp-caption aligncenter" style="width: 524px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-09-19-18.35.04-Small.jpg"><img class="size-full wp-image-1616  " title="2011-09-19 18.35.04 (Small)" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-09-19-18.35.04-Small.jpg" alt="qui la rete non c'è e la vecchia recinzione può essere facilmente scavalcata" width="514" height="384" /></a><p class="wp-caption-text">qui la rete non c&#39;è. La vecchia e malandata recinzione può essere facilmente scavalcata</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
<div id="attachment_1617" class="wp-caption aligncenter" style="width: 370px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-09-19-18.36.10-Small.jpg"><img class="size-full wp-image-1617" title="2011-09-19 18.36.10 (Small)" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-09-19-18.36.10-Small.jpg" alt="l'altalena riparata con il nastro adesivo che è stata tolta da pochi giorni" width="360" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">l&#39;altalena riparata con il nastro adesivo che è stata tolta da pochi giorni</p></div>
<div id="attachment_1618" class="wp-caption aligncenter" style="width: 370px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-09-19-18.35.29-Small.jpg"><img class="size-full wp-image-1618 " title="2011-09-19 18.35.29 (Small)" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/2011-09-19-18.35.29-Small.jpg" alt="il degrado del wc. L'altrop è sempre chiuso" width="360" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">il degrado del wc. L&#39;altro è sempre chiuso</p></div>
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		<title>prime ammissioni dal Comune: ci sono interessi per edificare 46 mila metri quadrati al Garavello</title>
		<link>http://www.paolovolpe.it/2011/07/31/prime-ammissioni-dal-comune-ci-sono-interessi-per-edificare-46-mila-metri-quadrati-al-garavello/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 16:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL PAESE DI DOMANI
Da tempo si parla di possibili importanti iniziative immobiliari a Villafranca. Costruire nuove case. La voce era girata ancora nel 2008: la nascita di un nuovo quartiere sulla collina sopra Garavello. Per quanto mi risulta, già allora c&#8217;era stato qualche contatto con il Comune, un po&#8217; prima delle elezioni amministrative, ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>IL PAESE DI DOMANI</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Da tempo si parla di possibili importanti iniziative immobiliari a Villafranca. Costruire nuove case. La voce era girata ancora nel 2008: la nascita di un nuovo quartiere sulla collina sopra Garavello. Per quanto mi risulta, già allora c&#8217;era stato qualche contatto con il Comune, un po&#8217; prima delle elezioni amministrative, ma non se ne era fatto nulla. Da qualche mese, mi arrivano indicazioni che qualcosa si sia mosso. Pertanto, ho ritenuto di presentare un&#8217;interrogazione ufficiale all&#8217;amministrazione comunale. La risposta non si è fatta attendere molto. Leggetela qui sotto. E&#8217; la prima ammissione: ci sono interessi per edificare 46 mila metri quadrati proprio in regione Garavello. Una cinquantina di case. I terreni sarebbero stati acquistati dalla società Precollina Vernea srl, che farebbe capo alla famiglia Salvadore, noto impresario locale che poco in passato ha lavorato in zona, preferendo concentrarsi in altre aree, in particolare nel torinese. Nessun provvedimento per ora è stato preso in quanto non sarebbe stato ancora presentato alcun progetto ma l&#8217;amministrazione Cavalla si mostra molto interessata alla cosa. <em>&#8220;Siamo ampiamente disponibili ad esaminare eventuali proposte di urbanizzazione di nuove aree  che si inseriscano in una logica di sviluppo in modo funzionale nella conformazione morfologica del nostro territorio&#8221; </em>dice il sindaco nella risposta all&#8217;interrogazione. Parole che mi sono state ribadite in un colloquio che ho avuto con Cavalla in municipio la scorsa settimana. Le zone edificabili residue nell&#8217;attuale piano regolatore sono poche quindi, dice il primo cittadino, ben vengano nuove iniziative. Il Garavello sarebbe vicino al paese e quindi è logico concentrare in quel posto lo sviluppo. Meglio li che a San Grato, sostiene Cavalla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E L&#8217;AMBIENTE CONTA QUALCOSA?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un argomento del genere è estremamente delicato. Un intervento di quel tipo lascia il segno per sempre. Va visto con notevole attenzione perché modifica in modo definitivo un territorio fino ad ora agricolo e quasi tutto a verde. Per giudicarlo in modo completo, bisogna vederlo con progetti e dettagli, cercando di non commettere errori passati. Nella sua storia, Villafranca ha subito danni urbanistici molto  evidenti: i frutti della speculazione. Enormi condomini in posizioni di  notevole impatto visivo. Costruzioni, il cui stile nulla ricorda  quello dell&#8217;originario tessuto abitativo del luogo, fatte, in  particolare, negli anni settanta e ottanta. Edifici anche di mediocre qualità. Un centro storico ormai  ridotto ai minimi termini. La perdita di angoli di pregio come le  vecchie scuole. Pochi spazi a servizi. Quasi nulla a verde. Lo stesso municipio deturpato dal cemento a vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche considerazione sulla proposta Garavello credo sia possibile.  Vi dirò le stesse cose che ho detto al sindaco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SERVONO NUOVE CASE?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è necessità di nuove case oggi? Case di fascia medio alta, intendo: quelle che si vorrebbero fare al Garavello. Unità abitative che ora vanno sul mercato almeno a 350 &#8211; 400 mila euro l&#8217;una. Diversi addetti ai lavori sostengono che c&#8217;è poca domanda. Quei prezzi sono fatti ormai per una quota ristretta di popolazione. Secondo Cavalla il problema non si pone. Il privato rischia i suoi soldi e la domanda può arrivare da esterni che dalla città scelgono di abitare in un paese comodo alle vie di comunicazione, come sarebbe avvenuto alle Verne e come starebbe avvenendo per i nuovi insediamenti residenziali a Cantarana. Risposte che meriterebbero qualche approfondimento. Cosa ci guadagna Villafranca? Perché dobbiamo consumare una fetta importante di territorio? Perché non vengono rimesse sul mercato le case vuote? Perché non si fa un censimento del patrimonio edilizio non utilizzato e non si danno opportunità al mercato dell&#8217;affitto? Perché non si cercano opportunità per dare credito più facile a chi ristruttura?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FAVORIAMO UN AUMENTO DELLA POPOLAZIONE?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perché dobbiamo porci il problema di far aumentare di 150 &#8211; 200 unità la popolazione del paese? Questo non è un dato secondario ma l&#8217;amministrazione comunale non sembra considerarlo. Se aumenta la popolazione, aumenta la necessità futura di servizi. Siamo in grado di affrontarla? Serviranno più spazi scolastici. Una viabilità adeguata. Parcheggi. Aree a verde pubblico da mantenere.  Serve pensare ad una vivibilità gradevole. Anche a posti di lavoro reali e duraturi che oggi mancano, se non vogliamo ridurci solo ad un paese dormitorio. Serve valorizzare le aziende capaci di fare qualità e innovazione. Se si fa una scelta di espansione questi temi non possono essere rimandati ad un futuro indefinito ma devono essere programmati in modo contestuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COSA CI GUADAGNA VILLAFRANCA?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dicevamo. Cosa ci guadagna Villafranca? Cavalla sostiene che il privato costruttore dovrà urbanizzare la zona a sue spese (strade, fognature, energia elettrica, acqua), dando al Comune la possibilità di ulteriori ampliamenti della zona edificabile, sempre al Garavello, con investimenti meno costosi perché la zona sarebbe già servita da tutto. Quindi, altro consumo di territorio. Ipotesi che, volendo, ha un suo fondamento, condivisibile o meno, ma rimanda i teorici vantaggi ad un tempo tutto da quantificare ed ai soli oneri di urbanizzazione &#8220;netti&#8221; da incassare, oltre  a non tener conto dei problemi di aumento della popolazione ai quali accennavo prima.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PENSARE ALLA VILLAFRANCA DEI PROSSIMI VENT&#8217;ANNI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Credo che il privato abbia tutto il diritto di fare proposte ma il Comune abbia il diritto dovere di valutarle con molta attenzione. E&#8217; il Comune che deve gestire il territorio. Non possiamo sacrificare importanti spazi solo per un guadagno di pochi. Scelte di questo rilievo devono essere viste solo dentro un progetto complessivo che disegni il paese dei prossimi vent&#8217;anni e ne migliori in modo reale la qualità di vita. Non possono essere prese all&#8217;insegna dell&#8217;oggi facciamo, poi si vedrà, scaricando i problemi sulle generazioni future. L&#8217;imprenditore privato faccia il suo mestiere ma in un quadro generale creato dalla pubblica amministrazione dove il privato lascia una parte chiara e tangibile del guadagno a vantaggio di tutto il paese. Niente promesse generiche rimandate nel tempo, ma precise certezze di valore proporzionale all&#8217;investimento che si vuol fare. Magari, interventi e opere capaci di risolvere  vecchi problemi aperti che, da solo, il Comune non avrebbe la forza di affrontare. Tutto deve essere discusso in modo trasparente e chiaro, facendo partecipare al dibattito anche le associazioni ambientaliste che devono poter spiegare  il loro pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/interrogazione-zone-di-espansione-6.2011-prot.pdf">l&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221; sulle possibili nuove zone edificabili</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/interrogazione-zone-di-espansione-risp-cavalla.pdf">la risposta del sindaco Cavalla</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Domenica 15 maggio 2011: inaugurazione della casetta dell&#8217;acqua</title>
		<link>http://www.paolovolpe.it/2011/05/13/domenica-15-maggio-2011-inaugurazione-della-casetta-dellacqua/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 18:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;RIFIUTO ZERO&#8221;
Anche Villafranca avrà la sua &#8220;casetta&#8221; dell&#8217;acqua. Non sarà una vera e propria casetta sul modello di Cantarana, in quanto l&#8217;impianto erogatore è stato sistemato sotto lo scalone che sale da piazza delle Pollaie al municipio. Ma questo non credo sia un problema. Come gruppo &#8220;Villafranca Domani&#8221;, siamo contenti di questo investimento (il costo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong>&#8220;RIFIUTO ZERO&#8221;</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Anche Villafranca avrà la sua &#8220;casetta&#8221; dell&#8217;acqua. Non sarà una vera e propria casetta sul modello di Cantarana, in quanto l&#8217;impianto erogatore è stato sistemato sotto lo scalone che sale da piazza delle Pollaie al municipio. Ma questo non credo sia un problema. Come gruppo &#8220;Villafranca Domani&#8221;, siamo contenti di questo investimento (il costo, a quanto ci risulta, è di 12.500 euro). Una decisione presa a tempi di record se consideriamo la cronica difficoltà a scegliere dell&#8217;attuale amministrazione comunale: dal contatto con la ditta costruttrice (la Culligan di Villanova) alla realizzazione sono passati un paio di mesi. Probabilmente, le sollecitazioni che  &#8220;Villafranca Domani&#8221; aveva fatto in più occasioni e i buoni risultati che stanno ottenendo Cantarana e Monale, partiti prima di noi, hanno convinto il Comune ad andare su questa strada. Sono convinto che i villafranchesi utilizzeranno in massa il nuovo servizio. La casetta serve a fare meno rifiuti: meno plastica perché non si deve andare al supermercato a comprare l&#8217;acqua in bottiglia. E si risparmia in quanto il costo dovrebbe essere di 5 centesimi al litro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SERVE IL SOSTEGNO DELLA VALTRIVERSA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho chiesto alla Valtriversa di dare una mano ai Comuni che fanno iniziative importanti per favorire una minore produzione di rifiuti. Mi auguro che la mia sollecitazione venga raccolta. Oltre all&#8217;acqua, possono essere venduti con questo sistema altri prodotti. Ad esempio, latte, vino, succhi, pasta, cereali, detersivi di vario genere. Sono scelte che i Comuni devono aiutare perché il modo di pensare si cambia con azioni concrete. Altrimenti succederà poco o nulla. L&#8217;ho già detto: il commercio privato trova comodo andare avanti così e il consumatore fatica a cambiare abitudini se non gli viene semplice. A Villafranca c&#8217;era già stato <em><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/2008/06/03/grazie-a-legambiente-arriva-il-detersivo-alla-spina/" target="_self">il positivo esempio di Legambiente che aveva promosso una sperimentazione di vendita di detersivi alla spina</a></strong></em>: un&#8217;iniziativa artigianale ed efficace, passata nella totale indifferenza dell&#8217;allora amministrazione Padovani, nella quale Cavalla era vicesindaco. Come è stato detto durante il consiglio comunale di fine febbraio, l&#8217;attuale amministrazione non sembra credere molto nella vendita alla spina perché afferma che tali iniziative non avrebbero impatti rilevanti, che si tradurrebbero in aiuti alle attività commerciali e che le scelte di fare meno rifiuti devono arrivare dall&#8217;alto. Secondo me, per quantificare la minor produzione di rifiuti bisogna sperimentare in modo significativo, conoscere le numerose esperienze già in atto e coinvolgere il mondo ambientalista, che fino ad oggi a Villafranca è stato lasciato alla finestra. Proprio gli ottimi risultati delle casette dell&#8217;acqua dicono che questa è la strada da seguire. I distributori di prodotti alla spina vanno piazzati in posti comodi e di passaggio. Poi vanno gestiti. E&#8217; ovvio che se questo avviene all&#8217;interno di attività commerciali è meglio. Per questo può essere utile fare accordi con operatori privati. Quindi: sostegni a fronte di precisi, duraturi e verificabili impegni da parte del commercio privato. In quanto ad aspettare leggi dall&#8217;alto che impediscano alle aziende di produrre merci con troppi rifiuti, dico solo che sarebbe bello arrivassero ma la politica dei piani alti fatta da chi governa oggi non mi sembra abbia a cuore l&#8217;ecologia. Poi, credo che non bisogna demandare ad altri livelli quello che possiamo almeno affrontare noi direttamente. Bisogna far bene la raccolta differenziata, ma serve un po&#8217; di coraggio per lavorare per una cultura ecologica che vada oltre: non fare più rifiuti.</p>
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