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	<title>Appuntamenti Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d&#039;Asti</description>
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	<title>Appuntamenti Archivi - Il BLOG di Paolo Volpe</title>
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		<title>Barcaro e Avitabile in &#8220;Prima del nuovo giorno&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 14:27:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come accennato nel precedente articolo, al Parco delle Verne, in occasione del momento dedicato al 25 aprile voluto dai gestori, Daniele Barcaro e Teresa Avitabile hanno proposto una performance teatrale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come accennato nel precedente articolo, al Parco delle Verne, in occasione del momento dedicato al 25 aprile voluto dai gestori, <strong>Daniele Barcaro</strong> e <strong>Teresa Avitabile</strong> hanno proposto una performance teatrale tratta dal corto &#8220;Prima del nuovo giorno&#8221; di Francesco Mistretta. Una quindicina di minuti interpretati con passione e seguiti con attenzione dal pubblico presente.</p>
<p style="text-align: justify;">La protagonista è Angela, partigiana. Siamo nel giorno della Liberazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; passata la mezzanote. Angela,  poco più che ventenne,  è sola nella sua stanza milanese. Una decina di metri quadrati. Un tavolo, due sedie, una credenza quasi vuota, un piccolo letto nell&#8217;angolo. Suo padre aveva preso quella casa nell&#8217;agosto del &#8217;30, poco prima di sparire, lasciando lei e la madre da sole. La mamma era morta cinque anni dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Angela spera che tutto sia finito. E&#8217; il momento di ricostruire. Di ricominciare a vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">La fragile porta di ingresso che si apre. Entra un uomo senza far troppo rumore. I due si vedono, Momenti di paura. L&#8217;uomo è vestito di stracci. Sotto i pantaloni luridi, un paio di stivali nerissimi. Angela reagisce al terrore e si lancia verso il tavolo. Dal cassetto estrae una pistola e punta l&#8217;arma verso l&#8217;uomo. &#8220;Non muoverti fascista&#8221; gli grida. L&#8217;uomo replica che la guerra è finita e i fascisti non ci sono più. In pochi attimi, Angela ritorna a quel 16 dicembre, al Teatro Lirico. La folla che aspettava Mussolini per la sua ultima uscita pubblica. L&#8217;arrivo della Muti. Quell&#8217;uomo che comandava quel gruppo di assassini, la stessa persona che aveva davanti, aveva preso il suo Marcello e lo aveva portato via. Quell&#8217;uomo che le aveva creato un dolore così profondo sta li davanti a lei e pretende pietà. Ancora non è possibile perdonare. Violenza e speranza di danno ancora la mano. Gli amici dei nazisti non sarebbero andati via facilmente. Salò lo aveva dimostrato. Bisogna uccidere. La guerra ha una coda molto lunga. Un gesto disperato. L&#8217;uomo si avventa su Angela per disarmarla. Parte un colpo. L&#8217;uomo si accascia per terra. Angela raccoglie la coperta dal suo povero letto e la usa per coprire il corpo di quello che un giorno, molto lontano, era stato suo padre.</p>
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		<title>Federico Fornaro spiega Giacomo Matteotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2024 18:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[I fatti negli altri Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Federico Fornaro è tornato a Cantarana per presentare il suo ultimo libro &#8220;Giacomo Matteotti &#8211; L&#8217;Italia migliore&#8221; (edito da Bollati Boringhieri). L&#8217;appuntamento è stato voluto da &#8220;Villafranca Domani&#8221;, dalla Biblioteca di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Federico Fornaro</strong> è tornato a Cantarana per presentare il suo ultimo libro &#8220;Giacomo Matteotti &#8211; L&#8217;Italia migliore&#8221; (edito da Bollati Boringhieri). L&#8217;appuntamento è stato voluto da <strong>&#8220;Villafranca Domani&#8221;</strong>, dalla <strong>Biblioteca di Cantarana &#8220;Ezio Pavia&#8221;</strong> e dalla <strong>Biblioteca di Dusino San Michele</strong>. Purtroppo, questa volta il pubblico è stato modesto. Appena una quindicina di persone. La concomitanza di altre iniziative nella zona non ha favorito le presenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio il Comune di Cantarana, nella persona del sindaco <strong>Roberta Franco</strong>, per la disponibilità e l&#8217;attenzione che ha sempre mostrato verso le nostre proposte. Un grazie anche a <strong>Mario Renosio</strong>, ex direttore scientifico dell&#8217;Istituto per la Storia della Resistenza di Asti, che, dialogando con l&#8217;autore, ci ha accompagnato nel conoscere la figura di Giacomo Matteotti. Renosio ci aiuta nelle nostre iniziative di cultura politica da molti anni.</p>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<h4><strong>CHI ERA GIACOMO MATTEOTTI?</strong></h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giacomo Matteotti</strong> nasce a Fratta Polesine (Rovigo) il 22 maggio 1885.  Muore a Roma il 10 giugno 1924, rapito e assassinato da una squadra di fascisti. È onorevole e segretario del Partito Socialista Unitario, costituito dopo una scissione del Partito Socialista Italiano al congresso di Roma dell&#8217;ottobre 1922.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;odio fascista contro Matteotti nasce proprio nel Polesine, teatro dell&#8217;alluvione del 1882, la prima grande calamità naturale dell&#8217;Italia unita. Il Polesine è rimasto un territorio povero. Vi regnano miseria, malattie, analfabetismo. Matteotti è odiato perché, pur essendo di famiglia benestante, proprietaria terriera, sceglie di mettersi con i più deboli. È un socialista anomalo oltre a essere un politico molto diverso per la sua epoca. Concreto con i suoi ideali. Non usa mai la retorica, a differenza di Mussolini e del fascismo. Per questo, il dittatore lo ha sempre patito.</p>
<h4><strong>LE SUE IDEE</strong></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>L&#8217;origine del suo impegno politico parte dalla sua comunità</strong></span>. Da quei piccoli Comuni dove si fa eleggere e dove organizza una scuola di politica per insegnare ai compagni di partito come si gestisce un bilancio. Fa politica con competenza, preparando e studiando gli argomenti che deve trattare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #3366ff;">È un pacifista e antimilitarista</span></strong>.  Quindi si schiera contro la guerra per la conquista della Libia e contro l&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nel primo conflitto mondiale. Per Matteotti non esiste la guerra &#8220;patriottica&#8221;. E&#8217; sempre un&#8217;aggressione pagata con sangue e sacrifici dal popolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>Crede nella giustizia sociale</strong></span>, da attuare anche con una tassazione progressiva. Per primo, ha una visione politica europeista perché crede che un <span style="color: #3366ff;"><strong>continente fatto di piccole patrie porti in sé il germe della guerra.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #3366ff;">E&#8217; contro il fascismo in modo intransigente</span></strong>. Non si possono fare accordi con chi uccide la democrazia con l&#8217;uso sistematico della violenza. A fine febbraio 1924, pochi mesi prima della sua morte, venne assassinato dai fascisti un candidato socialista alle elezioni politiche, Antonio Piccinini, di Reggio Emilia. Malmenato, appeso a un gancio da macellaio, finito a colpi di pistola e appeso a un albero vicino alla ferrovia come monito per gli operai pendolari che arrivavano con il treno. Nonostante questo, nel seggio gli operai lo votano lo stesso fino a farlo risultare eletto. Uno dei tanti morti di quegli anni, dei quali si è persa memoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Matteotti comprende prima degli altri <span style="color: #3366ff;"><strong>la natura eversiva del fascismo</strong></span> ma capisce i motivi della sua nascita, identificati nelle tensioni del biennio rosso (1919-1920). Lo dice già nel 1921. Non esita a mettersi contro anche quella parte di sindacalismo e di socialisti che non vedevano male l&#8217;idea di un compromesso o, peggio, di una collaborazione con il nuovo regime. Nello stesso tempo, sa che la rivoluzione russa non può essere replicata in Italia, in un contesto totalmente diverso. Le masse vanno preparate e deve crescere la loro consapevolezza. La rivoluzione sono i Comuni che portano nel Polesine acqua e luce per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; moderno perché ritiene che lo Stato debba t<span style="color: #3366ff;"><strong>utelare la legalità e il libero confronto politico</strong></span>. La figura di Matteotti ci fa capire quanto sia pieno di falsità il tentativo odierno di riscrivere la storia del ventennio. Vogliono farci credere che il fascismo sia stato una dittatura da operetta che, alla fine, aveva fatto cose buone.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo omicidio è <span style="color: #3366ff;"><strong>un delitto di Stato</strong></span>. Non ci sarà mai la prova regina che indichi con assoluta certezza il mandante. Tuttavia, il processo farsa ai suoi assassini, il tanto denaro e le protezioni che il regime accordò loro nel tempo sono fatti accertati. È evidente che con la sua intransigenza, la sua tenacia e la sua attività parlamentare e di segretario del partito, Matteotti poteva ostacolare il fascismo. Magari con la denuncia di un pesante buco nel bilancio statale e di una possibile maxi tangente a favore di Arnaldo Mussolini per le concessioni petrolifere di estremo favore date alla Sinclair Oil. Con l&#8217;omicidio, il fascismo ha un momento di crisi profonda ma si salva grazie ancora una volta all&#8217;inerzia del Re, sostenuta dal voto di fiducia a Mussolini del Senato. Anche Benedetto Croce dice si al fascismo. Il 3 gennaio 1925, parlando alla Camera, Mussolini pronuncia il suo famoso discorso di arrogante rivendicazione della violenta rivoluzione fascista.</p>
<p style="text-align: center;"><em> *****</em></p>
<p><strong><em>MATTEOTTI: RISCOPRIAMO IL SUO VALORE ETICO E POLITICO</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Credo che il libro di Fornaro vada letto. Le idee di Matteotti, se confrontate con l&#8217;epoca attuale, mettono ancora di più in evidenza la mediocrità della politica di oggi. Dal livello locale a quello più alto. Impegno, militanza, rispetto della cosa pubblica, legalità, rifiuto della guerra, libertà di espressione, mettersi dalla parte dei più deboli per dare a tutti opportunità, una visione di Europa: sono valori che Matteotti ci ricorda. Sono i valori della Costituzione repubblicana. Riscopriamoli. Facciamoli conoscere ai giovani con esempi positivi. Possiamo ancora recuperare? Credo di si ma c&#8217;è sempre meno tempo a disposizione. I sintomi della malattia ci sono tutti. Il disimpegno dalla politica, a partire da quella dei nostri paesi. L&#8217;astensionismo da voto, giustificato con comodo alibi di che tanto sono tutti uguali. I partiti “personali”. A qualsiasi livello, si cercano “leader”. Fanno immagine e tolgono la responsabilità di pensare e di agire. La politica  per fare interessi privati e clientelari, senza moralità. La mancanza di una vera informazione. L&#8217;uso dei social e dei mezzi di comunicazione per &#8220;manganellare&#8221; l&#8217;avversario politico, screditandolo, come ha ricordato durante l&#8217;incontro Daniele Barcaro. L&#8217;economia che governa la politica mentre dovrebbe essere governata dalla politica. La riabilitazione del fascismo che non preoccupa più.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Se la parte buona della società si ritira, lo spazio viene occupato dal peggio.</em></p>
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		<title>25 ottobre 2024: Federico Fornaro presenta &#8220;Giacomo Matteotti &#8211; L&#8217;Italia migliore&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 23:15:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prossimo 25 ottobre, venerdì, Federico Fornaro torna a Cantarana con il suo ultimo libro: &#8220;Giacomo Matteotti &#8211; L&#8217;Italia migliore&#8221;, edito da Bollati Boringhieri. E&#8217; la biografia del deputato socialista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il prossimo <strong>25 ottobre</strong>, venerdì, <strong>Federico Fornaro</strong> torna a Cantarana con il suo ultimo libro: <strong><em>&#8220;Giacomo Matteotti &#8211; L&#8217;Italia migliore&#8221;</em></strong>, edito da Bollati Boringhieri. E&#8217; la biografia del deputato socialista assassinato nel 1924 dai fascisti. Dalle pagine di Fornaro esce il ritratto di un politico scomodo e intransigente che il regime voleva eliminare per la sua lavoro di oppositore. Ruolo che sapeva fare &#8220;con un coraggio che mancava a troppi altri&#8221;, come scrisse un foglio clandestino l&#8217;anno dopo la sua morte. Qual&#8217;era il suo pensiero politico? La sua idea di giustizia sociale? Cosa pensava della guerra? Riflessioni molto attuali, in un&#8217;epoca sempre più portata a giudicare il fascismo come portatore di cose buone, dimenticando tutto. Dalla morte della democrazia agli orrori del secondo conflitto mondiale. Fornaro dialoga con <strong>Mario Renosio</strong>, ex direttore scientifico dell&#8217;Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea di Asti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iniziativa è stata voluta da <strong>&#8220;Villafranca Domani&#8221;</strong>, dalla <strong>Biblioteca &#8220;Ezio Pavia&#8221; di Cantarana</strong> e dalla <strong>Biblioteca di Dusino San Michele.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incontro si tiene nella sala consigliare del municipio di Cantarana, con inizio alle ore 21. Ci sarà spazio per domande dal pubblico. Siete tutti invitati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio il Comune di Cantarana e il sindaco <strong>Roberta Franco</strong> per la disponibilità e la positiva accoglienza che sempre riserva alle nostre iniziative. Un doveroso ringraziamento anche all&#8217;<strong>Israt di Asti</strong> per la collaborazione che da anni ci accorda.</p>
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		<title>la democrazia in crisi</title>
		<link>https://paolovolpe.it/la-democrazia-in-crisi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2023 13:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Senza la prima guerra mondiale non ci sarebbero stati fascismo e nazismo.  E&#8217; vero che la storia non si fa con i se e con i ma. Tuttavia, è un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/la-democrazia-in-crisi/">la democrazia in crisi</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Senza la prima guerra mondiale non ci sarebbero stati fascismo e nazismo.  E&#8217; vero che la storia non si fa con i se e con i ma. Tuttavia, è un fatto che l&#8217;Italia esce dal primo conflitto mondiale debole e prostrata. La violenza è diventata la normalità. La guerra è entrata in tutte le famiglie, come testimoniano i tanti monumenti ai caduti che vediamo nei nostri paesi. Nessun luogo è stato risparmiato. Il primo conflitto mondiale è stato la prima guerra di massa dove un popolo, spesso analfabeta, viene mandato a combattere senza che ne capisse il motivo. La vita non conta. Questo ci dice <strong>Federico Fornaro</strong> nel suo libro <strong>&#8220;Il collasso di una democrazia -L&#8217;ascesa al potere di Mussolini 1919 -1922&#8221;</strong>. Davanti ad un pubblico di una ventina di persone, Fornaro ha presentato il suo ultimo lavoro da storico, dialogando con Mario Renosio, che da poco ha lasciato la direzione scientifica del Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea di Asti.</div>
<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true"></div>
<div style="text-align: justify;">
<hr />
<p><i>L&#8217;iniziativa è stata promossa da <strong>&#8220;Villafranca Domani&#8221;</strong>, dalla <strong>Biblioteca di Cantarana &#8220;Ezio Pavia&#8221;</strong> e dalla <strong>Biblioteca di Dusino San Michele</strong>. Perché l&#8217;abbiamo voluta? Riteniamo il tema proposto da Fornaro molto attuale. </i><i>Una democrazia può collassare? Può morire? Nel suo libro, l&#8217;autore ci dice di si. L&#8217;Italia uscita stremata dalla prima guerra mondiale non sa gestire le sue emergenze e si affida ad una classe politica debole, fuori dal tempo, divisa, incompetente. Classe politica nella quale emerge un nuovo soggetto aggressivo: Benito Mussolini. Un capopopolo nuovo che promette di riportare l&#8217;ordine con la violenza. E l&#8217;Italia borghese ci crede e lo appoggia. Quelli che dovevano essere gli argini a tutela della democrazia si arrendono progressivamente fino allo schianto finale che ci porta a vent&#8217;anni di dittatura. Potrebbe capitare di nuovo? Se la parte buona della società si disimpegna e fa finta di niente di fronte a derive autoritarie, a cosa andiamo incontro? La libertà può morire? A pochi giorni dalla ricorrenza del 25 aprile, proponiamo questa riflessione.<br />
</i></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><i>Un ringraziamento a <strong>Mario Renosio</strong>, che da tanti anni con pazienza e attenzione ci accompagna in questi incontri. Un grazie all&#8217;<strong>Istituto Storico per la Resistenza di Asti</strong> per la collaborazione. Un doveroso grazie al Comune di Cantarana e al sindaco <strong>Roberta Franco</strong> che ci apre sempre le sue porte, mostrando accoglienza e sensibilità alle nostre proposte.</i></div>
<div>
<hr />
</div>
<div></div>
<div style="text-align: justify;">C&#8217;era bisogno di un altro libro sulla storia del fascismo? Si. Per provare a restituire la complessità della storia come antidoto ad uno dei mali  del nostro tempo: l&#8217;eccesso di semplificazione che si porta dietro altri rischi, come l&#8217;oblio della memoria e il tentativo attuale di riscrivere la storia del fascismo. Il lento trascorrere del tempo ha portato un presidente del consiglio a descrivere il confino come una sorta di villeggiatura.</div>
<div style="text-align: justify;">Fornaro evidenzia una singolare coincidenza. Il 16 novembre 1919 si svolgono prime elezioni a suffragio universale maschile con il sistema proporzionale. Il fascismo era nato da pochi mesi. Mussolini presenta una sola lista. A Milano, culla del movimento, prende l&#8217;1,5 per cento. Politicamente, è un uomo morto. 16 novembre 1922,  un Mussolini tracotante pronuncia in Parlamento quello che è passato alla storia come il discorso del bivacco. Prende a schiaffi l&#8217;istituzione parlamentare e dice la terrà aperta fino a quando vorrà lui. Cosa è successo perché in tre anni lo scenario cambiasse in modo così profondo? Danno sostegno al governo Giolitti, Salandra, Bonomi, Vittorio Emanuele Orlando, tutti ex presidenti del consiglio.  Danno un sostegno forte Benedetto Croce, Luigi Einaudi. Da la fiducia il sette volte capo del governo dell&#8217;Italia repubblicana Alcide De Gasperi e un futuro presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi.</div>
<div style="text-align: justify;">Dalla guerra, l&#8217;Italia esce formalmente come un paese vincitore. Però presto si impone la visione della vittoria mutilata, strumentalizzata dal fascismo a proprio favore. Le tante promesse che rimangono disattese. La guerra causa la rivoluzione russa, con la caduta degli zar. Per la massa dei proletari in Europa e in tutto il mondo era la realizzazione di un sogno. La nascita concreta di uno stato senza classi. Il libro sostiene la tesi che tutta la sinistra italiana, sia pur con diverse intensità, rimane abbagliata dalla rivoluzione russa. Fino al punto di non comprendere il carattere eversivo del fascismo. Non si forma un&#8217;alleanza antifascista. Perché? I liberali fanno lo stesso errore dei conservatori tedeschi con il nazismo. Pensano di istituzionalizzare il fascismo, aprendo le loro liste al movimento. Pensano basti portarlo in Parlamento. La storia andrà in modo assai diverso. I popolari, appena nati, ottengono un 20 per cento nelle urne elettorali. Un risultato straordinario. Vogliono essere la terza via. Ne con i liberali. Ne con i socialisti. Finiranno per appoggiare il fascismo. I socialisti si dividono. La Monarchia si preoccupa di se stessa. Vittorio Emanuele III accetta che sia il fascismo a fare il lavoro sporco contro la sinistra e teme che il duca d&#8217;Aosta gli soffi il posto. Il re sancirà il collasso del sistema rifiutandosi di firmare lo stato d&#8217;assedio per fermare la marcia su Roma. Quella marcia su Roma che viene molto enfatizzata dalla propaganda fascista. Qual è il punto di rottura? L&#8217;autunno del 1920: la stagione dell&#8217;occupazione delle fabbriche dove avviene la vera spaccatura a sinistra, tra riformisti e rivoluzionari sancita poi al congresso di Livorno. Avviene anche la rottura tra il mondo imprenditoriale e agrario con Giolitti e i liberali. Giolitti si rifiuta di intervenire contro l&#8217;occupazione. Gli imprenditori e gli agrari non si sentono più rappresentati e guardano al fascismo come al partito dell&#8217;ordine, contro l&#8217;onda rossa. Fascismo che aveva colto l&#8217;occasione rappresentata da quanto stava avvenendo e aveva abbandonato le sue iniziali velleità rivoluzionarie. Fascismo che vuole colpire soprattutto le conquiste sociali riformiste. Inizia l&#8217;onda nera. Una sorta di controrivoluzione di una rivoluzione che non c&#8217;è mai stata e si porta via la democrazia italiana.</div>
<div style="text-align: justify;">Che lezione possiamo trarre da questo pezzo di storia? Fornaro lo dice chiaramente: la democrazia non esiste in natura. E&#8217; una modalità di governo ma non l&#8217;unica possibile. La democrazia può avere momenti di crisi. Quando ciò avviene. Quando siamo troppo sicuri che, tanto, non potrà mai succedere, è più facile che possa essere aggredita e collassare. Oggi non c&#8217;è stata la guerra mondiale. Il valore della vita è molto più tutelato. Ma viviamo una fase di grande fragilità. I sintomi della malattia? L&#8217;astensionismo. Quando si elegge il governo di una grande regione con meno del cinquanta per cento degli elettori, non c&#8217;è un problema di legittimità formale. C&#8217;è un problema di legittimità sostanziale. C&#8217;è mancanza di fiducia nella democrazia rappresentativa. Chi non va a votare è molto diverso da chi ci va. Oggi chi non va a votare è tendenzialmente un marginale. Basso reddito. Bassa scolarità. Prima vedeva nel partito e nel voto un modo per emergere. Ora non più. L&#8217;altro sintomo è l&#8217;ascensore sociale che non funziona. Oggi non abbiamo più la certezza di dire a nostro figlio che starà meglio di noi. Il progressivo aumento delle disuguaglianze sociali: pochi che stanno sempre meglio e tanti che hanno sempre meno. Se la democrazia non aiuta l&#8217;emancipazione e la crescita non risponde più alla sua funzione fondamentale. Quale rischio corriamo? Il lento scivolamento verso una forma di democrazia apparente, con dentro aspetti autoritari. Ci sono deterrenti? Si. L&#8217;Unione Europea che allora non c&#8217;era. L&#8217;indipendenza della magistratura. La corte costituzionale. Cosa fare? Non sottovalutare ne sopravvalutare. Alzare il livello dell&#8217;attenzione. Con i libri.  Con l&#8217;azione politica. Con l&#8217;importante salvaguardia della memoria. Attività oggi più complessa perché siamo chiamati a farla con la progressiva e normale uscita di scena di quelli che furono i testimoni della Resistenza.</div>
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<figure id="attachment_4751" aria-describedby="caption-attachment-4751" style="width: 551px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-4751" src="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2023/04/20230414_223034-300x225.jpg" alt="" width="551" height="413" srcset="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2023/04/20230414_223034-300x225.jpg 300w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2023/04/20230414_223034-1024x768.jpg 1024w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2023/04/20230414_223034-768x576.jpg 768w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2023/04/20230414_223034-1536x1152.jpg 1536w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2023/04/20230414_223034-150x112.jpg 150w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2023/04/20230414_223034-696x522.jpg 696w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2023/04/20230414_223034-1068x801.jpg 1068w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2023/04/20230414_223034-265x198.jpg 265w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2023/04/20230414_223034-600x450.jpg 600w, https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2023/04/20230414_223034.jpg 1743w" sizes="(max-width: 551px) 100vw, 551px" /><figcaption id="caption-attachment-4751" class="wp-caption-text">il pubblico presente in sala</figcaption></figure>
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		<title>Il collasso di una democrazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 15:40:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siete tutti invitati alla presentazione del libro &#8220;Il collasso di una democrazia&#8221; di Federico Fornaro. Questa sera, 14 aprile 2023, alle ore 21, nella sala consigliare del municipio di Cantarana. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Siete tutti invitati alla presentazione del libro &#8220;Il collasso di una democrazia&#8221; di Federico Fornaro. Questa sera, 14 aprile 2023, alle ore 21, nella sala consigliare del municipio di Cantarana. A colloquio con l&#8217;autore ci sarà Mario Renosio, che da poco ha lasciato la direzione scientifica dell&#8217;istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea di Asti. L&#8217;iniziativa è promossa da &#8220;Villafranca Domani&#8221;, dalla Biblioteca di Cantarana &#8220;Ezio Pavia&#8221; e dalla Biblioteca di Dusino San Michele. Come sempre, ci sarà spazio per interventi dal pubblico. Un ringraziamento va all&#8217;amministrazione comunale di Cantarana per la disponibilità e per l&#8217;accoglienza che da sempre dimostra verso le nostre proposte. Un altro ringraziamento va all&#8217;Israt di Asti per la preziosa collaborazione. Vi aspettiamo.</div>
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		<title>30 aprile 2022: consiglio comunale per il bilancio di previsione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 13:06:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il consiglio comunale di Villafranca torna a riunirsi domani, 30 aprile, alle ore 10. L&#8217;argomento di maggior rilievo in agenda è il bilancio di previsione 2022 &#8211; 2024, cioè la sintesi degli obiettivi politici dell&#8217;amministrazione nel triennio in corso. Previste comunicazioni del sindaco, il regolamento sul conconcorso 2022 dei balconi fioriti e il regolamento per le riunioni di consiglio in videoconferenza e in modalità mista.</p>
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		<title>Ha senso ricordare il 25 aprile?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 15:52:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Modesta commemorazione del 25 aprile. Lunedì scorso, pochi minuti al Borgovecchio, presso la lapide a ricordo del partigiano Luigi Capriolo e pochi minuti al cimitero. Nessuna pubblicità all&#8217;evento, a parte il comunicato sul sito del Comune. Nessun impegno. Poche persone presenti. Assenza della Banda Municipale. Neanche un microfono per cogliere il senso delle parole.  Nessuna attenzione alla testimonianza nei confronti della popolazione e  a come fare per comunicarla. Questa amministrazione comunale sembra vivere l&#8217;evento come una fastidiosa  formalità obbligatoria da sbrigare in fretta.</div>
<div style="text-align: justify;">Ha ancora senso celebrare il  25 aprile? Io credo di si. Ma non come è stato fatto a Villafranca lunedì. Come ha ben spiegato il professor Alessandro Barbero, noto storico, le persone che hanno visto quella guerra sono ormai pochissime. Mentre sono tanti, sempre di più, quelli che in famiglia sentono dire che il fascismo, in fondo, ha fatto cose buone. Che non era poi così cattivo. Che i partigiani erano solo ladri. Questa è la malattia del nostro tempo. Bisogna spiegare loro la vergogna delle leggi razziali volute da italiani contro italiani. Le guerre di aggressione. L&#8217;appoggio al nazismo delle camere a gas. Il colonialismo. Il controllo dell&#8217;informazione. La propaganda. Bisogna chiedere loro se avrebbero voluto queste cose. Se avrebbero voluto la vittoria di Mussolini e di Hitler. Bisogna spiegare loro i principi contenuti nella Costituzione repubblicana.  Non è qualcosa che si fa in un attimo o con un post sui social.  E&#8217; cultura. E&#8217; ricerca di un linguaggio adeguato. Un percorso che richiede tempo e determinazione. Esempi. Occasioni di approfondimento. Collaborazione con le scuole. Collaborazione con l&#8217;istituto Storico per la Resistenza di Asti, ente  che il Comune ignora da molti anni.</div>
<div style="text-align: justify;">Qualcuno si chiederà: &#8220;cosa c&#8217;entra il Comune? Non è un suo compito&#8221;. Il Comune c&#8217;entra, eccome. Fa parte delle istituzioni dello Stato nato dalla Resistenza. Chiunque faccia l&#8217;amministratore pubblico, a qualsiasi livello, anche comunale, dovrebbe sentirsi portatore di quei principi e operare per renderli più  forti. Se ci crede. E qui sta il punto.</div>
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<div><em>Ecco come Giovanni Saracco ricorda Luigi Capriolo, il partigiano impiccato a Villafranca il 31.8.1944, nel suo libro &#8220;La Cassina del medich&#8221;:</em></div>
<h5><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2022/04/testiamonianza-giovanni-saracco.pdf"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>testimonianza giovanni saracco</strong></em></span></a></h5>
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		<title>Casa di riposo Santanera: oggi le nomine dei nuovi membri del cda in consiglio comunale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 06:35:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, 17 febbraio, alle 19, il consiglio comunale si riunirà per scegliere i tre nuovi membri del consiglio di amministrazione della Casa di riposo Santanera che andranno a sostituire Silvana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Oggi, 17 febbraio, alle 19, il consiglio comunale si riunirà per scegliere i tre nuovi membri del consiglio di amministrazione della Casa di riposo Santanera che andranno a sostituire Silvana Bertolotti, Eugenio Demaria e Elena Maggio, dimissionari dopo il precedente consiglio comunale del 17 dicembre scorso dedicato alla crisi dell&#8217;ente. Nel cda, erano rimasti in carica Alfredo Castaldo e Antonio Guido Malabaila. I candidati sono cinque. Il Comune non ha reso noto i nomi ma solo i luoghi di residenza: Villafranca, Crescentino e Asti.</div>
<div style="text-align: justify;" data-pm-slice="1 1 []" data-en-clipboard="true">Il Santanera ha bisogno di stabilità e garanzie che favoriscano ingressi di nuovi ospiti stabili. Nello stesso tempo, servono scelte che rafforzino il suo ruolo storico di casa di riposo pubblica indipendente. Più servizi, anche a domicilio e aperti agli anziani che ancora abitano a casa loro. Gestione diretta del personale per recuperare i margini economici che vanno da troppo tempo a favore delle cooperative. Recupero dei vicini fabbricati ex Venturello: investimento per il quale esiste un progetto dal 2019 ma per il quale l&#8217;istituto non ha le risorse.</div>
<div style="text-align: justify;">Il Comune prenderà impegni per sostenere la casa di riposo e il nuovo consiglio di amministrazione?</div>
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		<title>Il 6 giugno, alle 21, primo consiglio comunale dopo le elezioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2019 08:54:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://paolovolpe.it/il-6-giugno-alle-21-primo-consiglio-comunale-dopo-le-elezioni/">Il 6 giugno, alle 21, primo consiglio comunale dopo le elezioni</a> proviene da <a href="https://paolovolpe.it">Il BLOG di Paolo Volpe</a>.</p>
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<style scoped>.tdi_2,.tdi_2 .tdc-columns{min-height:0}.tdi_2,.tdi_2 .tdc-columns{display:block}.tdi_2 .tdc-columns{width:100%}.tdi_2:before,.tdi_2:after{display:table}</style><div class="vc_column tdi_4  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12">
<style scoped>.tdi_4{vertical-align:baseline}.tdi_4>.wpb_wrapper,.tdi_4>.wpb_wrapper>.tdc-elements{display:block}.tdi_4>.wpb_wrapper>.tdc-elements{width:100%}.tdi_4>.wpb_wrapper>.vc_row_inner{width:auto}.tdi_4>.wpb_wrapper{width:auto;height:auto}</style><div class="wpb_wrapper" ><div class="wpb_wrapper wpb_text_column td_block_wrap td_block_wrap vc_column_text tdi_5  tagdiv-type td-pb-border-top td_block_template_1"  data-td-block-uid="tdi_5" >
<style>.vc_column_text>.td-element-style{z-index:-1}</style><div class="td-fix-index"><h3 style="text-align: justify;"><strong>GIUNTA E NOMINE</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Giovedì 6 giugno, alle 21, primo consiglio comunale della nuova amministrazione. Il sindaco comunicherà la composizione della giunta e spiegherà il programma che intende attuare nei cinque anni di mandato. Maggioranza e opposizione designeranno i rispettivi capogruppo. Il consiglio dovrà deliberare sulle linee di indirizzo per le nomine dei rappresentanti del Comune negli enti. Verrà anche definita la composizione della commissione elettorale, della commissione per i giudici popolari e della commissione per l’agricoltura. Tutti possono assistere.</p>
</div></div></div></div></div></div>
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		<title>L&#8217;Italia e l&#8217;astigiano dopo la prima guerra mondiale. Ne parliamo con Mario Renosio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Volpe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 16:59:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA STORIA IGNORATA La prima guerra mondiale sconvolse in modo rilevante l&#8217;assetto dell&#8217;Europa. Morirono stati e ne nacquero altri. Cambiarono governi e istituzioni. Da quell&#8217;enorme carneficina che costò all&#8217;Italia quasi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>LA STORIA IGNORATA</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">La prima guerra mondiale sconvolse in modo rilevante l&#8217;assetto dell&#8217;Europa. Morirono stati e ne nacquero altri. Cambiarono governi e istituzioni. Da quell&#8217;enorme carneficina che costò all&#8217;Italia quasi 700 mila caduti, nulla rimase come prima. Per quale motivo siamo entrati in guerra? Come siamo cambiati? La politica come rispose ai nuovi problemi? Ne parliamo stasera con Mario Renosio, dell&#8217;Istituto per la Storia della Resistenza di Asti. <strong>&#8220;Villafranca Domani&#8221;</strong> è lieta di averlo ancora una volta ospite e lo ringrazia per la sua preziosa collaborazione. Con Mario, da diversi anni, facciamo un percorso che ha lo scopo di approfondire temi di cui, secondo noi, si parla poco, cercando motivi di riflessione che ci aiutino a capire i problemi di oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Siete tutti invitati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/11/6-dicembre-2018-2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3920" src="https://paolovolpe.it/wp-content/uploads/2021/11/6-dicembre-2018-2.jpg" alt="6 dicembre 2018 2" width="461" height="615" /></a></p>
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