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	<title>Il BLOG di Paolo Volpe &#187; storia</title>
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	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d'Asti</description>
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		<title>9 maggio 2011: Mario Benotto presenta il documentario sul partigiano Faustino Novara</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 18:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[RICORDARE
Lunedi 9 maggio 2011, nella sala Virano &#8220;il Forno&#8221;, proiezione del nuovo documentario di Mario Benotto dedicato a &#8220;Faustino Novara, eroe della Resistenza&#8221;. Si tratta di un video che parla del partigiano impiccato dai nazisti a Baldichieri l&#8217;1 ottobre 1944. Un episodio di violenza inaudita: il Novara fu impiccato con un gancio da macellaio nell&#8217;incrocio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>RICORDARE</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Lunedi 9 maggio 2011, nella sala Virano &#8220;il Forno&#8221;, proiezione del nuovo documentario di <strong>Mario Benotto</strong> dedicato a &#8220;Faustino Novara, eroe della Resistenza&#8221;. Si tratta di un video che parla del partigiano impiccato dai nazisti a Baldichieri l&#8217;1 ottobre 1944. Un episodio di violenza inaudita: il Novara fu impiccato con un gancio da macellaio nell&#8217;incrocio tra la ex statale 10 e la strada che porta in paese, dove oggi c&#8217;è il ristorante albergo Madama Vigna. Dopo la proiezione, che dura circa 3o minuti, intervento di <strong>Mario Renosio</strong>, in rappresentanza dell&#8217;Istituto per la storia della Resistenza di Asti, che parlerà sull&#8217;uso della violenza per il controllo del territorio nell&#8217;astigiano durante la lotta di Liberazione. Come nostra consuetudine, ci sarà spazio per le domande dal pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero di vedervi numerosi e mi auguro vengano dei giovani che, sovente, della storia di quel periodo nulla conoscono. Spesso non per colpa loro. Anche i genitori non la sanno e a scuola nessuno gliela spiega. Il documentario è di ottima qualità. Benotto si cimenta per la seconda volta (il primo video fu &#8220;La guerra in Valtriversa&#8221;) con argomenti di storia locale dei quali poco si sa e sui quali ancora si fatica a parlare. Nelle immagini, la vicenda è raccontata in modo oggettivo ma con molta attenzione a descrivere i sentimenti che mossero il Novara nelle scelte della sua breve vita. Il grande merito di Benotto è quello di recuperare ricordi che verrebbero persi con la scomparsa di chi ha vissuto quei momenti. Ricordi che devono essere conosciuti e trasmessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/9.5.2011-proiezione-faustino-novara-3.pdf">il programma della serata del 9.5.2011 dedicata a Faustino Novara</a></strong></span></p>
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		<title>&#8220;Villafranca Domani&#8221; chiede di ricordare i 150 anni dell&#8217;unità d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 10:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[17 MARZO 2011
Il prossimo 17 marzo dovremmo tutti ricordare i 150 anni dell&#8217;unità d&#8217;Italia. Tralascio le polemiche a livello nazionale, dove mi sembra che questa ricorrenza rischi di fare la fine di tutte le altre feste civili: sentite e vissute da pochi, dimenticate dalla maggioranza. Anche a livello locale non si parla dell&#8217;argomento. L&#8217;amico Umberto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>17 MARZO 2011</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo 17 marzo dovremmo tutti ricordare i 150 anni dell&#8217;unità d&#8217;Italia. Tralascio le polemiche a livello nazionale, dove mi sembra che questa ricorrenza rischi di fare la fine di tutte le altre feste civili: sentite e vissute da pochi, dimenticate dalla maggioranza. Anche a livello locale non si parla dell&#8217;argomento. L&#8217;amico Umberto Russo, consigliere comunale di &#8220;Villafranca Domani&#8221;, ha presentato un&#8217;interrogazione ufficiale per chiedere cosa intendeva fare il nostro Comune per l&#8217;occasione. La risposta del sindaco, che potete leggere in coda a queste righe, ha un tono molto burocratico formale. In sintesi, Cavalla dice faremo un&#8217;iniziativa congiunta con la Valtriversa, è in corso di definizione una manifestazione ad Asti con Prefettura e Provincia, meglio non fare nulla di concomitante. Probabilmente, l&#8217;amministrazione comunale non si è mai posta il problema di come vanno a finire le manifestazioni congiunte. Porsi il problema significa lavorare.  L&#8217;esempio del 25 aprile sarebbe significativo. Lo scorso anno a Cortazzone si è vista una presenza di pubblico modestissima, tenendo anche conto che i Comuni coinvolti erano una ventina. Gli anni prima è andata sempre allo stesso modo. A questi eventi ci vanno, spesso con l&#8217;entusiasmo di chi si sente obbligato, &#8220;gli addetti ai lavori&#8221; e i pochi che ci credono veramente. Fa il suo passaggio il big politico locale di turno per il discorsetto buono per tutte le stagioni ed i programmi, di solito, sono costruiti senza alcuna fantasia e magari con qualche &#8220;svista&#8221; storica del tipo suonare &#8220;l&#8217;inno del Piave&#8221; al posto di &#8220;Bella Ciao&#8221; (come è successo a proprio a Cortazzone). Sviste volute?  Penso di si, in quanto è più comodo compiacere la destra leghista. Credo sarebbe meglio utilizzare le feste civili per iniziative di ricerca storica e dibattito, spiegando e approfondendo per quanto possibile la storia astigiana collegata alla ricorrenza. Iniziative che dovrebbero essere indirizzate in particolare ai giovani per consentire agli stessi di fare domande ed esprimersi con libertà. Momenti che dovrebbero essere portati in più paesi, in modo diffuso, per favorire la massima partecipazione di gente. Ovviamente, serve anche la celebrazione ufficiale ma da sola non basta. Bisogna far crescere la cultura e la consapevolezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/150-unità-risp-cavalla.pdf">la risposta dell&#8217;amministrazione comunale sulle manifestazioni per i 150 anni dell&#8217;unità d&#8217;Italia</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>65 anni fa, la fine della guerra. Non dimenticare la storia</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 11:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[25 APRILE
Domani è il 25 aprile. 65 anni fa finiva la guerra per la liberazione dal fascismo e dal nazismo. Sul desiderio di democrazia di quei giorni sarebbero nate la repubblica e la costituzione i cui valori principali sono ancora oggi di assoluta attualità. Una voglia di libertà pagata con la vita da tanti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>25 APRILE</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Domani è il 25 aprile. 65 anni fa finiva la guerra per la liberazione dal fascismo e dal nazismo. Sul desiderio di democrazia di quei giorni sarebbero nate la repubblica e la costituzione i cui valori principali sono ancora oggi di assoluta attualità. Una voglia di libertà pagata con la vita da tanti che lottarono contro la dittatura. Morti che anche noi in Valtriversa abbiamo avuto: i partigiani Luigi Capriolo, impiccato al Borgovecchio, e Faustino Novara, impiccato a Baldichieri in modo orrendo con un gancio da macellaio. Morti che rischiano di essere dimenticati.  Nella fragile memoria dei giovani quella data ha poco peso: spesso neanche a scuola ne parlano più.  Storici o presunti tali  &#8220;revisionisti&#8221; hanno cercato di farci credere in questi ultimi anni che erano tutti uguali, partigiani e fascisti. Anzi, spesso i partigiani sono stati dipinti come i più cattivi, per attenuare il peso dei crimini fascisti e nazisti. Hanno cercato di farci credere che i quanti avevano scelto la repubblica di Salò erano uguali ai partigiani ed a quanti hanno combattuto nel ricostituito esercito italiano dopo l&#8217;8 settembre. No, non erano uguali. A Salò avevano scelto di combattere a favore della dittatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Invito tutti a partecipare alle manifestazioni  del 25 aprile. Domani, alle 8.40, l&#8217;appuntamento è al Borgovecchio, davanti alla lapide che ricorda il sacrificio di Capriolo. Subito dopo, trasferimento al cimitero per un momento di raccoglimento sui cippi dei caduti in guerra. Alle 10, inizio della tradizionale celebrazione congiunta dei Comuni della zona, che quest&#8217;anno si terrà a Cortazzone, con ritrovo sulla piazza davanti alla sede della pro loco.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel clima attuale che tende a cancellare la memoria storica a tutti i livelli ed a togliere poco per volta la libertà di pensiero, è necessario intervenire. Altrimenti il 25 aprile, il 1° maggio, il 4 novembre diventeranno solo  &#8220;giorni di festa&#8221; e nulla più. Il 27 gennaio, il &#8220;giorno della memoria&#8221; che ricorda l&#8217;apertura dei cancelli di Auschwitz nel &#8216;45,  diventerà qualcosa di conosciuto solo a pochi storici. Celebrazioni ripetitive, molto formali e con poco pubblico servono a nulla. Il momento istituzionale va bene, naturalmente. Credo sia necessario aggiungervi spazi dedicati all&#8217;informazione storica, al racconto puntuale di quanto avvenne in quei giorni e alla sua divulgazione. Credo serva spiegare la vita di quei periodi nelle famiglie, nelle fabbriche e nelle campagne, senza retorica e in modo concreto. Evidenziando i sacrifici e senza tacere sugli errori. Serve dare peso all&#8217;importante e sovente dimenticato ruolo della donna.  Le idee di quanti scelsero di morire pur di lottare per ritrovare la libertà devono essere raccontate ai più giovani e nelle scuole. La libertà non è un fatto scontato. Può essere persa, come è avvenuto anche in nazioni a noi vicine. Devono essere spiegate sofferenze ed emozioni. I Comuni e le Comunità collinari possono fare molto in tal senso. Nei nostri paesi ci sono fatti, episodi, personaggi che vivono ormai solo nei ricordi dei pochissimi che li hanno conosciuti. A Villafranca, quello che è stato fatto negli scorsi anni è frutto dell&#8217;iniziativa di privati e dei consiglieri comunali di opposizione (penso, in particolare, alla realizzazione del film documentario &#8220;La guerra in Valtriversa&#8221; con l&#8217;abile regia di Mario Benotto). Qualche anno fa, l&#8217;amministrazione comunale, allora guidata da Massimo Padovani con Cavalla vicesindaco, voleva togliersi dall&#8217;astigiano Istituto storico per la Resistenza: proposito poi rientrato anche per il no dell&#8217;opposizione. Vennero fatti propositi di rilancio della collaborazione presto dimenticati. Per fare, bisogna averne voglia.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>alcune foto d&#8217;archivio che ci mostrano com&#8217;era la casa di riposo negli anni ottanta</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 11:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[IL SANTANERA DI IERI
Oggi il Santanera è una struttura in grado di assicurare un&#8217;accoglienza di buona qualità. Solo poco più di vent&#8217;anni fa la situazione era ben diversa. Poco più di due decenni fa. Non è passato un secolo, anche se da certi esempi di squallore verrebbe da pensarlo. Se il risultato è quello odierno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;"><strong>IL SANTANERA DI IERI</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Oggi il Santanera è una struttura in grado di assicurare un&#8217;accoglienza di buona qualità. Solo poco più di vent&#8217;anni fa la situazione era ben diversa. Poco più di due decenni fa. Non è passato un secolo, anche se da certi esempi di squallore verrebbe da pensarlo. Se il risultato è quello odierno, il merito va in primo luogo proprio a Carlo Torchio per la sua volontà di cambiare quello che ormai era troppo indietro con i tempi. Vi propongo queste foto d&#8217;archivio che mi sembrano significative per far comprendere il gran lavoro fatto.</p>
<div id="attachment_727" class="wp-caption aligncenter" style="width: 493px"><img class="size-full wp-image-727      " title="le camerate del Santanera" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/santanera-foto-1.bmp" alt="santanera foto 1" width="483" height="330" /><p class="wp-caption-text">siamo alla fine degli anni ottanta. Sono passati da allora vent&#39;anni. A quell&#39;epoca gli ospiti dormivano in grandi camerate da 12 letti, come potete vedere, non nelle comode e funzionali stanze di oggi. I tramezzi nella foto erano stati installati da poco: una delle prime iniziative di Carlo Torchio, consigliere del Santanera, che aveva voluto dare agli anziani un poco di riservatezza, fino a quel momento assolutamente inesistente. Allora non c&#39;era il servizio di assistenza notturna e, come raccontava lo stesso Torchio, le camerate venivano chiuse e riaperte il giorno dopo</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_729" class="wp-caption aligncenter" style="width: 493px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/santanera-foto-3.bmp"><img class="size-full wp-image-729    " title="la precarietà della dispensa" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/santanera-foto-3.bmp" alt="la dispensa di allora. Una situazione molto diversa da oggi e dall'attenzione che ora viene messa nella conservazione degli alimenti" width="483" height="325" /></a><p class="wp-caption-text">la dispensa com&#39;era. Una situazione molto diversa da quella attuale e dalla cura che oggi viene messa nella conservazione degli alimenti</p></div>
<div id="attachment_730" class="wp-caption aligncenter" style="width: 387px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/santanera-foto-2.bmp"><img class="size-full wp-image-730  " title="la stireria. Tutto precario e in disordine" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/santanera-foto-2.bmp" alt="questo era parte del salone seminterrato che da verso il Valentino. Oggi ospita gli attrezzi per la ginnastica. Allora veniva usato per stendere i panni" width="377" height="561" /></a><p class="wp-caption-text">questa è la parte del salone seminterrato che da verso il Valentino. Oggi ospita gli attrezzi per la ginnastica. Allora veniva usata per essiccatoio e stireria</p></div>
<div id="attachment_731" class="wp-caption aligncenter" style="width: 494px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/santanera-foto-4.bmp"><img class="size-full wp-image-731" title="santanera foto 4" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/santanera-foto-4.bmp" alt="sempre il salone del seminterrato, migliorato dopo la prima ristrutturazione della fine degli anni ottanta" width="484" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">I primi lavori. Sempre il salone del seminterrato, migliorato dopo la prima ristrutturazione degli anni ottanta</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Oggi il Santanera avrebbe bisogno di un nuovo modello di gestione per essere ancora una volta più avanti nei tempi: ampliarsi con nuovi servizi specialistici, consorziarsi con altre case di riposo pubbliche e collaborare con la futura casa della salute per l&#8217;assistenza alle persone dimesse dall&#8217;ospedale.</p>
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