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	<title>Il BLOG di Paolo Volpe &#187; Valtriversa</title>
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	<description>Costruire una nuova politica per Villafranca d'Asti</description>
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		<title>ancora ritardi per la casa della salute. Le notizie sul piano sanitario regionale</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 16:47:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[IL TEMPO PASSA
In coda a questo pezzo trovate la risposta del sindaco Cavalla all&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221; sull&#8217;andamento dei lavori alla casa della salute, presentata a fine ottobre. Viene ammesso un altro incontro con l&#8217;Asl, avvenuto il 19 ottobre, come già riportato dal quotidiano &#8220;La Stampa&#8221;. Altre ammissione di rilievo: la difficoltà a terminare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>IL TEMPO PASSA</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">In coda a questo pezzo trovate la risposta del sindaco Cavalla all&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221; sull&#8217;andamento dei lavori alla casa della salute, presentata a fine ottobre. Viene ammesso un altro incontro con l&#8217;Asl, avvenuto il 19 ottobre, come già riportato dal quotidiano &#8220;La Stampa&#8221;. Altre ammissione di rilievo: la difficoltà a terminare i lavori e l&#8217;impossibilità di definire quando verrà attivata la struttura, anche se proprio nell&#8217;articolo sulla Stampa i toni diventano più ottimistici con la speranza che tutto venga finito per la primavera: il fascino dei giornali per dare messaggi positivi alla pubblica opinione. Sui servizi che dovrebbero essere ospitati all&#8217;interno del nuovo fabbricato siamo ancora <em>&#8220;in fase di definizione&#8221;</em>. <a href="http://www.paolovolpe.it/2011/07/09/risposte-incerte-alle-nostre-interrogazioni-sulla-casa-della-salute/" target="_self"><em><strong>Nel giugno scorso, sempre in occasione ad una nostra precedente interrogazione,</strong></em></a> le risposte erano ugualmente evasive. Sei mesi sono passati ma ben poco è cambiato: lavori a rilento, incertezze che aumentano e ritardi che si accumulano. La Regione, intanto, ha messo una pietra tombale sulle ipotizzate case della salute di Villanova, Castello d&#8217;Annone e Calliano. Dalla nostra amministrazione comunale non ci risulta sia venuta alcuna manifestazione di solidarietà nei confronti di questi paesi. Perché la Regione ha detto no? Per poter utilizzare le risorse destinate alle case della salute che non si faranno più a favore del completamento delle altre strutture. Bella logica da &#8220;guerra dei poveri&#8221;, che non tiene il alcun conto di come il territorio astigiano sia molto frammentato e siano carenti i servizi pubblici di trasporto. Prova ad essere anziano, abitare magari a Villanova, non avere l&#8217;auto e doverti spostare  per raggiungere la futura casa di Villafranca. Questo, probabilmente, a Cota e soci non importa, molto occupati a favorire l&#8217;ingresso nel socio assistenziale e nella sanità dei privati. Sia come &#8220;Villafranca Domani&#8221;, sia come circolo Pd Valtriversa, torneremo sull&#8217;argomento con apposite iniziative nei prossimi mesi. Vogliamo seguire la vicenda attentamente. Magari ci inviteranno anche ad un altro delle promesse riunioni di approfondimento con l&#8217;Asl? Non credo proprio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre al termine di questo articolo, vi ho aggiunto anche la risposta del sindaco alla mia interrogazione dove chiedevo notizia sulle osservazioni eventualmente formulate dall&#8217;amministrazione comunale al piano sanitario regionale. Risposta: nessuna osservazione presentata in modo formale. Ovviamente, non ne dubitavo. Solo valutazioni sempre molto caute e generiche. Non si sa mai: meglio non sbilanciarsi troppo. Siamo lieti di sapere che sarebbero state esposte &#8220;le problematiche relative al completamento delle case della salute&#8221;, che sarebbe stata ribadita l&#8217;opportunità di mantenere separata la gestione del sanitario da quella del sociale e che sarebbe stata evidenziata  &#8220;la carenza di servizi sanitari nel nord astigiano&#8221;. Credo sarebbe stato utile che la Valtriversa avesse approvato le valutazioni da fare in modo ufficiale con un documento congiunto sottoscritto da tutti i paesi. Avrebbero avuto più peso e sarebbe stata una bella prova di consistenza politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Su sanità e case della salute, vi invito anche a leggere <a href="http://www.eleonorartesio.it/comunicati-stampa/80-pianosanitariocotamonferino" target="_self"><em><strong>il blog di Eleonora Artesio, già assessore regionale,</strong></em></a> e di <a href="http://www.angelamotta.it/stampa.php?piemonte=sanita-asti-piemonte" target="_self"><em><strong>Angela Motta, consigliere regionale Pd.</strong></em></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/casa-salute-risp-cavalla.pdf">casa della salute: la risposta del sindaco all&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/la-stampa-9.11.2011.pdf">La Stampa del 9.11.2011 sulla casa della salute</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/interrogazione-piano-san-regionale-12.2011.pdf">l&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221; sul piano sanitario regionale</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/piano-sanitario-risp-cavalla.pdf">piano sanitario regionale: la risposta del sindaco</a></p>
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		<title>la crisi del commercio locale: la situazione e le nostre proposte</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 06:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[QUALITA&#8217; E RISPARMIO
Da alcune settimane, mi arrivano da più parti opinioni  circa la situazione di crisi del piccolo commercio villafranchese. A volte si tratta di voci che parlano di prossima chiusura di alcune attività. A volte, commercianti stessi che si dichiarano pronti a chiudere o a vendere. Altri che si rammaricano di aver aperto. Altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #008080;"><strong>QUALITA&#8217; E RISPARMIO</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Da alcune settimane, mi arrivano da più parti opinioni  circa la situazione di crisi del piccolo commercio villafranchese. A volte si tratta di voci che parlano di prossima chiusura di alcune attività. A volte, commercianti stessi che si dichiarano pronti a chiudere o a vendere. Altri che si rammaricano di aver aperto. Altre volte ancora, semplici consumatori che lamentano la difficoltà a trovare nei negozi locali quanto cercano. Non bisogna essere economisti per capire che la situazione della rete commerciale è in declino da anni. Un po&#8217; come tutto il paese: cosa che &#8220;Villafranca domani&#8221; denuncia da tempo. Sia l&#8217;amministrazione comunale Padovani, sia quella di Cavalla, hanno espressamente voluto portare il commercio lungo la ex statale 10, favorendo l&#8217;arrivo di attività di grosse dimensioni. E&#8217; un fatto anche che il consumatore preferisca da tempo il supermercato al semplice negozio. Abitudine, moda, richiamo della pubblicità, maggiore comodità di orari,  varietà di scelta e  presunta mancanza di tempo che porta a voler concentrare gli acquisti in un unico luogo.  E&#8217; vero che i commercianti locali sono da sempre molto divisi al loro interno, senza un progetto complessivo per rinnovarsi, modernizzarsi e smetterla di vivere di rendita su lustri del passato o sull&#8217;idea, sbagliata, di un ritorno al protezionismo locale abolito dalla legge.  Credo, però, sia altrettanto vero che le scelte comunali di questi ultimi dieci anni in tema di commercio siano state volute perché utili e funzionali ad operatori economici che avevano contribuito a creare e sostenere proprio le amministrazioni Padovani e Cavalla. Di fronte a questi scenari, i commercianti locali hanno sempre evitato di far emergere in modo ufficiale e pubblico il loro malumore. Forse, per paura di urtarsi con il vice sindaco, probabile commercialista di riferimento di diversi negozianti. Non si sa mai. Si potrebbe sempre aver bisogno&#8230;  Qualcuno è arrivato a riproverare il gruppo di opposizione di non essere stato presente a riunioni con il Comune che sarebbero state organizzate negli ultimi mesi: peccato che nessuno, commercianti o Comune, ci ha mai informato di questi appuntamenti e noi non abbiamo ancora la sfera di cristallo per leggere nel futuro. Qualche commerciante ci ha anche accusato di aver votato a favore del  cambio di destinanzione d&#8217;uso del capannone vicino al Mercatone, passato  da artigianale a commerciale. E&#8217; vero, siamo stati favorevoli. Era  meglio lasciare una struttura vuota o completare l&#8217;area facendola  diventare un unico polo di attività? La vicinanza con le abitazioni e l&#8217;ampio spazio a parcheggio rendevano logica una scelta commerciale per quel sito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;INTERROGAZIONE AL COMUNE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come gruppo &#8220;Villafranca Domani&#8221;, ho presentato lo scorso 1 dicembre un&#8217;interrogazione all&#8217;amministrazione dove chiedevo se la notizia degli incontri con i commercianti era vera e quali posizioni aveva assunto il Comune. La risposta mi è arrivata il 9 dicembre. La lettera di Cavalla ammette gli incontri: il primo ancora a fine settembre, ma rimane su un contenuto abbastanza generico, quasi in &#8220;terza persona&#8221;, cioè sembra che riferisca fatti dei quali il Comune potrebbe essere stato semplice spettatore. Nessuna indicazione su impegni precisi. Normale, quando non si hanno idee e si fa fatica a prendere impegni. Molto ambigua la parte che parla delle proposte emerse negli incontri: fidelizzazione (con quali strumenti?), mantenimento dei servizi essenziali nel centro storico (chi ha voluto scegliere di far andar via il distretto sanitario dal concentrico? L&#8217;amministrazione Padovani Cavalla. Chissà se i commercianti se lo ricordano?), &#8220;avvicinamento dell&#8217;area mercatale all&#8217;area di commercio locale&#8221; (cosa vuol dire? Bancarelle in via Roma? E perché no in piazza Santanera o via Aghemio o al Borgovecchio?). Nelle ultime righe anche il riferimento alla &#8220;stipula di una convenzione con i responsabili del nuovo supermercato che prevede, sulla base delle scelte e decisioni che verranno adottate dalla Regione, lo stanziamento di una somma considerevole da utilizzarsi per iniziative a sostegno del commercio locale&#8221;. Si tratta di un obbligo previsto dalla normativa regionale sul commercio alla quale chi apre un supermercato deve sottostare: deve versare un indennizzo alla collettività per &#8220;l&#8217;impatto&#8221; del proprio esercizio. La somma andrà divisa tra il Comune che ospita il supermercato e quelli confinanti. Quindi, nessun regalo al Comune. Peccato che, come accade spesso in Italia, non ci sono le regole per attuare in concreto questa prescrizione. Dalle stime che abbiamo raccolto, si parla di 20 mila euro complessivi, da corrispondere una sola volta. Quando e come è ancora tutto da vedere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/cavalla-risp-commercio.pdf">la risposta del sindaco all&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani&#8221;</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE NOSTRE PROPOSTE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le nostre proposte? La profonda crisi attuale mette in evidenza un&#8217;altra faccia della  realtà: il supermercato è un modello consumistico non più sostenibile e  con un impatto eccessivo. Servono strade diverse. Bisogna dare al paese una politica commerciale che stia dalla parte del consumatore perché credo sia l&#8217;unico sistema per aiutare concretamente anche i piccoli commercianti ed i produttori locali. Come? Il Comune deve promuovere iniziative che portino i produttori a vendere direttamente ai consumatori, saltando quella grande distribuzione che ha solo l&#8217;effetto di ricaricare in modo esagerato i prezzi. Quindi, spazio ai prodotti locali e alla qualità. I piccoli negozi potrebbero essere di grande aiuto, commercializzando proprio i prodotti del territorio ed evitando gli acquisti dai grossisti. Altro elemento importante, potrebbe essere il sostegno all&#8217;organizzazione di gruppi di acquisto, cioè di libere associazioni di consumatori che si mettono insieme per acquistare prodotti direttamente dai produttori. Piccoli negozi e gruppi di acquisto sono realtà diverse che possono svolgere una funzione complementare, senza farsi concorrenza, perché rispondono ad idee e bisogni diversi. I negozi, ad esempio, potrebbero più facilmente ospitare distributori di prodotti alla spina, cioè senza imballaggio, il cui impianto potrebbe essere sostenuto proprio dal Comune: sarebbe la strada per non fare rifiuti, andando oltre il concetto della raccolta differenziata, con forti risparmi sui costi per la collettività. In un momento di crisi come l&#8217;attuale, dove si riducono i redditi, in particolare di dipendenti e pensionati, servirebbe moltissimo poter risparmiare. Il prodotto alla spina, poi, favorisce il produttore locale che spesso non ha i mezzi per venderlo in bottiglia o in confezione. Prodotti locali che si vendono sullo stesso territorio, senza inutili costi di trasporto, di imballaggio o di mega strutture. Quindi, un prezzo minore per il consumatore e maggior qualità: vantaggi per tutti. Piccoli negozi e gruppi d&#8217;acquisto possono anche avere una funzione sociale: favorire quella parte di popolazione anziana che al supermercato sulla statale non ci va per la distanza, la mancanza di auto, problemi di sicurezza o fisici. Perché non provare a creare la &#8220;spesa a domicilio&#8221;? Magari dandola come progetto a quel &#8220;tavolo del sociale&#8221; di cui si è persa notizia da tempo. I bar potrebbero diventare veri luoghi di aggregazione di cui si sente la mancanza. Locali specializzati in qualche prodotto tipico (come ci sono esempi, con ottimo successo, in posti non lontano da noi: Villanova) e dove si possono tenere eventi di musica o cultura, per diversificare l&#8217;offerta e renderla più attraente. Sarebbe utile l&#8217;incentivo di una via Roma resa bella per passeggiare con la famiglia, mentre oggi è un semplice parcheggio stabile di auto, pericolosa e difficile per il pedone. A tutto questo, ovviamente, va aggiunta una visione di rete vera. Cioè, bisogna che i soggetti interessati, Comune, piccoli commercianti, produttori e consumatori, lavorino con una logica d&#8217;insieme. Al Comune il compito di fare da coordinamento delle iniziative, di dare il sostegno pubblico e di attivare la necessaria promozione, fatta di informazione, sperimentazione, manifestazioni e insegnamento nelle scuole. Al consumatore, il compito di riorganizzare le proprie abitudini cercando qualità, prodotti di stagione e sostenibilità ecologica. Ai piccoli commercianti, il compito di provare a rinnovare le loro attività, ampliando gli orari e provando ad investire. L&#8217;ideale sarebbe coinvolgere nel progetto tutta la Comunità Valtriversa, dove i piccoli paesi soffrono di una evidente desertificazione commerciale. Tutte le proposte descritte assumerebbero un peso ben più rilevante. Sono convinto che da questa idea di sviluppo potrebbero nascere anche posti di lavoro nuovi e non precari, a differenza di quanto accade con la grande distribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Faccio un complimento personale  a Marco Canta al quale va il merito di essere andato, da solo, controcorrente con il distributore per il latte in piazza Santanera e il suo vicino negozio a &#8220;chilometri zero&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ULTIME NOTIZIE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo supermercato nella ex fornace Rbd, nel capannone dove si costruivano i travetti, dovrebbe aprire fra pochi giorni. I lavori sarebbero ormai ultimati e la data che circola è quella del 15 dicembre.</p>
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		<title>3.12.2011: a Cantarana parliamo di quale futuro avranno i Comuni</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 06:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[GOVERNARE IL CAMBIAMENTO
Sabato prossimo, 3 dicembre 2011, organizziamo a Cantarana un incontro pubblico dedicato a come si dovranno organizzare i Comuni a seguito della riforma introdotta con le manovre estive del precedente governo. In pratica, sono nate norme che vogliono affrontare il nodo dei tanti piccolissimi paesi in cui è polverizzata l&#8217;Italia, obbligando di fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>GOVERNARE IL CAMBIAMENTO</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Sabato prossimo, 3 dicembre 2011, organizziamo a Cantarana un incontro pubblico dedicato a come si dovranno organizzare i Comuni a seguito della riforma introdotta con le manovre estive del precedente governo. In pratica, sono nate norme che vogliono affrontare il nodo dei tanti piccolissimi paesi in cui è polverizzata l&#8217;Italia, obbligando di fatto ad un associazionismo forzato che poco tiene conto delle esperienze maturate con le Comunità collinari. Da questo quadro legislativo rischia di uscire un assetto del territorio molto diverso da oggi, con situazioni che andranno ad incidere anche in modo profondo nella vita dei cittadini. Un cambiamento importante deve essere governato e non subito per imposizione altrui. Questo, secondo noi, è il compito dei Comuni su questo tema delicato. Per avviare una discussione aperta, abbiamo avuto l&#8217;idea dell&#8217;incontro seminario. L&#8217;iniziativa è rivolta agli amministratori locali, ai dipendenti dei municipi, ai segretari comunali ed a tutte le persone che vogliono informarsi. Da questo spazio, vogliamo ringraziare il Comune di Cantarana per la disponibilità, la sensibilità al problema e la collaborazione prestata.</p>
<p style="text-align: justify;">Clicca qui sotto per leggere il programma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/invito-3.12.2011.pdf">3.12.2011: il programma del convegno</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>28.10.2011: interessante convegno di Legambiente sul futuro del nostro territorio</title>
		<link>http://www.paolovolpe.it/2011/11/06/28-10-2011-interessante-convegno-di-legambiente-sul-futuro-del-nostro-territorio/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 19:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Valtriversa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[IL PATRIMONIO DI TUTTI
Il suolo è un bene non riproducibile. Una volta consumato, non si ripristina più. Impermeabilizzare suolo, con il cemento, con le costruzioni, con l&#8217;asfalto, porta ad inevitabili scompensi perché l&#8217;acqua non trova più il suo scolo naturale. Quanto sta succedendo in Liguria insegna. Questo, in sintesi, quanto emerso lo scorso 28 ottobre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #339966;"><strong>IL PATRIMONIO DI TUTTI</strong></span></h2>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Il suolo è un bene non riproducibile. Una volta consumato, non si ripristina più. Impermeabilizzare suolo, con il cemento, con le costruzioni, con l&#8217;asfalto, porta ad inevitabili scompensi perché l&#8217;acqua non trova più il suo scolo naturale. Quanto sta succedendo in Liguria insegna. Questo, in sintesi, quanto emerso lo scorso 28 ottobre 2011 dagli interventi di<strong> Marco Devecchi</strong> (Osservatorio del paesaggio), <strong>Domenico Novara </strong>(presidente del circolo Legambiente Valtriversa), <strong>Flavia Bianchi</strong> (responsabile urbanistica di Legambiente Piemonte) e <strong>Agostino Novara</strong> (architetto della Regione Piemonte. Responsabile della pianificazione urbanistica). L&#8217;occasione è stata una riunione pubblica voluta dalla locale Legambiente dal &#8220;paesaggio e ambiente in Valtriversa. Quale futuro?&#8221;. Buona la partecipazione di pubblico che ha riempito la gran parte dei posti a sedere della sala Virano di Villafranca.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><strong>46 CASE AL GARAVELLO</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Punto centrale della serata la descrizione che Domenico Novara ha fatto dell&#8217;ipotesi di realizzare 46 case in regione Garavello. La prima notizia su questo tema, che è un po&#8217; di più di una semplice idea, è uscita su questo sito <strong><em>(<a href="http://www.paolovolpe.it/2011/07/31/prime-ammissioni-dal-comune-ci-sono-interessi-per-edificare-46-mila-metri-quadrati-al-garavello/" target="_self">&#8220;il paese di domani&#8221; &#8211; 31.7.2011</a>). </em></strong>Novara ha ricordato che un terreno agricolo vale circa 2 euro al metro quadrato. Quando diventa edificabile il suo valore sale a 50 euro. Nel caso di Garavello, con un semplice atto amministrativo, verrebbe assegnato al privato costruttore un guadagno di oltre 2,2 milioni di euro. Poi, ha fatto alcune osservazioni che inducono a riflettere. In questo periodo, ci sarebbero a Villafranca molti immobili in vendita: 48 appartamenti, 3o rustici e 17 ville. Questo contando solo quanto proposto dalle agenzie immobiliari e senza tener conto dei privati. Quali vantaggi ci sarebbero dall&#8217;aumento della popolazione? Le scuole già mancano di spazio. La zona dovrebbe essere servita con strade, fognature e raccolta rifiuti. Il parcheggio della stazione ferroviaria, visto che siamo un paese di pendolari, avrebbe necessità di un ulteriore ampliamento. Probabilmente, servirebbero più servizi sociali. Quindi, Novara si è chiesto perché costruire ancora. Prima di procedere ad autorizzare quel nuovo insediamento, sarebbe necessaria un&#8217;attenta e completa riflessione. Il sindaco Cavalla ha risposto dichiarando che, fino ad ora, non ci sono atti ufficiali presentati in Comune. Ha comunque ammesso che l&#8217;amministrazione comunale è stata contattata dal privato. Secondo Cavalla, oggi non ci sono più spazi disponibili per l&#8217;edilizia residenziale e bisogna pensare al futuro del paese dei prossimi vent&#8217;anni. L&#8217;ideale sarebbe una pianificazione urbanistica di zona, quindi non solo comunale, ma, per il sindaco, non si può fare perché gli oneri di urbanizzazione vengono incassati dai singoli Comuni. L&#8217;individuazione di zone di espansione dovrà comunque essere fatta nel rispetto dell&#8217;ambiente.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><strong>PIANTARE ALBERI</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Agostino Novara ha ricordato che una legge regionale del 1970 prevede che vicino agli insediamenti industriali vengano messi a dimora alberi per compensare le emissioni nocive in atmosfera. Tutti i piani regolatori lo prevedono ma in pochi casi viene fatto realmente. Non c&#8217;è sanzione. Unico modo per averli: il Comune deve obbligare il privato a sottoscrivere una apposita fidejussione. Nella Valtriversa, gli alberi sono stati messi sono all&#8217;Ocava di Ferrere. Davanti al Mercatone di Villafranca dovevano esserci ma non sono mai stati messi. Secondo Novara, piantare alberi non è nella cultura delle amministrazioni comunali e dei professionisti. Perché avvengono i disastri ambientali? Spesso, le speculazioni edilizie si fanno sui terreni che costano poco: terreni che hanno problemi. Novara ha ricordato l&#8217;esempio di Asti, dove si è costruito sui terreni che subirono l&#8217;alluvione nel 1948.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Flavia Bianchi ha evidenziato che prima di decidere di costruire bisogna prima dimostrare che ne esista il reale bisogno e non fare il contrario: cioè giustificare in qualche modo la decisione di costruire. In Liguria non si è voluto valutare per tempo le conseguenze ambientali dell&#8217;importante consumo di territorio fatto negli ultimi anni. Poi, ha ricordato un paradosso: oggi abbiamo meno dati sul patrimonio edilizio rispetto al passato. Per questo è necessario fare un attento censimento di quanto esiste.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: small;">LA MIA OPINIONE</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Al termine dell&#8217;interessante serata, c&#8217;è stato un po&#8217; di spazio per gli interventi dal pubblico. Replicando a quando detto dal sindaco Cavalla, ho spiegato che non si può dire &#8220;mancano terreni disponibili per l&#8217;edilizia residenziale&#8221; e basta. Prima vorrei sapere a quale tipo di paese pensiamo. Un paese di servizi alla persona? Un paese di seconde e terze case? Un paese che viene usato dai suoi abitanti solo per dormire? Un paese di capannoni vuoti? Credo serva un confronto aperto con la popolazione e le sue richieste. Un confronto che si deve estendere ai professionisti e alle associazioni ambientaliste. Personalmente, sono per un paese dove ci siano servizi alla persona di elevato livello. Dove ci siano le condizioni per stare bene. Dire che mancano terreni edificabili significa solo ripetere la vecchia logica del monetizzare il territorio: i Comuni fanno costruire solo per incassare un po&#8217; di oneri di urbanizzazione. Si decide che bisogna espandere le costruzioni per un determinato valore e in certe zone, poi nelle carte si giustifica questa scelta in qualche modo. Un modo di fare che ha già prodotto danni in passato, anche nelle nostre zone. Sono sempre stato un sostenitore di una unica pianificazione territoriale che interessi tutta la Valtriversa, attraverso un solo ufficio tecnico e un solo piano regolatore. Sono anni che lo dico ma in Valtriversa il tema è sempre stato evitato. Bisogna superare gli inutili campanilismi. Dire che non si può fare perché gli oneri di urbanizzazione vengono incassati dai singoli Comuni è una semplice scusa: bisogna cercare un accordo che metta al centro del nostro sistema di vita l&#8217;ambiente. Anche sostenere che l&#8217;edilizia porti lavoro è riduttivo. L&#8217;esperienza insegna che spesso si tratta di lavoro in nero e sottopagato, dove la fa da padrone il subappalto con prezzi al ribasso che costringono chi lavora, sovente artigiani improvvisati, a fare costruzioni di mediocre qualità. I Comuni dovrebbero sostenere l&#8217;edilizia che rende ecologici gli edifici. Trasformare le tantissime case colabrodo che disperdono energia in case a basso impatto ambientale. Dove il proprietario risparmia perché si risparmiano energia elettrica, acqua e calore. In quella direzione ci sarebbe tanto lavoro di qualità.<br />
</span></p>
<div id="attachment_1706" class="wp-caption aligncenter" style="width: 468px"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/legambiente-28.10.2011-Medium.jpg"><img class="size-medium wp-image-1706" title="da sinistra: Agostino Novara, Flavia Bianchi, Marco Devecchi e Domenico Novara durante la serata del 28.10.2011" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/legambiente-28.10.2011-Medium-300x214.jpg" alt="da sinistra: Agostino Novara, Flavia Bianchi, Marco Devecchi e Domenico Novara" width="458" height="325" /></a><p class="wp-caption-text">da sinistra: Agostino Novara, Flavia Bianchi, Marco Devecchi e Domenico Novara</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm">
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		<title>risposte incerte alle nostre interrogazioni sulla casa della salute</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 09:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COSA PERDEREMO?
Il 20 giugno scorso, durante il consiglio della Valtriversa, dopo aver discusso di statuto, il presidente Roberto Campia ha finalmente dato una risposta alla mia interrogazione sui contenuti dell&#8217;incontro avuto dai sindaci con il commissario dell&#8217;Asl astigiana, Galante. L&#8217;ospedale di Asti non diventerebbe di serie b. Le centrali del 118 verrebbero ridotte, passando da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;" mce_style="color: #ff0000;"><b>COSA PERDEREMO?</b></span></h2>
<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;">Il 20 giugno scorso, durante il consiglio della Valtriversa, dopo aver discusso di statuto, il presidente Roberto Campia ha finalmente dato una risposta alla mia interrogazione sui contenuti dell&#8217;incontro avuto dai sindaci con il commissario dell&#8217;Asl astigiana, Galante. L&#8217;ospedale di Asti non diventerebbe di serie b. Le centrali del 118 verrebbero ridotte, passando da una per provincia a 4 in totale. Entreranno in funzione le auto mediche con il compito di intervenire per la stabilizzazione dei pazienti. Solo dopo il medico si metterà in contatto con l&#8217;ambulanza per il trasporto dello stesso in ospedale.&nbsp; Vengono ammesse forti difficoltà per il completamento degli esterni della struttura: opere per le quali mancherebbero i soldi. Sarebbe stato deciso cosa fare per il problema dell&#8217;acqua che arriva dal sottosuolo e per quella piovana (non è stata data alcuna spiegazione precisa al riguardo, ma a quanto ci risulta dovrebbero essere costruite cisterne per la raccolta e lo scolo degli eccessi in fognatura). Gli edifici verrebbero comunque completati: l&#8217;ultimazione sarebbe prevista entro l&#8217;estate. Non si sa ancora quali servizi troveranno posto nella casa della salute: probabilmente quanto ora ospitato negli attuali locali di via Luotto. Galante dovrebbe incontrare i medici per contrattare la copertura degli orari. Secondo il sindaco Cavalla, l&#8217;Asl starebbe valutando quali servizi mettere per insediare cosa serve realmente e questo andrebbe a valorizzare la qualità del servizio.</p>
<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;">In sostanza, nessuna particolare novità e qualche preoccupazione in più, visto il tempo che passa. Cavalla ha poi risposta via lettera, che pubblico in coda a questo articolo, alla mia interrogazione al Comune, ricordando che dovrebbe arrivare il servizio mammografico &#8220;ancora in fase di definizione&#8221; . I sindaci hanno ascoltato quanto Galante ha detto loro, senza fare rivendicazioni. Sembra proprio che l&#8217;opinione prevalente della Valtriversa sia accettare quanto sta capitando. Mi auguro che non sia il pensiero di tutti i sindaci, ma vorrei vedere qualche segnale diverso. L&#8217;amministrazione comunale di Villafranca, come sempre, dichiara di tenere &#8220;un costante e periodico confronto con i rappresentanti dell&#8217;Asl&#8221; anche per ottenere &#8220;l&#8217;allocazione di nuove funzionalità&#8221;. A parte il linguaggio burocratico per darsi importanza, sono quelle belle parole generiche che dicono nulla. Tempi? Modalità? Richieste precise in base ai bisogni della zona? Ancora nulla. Confrontate interrogazione e risposta: a domande chiare, una risposta evasiva, generica e incompleta. Cavalla ha scelto di non far sentire la voce del territorio e di non chiedere all&#8217;Asl. Non si sa mai. Meglio non disturbare chi governa oggi in Regione (a proposito, avete visto la condanna per la lista fasulla alle elezioni regionali che appoggiava Cota? Situazione che si aggiunge all&#8217;assessore alla sanità arrestato). Se nei nuovi locali finirà solo quanto oggi ospitato nel distretto di via Luotto (il rischio è molto grosso), avremo speso oltre un milione di euro di soldi di tutti per avere nulla in più. Questo succederà perché la Regione governata dalla destra leghista oggi ha scelto di non mettere i servizi sanitari decentrati sul territorio.&nbsp; Ad esempio, mi chiedo, che fine farà il servizio 118? Avere l&#8217;auto medica è molto meno che avere l&#8217;ambulanza. Significa ritardare la prestazione a chi ha bisogno con urgenza. Ci hanno già tolto la guardia medica un giorno d&#8217;estate di qualche anno fa, piano piano, senza dir nulla. Cosa altro toglieranno?</p>
<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/casa-della-salute-interrogazione-6.20111.pdf" mce_href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/casa-della-salute-interrogazione-6.20111.pdf"><b>casa della salute: l&#8217;interrogazione di &#8220;Villafranca Domani</b>&#8220;</a><br mce_bogus="1"></p>
<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;"><b><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/interrogazione-casa-salute-6.2011-risposta-cavalla.pdf" mce_href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/interrogazione-casa-salute-6.2011-risposta-cavalla.pdf">La risposta del sindaco Cavalla</a></b></p>
<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl id="attachment_1540" class="wp-caption aligncenter" style="width: 489px">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/100_3436.jpg" mce_href="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/100_3436.jpg"><img class="size-large wp-image-1540" title="casa della salute" src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/100_3436-768x1024.jpg" mce_src="http://www.paolovolpe.it/wp-content/uploads/100_3436-768x1024.jpg" alt="casa della salute di Villafranca. I lavori sono in ritardo di quasi un anno" height="640" width="479"></a><br mce_bogus="1"></dt>
<dd class="wp-caption-dd">casa della salute di Villafranca. I lavori sono in ritardo di quasi un anno</dd>
</dl>
</div>
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		<title>Valtriversa: ritirata la proposta di riduzione dei consiglieri che penalizzava le opposizioni</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 07:27:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[BUON SENSO
Vi ricordate la riduzione dei posti per le opposizioni in Valtriversa? Lunedì 20 giugno 2011 c&#8217;è stata una seduta del consiglio della Comunità. Doveva servire per approvare il nuovo statuto e ratificare il taglio. Colpo di scena.  Il presidente Roberto Campia annuncia una novità e lascia la parola al segretario Carafa. La spiegazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #ff0000;"><strong>BUON SENSO</strong></span></h2>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Vi ricordate <strong><a href="http://www.paolovolpe.it/2011/06/04/valtriversa-tagliati-i-posti-in-consiglio-per-le-opposizioni/" target="_self">la riduzione dei posti per le opposizioni in Valtriversa?</a></strong> Lunedì 20 giugno 2011 c&#8217;è stata una seduta del consiglio della Comunità. Doveva servire per approvare il nuovo statuto e ratificare il taglio. Colpo di scena.  Il presidente Roberto Campia annuncia una novità e lascia la parola al segretario Carafa. La spiegazione è di una semplicità disarmante.  Il ministero degli interni, attraverso la prefettura, avrebbe fatto sapere che ci potrebbe essere un cambio di rotta nella legge che regola l&#8217;argomento nel senso che verrebbe lasciata alle Unioni dei Comuni liberta&#8217; di regolarsi come meglio credono. Di conseguenza, Campia rimette al consiglio la scelta su cosa fare. Il sindaco di Cortandone, Claudio Stroppiana, si pronuncia per approvare il nuovo statuto non cambiando la composizione attuale degli organi. Rosalba Galla, vice sindaco di Monale, per rimandare tutto in attesa di avere un nuovo testo completo e ordinato da  valutare. Nel mio intervento, sottolineo che l&#8217;indicazione della Prefettura risolve l&#8217;ostacolo più importante: si può non toccare la composizione degli organi e quindi non è giustificato limitare i posti dell&#8217;opposizione. Pertanto, propongo di ritirare tutto, suggerendo che sul nuovo statuto si faccia un lavoro di preparazione più approfondito, con il coinvolgimento di tutto il consiglio visto che emergevano perplessità su alcuni punti da parte di sindaci. Più volte, anche in passato, sono uscite difficoltà e differenze sul modo di dividere le spese tra i vari paesi. Difficoltà sempre negate ufficialmente ma in realtà ben presenti. Campia mi replica che la proposta di riduzione dei consiglieri era giusta e legittima. A mia volta, ricordo che non legittimo cambiare le proporzioni di composizione del consiglio, provocando un evidente danno alle opposizioni. Al momento del voto, passa la proposta di ritirare tutto. Scelta positiva: la Valtriversa, per ora, va avanti con il vecchio statuto. Mi auguro che quanto avvenuto serva a far capire che per cambiare le regole bisogna confrontarsi con tutti gli interessati in modo aperto, analizzando proposte e motivazioni  con pari dignità. Obiettivo: un compromesso serio. E ci si mette il tempo necessario. Non si impongono soluzioni già pronte.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
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		<title>Valtriversa: tagliati i posti in consiglio per le opposizioni</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 09:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[RISPETTARE LE OPINIONI DIVERSE
Martedì 24 maggio 2011, c&#8217;è stato il consiglio della Comunità Valtriversa. Come ultimo argomento della riunione, si doveva parlare di revisione dello statuto. Da diversi mesi, sappiamo che la Comunità deve ridurre i membri del suo consiglio da 27 a 13. Lo stabilisce la legge: come un Comune di pari grandezza. E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>RISPETTARE LE OPINIONI DIVERSE</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Martedì 24 maggio 2011, c&#8217;è stato il consiglio della Comunità Valtriversa. Come ultimo argomento della riunione, si doveva parlare di revisione dello statuto. Da diversi mesi, sappiamo che la Comunità deve ridurre i membri del suo consiglio da 27 a 13. Lo stabilisce la legge: come un Comune di pari grandezza. E&#8217; una di quelle norme che dovrebbero far risparmiare i soldi dei gettoni di presenza ma in realtà, all&#8217;italiana, non fanno risparmiare nulla perché i consiglieri di una comunità collinare non prendono nulla. Ma non divaghiamo. Torniamo al 24 maggio e provate a seguirmi in quanto è successo, anche se capisco che faccio appello alla vostra pazienza perché la questione può sembrare complessa. Fino ad oggi, l&#8217;unica informazione sulla vicenda è arrivata dalla Stampa ma dall&#8217;articolo sembrava che la posizione da me assunta fosse, in definitiva, un inutile lamento, in più sbagliato nel contenuto. Non è così e provo a spiegare. Come premessa, ribadisco un mio pensiero che ho già espresso più volte: <strong> <a href="/www.paolovolpe.it/2011/04/23/la-comunita-approva-il-bilancio-preventivo-2011/" target="_self">ai nostri paesi serve  una Valtriversa forte.</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COSA E&#8217; SUCCESSO?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I sindaci e le loro maggioranze hanno proposto che i 13 membri del consiglio versione ridotta fossero divisi così: in 11 alle maggioranze, di cui 9 sarebbero gli stessi sindaci dei paesi aderenti; 2 posti ai consiglieri di maggoranza e solo due alle opposizioni. Totale 11 a 2, senza alcun rispetto per il mantenimento delle proporzioni, previste dalla legge, che fissano nei due terzi i posti che vanno alla maggioranza e in un terzo quelli che vanno all&#8217;opposizione. I valori giusti sarebbero stati 9 a 4. Versione ufficiale per giustificare lo scippo di due posti: bisogna dare spazio anche ai consiglieri di maggioranza. <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA NOSTRA PROPOSTA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Ferrero</strong>, opposizione di Cantarana, ha presentato la poposta di mediazione che avevamo condiviso insieme: ripartizione 9 a 4; per i paesi che hanno i sindaci nella giunta (l&#8217;organo di governo della Comunità, proprio come nei Comuni, che si riduce per legge da 9 a 4), posto in consiglio per un rappresentante delle loro maggioranze (tenendo presente che i sindaci entrano tutti a rotazione nel governo della Comunità); tutti gli altri 14 membri esclusi dal consiglio in una commissione consultiva di controllo, con la presidenza affidata all&#8217;opposizione e il compito di esprimere pareri e suggerire progetti. La nostra proposta consentiva anche ai sindaci membri della giunta di presenziare comunque ai consigli ma senza diritto di voto. In sostanza, e in coerenza con quanto avevamo sempre sostenuto: tutti gli attuali 27 membri del consiglio avrebbero avuto la possibilità di lavorare per la Valtriversa, nessuno sarebbe &#8220;andato a casa&#8221;; le proporzioni tra maggioranze e opposizioni sarebbero state rispettate e un ruolo in consiglio sarebbe rimasto anche per i consiglieri di maggioranza.  La proposta di revisione dello statuto preparata dai sindaci ci era stata consegnata solo il venerdi precedente, 20 maggio, senza alcun momento di confronto informale, tranne un modesto accenno nel consiglio precedente, dove avevo chiesto, inutilmente, di avere per tempo la documentazione per fare le opportune valutazioni. Considerato questo e visto che la nostra proposta era stata presentata a tutto il consiglio solo quella sera, ho chiesto un rinvio della votazione, ritenendo che fosse la cosa più ragionevole da fare per dare a tutti tempo per riflettere. La mia richiesta è stata respinta a maggioranza. Si è quindi andati al voto. Volete sapere come è andata a finire? La proposta dei sindaci, quella che taglia i posti all&#8217;opposizione, è passata. Le maggioranze l&#8217;hanno votata compatte. Hanno votato contro il sottoscritto, Marco Ferrero, Giovanni Dezzani (opposizione di Maretto), Piergabriele Riccio (opposizione di Cortandone), Davide Cerrato (opposizione di Monale). Ora il provvedimento, per diventare esecutivo, dovrà passare nei consigli dei singoli Comuni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PERCHE&#8217;?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le regole non possono essere cambiate a danno di una parte. A tutela di tutti. Non è una questione di posti. Nelle istituzioni ci deve essere rispetto e lealtà tra maggioranza e opposizione. Non c&#8217;entra chi comanda in un certo momento. Perchè le maggioranze hanno voluto questa forzatura? Per mascherare le divergenze tra i sindaci? Le divergenze ci sono e sono state evidenti in più occasioni. Diversi Comuni hanno ancora troppe difficoltà a collaborare.  Credono di perdere potere se la Valtriversa è unita e funziona. Sono ancora troppo legati a logiche di campanile. C&#8217;è qualche sindaco che vuole gestire da solo la Comunità, pensando di trarne vantaggio? Villafranca ha la responsabilità di non aver cercato la crescita della Valtriversa con la collaborazione dei piccoli Comuni. Questo succedeva nel governo Padovani, salvo tardive aperture che non sono servite, e l&#8217;amministrazione Cavalla non riesce ad immaginare un ruolo per una Villafranca del domani che vada oltre i propri confini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A COSA SERVE IL CONSIGLIO?<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Come nei Comuni, il consiglio è il posto dove si devono formare le scelte, dove le opinioni diverse vanno discusse senza insofferenza. La giunta è il momento dove le decisioni devono essere messe in atto. Da tempo assistiamo in Valtriversa ad una progressiva, voluta, diminuzione del ruolo del consiglio. Viene convocato solo per gli adempimenti istituzionali strettamente necessari. Viene chiamato a ratificare le decisioni dei sindaci. Punto e basta. Idee diverse trovano spazio con notevole fatica. Non ci sono momenti di lavoro collegiale. Nel precedente mandato amministrativo c&#8217;erano ancora le commissioni consigliari: hanno funzionato poco perché i sindaci, che facevano anche da presidente, salvo qualche raro episodio, non hanno più voluto riunirle, contando sul fatto che i consiglieri di maggioranza tanto non protestavano e quelli di opposizione erano comunque slegati tra loro per poter realmente incidere in qualcosa. Che le opposizioni siano sempre state poco unite, in parte è vero. Diverse estrazioni. Diverso il modo di intendere i problemi e l&#8217;impegno da mettere nel ruolo. Quando le sensibilità sono differenti, ci si incontra lavorando insieme. Cosa che è stata fatta in modo non sufficiente nel passato. Bisogna essere più uniti: questo è l&#8217;obiettivo che, secondo me, tutti i consiglieri di opposizione oggi devono darsi. Nel consiglio della Valtriversa, però, si è già sentito l&#8217;invito a lasciar perdere perché &#8220;non ci sono maggioranze e minoranze&#8221;. La Comunità, ci dicono, non è un organo eletto direttamente dalla gente. Bel discorso in teoria, seducente per qualcuno, ma che non vale nella pratica. Intanto, tutti quelli che siedono nel consiglio sono eletti dalla gente. Qualcuno che sta all&#8217;opposizione raccoglie più voti di altri che stanno in maggioranza. Chi è al governo rappresenta idee e programmi di un tipo, chi è opposizione di un altro. Le differenze ci sono e sono un fatto normale in democrazia. Si possono trovare delle convergenze e in Valtriversa, se veramente crediamo tutti alla sua funzione, sarebbe auspicabile. Ma per farlo, chi governa, cioè i sindaci, devono aprirsi al contributo di chi sta all&#8217;opposizione con fatti concreti, favorendo la partecipazione, il lavoro e le proposte di tutti. Quanto è avvenuto va esattamente in direzione contraria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VILLAFRANCA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Scusate se l&#8217;ho fatta lunga, ma il tema Valtriversa tocca molti aspetti. Ho chiesto all&#8217;amministrazione comunale di Villafranca di lavorare per far si che la Comunità ritorni sulle sue decisioni e apra un dibattito serio e completo sullo statuto. Serve rifondare la Valtriversa ascoltando tutti i contributi e scegliendo con competenza dopo un confronto vero, senza improvvisazioni affrettate.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">
</blockquote>
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