Il BLOG di Paolo Volpe

Costruire una nuova politica per Villafranca d’Asti

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l’esito dell’incontro del 27 gennaio

4 marzo 2018 · Nessun commento

VERA UNIONE O SOMMA DI UFFICI?

L’unione “Colli del Monferrato” funziona o no? Sono tre anni che “Villafranca Domani” chiede alle amministrazioni comunali di Villafranca e Baldichieri di entrare nel dettaglio su questo tema, assai delicato per il futuro del nostro territorio. Per tre anni abbiamo ricevuto risposte rassicuranti e ottimistiche. Ci siamo quasi, ci hanno sempre detto. Peccato che quel “quasi” è rimasto tale e gli anni sono passati. Lo scorso 27 gennaio c’è stato il confronto sul tema che noi avevamo chiesto, a novembre 2017, per capire, con la presenza dei dipendenti. Noi come la pensiamo? Ripetiamolo. Noi rivogliamo la Valtriversa unita. Riteniamo la rottura un enorme sbaglio politico perché piccoli e separati siamo deboli. Comunque, oggi facciamo funzionare la “Colli del Monferrato”, a condizione che sia realmente capace di fare di più e meglio dei singoli Comuni.

La riunione è stata utile? Si. Nulla di risolutivo ma è stato un passo in avanti. I dipendenti si sono mostrati più attenti delle amministrazioni comunali. Da loro è arrivato il suggerimento di pensare ad un piano regolatore unico per Villafranca e Baldichieri. Da loro l’invito ad armonizzare i regolamenti, compreso il suggerimento a metter mano alle regole della tassa rifiuti, che sarebbero profondamente diverse tra i due paesi. Indicazioni che guardano positivamente avanti e presupposti necessari per dare a tutti i cittadini dell’Unione gli stessi diritti e gli stessi doveri. Noi avevamo chiesto alla giunta dell’Unione una relazione scritta che fotografasse a che punto siamo. Abbiamo avuto un lungo documento scritto con un linguaggio che non aiuta la comprensione. Molte parole per dire quello che si poteva sintetizzare in poche righe. Aggiunge qualche informazione nuova ma non molto. In sostanza, in questi tre anni si sono fatti investimenti in informatica e in servizi amministrativi. Tutte operazioni necessarie per costruire l’organizzazione. Non c’è dubbio. Ma dopo tre anni e qualcosa siamo ancora li. A quando le scelte per disegnare il futuro dei nostri territori? Nel documento c’è poco. Un accenno ad una consulenza, già data con una delibera di giunta del novembre scorso, “al fine di elaborare strategie ed azioni volte a assicurare maggiori servizi alle fasce deboli della popolazione dei Comuni aderenti”. Intendimento meritevole, senz’altro, ma molto generico negli obiettivi. C’è la partecipazione ad un progetto regionale per le politiche attive del lavoro che ha dato esito positivo, consentendo di assumere alcuni dipendenti a tempo determinato. C’è l’affermazione di credere nei valori dell’Unione: cosa buona ma se i tempi sono questi, molto lunghi, tutto rischia di rimanere un fatto solo legato alla burocrazia dell’ente. Senza dare ai cittadini alcuna percezione che ci sia un reale vantaggio a mettere insieme i Comuni. Le amministrazioni comunali rispondono che l’Unione non è elettiva e quindi che la gente non se ne interesserà. In parte, può essere vero. Ma è abbastanza contraddittorio sostenere di condividere la fusione dei Comuni e dire che si farà quando ci sarà la consapevolezza, quindi una maturità culturale, nella popolazione ma non fare nulla per produrla. Chi dovrebbe produrre la maturità culturale? Il destino? E la tanto promessa “autostrada informatica”, il collegamento per la trasmissione dei dati tra i tra i due Comuni? La solita musica: sarebbe pronta ma manca ancora qualcosa. Quando verrà accesa? La promessa: due settimane. Ormai è passato un mese ma non ci risulta che ancora funzioni. Quando verranno nominati i responsabili degli uffici? Con il bilancio preventivo, ha risposto la segretaria, alla quale i due sindaci hanno delegato il compito di fare da portavoce. Dove lavoreranno i dipendenti? Francamente, le idee non sembrano ancora chiare. Qualche timido accenno a “compresenze” nel municipio di Villafranca ma senza calcare la mano. I cantonieri? Ognuno si occuperà del suo territorio, ha precisato Cavalla. Forno vorrebbe una squadra che lavori insieme per obiettivi di maggior rilievo. Noi diciamo che bisogna lavorare in squadre omogenee, a favore di tutto il territorio dell’Unione, dai tempi della Valtriversa. Ci fa piacere che Forno dica di voler andare nella stessa direzione. Come valutare se l’attività dell’Unione porterà ad effettivo miglioramento dei servizi resi alla popolazione? Noi abbiamo chiesto che siano i dipendenti a fare i confronti perché, ora, sono gli unici che possono dare un giudizio competente grazie alla loro esperienza. La giunta dell’Unione si è posta il problema di capire se il suo ente sarà più efficiente dei due Comuni separati? Credo proprio di no. Speriamo non lo consideri una perdita di tempo. In una qualsiasi azienda, quando si investe? A buon senso, quando si elaborano nuovi obiettivi e ci si da una strategia per raggiungerli.

La relazione sull’Unione

 

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Unione “Colli del Monferrato”: la verifica chiesta da “Villafranca Domani” dovrebbe tenersi il 27 gennaio

14 gennaio 2018 · Nessun commento

CREDIAMO AD UNA VERA UNIONE

Torno sull’argomento Unione per dirvi che l’incontro con le amministrazioni comunali da noi chiesto per una verifica della situazione dovrebbe svolgersi il 27 gennaio. A fine novembre avevamo chiesto di fare il punto sulla situazione della “Colli del Monferrato”. Una runione che coinvolgesse i consigli comunali di Villafranca e Baldichieri, con tutti i dipendenti. La data era stata accordata per il 13 gennaio. Poi, Gianluca Forno, attuale presidente dell’Unione e sindaco di Baldichieri, ne ha chiesto il rinvio, motivandolo con problemi personali.

Abbiamo chiesto la riunione per capire quanto è stato fatto, al di là delle tante rassicurazioni formali ricevute in questi tre anni. Dove ci veniva sempre detto di stare tranquilli, che tanto tutto era ormai ad un passo dall’essere pronto. Così non era e si è visto. Vogliamo capire quanto resta da fare. Gli atti e le decisioni da prendere. Quali difficoltà vanno ancora superate. Abbiamo chiesto che lo stato di fatto e le cose rimaste vengano dettagliate in un’apposita relazione da distribuire a tutti i consiglieri. Voi direte: vale la pena preoccuparsi tanto di questa Unione? Noi crediamo sia fondamentale che il territorio si unisca e lavori insieme in modo funzionale e stabile. E’ l’unica strada che consideriamo percorribile per affrontare le troppe debolezze che condannano i piccoli Comuni a fare e contare sempre di meno. Debolezze ampliate dall’ente Provincia distrutto da una pessiama riforma. Meno soldi. Meno capacità di agire. Nessun peso nelle situazioni che governano problemi provinciali fondamentali come, ad esempio, i rifiuti, la sanità, il sociale. E nell’astigiano siamo tutti piccoli Comuni. Se i paesi contano meno, non fanno gli interessi della popolazione. Che fine faranno i pochi servizi sul territorio? Con la scusa di “risparmiare” e “ottimizzare”, i verbi preferiti da chi vuole “tagliare”, finiremo per vedere qualche servizio solo ad Asti e basta. Noi siamo per la Valtriversa unita, non per questa piccola Unione che consideriamo un errore. Ora però c’è. Facciamola funzionare. Ma tutto ha un senso se l’Unione farà meglio e di più dei Comuni separati, superando le reciproche diffidenze ed il campanilismo.

I CITTADINI NON VENGONO INFORMATI

Tre anni sono passati e la nostra gente ancora sa poco o nulla dell’Unione. Come capitava per la Valtriversa. Chi ha governato in questi anni Villafranca non ha mai voluto l’Unione come svolta per il futuro. Non l’ha mai considerata un obiettivo culturale. Se non si trasmette alla gente la necessità di costruire una nuova casa comune, con l’impegno di tutti in tutti i momenti utili della vita sociale, l’Unione rimarrà solo burocrazia e sarà sempre una scelta debole, incapace di produrre una vera integrazione tra i vari paesi. Far finta di cambiare affinché tutto rimanga come prima. E le persone non si sentiranno mai cittadine del nuovo ente. Ovviamente, devono crederci tutti i Comuni coinvolti. Ma se Villafranca vuole candidarsi ad essere il centro del progetto, la forza trainante, deve crederci più degli altri ed essere consapevole delle proprie responsabilità.

QUINDI?

Sono stati definiti gli obiettivi politici e i tempi per realizzarli? Sono stati fissati risultati da raggiungere? Livelli qualitativi da ottenere? Quando ci saranno i momenti di verifica? Sono stati fissati tempi e modi per misurare i risultati ottenuti? Nessuno lo sa. Serve un progetto dove le amministrazioni dicano chiaramente cosa vogliono fare con l’Unione.

Altre soluzioni? Fino ad ora non ne ho sentite. Tranne tirare a campare, accontentandosi di fare piccolo cabotaggio e un po’ di apparenza.

 

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auguri a tutti i lettori di questo spazio

1 gennaio 2018 · Nessun commento

NOI CI SIAMO

Il 2017 ha visto la “casa della salute” entrare in funzione. Questo risultato è stato possibile grazie alle tante persone che hanno firmato la petizione che chiedeva il servizio. Grazie a loro, il grande investimento pubblico di regione Pieve, cantiere chiuso e abbandonato per dieci anni, torna all’attenzione del dibattito pubblico e viene completato. Anche le amministrazioni comunali della zona, che avevano tenuto preferito il silenzio evitando accuratamente per anni di coinvolgere la gente, sono costrette ad occuparsene. Se c’è stato un cambiamento, il merito è della gente che ci ha creduto. Questo, ritengo sia l’augurio migliore per tutte le persone che hanno a cuore il futuro della nostra zona, Villafranca compresa. Anche a livello locale, serve un leale confronto di idee che sappia far tesoro delle differenze, senza timori. E sappia cercare la sintesi migliore. Gli organi di informazione possono fare molto in tal senso, se hanno la capacità di approfondire i problemi, indicare i bisogni, denunciare le inadempienze e chiedere conto delle responsabilità. Senza il timore di infastidire qualcuno. E senza limitarsi a registrare la presunta comoda verità di chi governa in quel momento. Ognuno di noi può fare la sua parte, impegnandosi nelle tante occasioni che la vita civile offre. Così la politica vera, quella che parte dal basso, può crescere e produrre i suoi positivi effetti. Con il coraggio di uscire dagli schemi. Di fare quello che non si è mai fatto. Con un ruolo attivo di giovani capaci di prendere in mano il destino del territorio, non usati per portare voti alle elezioni.

Vorrei che la politica locale venisse considerata una forma alta di volontariato, come mi disse tempo fa un giovane amico. Avere a cuore le istituzioni, che sono patrimonio di tutti, e la legalità che esse devono rappresentare, vuol dire avere a cuore la comunità tutta. Non serve una politica ridotta a curiosità di cui ci si ricorda in campagna elettorale per votare l’amico e non il programma concreto e migliore. O, peggio, un modo per farsi promettere vantaggi personali.

Da parte mia e degli amici di “Villafranca Domani”, auguro a voi e a chi amate un 2018 che vi dia le soddisfazioni che desiderate e meritate. Noi continueremo ad esserci.

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Unione “Colli del Monferrato”: a che punto siamo? Abbiamo chiesto un incontro aperto a tutto il consiglio ed ai dipendenti

2 dicembre 2017 · Nessun commento

NON DISTURBARE

Dopo tre anni, cosa ha prodotto l’Unione “Colli del Monferrato” tra i Comuni di Villafranca e Baldichieri per la popolazione dei due paesi? Nulla. Non è nemmeno riuscita a darsi una struttura, cioè la necessità basilare per produrre qualsiasi scelta operativa. Abbiamo ancora un ente che esiste solo sulla carta. Come ricorderete, la nuova Unione è nata  a fine 2014 dopo la tormentata scissione della Valtriversa. Dopo un anno avevamo chiesto conto. Dopo due, ancora. Risposte? Promesse evasive ma sempre ottimistiche. Tutto sembrava ad un passo dall’essere realizzato, pronto a partire in poco tempo. E dopo tre anni siamo ancora al nastro di partenza. Ci diranno che c’è un velocissimo collegamento informatico tra i due Comuni. Siamo contenti anche se ancora nessuno lo ha visto all’opera. Speriamo presto e speriamo che gli uffici comunali possano andare velocissimi sulle autostrade del web. Auguriamoci solo che qualcuno dica loro dove andare. Quando? Non si sa. Ci diranno che hanno acquistato una spazzatrice stradale. Peccato sia una macchina molto vecchia, comprata senza alcuna garanzia di funzionamento e per la quale sono già state previste spese di manutenzione straordinaria. Senza che abbia fatto un’ora di lavoro. Dai giornali apprendiamo che acquisteranno un pulmino per trasporto anziani. Una novità mai dichiarata nei momenti ufficiali. La classica propaganda da effetto annuncio? Non lo sappiamo. Ne prendiamo atto e aspettiamo di capire con quali soldi e per farne cosa. Non sono nemmeno stati in grado di organizzare gli incontri formativi per gli amministratori che avevamo chiesto… nel 2015. Non si sa mai che i membri del consiglio volessero sapere qualcosa. E che sarà mai? Che fretta c’è? Così finisce il mandato amministrativo e  di informarsi non c’è più bisogno. Ci diranno che siamo  brutti e cattivi a fare domande. Ma si sa. Hanno un concetto strano della politica. Vorrebbero i consiglieri silenziosi e distratti, al bisogno portatori di voti, che evitino di disturbare le giunte locali, tutte impegnate a lavorare a tempo pieno per la nobile causa.

Noi, che continuiamo a credere nella politica seria, quella semplice che si preoccupa di dare un futuro al territorio in cui viviamo, abbiamo fatto lo stesso le domande. Ecco il testo della richiesta di incontro, mandata giovedì scorso all’Unione. La lettera è stata firmata dal sottoscritto, da Alfredo Castaldo, da Giovanni Damasio e da Lorenzo Salvatore.

Siamo ormai a tre anni dalla nascita dell’Unione “Colli del Monferrato”. Pur mantenendo la nostra contrarietà alla scelta di dividere il territorio della Valtriversa, abbiamo sempre sostenuto l’idea che, se nuova Unione doveva essere, la stessa diventasse modello di efficienza e di capacità gestionale in grado di dare soluzioni nuove ai problemi del suo territorio. In tal senso, speravamo che l’Unione diventasse anche l’istituzione locale punto di riferimento della nostra gente. È evidente che così non è stato. Almeno fino ad ora. Solo un ente in grado di funzionare può esprimere scelte e politiche. Pertanto, ritenendo sempre che gli amministratori debbano essere i primi attori convinti del processo di cambiamento, serve capire a che punto siamo. Considerato che manca poco più di un anno al termine del mandato amministrativo, chiediamo un incontro con la presenza dei membri del Consiglio dell’Unione, della segretaria e dei dipendenti con funzioni apicali nei servizi di Villafranca e Baldichieri. Scopo della riunione dovrà essere confrontarsi sugli obiettivi per la messa in funzione effettiva dell’Unione, su quanto è stato fatto, su quanto resta da fare e le difficoltà incontrate, ascoltando direttamente le indicazioni ed i suggerimenti dei dipendenti. In particolare, Vorremmo conoscere:

- L’organigramma completo dell’Unione, con indicati i responsabili e le relative competenze;

- tempi e modalità di concreta attivazione del collegamento informatico tra i due Comuni;

- tempi e modi con cui le varie funzioni verranno svolte realmente dall’Unione stessa;

- Gli atti che ancora mancano o devono essere assunti ufficialmente per attivare le varie funzioni dell’Unione;

- orari e modalità di accesso per il pubblico agli uffici dell’Unione.

Chiediamo che l’incontro sia organizzato con un logico anticipo per un sabato mattina, in modo da favorire la massima presenza possibile. Dei cinque punti sopra indicati, chiediamo venga consegnata a tutti i consiglieri una memoria riepilogativa scritta.

Inoltre, rileviamo che non è mai stata data attuazione al ciclo di incontri formativi da noi richiesto ancora nell’agosto 2015 a favore degli amministratori. Tali incontri dovevano servire a una conoscenza reciproca della situazione di Villafranca e Baldichieri per mettere i membri del Consiglio nella migliore condizione di scegliere con una visione complessiva di territorio.

 

 

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per abbassare il costo dei rifiuti, proviamo a non produrli. “Villafranca Domani” lo sostiene da anni

18 ottobre 2017 · Nessun commento

VOGLIAMO IL “RIFIUTO ZERO”

Come fare per ridurre il costo dei rifiuti? Non produrli. E’ il “rifiuto zero” la nuova frontiera. Andare oltre la raccolta differenziata. Produrre meno rifiuti. O meglio: non produrli. Si può? Si. Non è facile. Bisogna lasciare abitudini consolidate. Dimenticare la comodità dell’usa e getta. Insegnare i comportamenti virtuosi, come utilizzare prodotti alla spina e scegliere quelli con meno imballaggi nello scaffale del supermercato. Sostenere i mercati del riuso per dare una seconda vita ad oggetti che verrebbero buttati. Anche abbandonare i rifiuti sul territorio è un costo. Ambientale perché è un comportamento sbagliato che arrecherà danni per tanto tempo. Lo sapevate che una bottiglia di plastica abbandonata impiega mille anni prima di deteriorarsi? Un costo economico perché per pulire si spendono soldi. Si è parlato di questo sabato 14 ottobre, nell’interessante incontro pubblico promosso dalla Vicaria della Valtriversa a Monale, in collaborazione con il locale circolo di Legambiente. Un vivace dibattito che ha visto come relatore principale Alessandro Cane, rappresentante della cooperativa Erica di Alba, da sempre attiva nella formazione e nei progetti in campo ambientale. Cane è stato presidente della cooperativa fino all’aprile scorso.

Non produrre rifiuti è quanto noi di “Villafranca Domani” sosteniamo da anni. Ovviamente, non ci siamo mai illusi che tutto questo sia facile e ottenibile in poco tempo. Il problema rifiuti è complesso. Ha molti aspetti che devono essere considerati insieme. In primo luogo, serve una politica locale che guardi al futuro, capace di premiare e incentivare le buone pratiche utili per non produrre rifiuti. Pratiche che fanno bene all’ambiente e tagliano i costi. Serve mostrare nel concreto che non produrre rifiuti è possibile perché l’unico rifiuto che non costa è quello che non viene prodotto. Peccato che tutto questo a Villafranca non venga fatto.  Anche la “casetta dell’acqua”, unica vero esempio in tal senso, almeno fino ad ora, viene considerata dall’amministrazione un fastidio e un costo.  Non uno strumento positivo che ha evitato di buttare migliaia di bottiglie di plastica nei rifiuti. Si è visto chiaramente in consiglio comunale. Non solo a Villafranca non si fanno iniziative per non produrre rifiuti. Non vengono nemmeno fatte iniziative di promozione della raccolta differenziata. Sono necessarie? Si. La popolazione cambia. Gente nuova arriva. Altri emigrano. Negli anni sono aumentati gli stranieri. Favorire la formazione di una cultura ambientale è un lavoro continuo. Va fatto coinvolgendo le famiglie e, in particolare, i giovani. Non bastano qualche lontana pubblicità, qualche sporadico manifesto che pochi leggono o qualche burocratica lettera. Qualcuno obietterà: a Villafranca la raccolta differenziata è già su percentuali alte. Ver0. I dati ci dicono che il paese è sull’80 per cento. Un ottimo risultato reso possibile dall’impegno di tutti i villafranchesi che conferiscono correttamente. Un ottimo risultato che ha le sue radici in una cultura costruita a partire dal 1991, quando di differenziata nessuno si preoccupava. L’amministrazione comunale oggi si vanta con ragione dei valori raggiunti. Peccato che allora, quando era opposizione, tuonava contro gli investimenti necessari per impiantare il sistema. Già in quegli anni c’erano stati positivi esempi di raccolta porta a porta. Sperimentazioni che favorirono la decisione del 2008 di renderlo il sistema principale di raccolta, con i risultati che conosciamo. Ora l’errore sarebbe credere che quanto fatto sia sufficiente e che non serva altro, tanto la gente lo sa. Mai dare qualcosa per scontato e vivere di rendita. Si corre il rischio di regredire, come ha ben spiegato lo stesso Alessandro Cane nell’incontro di Monale. Quindi? Ora ci sono le basi per un altro considerevole salto in avanti e puntare al “rifiuto zero”. Può sembrare utopia. Ma è dalle utopie che nascono i cambiamenti significativi. Non era utopia la differenziata nel ’91? Sono scelte che i Comuni possono fare perché sono nelle lore competenze. Come è nelle loro competenze applicare una tassa rifiuti che sia facilmente comprensibile alla gente normale. Concordare sistemi di raccolta e di tassazione uguali almeno in tutta la Valtriversa geografica. Fare controlli efficaci e duraturi nel tempo per sanzionare evasione e abbandono. Nel ’91, con la raccolta differenziata dei rifiuti, riuscimmo a far lavorare insieme più Comuni della zona. Fu la prima vera “Comunità”, fatta da amministratori che ci credevano, senza obblighi o secondi fini.  Si può cambiare? Si. I Comuni devono solo volerlo.

 

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attivato il primo lotto del sistema di videosorveglianza

2 ottobre 2017 · Nessun commento

TELECAMERE

Villafranca ha un sistema di telecamere di sorveglianza. Bene. Era ora. Sono solo sei, posizionate con i fondi stanziati nel 2016. Nulla ancora per il secondo lotto con i fondi del 2017. Ma si sa che i tempi di decisione dell’amministrazione comunale sono sempre molto lunghi. Il nostro gruppo, “Villafranca Domani”, chiede che il sistema villafranchese diventi parte di uno più ampio capace di coprire tutti i paesi della ex Valtriversa, con i vigili a fare da coordinatori. Vorrebbe dire più sicurezza per tutta la zona. Noi continuiamo a pensare alla Valtriversa che dovrebbe essere unita e capace di fare scelte condivise. I vigili vanno usati per la loro professionalità. Servono persone che diano valore aggiunto al presidio del territorio. Non persone disperse con i loro servizi venduti ad una ventina di Comuni diversi e molto lontani tra loro. O ridotti a fare gli impiegati.

Abbiamo anche chiesto che i vigili siano messi fin da subito nella condizione di accedere alle registrazioni direttamente via internet dal loro ufficio. Perché? Quando ci venne annunciata la posa delle telecamere, questa possibilità non era prevista. Avrebbero dovuto recarsi in municipio, chiedere permesso e aspettare un incaricato che li accompagnasse. Abbiamo detto no, troppo complicato e inadeguato. Chi indaga ha bisogno di farlo in fretta quando serve. Dall’amministrazione ci hanno fatto problemi di privacy, poi di tecnologia. Poi che avrebbero valutato. Nel regolamento del servizio di videosorveglianza, approvato lo scorso giovedì dal consiglio comunale, l’accesso dei vigili è stato previsto. Non nella prima bozza presentata ma nella seconda, arrivata solo poche ore prima del consiglio, perché non si sarebbero accorti che il testo non era adeguato alla normativa. Meglio tardi che mai. Quando daranno ai vigili nel concreto l’accesso alle immagini dal loro ufficio? Tentennando un po’, ci hanno assicurato che hanno ordinato alla ditta installatrice di farlo. Ci auguriamo molto presto ma non ne siamo così sicuri.

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l’amministrazione ammette problemi nel conferimento dei rifiuti indifferenziati al sistema di raccolta

25 agosto 2017 · Nessun commento

TENIAMO PULITA LA CASA DI TUTTI

A Villafranca, come si paga lo smaltimento dei rifiuti prodotti? La bolletta dei rifiuti che riceviamo ogni anno è calcolata, in parte, sul numero dei sacchi viola presi in municipio per il rifiuto che non può essere riciclato. Quello che non si può recuperare deve essere dato al servizio di raccolta in quei sacchi viola. Il sacco da 30 litri costa 95 centesimi. Quello da 70 sale a 2,20 euro. Quello da 100 arriva a 3,15 euro. Quindi, più ne andiamo a ritirare, più paghiamo perché vuol dire che produciamo più rifiuti. Principio sacrosanto. Peccato che ci siano 600 famiglie, sulle 1400 complessive tra residenti e non residenti,  che nel 2016 non hanno ritirato sacchetti viola. Numero fornito dal Comune stesso. Noi di “Villafranca Domani” abbiamo sollevato il problema in consiglio comunale. Abbiamo ritenuto il dato rilevante:  dovrebbe preoccupare ogni amministratore comunale. Perché? Meno sacchetti si prendono, meno si potrebbe pagare. In parte questo specifico aspetto del probema viene superato con un consumo minimo stimato di sacchi messo comunque in bolletta, anche se gli stessi non sono stati ritirati. Dai 20 sacchi da 20 litri per famiglie di una persona, fino ai 50 per famiglie di 6 o più persone. Quello che ci preoccupa di più è lo smaltimento. I rifiuti che fine fanno? Vengono abbandonati? La nostra denuncia è stata banalizzata e minimizzata dall’amministrazione comunale. Solo nel consiglio del 27 luglio, il consigliere Accasto ha dato i risultati di una verifica personale che avrebbe fatto, visitando 150 delle 600 famiglie che non hanno preso sacchi viola nel 2016. Ben 85 avrebbero dichiarato di “non averne bisogno”. Cioè oltre il 60 per cento del campione non userebbe i sacchi viola. Altre 46 se li farebbero prendere “da altri”.  La rimanente parte si sarebbe rifiutata di dare risposte. I dati cosa dimostrano? I nostri dubbi erano giustificati. Anche l’amministrazione comunale ha dovuto ammetterlo. Speriamo che una parte delle famiglie interpellate faccia talmente bene la raccolta differenziata da non aver bisogno di sacchi. Però, una parte può smaltire in modo sbagliato.  Ci sarà sicuramente chi non sa come comportarsi. O chi non ha una cultura ecologica. Ci sarà chi non ha voglia di impegnarsi e preferisce la via più comoda. Ci sarà, ovviamente, chi vuole fare il furbo e  non pagare. O pagare meno. Questo ci spiega perché nei giorni di raccolta si vedono “borse della spesa”, sacchi neri e sacchi viola “taroccati”, quelli che sembrano comunali ma in realtà arrivano dal supermercato. Non saranno tantissimi casi, per fortuna, ma ci sono. Ci sono anche gli abbandoni, come dimostrato dai rifiuti raccolti dalla locale sezione di Legambiente, ad ogni edizione di “puliamo il mondo”, e le segnalazioni di cittadini anche su facebook. Anche farsi prendere i sacchi “da altri” può causare problemi. Premesso che la giustificazione non sembra molto credibile, almeno non in quella dimensione, a chi vengono addebitati in bolletta? Forse, a persone diverse dagli effettivi utilizzatori.

LE PROPOSTE DI “VILLAFRANCA DOMANI”

Cosa fare? Da troppi anni manca una diffusa ed efficace campagna di informazione su come smaltire i rifiuti. L’amministrazione comunale fa vaghe promesse. Poi nulla viene tradotto in pratica. Molte famiglie villafranchesi sono cambiate negli anni. Gente se ne è andata. Altra è arrivata. C’è una significativa presenza di stranieri con tutti i problemi di comprensione e consapevolezza. Non bastano il volantino dato distrattamente o qualche burocratica lettera. Le campagne di informazione vanno fatte periodicamente. Risultati importanti si possono ottenere con apposite lezioni nelle scuole.

E poi? Dimostare nel concreto che si possono non produrre rifiuti. La nuova sfida che il Comune dovrebbe affrontare. Servono iniziative in tal senso. Ad esempio, incentivare distributori di prodotti alla spina nei negozi. Il Comune potrebbe premiare chi mettesse in atto buone pratiche in tal senso.

Continuare il dialogo con le famiglie porta a porta, per capire cosa serve, gli errori fatti e come porvi rimedio. L’indagine di Accasto è una buona cosa ma non basta. Bisognerebbe continuarla per renderla più significativa. La gestione di un sistema di raccolta rifiuti che, per forza di cose, è complesso si fa per strada. Non dietro una scrivania. Perché non mettere in mostra in modo ben visibile, per qualche tempo, quanto raccoglie Legambiente con “puliamo il mondo”? Gestire i rifiuti è prima di tutto un fatto di educazione e di cultura. Far vedere l’immondizia tolta dai fossi potrebbe aiutare a capire.

In sintesi, serve un impegno programmato e continuativo nel tempo. Non basta il singolo momento. Differenziata di qualità e insegnare a non fare rifiuti. Poi, dopo la spiegazione,  sanzioni pesanti per chi continua a tenere comportamenti sbagliati. Da anni a Villafranca i controlli sono praticamente inesistenti. Si continua a dare il messaggio che tutto è tollerato. Fai quello che vuoi, tanto non succede nulla. Nelle bollette comunali ci dovrebbe essere il calcolo dettagliato di quanto dovrebbe pagare la singola famiglia: per trasparenza, per far comprendere quali sono i costi e perché si paga. Educazione e cultura sono un investimento per il futuro. Come sempre, la differenza è scegliere di farlo.

FACCIAMO PARLARE LE IMMAGINI 

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17.10.2015. “Puliamo il mondo” a Villafranca, organizzato dal locale circolo di Legambiente. La foto evidenzia il notevole quantitativo di rifiuti  abbandonati lungo le strade che ogni volta viene raccolto

17.10.2015. Legambiente organizza "Puliamo il mondo" a Villafranca. Dalla vegetazione esce anche un copertone

17.10.2015. Legambiente organizza “Puliamo il mondo” a Villafranca. Dalla vegetazione esce anche un copertone

 

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il contenitore per i medicinali scaduti in via Luotto, proprio davanti a dove c’era l’Asl fino a fine 2016, Come si può vedere, è rotto da anni e spesso i medicinali sono abbandonati anche all’esterno. Considerata la delicata tipologia di rifiuto, il contenitore andrebbe sostituito.

Regione Pieve. Sacchi neri abbandonati accanto alle campane per la raccolta del vetro

Regione Pieve. Altra scena che si vede spesso: sacchi neri abbandonati accanto alle campane per la raccolta del vetro. Fino ad ora, nessun controllo e nessuna sanzione. Con l’unico risultato di dare il messaggio che i più furbi la fanno sempre franca

 

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Località Ponte Grosso. Sotto le arcate del ponte, gli abbandoni di rifiuti sono frequenti. L’immagine è di inizio agosto 2017. Chi ha tagliato l’erba lungo la strada, ha ignorato la presenza di sacchi neri e li ha “triturati”, senza poi curarsi di pulire

 

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tenere pulite e in ordine le aree pubbliche servirebbe a tutti

18 agosto 2017 · Nessun commento

MIGLIORARE L’IMMAGINE DEL PAESE

Qualcuno si è accorto della transenna che impedisce da tempo l’accesso allo scivolo del Valentino, attrezzo ormai vecchio e privo di adeguata manutenzione? Che la situazione dei giochi per bambini sia carente, lo evidenzio da anni in questo spazio (se qualcuno ha voglia di ricordare, ecco cosa scrivevo nel 2009 e nel 2011, nella generale indifferenza). Come “Villafranca Domani”, da anni sosteniamo che sia carente, salvo qualche sporadico intervento, la cura verso l’unica area a verde pubblico del concentrico, cioè sempre quella del Valentino. Sosteniamo che sia carente anche la sicurezza, in particolare sul lato verso la ferrovia. La rete esistente non costituisce di certo un ostacolo per chi volesse superarla. E se lo facesse un bambino? Magari quando passa un treno? Perché siamo in questa situazione? Mancano soldi, dirà qualcuno. I soldi sono pochi, è vero. Ma quelli che ci sono bisogna decidere come spenderli. È un fatto che sulle aree a verde pubblico l’attuale amministrazione comunale e quella precedente abbiano scelto di non investire. Magari perché hanno sempre creduto che bastino i giardini privati, come dichiararono anni fa. E chi non li ha? Si arrangi. Spazi pubblici per il gioco dei bambini e per socializzare servono. Sono un valore sociale. C’è poco personale per le manutenzioni, direbbe qualcun altro. Vero anche quello. Mi auguro che i cantonieri di Villafranca e Baldichieri comincino a lavorare insieme, in un’unica squadra. Se siamo Unione “Colli del Monferrato” con Baldichieri, cosa ancora tutta da dimostrare nella realtà, proviamo a darci una mano. Senza disperdere le risorse, magari aggiungendo anche i cantonieri temporanei che dovrebbero essere assunti a settembre. Lavorando in squadra potrebbero fare qualche opera di portata maggiore. E sostenere la cura dei beni pubblici, che sono di tutti e non “di nessuno”, con il lavoro dei privati che hanno debiti per tassa rifiuti nei confronti del Comune? Lavoro volontario in cambio dell’azzeramento dei debiti. Ci guadagnerebbero le persone oneste e ci guadagnerebbe il Comune. E utilizzare in qualche lavoro anche i migranti ospitati nel nostro paese? Tre mesi fa il Comune ha approvato una convenzione in tal senso proposta dal consorzio Codeal che ha l’incarico di gestirli. Da allora, non mi risulta che qualcosa si sia mosso. Perché? Qualcuno ha sollecitato Codeal a muoversi? E sperimentare qualche forma di collaborazione con il mondo del volontariato? Tenere in ordine e pulite le aree pubbliche migliora l’immagine del paese. Tutti dobbiamo sentircene responsabili perché il paese è casa nostra. Terremmo casa nostra sporca e malandata? Le possibili soluzioni ci sono. Bisogna provare ad usarle.

la transenna impedisce l'utilizzo dello scivolo ormai vecchio e bisognoso di manutenzione

la transenna impedisce l’utilizzo dello scivolo ormai vecchio e bisognoso di manutenzione

 

l'inutile wc del Valentino ormai abbandonato da tempo

l’inutile wc del Valentino ormai abbandonato da tempo. Incuria e vandalismi hanno fatto la loro parte.

seggiolino altalena

il seggiolino rotto dell’altalena al Valentino. Rotta anche la protezione centrale per i più piccoli. Da quanto tempo è in queste condizioni?

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sta per partire un nuovo sistema di videosorveglianza. Le immagini saranno accessibili alle forze dell’ordine?

14 agosto 2017 · Nessun commento

TELECAMERE E VIGILI

I vigili e i carabinieri potranno vedere direttamente le immagini riprese dalle sette nuove telecamere che sono appena state installate e dovrebbero essere attivate a settembre? No. Nessuna possibilità di accesso da computer nei loro uffici. L’amministrazione comunale non lo avrebbe previsto. Vigili e carabinieri, se vorranno visionare i filmati dovranno recarsi in municipio dell’orario di apertura e chiedere il permesso di farlo. A chi? Come? Ancora non si sa. Lo abbiamo appreso nel consiglio comunale del 27 luglio scorso. Abbiamo replicato che si tratterebbe di un sistema poco efficace. Le immagini vanno viste quando serve. In fretta. E le forze di polizia locale devono poterlo fare senza complicazioni. Anche perché la vicina Cantarana già farebbe così per le sue telecamere. L’amministrazione ha tentato di replicare con timori sui costi e sulla possibilità di danneggiare la privacy delle persone. Abbiamo risposto che riteniamo sbagliato impedire ai vigili di agire in modo rapido. Poi, che telecamere stradali danneggino la privacy si sembra del tutto ridicolo. Finale? Ci “penseranno”. E pensarci prima?

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il Comune risponde alla nostra interrogazione sulla tassa rifiuti senza dire nulla

30 luglio 2017 · Nessun commento

PAGA CITTADINO/2

E’ arrivata la risposta dell’amministrazione comunale allinterrogazione di “Villafranca Domani” sui crediti mai incassati della tassa rifiuti. Dice ovvietà mai messe in discussione da nessuno e, come già fatto in consiglio comunale, rimane evasiva sulle nostre domande.
Il Comune restituirà ai cittadini i maggiori costi previsti nella bolletta rifiuti rispetto a quelli reali? Sembra proprio di No. Perché? Leggiamo che gli uffici “sono a procedere ad effettuare il conguaglio positivo o negativo solo al momento in cui si abbia una situazione definitiva degli incassi dell’esercizio”. Quando? La risposta non lo dice. Chissa come mai. Secondo noi, il conguaglio andrebbe fatto quando si sia fatto tutto il possibile per recuperare l’evasione di chi non ha pagato, al massimo entro i termini legali della prescrizione del credito.  Dal 2014 in avanti, la relazione al bilancio consuntivo, approvata dall’amministrazione comunale, ha sempre fornito un dato chiaro: il Comune emette bollette per un importo superiore alle effettive spese. Leggono quello che loro stessi approvano? E’ ovvio che chi non paga diventa un costo in più per chi paga. Capita in qualsiasi azienda. Ma solo dopo che si è fatta ogni azione utile per far pagare tutti quanto devono. Un imprenditore non emette una fattura a carico di un cliente per poi dimenticarsi dello stesso se non paga. Attua tutte le forme di pressione che gli sono possibili. E’ sempre ovvio che il Comune deve continuare a raccogliere i rifiuti. L’imprenditore privato può smettere di servire il cliente debitore. Proprio per questo spetta al Comune il dovere morale di attuare azioni decise nei confronti dell’evasione, anche per evitare di perdere autorevolezza. Ne ha già così poca. Ogni posizione andrebbe esaminata con criteri e interventi precisi perché tutti siano trattati allo stesso modo. Azioni che potrebbero comprendere l’offerta di lavori sociali a pagamento del debito per chi è onesto ma ha difficoltà a pagare per provati problemi economici. Rimane un dubbio: non sarà mai che perseguire chi non paga le tasse non porti a quel consenso facile sempre desiderato in municipio? La tassa rifiuti riguarda tutti. Non è legata alla proprietà della casa. Pagare per smaltire i rifiuti prodotti è un fatto di educazione e senso civico. Quindi, la potenziale evasione può essere più diffusa e in tutti i livelli sociali.

COSA SI E’ FATTO?

Quali attività sono state fatte per contrastare l’evasione, chiedevamo nella nostra interrogazione? Ecco la risposta. L’ufficio finanziario avrebbe provveduto ad “esaminare tutte le posizioni” e ad “inviare un ulteriore sollecito” per chiedere di regolarizzarle con la “rottamazione” delle cartelle esattoriali possibile qualche mese fa. Contemporaneamente, “si è iniziato a valutare” (sottolineo: iniziato. Il nostro gruppo ha sollevato il problema nel 2012) quali fossero le posizioni per le quali un’azione di recupero del credito sarebbe conveniente. In sintesi, il Comune avrebbe detto agli interessati di usare una sorta di condono e avrebbe iniziato a riflettere sulle potenziali posizioni recuperabili. L’invito a farsi condonare sarà anche stato mandato. Non ci risultano approfondite attività di esame delle singole posizioni. Chi le avrebbe fatte? Con quali mezzi di indagine? Con quali modalità? Gli interessati sono stati convocati in municipio? Qual’è la soglia utile per considerare un credito non recuperabile? L’amministrazione non lo dice ora e non lo ha mai detto prima. Dopo più di cinque anni abbiamo ora “iniziato a valutare”? Consentiteci di essere molto perplessi. Ora scopriamo da quanto ci viene risposto che tutta questa presunta attività avrebbe richiesto un impegno di personale quantificato in 15 mila euro. Cioè la metà del costo di un dipendente. Vorrebbe dire che un dipendente avrebbe lavorato sei mesi per mandare via un po’ di lettere e fare un’attività di valutazione dalle caratteristiche quanto mai vaghe. Per questa presunta attività, nel bilancio 2017 è stata ancora prevista la spesa di 21600 euro sotto la voce “recupero crediti”. Stessa scelta del 2016. Verranno fatte altre indagini ed attività più incisive? Silenzio. O si useranno quei maggiori costi messi a carico dei cittadini onesti per dire che un impiegato lavorerà altri sei mesi per mandare un po’ di lettere? Il buon senso ci dice che la tesi sostenuta dal Comune non sta in piedi. E’ solo la via più semplice per far pagare chi già paga.
Come si intende distinguere tra effettiva evasione di cui vuol fare il furbo e bisogno economico? Nessuna risposta. Per l’amministrazione comunale, il mancato incasso deriverebbe da “aziende fallite o cessate con il titolare o soci irreperibili” e da “singoli cittadini privati anche stranieri che si sono trasferiti in altre località o anche all’estero”. E chi lo stabilito? Con quale tipo di indagine? Per sentito dire? Non si può perseguire chi non ha pagato e si è trasferito in un altro Comune? Dobbiamo rassegnarci all’idea che l’evasione ci sarà sempre e quindi tanto vale lasciar perdere? Perché questo sembra il messaggio dell’amministrazione, come confermato dai 221 mila euro di crediti per tassa rifiuti cancellati dal bilancio in sei anni. Tutte perdite. Derivano tutte da fallimenti o da emigrati fuggiaschi? Quali iniziative, veramente incisive, ha fatto l’amministrazione per non perdere quei crediti?  Sorge spontanea una conclusione: oggi, chi non paga non rischia nulla.

 la risposta del Comune

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