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	<title>Il BLOG di Paolo Volpe &#187; politica</title>
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	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d'Asti</description>
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		<title>incontro in municipio per discutere sulle case del Garavello</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 19:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[
TANTE DOMANDE. 
POCHE RISPOSTE
Nel dicembre scorso, il sindaco mi ha convocato per presentarmi il progetto del nuovo villaggio che un imprenditore edile vorrebbe far nascere nella parte alta di Garavello. Si tratta della società Precollina Vernea, facente capo alla famiglia Salvadore. Ho già scritto sull&#8217;argomento nel luglio dell&#8217;anno passato, dopo una risposta del sindaco ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>TANTE DOMANDE. </strong></span></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>POCHE RISPOSTE</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Nel dicembre scorso, il sindaco mi ha convocato per presentarmi il progetto del nuovo villaggio che un imprenditore edile vorrebbe far nascere nella parte alta di Garavello. Si tratta della società Precollina Vernea, facente capo alla famiglia Salvadore. <a href="http://www.paolovolpe.it/2011/07/31/prime-ammissioni-dal-comune-ci-sono-interessi-per-edificare-46-mila-metri-quadrati-al-garavello/" target="_self"><em><strong>Ho già scritto sull&#8217;argomento nel luglio dell&#8217;anno passato</strong></em></a>, dopo una risposta del sindaco ad una mia interrogazione. Alla riunione non sono andato solo. Erano presenti Umberto Russo e Silvia Porta, consiglieri del gruppo &#8220;Villafranca Domani&#8221;. Questo ha provocato la lamentela del sindaco che ha giudicato eccessiva la nostra presenza in tre. Gli ho risposto che non vedevo il problema, visto che siamo tutti consiglieri comunali e come tali pienamente legittimati a discutere sull&#8217;argomento. A rappresentare l&#8217;amministrazione c&#8217;erano, oltre a Cavalla, l&#8217;assessore Paolone e il vice sindaco Guazzo (che comunque non ha preso parte a tutto l&#8217;incontro). Presente al tavolo anche la ditta proponente e il tecnico comunale Mauro Pittarelli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PROGETTO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;unica tavola di progetto che ci è stata mostrata, le case previste sono 38, con lotti di circa 900 metri quadrati. Qualcosa in meno di quanto ipotizzato nel luglio scorso, quando si parlava di 46. Da notare che il sindaco aveva altri fascicoli e documentazione mentre, almeno fino a quel momento, nulla risultava presentato al protocollo del Comune. Si trattarebbe di case destinate ad una clientela di fascia medio alta, in quanto verrebbero messe sul mercato a 350 mila euro. La zona interessata è quella sul crinale della collina,  nelle immediate vicinanze della strada attuale, da entrambi i lati, con una seconda fascia di case verso la valle che guarda il paese. Solo il tratto di strada sul quale si affaccerebbero le case verrebbe interessato dall&#8217;ampliamento a sei metri. E gli accessi da S. Rocco e da via S. Elena? Nulla è previsto. Qui sta una importante criticità: la viabilità di accesso rimarrebbe quella che è. Considerato che sarebbero stati previsti 80 parcheggi, credo sia realistico pensare a a 100-150 auto in piú destinate a transitare sulla strada che conosciamo, molto stretta e inadeguata a sopportare un traffico sicuramente più importante rispetto a quanto accade oggi. Strada che dovrebbe subire, probabilmente con quella di Bricco Taragno, anche il transito dei mezzi pesanti utilizzati per i cantieri, con tutti i prevedibili danni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA VIABILITA&#8217; DA RIFARE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, al miglioramento della viabilità dovrà pensarci il Comune. Con quali opere e quale spesa? L&#8217;amministrazione Cavalla non lo sa. Progettare in anticipo? Troppo difficile. Tutti contenti, ci dicono che il Comune incasserà 300 mila euro di contributo aggiuntivo  dal privato e che l&#8217;urbanizzazione (fognatura, energia elettrica, acqua) sarà realizzata a spese dell&#8217;impresa costruttrice. Basteranno i 300 mila euro per realizzare una viabilità più funzionale? Se il Comune deve spenderli per la strada, dove sta il guadagno per il paese da questa iniziativa?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CI SAREBBERO OLTRE CENTO RICHIESTE PER NUOVE ABITAZIONI. CONCENTRANDO MOLTO A GARAVELLO, QUANTI SARANNO QUELLI CHE NON VERRANNO ACCONTENTATI?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">38 case fanno pensare ad almeno 150 abitanti in piú. Il Comune ci dice che l&#8217;iniziativa proposta assorbirà il 50 per cento dell&#8217;ampliamento del paese che vorrebbero prevedere nella variante al piano regolatore.  Dove verrà previsto il resto? Il Comune non lo dice. Non lo sa? Non vuole dirlo? O forse non c&#8217;è accordo nemmeno tra gli stessi membri dell&#8217;amministrazione Cavalla. L&#8217;amministrazione sostiene che ci siano  più di cento richieste di privati diversi per nuove edificazioni. In quali zone? Nessuno lo dice.  E queste persone non hanno diritto ad una risposta? Concentrare molto del possibile ampliamento delle aree edificabili in un&#8217;unica zona fatalmente scontenterà tanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PAESE DI DOMANI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando noi di &#8220;Villafranca Domani&#8221; abbiamo chiesto a sindaco e assessori di spiegarci il quadro generale della variante al piano regolatore e il modello di paese che hanno in testa per i prossimi 10-15 anni, non abbiamo avuto alcuna risposta. Quando abbiamo chiesto di sapere quante sono le case vuote, ci è stato risposto che era inutile fare il lavoro di censirle perché ai privati non interessa metterle sul mercato. Visto che l&#8217;amministrazione comunale non è capace di dare dati, ricordo quelli forniti da Angelo Benotto, personaggio che tanti di voi conoscono, con un lungo impegno nel volontariato e molto attento alle statistiche. Durante l&#8217;incontro pubblico organizzato da Legambiente lo scorso 28 ottobre, Benotto ha fornito il suo conteggio: a Villafranca ci sarebbero 190 unità immobiliari vuote disponibili per la vendita e 495, sempre vuote, oggi fuori mercato. Dati rilevanti sui quali occorre riflettere. Compito del Comune è anche favorire un mercato edilizio equilibrato, in grado di esprimere un ventaglio di offerte, a partire da abitazioni economiche in un contesto urbano decoroso per quanti non hanno particolari risorse economiche, fino a fabbricati di maggior pregio per chi ha maggiori disponibilità. Conoscere quanto oggi è vuoto, dove si trova e le motivazioni per le quali è fuori mercato, serve a decidere in modo preciso dove intervenire e con quali mezzi. Altrimenti si va a naso o per sentito dire. Cioè l&#8217;esatto contrario di un buon modo di amministrare. Abbiamo anche posto il problema dei servizi necessari per sostenere un incremento complessivo della popolazione che deriverebbe dall&#8217;espansione edilizia desiderata dall&#8217;amministrazione comunale. Per il Comune, la popolazione deve aumentare del 10 per cento in cinque anni. In base a quali ragionamenti si è arrivati a questo dato? Nessuno lo dice. Cosa servirà? Parcheggi alla stazione ferroviaria?  Un ampliamento delle scuole? Più posti in casa di riposo? Più costi per la raccolta dei rifiuti? Strade? Più servizi sociali? Quanto costerà tutto questo?  Avremo i soldi? L&#8217;amministrazione Cavalla risponde infastidita solo un generico vedremo, ritenendo inutile preoccuparsi ora di questi problemi. Problemi che diventerebbero ancora più importanti se prendesse corpo l&#8217;idea, già ipotizzata dal sindaco, di ampliare ulteriormente, in un imprecisato futuro, la zona edificabile a Garavello rispetto a quanto previsto per le case che vuole costruire la Precollina Vernea.<br />
Con una situazione del genere, viene facile pensare che quanti vorranno una casa saranno di fatto indotti a rivolgersi alle ville del Garavello, ammesso che se lo possano permettere. Un condizionamento del mercato non da poco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA NOSTRA OPINIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla riunione, è risultato evidente che l&#8217;amministrazione Cavalla condivide  il progetto che le è stato proposto dal privato senza porsi alcuna preoccupazione, senza farsi alcuna domanda e senza avere prima una visione di come dovrà essere il paese nel futuro. Noi riteniamo sia apprezzabile l&#8217;impegno di un imprenditore che voglia investire in paese. Crediamo che un investimento privato importante se viene fatto sapendo il quadro generale di quello che sarà la Villafranca di domani fornisca più certezze all&#8217;imprenditore e quindi più valore a quanto il privato desidera realizzare. Come ho già sostenuto nell&#8217;articolo di luglio, un&#8217;importante opera privata, pensata in modo coerente a quel quadro generale di paese a cui accennavo prima, deve comunque avere una ricaduta positiva netta, visibile e tangibile per tutta la collettività: opere e interventi certi, non rimandati a tempi indefiniti, che risolvano problemi altrimenti non affrontabili dal Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Villafranca è obbligata ad aumentare di popolazione? C&#8217;è necessità di abitazioni economiche o di ville? Cosa si può fare per rendere più interessanti le abitazioni che sono già sul mercato e favorirne l&#8217;ingresso per quelle che oggi ne sono fuori? Abbiamo i soldi per sostenere un&#8217;espansione in un momento di grosse difficoltà come l&#8217;attuale? Quali costi ambientali ci sarebbero e quali danni? Oggi ci sono terreni edificabili ancora non utilizzati, perché non sono sul mercato, dai quali si può recuperare possibilità di costruire? Progettare prima serve per evitare danni irreversibili dopo. Per progettare un territorio bisogna avere una visione di futuro. Una volta che l&#8217;ambiente viene toccato, non torna più al suo aspetto naturale. E di danni urbanistici Villafranca ne ha visti diversi nella sua storia. Aggiungo un particolare. Appare sempre più evidente l&#8217;utilità di coordinare tra loro i piani regolatori dei paesi della Valtriversa. Ormai, le risposte ai problemi devono essere sovracomunali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, al termine della riunione, ci hanno invitato ad essere favorevoli al progetto. Noi abbiamo detto che daremo la nostra valutazione solo dopo aver avuto risposta alle domande che abbiamo fatto. Ammesso che le risposte arrivino.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>&#8220;Villafranca Domani&#8221; chiede al Comune quali iniziative siano state attuate per affrontare il disavanzo economico dell&#8217;Opera Pia S. Elena</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 16:16:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[SOCIALE PER LE FAMIGLIE
Lo scorso 24 dicembre, ho presentato al Comune un&#8217;interrogazione sulla situazione dell&#8217;Opera Pia S. Elena. L&#8217;ente ha chiuso il 2010 con un disavanzo di 40 mila euro. Per stessa ammissione del presidente, Carlo Cavalla, fatta nella primavera 2011, l&#8217;Opera Pia avrebbe 100 mila euro di debiti per lavori non eseguiti non compresi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>SOCIALE PER LE FAMIGLIE</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 24 dicembre, ho presentato al Comune un&#8217;interrogazione sulla<a href="http://www.paolovolpe.it/2011/04/17/riconfermato-in-blocco-il-consiglio-di-amministrazione-dellopera-pia-s-elena/" target="_self"><em><strong> situazione dell&#8217;Opera Pia S. Elena</strong></em></a>. L&#8217;ente ha chiuso il 2010 con un disavanzo di 40 mila euro. Per stessa ammissione del presidente, Carlo Cavalla, fatta nella primavera 2011, l&#8217;Opera Pia avrebbe 100 mila euro di debiti per lavori non eseguiti non compresi in bilancio. Una situazione complessa e da non sottovalutare. Anche tenendo conto che l&#8217;Opera Pia riceve contributi annuali dai Comuni di Villafranca, Cantarana, Maretto, dallo Stato, dalla Regione e dal Cogesa per circa 80 mila euro complessivi, di cui 24 mila dalla sola Villafranca (dati bilancio 2010). La questione aveva già avuto accenni in consiglio comunale ma senza risposte chiare da parte dell&#8217;amministrazione comunale. Generici rimandi ad incontri con altri Comuni da farsi entro la fine del 2011. Se queste consultazioni siano avvenute, non lo so. Non mi è arrivata notizia di alcuna iniziativa concreta. Perché il Comune deve preoccuparsi? Perché l&#8217;Opera Pia oggi svolge una funzione sociale importante e unica, l&#8217;asilo, senza alternative sul territorio comunale. Perché i bisogni sono in aumento: cambia la popolazione, aumentano gli stranieri ed i conseguenti problemi di integrazione, aumentano le famiglie in situazione di difficoltà economica che faticano a sostenere i costi per i figli. Per chi lavora, ha importanza un dopo scuola fatto con qualità. Il Comune mette di suo un contributo economico forte e nomina una parte del consiglio di amministrazione, con la conseguente responsabilità politica sulle scelte. Dal punto di vista economico, un dato positivo sono i 35 mila euro di ammortamenti presenti in bilancio (2010). Altro elemento positivo è la gestione diretta del personale: scelta che consente senz&#8217;altro vantaggi economici e qualità del servizio. Dall&#8217;altro lato, però, ci sono dubbi sempre maggiori su quello che verrà di contributi statali e regionali, visto il momento in cui si parla solo di tagli alla spesa pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/s.-elena-interrogazione-12.2011.pdf">l&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221; sulla situazione dell&#8217;Opera Pia S. Elena</a><br />
</strong></p>
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		<title>una proposta per cercare risorse da destinare al sociale: contrastare l&#8217;evasione fiscale</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 18:34:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[DIFENDERE CHI PAGA LE TASSE
Contrastare l&#8217;evasione fiscale è un tema che non piace a tanta politica nostrana. Succede agli alti livelli, dove gli evasori vengono coccolati per avere consenso elettorale, ma anche a quelli più bassi, dove cercare chi non paga le tasse viene visto &#8220;con fastidio&#8221; perché &#8220;chi te lo fa fare?&#8221;&#8230; Poi &#8220;non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>DIFENDERE CHI PAGA LE TASSE</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Contrastare l&#8217;evasione fiscale è un tema che non piace a tanta politica nostrana. Succede agli alti livelli, dove gli evasori vengono coccolati per avere consenso elettorale, ma anche a quelli più bassi, dove cercare chi non paga le tasse viene visto &#8220;con fastidio&#8221; perché &#8220;chi te lo fa fare?&#8221;&#8230; Poi &#8220;non siamo più amici&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A Villafranca, il vice sindaco Guazzo, che fa il commercialista di professione, durante un consiglio comunale nello scorso novembre, aveva detto che da noi non c&#8217;era evasione. Poi si era corretto, dicendo che il fenomeno era poco rilevante ed aveva accusato i sindacati di essere i protettori dell&#8217;evasione perché ci sarebbero tanti dipendenti e pensionati che fanno doppi lavori in nero. Sicuramente ci saranno anche quelli e, lo dico con chiarezza, chi evade le imposte va punito. Sempre. Tuttavia, considero pretestuosa la posizione del vice sindaco: nel 2010, a livello nazionale, il 93% dell&#8217;irpef incassata dallo Stato è stata pagata da dipendenti e pensionati (dati del Dipartimento delle Finanze). Appare evidente che esiste un fortissimo problema di evasione da parte di autonomi e società. Questo, ovviamente, senza generalizzare perché gli onesti ci sono di sicuro. Come è altrettanto evidente che il sistema dei controlli funziona ancora poco e male rispetto alla dimensione del danno che viene arrecato allo Stato. La discussione che si stava svolgendo riguardava la nascita del consiglio tributario: un organismo comunale che avrebbe dovuto supportare l&#8217;Agenzia delle Entrate nella ricerca dell&#8217;evasione. L&#8217;amministrazione comunale era costretta a discutere dell&#8217;argomento perché la legge imponeva la creazione dell&#8217;organo entro il 31.12 dell&#8217;anno appena concluso. Pertanto, approvava, con i suoi soli voti, una commissione con una semplice funzione consultiva della giunta. Noi avevamo proposto una versione del regolamento ben più impegnativa, per dare al consiglio tributario il potere di svolgere veramente un lavoro di accertamento concreto. Con sollievo dell&#8217;amministrazione, la legge è stata cambiata proprio a fine anno e l&#8217;obbligo del consiglio tributario è decaduto. Ci rimane una sola domanda: vista la carenza di risorse che i Comuni devono patire, visto che lo Stato riconosce agli stessi il maggior gettito che deriva dalla loro partecipazione agli accertamenti fiscali, visto che la strada di partecipare all&#8217;accertamento è stata seguita da molte amministrazioni locali (in testa quelle dell&#8217;Emilia Romagna), è intenzione del nostro governo comunale attivarsi in tal senso, magari coinvolgendo la Comunità Valtriversa? Forse, i tempi per mandare a regime il sistema non saranno veloci ed i risultati si vedranno con la sperimentazione. In più sarà necessario formare e sostenere il personale dipendente. Il percorso, però, bisogna iniziarlo. Servirà comunque anche per la nuova fiscalità locale che partirà nel 2012 (Imu). Ad esempio, potrebbero arrivare risorse in più per il sostegno al sociale di cui abbiamo bisogno.</p>
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		<title>riparazioni postume: il Santanera ricorda Carlo Torchio</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 18:27:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[NON DIMENTICHIAMO
Il prossimo 6 gennaio, la casa di riposo Santanera intitolerà la sala da pranzo della propria struttura a Carlo Torchio, deceduto il 2 gennaio 2010 dopo un lungo periodo di malattia. Torchio è stato presidente del Santanera per 16 anni, fino al 2006, e amministratore dell&#8217;ente per un trentennio. Una vita spesa al servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>NON DIMENTICHIAMO</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo 6 gennaio, la casa di riposo Santanera intitolerà la sala da pranzo della propria struttura a<a href="http://www.paolovolpe.it/2010/01/02/oggi-e-morto-carlo-torchio-ex-presidente-del-santanera/" target="_self"> <em><strong>Carlo Torchio</strong></em></a>, deceduto il 2 gennaio 2010 dopo un lungo periodo di malattia. Torchio è stato presidente del Santanera per 16 anni, fino al 2006, e amministratore dell&#8217;ente per un trentennio. Una vita spesa al servizio della casa di riposo, con umiltà e dedizione, senza vantaggi personali. Dopo due anni l&#8217;ente si ricorda del suo vecchio presidente e decide di intitolargli un locale. Con molto ritardo ma si tratta di un gesto apprezzabile e doveroso, anche se il nome di Torchio meriterebbe qualcosa di più. Due anni fa, proprio il sottoscritto fece la proposta di dare il nome di Torchio a quanto si sarebbe realizzato nella ex proprietà Venturello, a fianco dell&#8217;attuale edificio principale. Nulla si è fatto di quel fabbricato, il cui mutuo per l&#8217;acquisto continua a pesare inutilmente sui conti del Santanera. All&#8217;amministrazione comunale proponevo di intitolare a Torchio un premio per sostenere iniziative particolarmente meritevoli in campo sociale. Anche in questo caso, nulla è stato fatto. In compenso, la scorsa estate, con una velocità strana nella lentissima politica villafranchese e cercando di mettere tutti davanti al fatto compiuto,  il presidente Binello e il Comune hanno tentato di consegnare la casa di riposo a soggetti non affidabili con procedure che violavano norme e statuto, <a href="http://www.paolovolpe.it/2011/10/28/santanera-tutto-annullato-per-vizi-insanabili-si-ricomincia-da-una-gara-pubblica/" target="_self"><em><strong>poi annullate per &#8220;vizi insanabili&#8221;</strong></em></a> grazie all&#8217;intervento del nostro gruppo e al lavoro di Alfredo Castaldo, membro del consiglio di amministrazione da noi designato.</p>
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		<title>ancora ritardi per la casa della salute. Le notizie sul piano sanitario regionale</title>
		<link>http://www.paolovolpe.it/2012/01/03/ancora-ritardi-per-la-casa-della-salute-le-notizie-sul-piano-sanitario-regionale/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 16:47:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[IL TEMPO PASSA
In coda a questo pezzo trovate la risposta del sindaco Cavalla all&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221; sull&#8217;andamento dei lavori alla casa della salute, presentata a fine ottobre. Viene ammesso un altro incontro con l&#8217;Asl, avvenuto il 19 ottobre, come già riportato dal quotidiano &#8220;La Stampa&#8221;. Altre ammissione di rilievo: la difficoltà a terminare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>IL TEMPO PASSA</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">In coda a questo pezzo trovate la risposta del sindaco Cavalla all&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221; sull&#8217;andamento dei lavori alla casa della salute, presentata a fine ottobre. Viene ammesso un altro incontro con l&#8217;Asl, avvenuto il 19 ottobre, come già riportato dal quotidiano &#8220;La Stampa&#8221;. Altre ammissione di rilievo: la difficoltà a terminare i lavori e l&#8217;impossibilità di definire quando verrà attivata la struttura, anche se proprio nell&#8217;articolo sulla Stampa i toni diventano più ottimistici con la speranza che tutto venga finito per la primavera: il fascino dei giornali per dare messaggi positivi alla pubblica opinione. Sui servizi che dovrebbero essere ospitati all&#8217;interno del nuovo fabbricato siamo ancora <em>&#8220;in fase di definizione&#8221;</em>. <a href="http://www.paolovolpe.it/2011/07/09/risposte-incerte-alle-nostre-interrogazioni-sulla-casa-della-salute/" target="_self"><em><strong>Nel giugno scorso, sempre in occasione ad una nostra precedente interrogazione,</strong></em></a> le risposte erano ugualmente evasive. Sei mesi sono passati ma ben poco è cambiato: lavori a rilento, incertezze che aumentano e ritardi che si accumulano. La Regione, intanto, ha messo una pietra tombale sulle ipotizzate case della salute di Villanova, Castello d&#8217;Annone e Calliano. Dalla nostra amministrazione comunale non ci risulta sia venuta alcuna manifestazione di solidarietà nei confronti di questi paesi. Perché la Regione ha detto no? Per poter utilizzare le risorse destinate alle case della salute che non si faranno più a favore del completamento delle altre strutture. Bella logica da &#8220;guerra dei poveri&#8221;, che non tiene il alcun conto di come il territorio astigiano sia molto frammentato e siano carenti i servizi pubblici di trasporto. Prova ad essere anziano, abitare magari a Villanova, non avere l&#8217;auto e doverti spostare  per raggiungere la futura casa di Villafranca. Questo, probabilmente, a Cota e soci non importa, molto occupati a favorire l&#8217;ingresso nel socio assistenziale e nella sanità dei privati. Sia come &#8220;Villafranca Domani&#8221;, sia come circolo Pd Valtriversa, torneremo sull&#8217;argomento con apposite iniziative nei prossimi mesi. Vogliamo seguire la vicenda attentamente. Magari ci inviteranno anche ad un altro delle promesse riunioni di approfondimento con l&#8217;Asl? Non credo proprio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre al termine di questo articolo, vi ho aggiunto anche la risposta del sindaco alla mia interrogazione dove chiedevo notizia sulle osservazioni eventualmente formulate dall&#8217;amministrazione comunale al piano sanitario regionale. Risposta: nessuna osservazione presentata in modo formale. Ovviamente, non ne dubitavo. Solo valutazioni sempre molto caute e generiche. Non si sa mai: meglio non sbilanciarsi troppo. Siamo lieti di sapere che sarebbero state esposte &#8220;le problematiche relative al completamento delle case della salute&#8221;, che sarebbe stata ribadita l&#8217;opportunità di mantenere separata la gestione del sanitario da quella del sociale e che sarebbe stata evidenziata  &#8220;la carenza di servizi sanitari nel nord astigiano&#8221;. Credo sarebbe stato utile che la Valtriversa avesse approvato le valutazioni da fare in modo ufficiale con un documento congiunto sottoscritto da tutti i paesi. Avrebbero avuto più peso e sarebbe stata una bella prova di consistenza politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Su sanità e case della salute, vi invito anche a leggere <a href="http://www.eleonorartesio.it/comunicati-stampa/80-pianosanitariocotamonferino" target="_self"><em><strong>il blog di Eleonora Artesio, già assessore regionale,</strong></em></a> e di <a href="http://www.angelamotta.it/stampa.php?piemonte=sanita-asti-piemonte" target="_self"><em><strong>Angela Motta, consigliere regionale Pd.</strong></em></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/casa-salute-risp-cavalla.pdf">casa della salute: la risposta del sindaco all&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/la-stampa-9.11.2011.pdf">La Stampa del 9.11.2011 sulla casa della salute</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/interrogazione-piano-san-regionale-12.2011.pdf">l&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221; sul piano sanitario regionale</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/piano-sanitario-risp-cavalla.pdf">piano sanitario regionale: la risposta del sindaco</a></p>
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		<title>l&#8217;amministrazione Cavalla frena sul futuro della Valtriversa. Villafranca preferisce non proporre e non decidere perché non si fida degli altri Comuni</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 14:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL FUTURO DELLA VALTRIVERSA
Recenti norme di legge obbligano i Comuni ad unire i loro servizi. Questo è quanto vuole il parlamento. Nel decreto &#8220;milleproroghe&#8221; di fine anno, i termini sono stati spostati in avanti di sei mesi ma la sostanza non è cambiata. Cosa farà la Valtriversa? Nel consiglio comunale e in quello della Comunità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>IL FUTURO DELLA VALTRIVERSA</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Recenti norme di legge obbligano i Comuni ad unire i loro servizi. Questo è quanto vuole il parlamento. Nel decreto &#8220;milleproroghe&#8221; di fine anno, i termini sono stati spostati in avanti di sei mesi ma la sostanza non è cambiata. Cosa farà la Valtriversa? Nel consiglio comunale e in quello della Comunità, ho sempre sostenuto la necessità di rafforzare la Valtriversa. Ben prima che lo dicesse la legge. Quanto uscito durante consiglio comunale villafranchese, il 15 dicembre scorso, non autorizzza a pensieri positivi. Perché? Secondo il sindaco Cavalla, le difficoltà ad unire i servizi derivano dai piccoli Comuni e dalle loro pretese di campanilismo. A sentire il primo cittadino, se Villafranca proponesse una qualche innovazione, gli altri Comuni sarebbero subito contrari per paura di essere &#8220;assorbiti&#8221; dal paese più grande. Ragionare in questo modo significa mettersi davanti ad un limite insuperabile. Vuol dire fare niente, dare la colpa del proprio immobilismo agli altri e aspettare che qualcosa succeda. Magari imposto dall&#8217;alto. Credere ancora che si possa far finta di niente, rimandendo chiusi nei confini del proprio paese è miope. La mancanza di soldi, l&#8217;aumento dei problemi, gli obblighi sempre maggiori imposti agli enti locali, le necessità della popolazione, la richiesta di nuovi servizi: sono tutti motivi giustificano l&#8217;opportunità per i piccoli Comuni di mettersi insieme. Magari Villafranca potrà contare in qualche anno in più di autonomia perché è il paese più grande della Valtriversa ma è un&#8217;illusione sperare che nulla cambi. Arriverà il momento dove il non aver deciso oggi, dopo aver già perso tanto tempo prima, comporterà danni di cui anche il nostro paese dovrà pagare il conto. E il conto lo faranno pagare le decisioni che altri prenderanno al posto nostro e che noi dovremo subire. Meglio attivarsi e sperimentare forme di collaborazione in tutti i servizi importanti, coinvolgendo il personale dei municipi per avere suggerimenti e collaborazione. Oggi, in ogni Comune ci sono professionisti o tecnici esterni che devono fare tutto. Non è meglio avere un&#8217;unica struttura, meglio se composta solo di dipendenti interni, che si occupi di un settore per tutti i paesi? Ci saranno più possibilità di fare e opportunità di risparmio. Gli esempi possono essere diversi. Un unico ufficio tecnico che faccia opere pubbliche e pianificazione urbanistica. Un unico ufficio tributi, capace di contrastare l&#8217;evasione fiscale. Una sola ragioneria. Una sola anagrafe. Un solo segretario comunale. Una sola squadra di cantonieri che lavori in tutti i paesi. Una sola struttura per il sociale o per la gestione delle scuole.  Una Comunità capace di avere  una sola voce condivisa sui problemi significherà contare di più a livello almeno provinciale. Pensate al Cogesa o al consorzio rifiuti. Se faremo lavoro concreto in questo senso, tornerà utile comunque. A Villafranca ed a tutti i Comuni più piccoli. Villafranca non può fare da sola. Come non possono fare da soli nemmeno gli altri paesi. In tutto questo c&#8217;è una sfida importante per gli amministratori locali: da semplici sindaci, assessori o consiglieri di un paese devono diventare amministratori con la visione di zona, cioè con la sensibilità per vedere i bisogni di un territorio più vasto di quello a cui sono abituati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>HO VOTATO IL PROGRAMMA DEL PRESIDENTE CAMPIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel consiglio comunale del 15 dicembre, la maggioranza ha proposto una delibera di indirizzo dove indicava nel sistema della convenzione la strada per unire i servizi: il sistema meno vincolante e quindi quello che meno si presta a scelte durature e impegnative. Il nostro gruppo, &#8220;Villafranca Domani&#8221;, ha presentato una variazione al testo dell&#8217;amministrazione indicando la necessità di dare alla Valtriversa la titolarità dei servizi e quindi di conferire alla stessa personale, mezzi e strutture, come fatto per i vigili. Tutto attraverso tavoli di lavoro allargati che escano dalla logica di incontri tra i soli sindaci e aprano il dibattito anche a volontariato, imprenditoria e forze sociali. Sarebbe perdente considerare la Valtriversa come un semplice fatto amministrativo. Bisogna creare la mentalità per gestire la politica locale ad un livello superiore. La nostra proposta, che potrete leggere in coda a questo articolo, è stata bocciata dalla maggioranza. Nel successivo consiglio della Valtriversa, lo scorso 27 dicembre, il sindaco Cavalla ha chiaramente frenato sul futuro della Comunità, giustificandosi con l&#8217;alibi che il tempo avrebbe potuto portare ad un chiarimento delle leggi e quindi a scelte più meditate. E&#8217; evidente che l&#8217;amministrazione Cavalla non ha la capacità di fare un serio accordo politico con gli altri Comuni. Non lo concepisce e non comprende che un compromesso deve fare la sintesi di posizioni diverse. Non si fida di loro e, probabilmente, ritiene tempo perso il confronto, magari accarezzando l&#8217;idea che la Comunità si spacchi per poter sempre dare la colpa agli altri. Preferisce chiudersi nel facile timore di un futuro con Comuni svuotati delle loro competenze dove i sindaci conteranno meno.  Al contrario, da parte mia ho ribadito la volontà di dare più forza alla Valtriversa, spiegando quanto  ho scritto prima, e per questo ho votato il programma del presidente Roberto Campia, dando la disponibilità a lavorarci: lo ritengo un passo importante nella direzione giusta che va sostenuto. Ovviamente, il programma, che comunque è stato approvato all&#8217;unanimità, è un insieme di obiettivi che devono essere costruiti e raggiunti. E per raggiungerli, bisogna crederci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/emendamento-funzioni-valtriversa.pdf">la nostra proposta su come organizzare il futuro della Valtriversa</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/PROGRAMMA-AMMINISTRATIVO-2011.pdf">il programma del presidente Campia</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 30 dicembre ho presentato comunque una richiesta di incontro tra consiglio comunale e dipendenti per avere da loro suggerimenti e sollecitazioni sul delicato problema dell&#8217;aggregazione dei servizi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/assemblea-personale.pdf">la nostra richiesta di assemblea con il personale comunale</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Vi auguro che ogni giorno sia un&#8217;occasione per lottare contro l&#8217;indifferenza</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 19:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[PER UN 2012 DIVERSO
Inizia il nuovo anno. Non voglio sprecare il vostro tempo con i soliti auguri di rito. Ne avrete già sentiti tanti in questi giorni. Tanti buoni propositi, spesso dimenticati già il giorno dopo. Voglio solo condividere con voi una speranza: vi auguro che ogni nuovo giorno sia un&#8217;occasione per lottare contro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>PER UN 2012 DIVERSO</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Inizia il nuovo anno. Non voglio sprecare il vostro tempo con i soliti auguri di rito. Ne avrete già sentiti tanti in questi giorni. Tanti buoni propositi, spesso dimenticati già il giorno dopo. Voglio solo condividere con voi una speranza: vi auguro che ogni nuovo giorno sia un&#8217;occasione per lottare contro il cancro dell&#8217;indifferenza. Ognuno di noi può fare qualcosa per migliorare il suo pezzo di mondo. Vi invito ancora a rileggere le parole che Robert Kennedy pronunciò nel 1968: credo siano di notevole attualità nel difficile momento che stiamo vivendo. Un richiamo forte al fatto che dobbiamo cambiare perché è un&#8217;illusione pericolosa pensare che tutto possa tornare come prima. Dopo Kennedy ho aggiunto una canzone dei Modena City Ramblers a me molto cara: &#8220;Oltre la guerra e la paura&#8221;. Ascoltate le parole. Grazie anche per l&#8217;attenzione con la quale seguite questo spazio: cercherò di migliorarlo.</p>
<p><strong>18/03/1968 DISCORSO ROBERT KENNEDY &#8211; UNIVERSITA’ DEL KANSAS</strong><br />
“<em>Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell&#8217;ammassare senza fine beni terreni.</em></p>
<p><em>Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell&#8217;indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).</em></p>
<p><em>Il PIL comprende anche l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l&#8217;intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Può dirci tutto sull&#8217;America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.</em></p>
<p>(Robert Kennedy)</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/2dL5q3-vW_U?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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